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di Leonardo, IHC
Grandiosi! Finalmente una vera idea per una nuova Unione Europea: se il Fondo Monetario Internazionale (FMI) sta cambiando faccia forse incamminandosi in un sentiero un po’ “erratico” se non “eretico” (si veda questo recente pezzo su IHC, cui vanno aggiunte altre considerazioni), perché non inventarsi un bel Fondo Monetario Europeo?
Io direi che l’argomento è già stato ben trattato su Chicago Blog nei pezzi di Giannino e Falasca, cui andrebbe però aggiunto il rilancio di Schäuble (Ministro delle Finanze tedesco) sul Sole24Ore del 13/3; chiaramente il vostro affezionatissimo ci vuol mettere il becco e tentare una sintesi delle informazioni, una ulteriore interpretazione, e uno sguardo un po’ più in là rispetto ad esempio all’attualità greca.
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di Silvano, IHC
Correva l’anno 2010 quando l’Attica intera sotto il regno di Papandreu III, figlio di Papandreu II, nipote di Papandreu I, membro della famiglia dei Pasok, ramo ellenico della più vasta genia dei socialisti d’Europa, si trovò coinvolta in una pesante crisi finanziaria.
Sulla stampa cominciò ad apparire con maggiore frequenza un nuovo e arcano acronimo colpevole di tutti i mali dei buoni governi…
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di Leonardo, IHC
Il FMI si è trovato, per un po’ di tempo, seduto in disparte e pure deriso per il suo passato. Ma Strauss sta scrivendo un gran valzer perché il FMI torni a ballare là, sulla scena, in primo piano, con l’approvazione quanto più vasta possibile di Governi e guru dell’economia. Chiaramente lo Strauss in questione non è nessuno della famiglia di musicisti viennesi, e neppure il tedesco Richard, bensì Dominique Strauss-Kahn, e il valzer in questione non ha niente a che vedere con l’arte tersicorea, bensì riguarda il divincolarsi delle posizioni del Fondo (e del capo della ricerca, Blanchard) dalle storiche posizioni liberiste (mah!) per flirtare con posizioni più “aperte” e “possibiliste” verso una politica economica più attiva e, si può dire, keynesiana.
E con questo, siamo completi.
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di Leonardo, IHC
Stampa qui, stampa là, qualcosa doveva succedere. Oddio, non è che sia successo poi tantissimo, perché un Bebo Bernanke che dà seguito a qualcosa di già annunciato, cioè il rialzo del Tasso di Sconto (TUS), ripetendo l’orientamento a lasciare bassi i Fed Funds per gran parte del 2010 non è tutta questa rivoluzione.
Il principale riferimento del mercato interbancario USA sono i Fed Funds, attesi ancora sotto lo 0,25% almeno fino a novembre. Il loro corrispettivo europeo è il Refi, che non dovrebbe venir toccato almeno fino a metà 2010 (si veda ad esempio qui). Tutto sommato quindi i tassi “importanti” dovrebbero cominciare a salire prima nella UEM che negli USA, tra l’altro partendo dal più alto 1%. Ma la Fed si è mossa per prima, pur prendendola un po’ larga su un tasso ritenuto “marginale” come il TUS, e una qualche ragione ci deve essere; nihil ex nihilo. Siccome l’informazione ufficiale minimizza parlando di “intervento tecnico”, io invece mi lancio nella speculazione intellettuale.
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di Silvano, IHC
Periodicamente ritorna in auge sulla stampa la figura dell’ evasore fiscale (vedi solo a titolo di esempio il recente leitmotiv " un italiano su quattro non paga le tasse "); sempre periodicamente rispunta il dibattito " pagare meno per pagare tutti, o pagare tutti per pagare meno? ".
Viene comunemente dato per assodato che l’Italia sia tra i paesi con un’elevata evasione poiché ha una consistente fetta della propria economia “sommersa”. Tuttavia nessuno si sogna di affermare che è fuorviante lo stesso concetto di economia sommersa. Il cosiddetto “nero” è in realtà quella fetta di transazioni economiche, poste volontariamente e liberamente in essere tra soggetti diversi al fine di trarre un’utilità reciproca, che sfuggono al controllo e/o al prelievo forzoso dell’erario. È semplicemente un ambito economico in cui lo Stato non riesce ad esercitare il monopolio della forza . Niente di più. Altrimenti dovremmo concludere che l’economia termina e coincide con il raggio di azione dei ministeri competenti .
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di Leonardo, IHC
La Grecia rischia il default. La Grecia minaccia l’euro. La Grecia minaccia l’Unione Europea. Qualcuno salvi la Grecia.
Queste sono le voci che girano, voci che sembra verranno accolte con una possibile asse Parigi-Berlino in grado di aggirare i divieti comunitari al salvataggio di Stati fiscalmente irresponsabili. Da parte mia voglio mostrare due cose: se esiste un così drammatico problema greco allora i problemi della UE vanno ben oltre i PIGS, e il problema greco può essere pericoloso non in sé ma perché ritenuto tale.
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di Leonardo, IHC
Questa mi mancava. C’è qualcuno che sta dividendo le Banche Centrali tra “Monetariste” e “Keynesiane”, come Masciandaro sul Sole24Ore del 22/01/09. Le prime sarebbero enti indipendenti con l’unico obiettivo di controllo dell’inflazione; le seconde sarebbero quelle che perseguono più obiettivi anche contrastanti (controllo dell’inflazione e obiettivi di crescita dell’economia) e si occupano anche della vigilanza dei mercati. Da una posizione di superiorità keynesiana negli anni settanta (50% di Banche Centrali keynesiane, 15% monetariste, il resto “cacciucco”) si è ora al vantaggio monetarista (30% contro il 20% keynesiano, e tanto “cacciucco”). Il fine dell’articolo sarebbe lodevole, difendere l’indipendenza delle Banche Centrali, ma questo accademismo è sbagliato e fuorviante.
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di Leonardo, IHC
Premetto che secondo me Obama è semplicemente in crisi di consenso e per risollevarsi, in vista delle elezioni di metà mandato che lo metteranno quasi sicuramente in minoranza rispetto al Congresso, le sta sparando grosse così che siano facilmente comprensibili dal vulgo.
L’ultima sparata è quel progetto (ma andrà avanti davvero?) di ri-separazione delle attività commercial e investment delle banche private, con a corollario una sequela di fuffa demagogica sul contenimento delle dimensioni delle banche.
Il suo discorso del 21/01/10 è infatti, pur nella brevità, pieno di enormità.
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di Silvano, IHC
Proseguendo nella disamina delle operazioni condotte da parte dell’ECB nel 2008 meritano un approfondimento – per motivazioni in parte differenti - i currency swap condotti con le Banche Centrali di Danimarca ed Ungheria. Vediamo il primo.
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di Leonardo, IHC
Su questo sito richiamo spesso la teoria austriaca del ciclo economico. Ritengo che nel complesso questa teoria abbia la struttura logica più robusta sulla piazza. Esistono certamente alcune più o meno evidenti debolezze (alcuni punti di svolta del ciclo non sono adeguatamente spiegati ed alcuni argomenti vengono trattati come tabù), ma ritengo che ciò che è in piedi sia per lo meno da non trascurare, se non da approfondire per eliminare qualsiasi incertezza. Ammetto che considerare le varie debolezze come sicurezze risolvibili con una opportuna ricerca abbia più del fideistico che del razional-logico, ma la coerenza e la potenza di quanto può considerarsi assodato mi fa ben sperare, e soprattutto mi fa dubitare che le teorie alternative siano veramente utili.
Ogni tanto poi trovo alcuni dati che sembrano deporre a favore delle mie idee e cozzare contro il senso comune. È il caso dei dati macroeconomici tedeschi diffusi il 13 u.s.
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