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“Ciao Mamma, Sono a Cipro, Sto Bene ma il Bancomat Mi Ha Mangiato la Carta…”

March 18th, 2013 by Leonardo

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di Silvano, IHC

 

L’Unione Europea ha deciso di concedere un ulteriore pacchetto di aiuti pari a 10 miliardi di euro a Cipro per salvare il proprio sistema bancario. Lo schema avviene as usual attraverso il canale Tesoro, ovvero i debiti privati delle banche diverranno pubblici con la colorita aggiunta di un prelievo forzoso dai conti bancari  detto “one-off stability levy” che prevede due aliquote: 6,75% per i depositi fino a 100.000 euro, 9,9% oltre questa soglia. Il costo monetario è pari allo 0,2% del PIL dell’eurozona, quello della violazione della certezza del diritto invece potrebbe non avere prezzo. In un colpo solo:

*       va a farsi benedire la Direttiva 2009/14/CE che stabilisce la tutela fino a 100.000 euro per depositante;

*       va a farsi friggere un principio piuttosto consolidato del diritto fallimentare, quello della par condicio creditorum, dato che gli obbligazionisti senior non sono soggetti al medesimo trattamento;

*       va temporaneamente in castigo la libera circolazione dei capitali definita agli articoli 56 e 60 dei trattati CE del 1988 grazie a un inedito bank holiday senza precedenti.

 

Ora se la moneta e la fiducia che sta alla base dei rapporti di credito sono beni information sensitive, inserire quello che gli economisti chiamerebbero eufemisticamente “un forte shock alle aspettative” (tramite una discutibile violazione di prassi giuridiche e legislazioni consolidate) in un pacchetto di salvataggio è semplicemente stupido. Razionalità vorrebbe che una volta approvato un intervento, si cerchi di minimizzarne i costi. Dato che parliamo di banche, ci sono un sacco di cose che vanno dalla fiducia agli effetti network che un policy maker con un intelletto più grande di una caccola dovrebbe ponderare e molte di queste valgono più di qualche miliardo di euro.

Nel caso di Cipro il pistolotto morale di stampo luterano – calvinista che ormai accompagna ogni commissariamento in questa Eurozona fatiscente è: “a Cipro ci stanno i depositi della mafia russa e degli evasori, quindi è giusto così”. A parte il fatto che i depositi stranieri oggetto d’imposta ammontano a meno di un terzo del totale (evidentemente qualcuno ha fiutato la fregatura per tempo e ha bonificato altrove), il fatto che Cipro avesse standard di trasparenza bancaria non molto difformi da quelli dell’Honduras era cosa nota ben da prima del suo ingresso nell’Unione Europea. Sarebbe stato sensato da parte dei nostri regulators subordinare l’ingresso di Cipro all’approvazione di uno straccio di legislazione antiriciclaggio ex-ante, invece di invocare moralismi ex-post. Moralismi beceri, come conferma il trattamento privilegiato conferito alle obbligazioni senior. Forse perché queste vengono usate come collaterale verso la BCE e un loro hair cut per decreto avrebbe avuto strascichi troppo simili a quelli del PSI tanto voluto da Berlino a suo tempo? Non lo sapremo mai (o forse lo sappiamo già anche se non ne abbiamo le prove). Quel che è certo che tutti gli animali sono uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri come diceva Orwell. Ma chissà cosa penseranno a Lubiana se qualche banca intossicata di troppo dovesse continuare a rigurgitare contingent liabilities sul bilancio pubblico? Aspetteranno che arrivi Ollie (Rehn) a rimbrottarli o si metteranno in fila alla cassa?

 

Giusto per la cronaca, questo simpatico esperimento finanziario potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio: uno dei principali problemi che si troverebbe ad affrontare un governo in caso di fuoriuscita dalla moneta unica sarebbe proprio quello di bloccare i capitali che scappano e va da sé che sia più facile implementare controlli sui capitali in ingresso che in uscita. Tuttavia l’azione congiunta di Mario, Ollie e del governo di Nicosia potrebbero mostrarci che in fondo è più semplice di quanto sembra: prendi un fine settimana lungo, aggiungi un bank holiday, spegni i bancomat e il gioco è fatto. Chissà, chi vivrà vedrà.

 

In questi casi, il vantaggio dei cambi flessibili rispetto all’Euro tenuto su con lo sputo, come insegna la Gran Bretagna, è che quand’anche il governo opti per una socializzazione delle perdite queste vengono distribuite rapidamente attraverso il mercato dei cambi senza passare attraverso inutili round negoziali (almeno finché sono denominate prevalentemente in valuta domestica). Cos’è successo a Londra? Nulla di particolarmente originale. Il debito pubblico si è impennato per coprire le passività, la sterlina ha perso un 30% sul mercato dei cambi (no, non c’è stata l’iperinflazione), i creditori esteri che non si erano coperti hanno preso la loro parte di perdita in conto capitale, i depositanti sono stati rimborsati in una moneta svalutata rispetto alle divise estere mentre un governo democraticamente eletto deciderà come ripartire i maggiori oneri conformemente al mandato ricevuto dagli elettori. Ovvero gli inglesi dovranno preoccuparsi degli aspetti “reali” senza subire un pro-ciclico calvario di fatto di conferenze intergovernative, contenziosi legali, credit crunch e febbroni da spread. E poi ci sono quelli che se la prendono con Cameron e i soliti inglesi un po’ naif perché si tengono stretti la sterlina. Chiamali gonzi.

 


12 Responses to ““Ciao Mamma, Sono a Cipro, Sto Bene ma il Bancomat Mi Ha Mangiato la Carta…””

  1. 1

    Leonardo Says

    Ok per la mostruosità giuridica di quanto accaduto. Riguardo il riferimento ai cambi… be’ anche mia nonna, con il senno di poi, se avesse avuto le ruote sarebbe stata una cariola…

  2. 2

    Silvano Says

    La BCE *dovrebbe* presiedere la stabilità sistemica, queste cose le sapevano. Se fai “nazionalizzare” i debiti su base locale, i paesi con livelli di indebitamento privato elevato vanno fuori mercato.

    E’ come se negli Usa avessero pensato di salvare le banche stato per stato in base al volume di credito erogato localmente con il vincolo del pareggio di bilancio sulla spesa corrente. Una boiata così poteva venire in mente solo a Bruxelles. Semplicemente chi aveva meno contingent liabilities non aveva interesse ad una mutualizzazione ordinata dei salvataggi bancari. Il senso di emettere “Union Bond” con una contropartita fiscale sul bilancio comunitario – proposta iniziale di Juncker e Tremonti – era quello di fare un’operazione simile a quella fatta negli Usa. La proposta c’era ed è stata scartata in toto: il risultato è che i peripherals salvano le banche emettendo Junk Bonds, dato che per ogni paese membro indebitarsi in euro è come indebitarsi in valuta estera.

  3. 3

    Leonardo Says

    Secondo me fai confusione. La stabilità finanziaria perseguita dalla BCE riguarda cose come la sana gestione (non ridere e dai!) e la liquidità del mercato; in questo non è assolutamente previsto il salvataggio – cioè la ricapitalizzazione o l’alleggerimento dell’attivo – delle banche, perché una Banca Centrale è un prestatore di ultima istanza ma non un capitale di ultima istanza. E’ la stessa questione che ho contestato a Carbone e a molta gente più importante di lui tramite lui: un discorso è la liquidità un altro la solvibilità.

    In termini lati si può preservare la liquidità facendo fallire la banca insolvente (con Pietro sono anni che discutiamo con quali procedure fallimentari), quindi la BC deve stare lontana dall’idea dei salvataggi (tra l’altro è lei che stampa moneta, e non può ricapitalizzare nessuno ad hoc così come non dovrebbe finanziare spesa pubblica ad hoc).

    Chiarito questo, se qualcuno vuol salvare la banca, può essere o un consorzio imprenditoriale (in Italia l’ABI supportando altre banche che si comprassero quella fallenda) o un’autorità fiscale, appunto lo Stato – che espressione dei cittadini definisce che l’esistenza della banca vale il denaro dei contribuenti, anche di quelli con € 100 di saldo di conto corrente. E così è stato (che poi dietro ci siano giochi di potere alla faccia del contribuente, altro che calcoli economico-sociali, lo sappiamo e non serve parlarne).

    Questo per come sono distribuite le competenze nel mondo reale. In un mondo ideale… per me la BC NON deve ricapitalizzare una bella cippa, se la banca chiude, chiude, al massimo è un problema delle autorità fiscali che ne risponderanno ai propri elettori-contribuenti – cioè come è ora, salvo che il contribuente non capisce una sega.

  4. 4

    Silvano Says

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-03-16/vertice-ue-aiuti-cipro-092107.shtml?uuid=Ab9mGfeH

    Dai ma sono apprendisti stregoni! Ma pensano davvero che una volta riaperte le banche non riprenda la corsa agli sportelli? Con una mossa del genere il sistema è morto. Tanto vale lasciarli uscire. E la cosa ridicola è che la parte turca dell’isola sembrerebbe essere immune a tutto ciò.
    Non si può intervenire in modo random in queste cose. Non è la prima crisi bancaria della storia dell’umanità. Sono dei cialtroni. Sai quanta liquidità dovranno pompare se gli parte un contagio sugli spread!

  5. 5

    Leonardo Says

    Senti, che siano dei cialtroni anche solo per aver pensato di bloccare gli sportelli e piantare un prelievo forzoso, non ci piove.

  6. 6

    Silvano Says

    @Leo: “non ridere e dai!”.. vuoi ridere solo tu..?

    In un sistema in cui la BCE risconta emissioni “autosottoscritte” dagli istituti senza passare per il mercato primario e senza nemmeno degnarsi di organizzare consorzi di collocamento pilotati la differenza fra liquidità e solvibilità credo sia evaporata da un pezzo, quindi ci sta che abbia qualche difficoltà di percezione ultimamente.

    Esistono tanti modi di procedere: dalle bad bank alle TPO. Sui bail-in ho scritto un pezzo. Ma, al netto di una certa discrezionalità che circostanze straordinarie possono imporre, le procedure non possono essere dilettantescamente “random” come ora. L’agente fiscale che voglia salvare il sistema bancario non può essere totalmente slegato da quello monetario se vuole mantenere il controllo dei tassi e non fare la fine di un qualsiasi paese in via di sviluppo.

  7. 7

    Leonardo Says

    Che all’atto pratico si sia sul confine tra liquidità monetaria e solvibilità fiscale sono d’accordo. Ma tu sai che se la prassi è confusa questo non cambia le regole formali, quindi la BCE non può ricapitalizzare e tocca – se lo vogliono – ai Governi.

    Forse proprio data la scarsa rilevanza di Cipro hanno provato questa abbozzata colossale… sinceramente non so cosa sperassero se non far scappare i capitali dove possano essere più controllabili. Cmq stiamo attenti, a volte ai politici piace fare da stupidi ma nascondere le vere carte e obiettivi.

  8. 8

    Silvano Says

    Sul fatto che la BCE non possa ricapitalizzare siamo d’accordo. Ma la situazione di Cipro era nota. Di tempo per prendere migliori decisioni ce n’è stato. Con quale credibilità si porta avanti l’accordo sull’Unione Bancaria siglato a dicembre? Già l’interbancario è morto, prendiamo anche a fucilate i depositanti…
    E certo che dobbiamo stare attenti, questi sono pericolosi!

  9. 9

    Leonardo Says

    Be’ anche la situazione italiana è nota da decenni, ma non fanno una cippa di quel che va fatto sulla spesa… Insomma, sono politici…

  10. 10

    walter Says

    Quel “comunistone” di Schlichter, analizzando la situazione di Cipro, ha scritto in sostanza “Non è giusto che la scelleratezza delle banche cipriote venga salvaguardata col solito salvataggio alla maniera UE, ma dato che si è presa questa scelta meglio che paghino in parte i creditori di quelle stesse banche, con un prelievo forzoso sui loro CC piuttosto che i contribuenti dell’intera eurozona”.

    Mi dispiace, ma dopo l’iniziale disappunto per tutta la faccenda mi trovo abbastanza d’accordo. Io avrei fatto fallire le banche cipriote e ognuno si prenda la sua parte di problemi, ma visto che gli eurocrati ritengono sacro sostenerle, meglio farlo almeno in parte coi soldi dei creditori (magari trasformandoli in azionisti)che coi soldi degli altri europei. Vi ricordo che quest’anno il debito pubblico italiano ha avuto un impennata anche per i conferimenti ai fondi salva stati (cioè, salva banche) della UE.

  11. 11

    Leonardo Says

    Walter,
    in fondo la posizione di Schlichter ha molto senso. Chiaramente questo implica riconoscere che il depositante è un creditore e non, appunto, un “depositante” in senso proprio (credo tu capisca a cosa mi riferisco).
    Sul trasformare i creditori in soci, sei in linea con Monsurrò, ma è una bischerata (che cozza proprio con la definizione del diritto di credito e sue conseguenze come sussunta in Schlichter).

  12. 12

    walter Says

    Parti in vantaggio: sai che ho rigettato una interpretazione troppo Desotiana della ri.fra. e che ormai è l’analisi di Schlichter che mi pare la migliore a riguardo. Il mio problema è visto che lasciare che le banche risolvano da sè i propri problemi di solvibilità con tutte le conseguenze del caso è politicamente impraticabile (ma probabilmente, a regime, sarebbe la scelta di first best) facciamo una scaletta delle scelte che ci rimangono.

    Prima di pensare a tutto il resto, trasformare i depositanti o creditori che dir si voglia in azionisti non è proprio bellissimo (pagano con perdite in borsa errori di manager che di certo non hanno scelto loro) ma meglio che sia tutto il resto della popolazione (cipriota o europea ) che magari, che quella banca esista o meno, se ne sbatte i maroni e può continuare a vivere senza averne bisogno.

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