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Archive for February, 2007

La leggenda del santo bevitore (Parte I)

February 27th, 2007 by Admin

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di Alessandro, Usemlab


Quale ruolo per le banche centrali nel sistema economico? Una prospettiva austriaca.

"In tutti i Paesi del mondo – credo –
l’avarizia e l’ingiustizia
dei principi e degli Stati sovrani,

abusando della fiducia dei sudditi,
hanno diminuito gradualmente

la quantità reale di metallo
originariamente contenuta nelle monete."

Adam Smith (La ricchezza delle nazioni, 1776)
 
Il tema monetario occupa un posto speciale in economia. Forse la noia che ispira è causata dal gergo, così distante dal linguaggio comune o dalla convinzione popolare che tanta teoria sia, nella quotidianità, solo un intralcio. Certo è che per gli studenti il tedio si brina di panico, perché la politica monetaria è insegnata in un rovo inestricabile di analisi matriciale e statistica. Il ruolo di una banca centrale sfuma così tra il disinteresse delle persone comuni da una parte, e dall’altra in ricordi di studenti angosciati da matematismi ideati da teoristi zelanti.

In passato la moneta non ha avuto bisogno di grandi spiegazioni. Essa è sempre emersa spontaneamente tra le altre, come la più commerciabile tra le merci ricercate dagli uomini. Dovunque gli individui si siano scambiati ciò che ritenevano avere meno valore con ciò che ritenevano averne di più, la moneta è stata il mezzo di scambio, vale a dire la lingua con la quale essi hanno comunicato informazioni cruciali riguardo alla scarsità e all’abbondanza.

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Mandelbrot e le Efficient Market Hypothesis

February 23rd, 2007 by Admin

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di Jacopo, Ihc
Frattale di MandelbrotL’edificio delle moderne teorie della finanza è costruito sulle ipotesi neoclassiche dei mercati efficienti. Dalle aule universitarie, alle sale di trading, passando per i costosissimi Master in Finance sparsi per il mondo, si insegnano e si applicano  teorie del portafologlio che sono ciecamente basate su questa struttura. Da Marshall a Samuelson, la storia dell’economia finanziaria riconosce alcune proprietà ai mercati finanziari, proprietà quasi assiomatiche, e su queste e con queste girarano immense quantità di denaro.

Come spesso accade in economia però, le ipotesi vengono velocemente dimenticate, o peggio, in maniera più o meno volontaria, gli economisti dimenticano che le ipotesi sono solo “ipotesi”, e non esiste nessun processo per il quale una ipotesi col passare del tempo possa diventare un’evidenza. Schernire gli economisti in questi termini è facile e divertente. Tempo fa lessi questa sorta di battuta sugli economisti, molto eloquente, ma talmente triste da far ridere giustappunto un economista.

“Un ingegnere ed un economista sono sperduti su un’isola con una marea di fagioli in scatola. 
L’ingegnere le apre con un sasso ma si schiacciano tutte. L’economista salta fuori con la soluzione:
- Supponiamo di avere un apriscatole!”.

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Libertà e Diritti: alcune precisazioni

February 19th, 2007 by Admin

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di Stefano, Contributor.

 

Statua della libertàCi sono poche parole, forse, il cui suono allieta l’animo quanto quelle di libertà e diritti. Basta chiedere a chiunque se è favorevole a questi concetti e con buona probabilità otterremo una risposta affermativa. Purtroppo, però, la maggior parte delle persone non possiede una visione chiara di cosa siano i diritti e in cosa consista la libertà. Basti pensare che molti sinceri sostenitori di tali convinzioni, quasi a prova della loro inossidabile fede, aggiungono sovente “non dobbiamo barattare i nostri diritti in cambio di sicurezza”, come se i diritti fossero separabili dall’essere umano. Si tratta di una costruzione mentale pericolosa, certo, ma mai quanto la distorsione del concetto di diritto messa in campo dalla cultura social-democratica per perpetrare la sua agenda politica.
La dottrina social-democratica dei diritti è quella secondo cui ogni essere umano deve vedere soddisfatte le sue esigenze di cibo, occupazione, assistenza sanitaria, previdenziale e così via. Ma se le persone volessero abbracciare la vera dottrina dei diritti naturali e la libertà ad essa collegata, allora sarebbe più semplice comprendere il significato corretto di questi termini.

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Insana ma robusta Costituzione

February 16th, 2007 by Admin

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di Luigi, Ihc

“La costituzione è una cintura di castità,
messa lì per limitare la libidine degli uomini di stato.
Peccato che questi ultimi ne abbiano la chiave…”

A. De Jasay

Fra i tanti rottami e ciarpami culturali di cui si serve la religione statalista in Italia vi è la Costituzione, “Bibbia civile” dei cittadini ortodossi.
Redatta dall’Assemblea costituente fra il 1946 e il 1947, ha rappresentato il risultato del compromesso fra le varie ideologie collettiviste uscite indenni dalla seconda guerra mondiale: socialismo, comunismo, azionismo e solidarismo di matrice confusamente cattolica.  Entrata in vigore il 1˚ gennaio del 1948, ha mostrato la desolante inconsistenza della cultura liberale italiana (ammesso che esista).
Feticcio degli statalisti di destra e di sinistra, pietra tombale delle migliori aspirazioni individualistiche, levatrice delle peggiori istanze pubblicistiche è immane palla al piede che ci trasciniamo faticosamente dietro da ormai più di cinquant’anni.

 

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Friedrich Engels ovvero quando si dice la lungimiranza

February 14th, 2007 by Admin

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di Jacopo, Ihc.

Il profetico Friedrich Engels, teorico del comunismo, sapeva che la storia si evolve per stadi, successivi l’uno all’altro. A stadi passati seguitano stadi sempre più vicini a quello che è il fine ultimo della Storia. Esiste uno stadio che è dunque necessariamente ultimo poiché nessuno altro può seguire.

engelsIl profetico Engels sapeva che la storia si evolve per stadi. Infatti, nel 1878, scrisse a proposito della guerra franco-prussiana, conclusasi sette anni prima, che “una svolta di tutt’altra importanza rispetto a tutte le altre precedenti è avvenuta” nella storia della guerra. “Le armi hanno raggiunto  un tal punto di perfezione che non è più possibile un nuovo progresso che abbia un qualche influsso rivoluzionario. Se si hanno cannoni con i quali si può colpire un battaglione ad una distanza che permette appena all’occhio umano di distinguerlo e fucili che hanno la stessa efficienza avendo come bersaglio un singolo uomo e nei quali il caricare prende meno tempo che mirare, ogni progresso ulteriore è più o meno irrilevante per le operazioni belliche campali. L’èra dello sviluppo è quindi essenzialmente chiusa in questa direzione Engels, Friedrich, 1820-1895: Herrn Eugen Duhrings Umwalzung der Wissenschaft

Il profetico Engels sapeva che la storia si evolve per stadi. Beato lui…

La milleduesima notte (ovvero del credito espansivo, vero sterco del demonio)

February 13th, 2007 by Admin

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Una esemplare introduzione alla teoria austriaca del ciclo economico:

di Alessandro, Usemlab.

 

Marcello il panettiere sforna dieci pagnotte, ma se ne consuma solo due, otto gli avanzano. Enrico il ciabattaio non ha le risorse per produrre le sue ciabattine con perline e nemmeno Tina la calzolaia, per chiodare i suoi scarponi da mare. Entrambi offrono a Marcello le loro calzature in cambio degli otto pani, promettendo di consegnarle entro sette giorni. Marcello calcola che sia Enrico che Tina sono affidabili, ma che le ciabattine di Enrico tra sette giorni saranno preferibili, sia agli inutili scarponi di Tina, sia alle otto pagnotte di oggi. Marcello, infatti, ha saputo che Nicola il vacanziere desidera le ciabattine di Enrico e disprezza invece gli scarponi di Tina. D’altra parte tra sette giorni le pagnotte saranno rafferme e avranno perso valore. Marcello decide allora di concedere il credito a Enrico e di negarlo a Tina. E’ certo che se Marcello non risparmiasse i pani, non potrebbe prestarli a nessuno. E che Tina potrebbe produrre gli scarponi solo rubando i pani prestati a Enrico, compromettendo così la qualità, i tempi di consegna o addirittura la produzione stessa delle ciabattine. Ma se davvero, con il ladrocinio, Tina riuscisse a produrre gli scarponi, questi rimarrebbero comunque invenduti perché Nicola li disprezza. Il capitale di Marcello sarebbe sprecato.

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Ma l’importante è sempre partecipare?

February 9th, 2007 by Admin

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Il direttore generale dell’Istituto Bruno Leoni Alberto Mingardi, nel suo ultimo articolo, ribadisce il concetto che giorni addietro era stato espresso proprio su ideashaveconsequences.org. Mingardi non si ferma ad una analisi scialba e piena di retorica. Non propone soluzioni ipocrite. Non invoca l’aiuto di nessuno. Riconosce, invece, molto più semplicemente che

“la proprietà privata stimola la buona gestione, quando invece la proprietà pubblica si accompagna con l’incuria”.

Senza fronzoli il problema è lo Stato. Sempre lui.

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Stato Nostro, Che Sei In Terra…

February 8th, 2007 by Admin

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 di Luigi, Ihc.

Adios, Pasionaria: io adesso
abbandonerò la tua mano
tiepida e ti sacrificherò
al dio crudele della gente che
non crede in Dio perché, se vi
credesse, potrebbe vivere felice
all’ombra delle sue Eterne Leggi.
Adios, Pasionaria: lo Stato fa le
strade e fa camminare le ferrovie
e illumina le città, di notte, ma ci
toglie la libertà
.”
Giovannino Guareschi

Che lo stato abbia un connotato religioso è fuor di dubbio. E, altrettanto fuor di dubbio, non per colpa del cardinal Ruini. Né di ingerenze di qualche altro loquace affabile prelato.

Lo stato ha un connotato religioso di per se stesso. Si (im)pone come dio. Ai suoi cittadini richiede un’irrazionale approccio fideistico. La religione secolare obbligatoria di cui si fa portatore è lo statalismo. Insegnato nelle scuole pubbliche.

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Oggi piove: ma la colpa di chi è?

February 6th, 2007 by Admin

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Pronto il nuovo sondaggio settimanale.

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Luca Pancalli l’interesse della collettività se lo tenga per sé

February 5th, 2007 by Admin

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di Jacopo, Ihc.

Nella recente conferenza stampa il commissario straordinario della Figc Luca Pancalli afferma:

"Se ciascuno di noi, nella propria responsabilità, si ricorda che al di là degli interessi di parte, e di categoria, deve interpretare il proprio ruolo nell’interesse della collettività, ecco: per questo sono fiducioso che quella maturità possa emergere." (Fonte: Sky)

Sono queste parole ad obbligarmi a scrivere un commento in calce ai tristi avvenimenti che hanno riempito le pagine dei quotidiani nazionali in quest’ultimo fine settimana.
Lo scandalo del calcio, che in questi giorni è venuto fuori con straordinaria violenza, altro non è che l’ennesimo fallimento dello Stato, l’ennesima tragedia della deresponsabilizzazione perpetrata dallo Stato a spese dei cittadini. Tutto questo in nome dell’interesse della collettività. Il Sig. Pancalli, appoggiato da Petrucci, si rivolge ai Presidenti delle società calcistiche quando invoca questo interesse pubblico. Ma con l’interesse pubblico non si è mai andati da nessuna parte. L’interesse pubblico è l’interesse di nessuno, o al massimo l’interesse del gruppo di potere di turno. Il Sig. Pancalli non si accorge che è l’interesse del privato, del singolo, del presidente, dell’imprenditore, il motore che può veramente risolvere il problema degli stadi italiani. Questo perché interesse privato è sinonimo di responsabilità. Una parola che sembra diventata sconosciuta agli abitanti di questo Bel Paese.

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