Edgar Peters: Equilibrio significa la morte dei mercati
March 1st, 2007 by Admin
Traduco questo breve brano di Edgar Peter, tratto da Chaos and Order in Capital Markets, 1991. Non lo commento perché, per chi ha seguito i precedenti dibattiti su IHC, proseguiti anche su Usemlab, penso sia già molto eloquente di per sé.
“Quarant’anni fa l’econometria si proponeva come quella scienza in grado di prevedere il futuro economico, e consigliarci adeguatamente le scelte e le politiche più corrette. Oggi le previsioni economiche sono spesso oggetto di derisione. La stessa Wall Street, insieme con le più grandi imprese americane, ha iniziato a smantellare i suoi dipartimenti economici perché, come dice Linden, le loro previsioni “era sicuramente divertenti ed interessanti; ma non certo utili.” Cosa è andato storto?
Innanzitutto c’è il concetto di equilibrio. L’analisi econometrica assume che se non ci sono influenze esterne o fenomeni esogeni, il sistema sta nel suo stato di riposo. Questa è la visione economica dell’equilibrio. Tutto è bilanciato. L’offerta eguaglia la domanda. Se, invece, si disturba il sistema con dei fattori esogeni allora quest’ultimo si allontana dal suo punto di equilibrio. Il sistema reagisce a queste perturbazioni esterne riconvergendo verso il suo equilibrio, in modo lineare. Il sistema reagisce immediatamente alla situazione di disequilibrio perché non sopporta essere sbilanciato. Il sistema vuole ordine, vuole tutte le cose al loro posto.




*
*