IHC va in vacanza! Arrivederci al 3 Settembre.
July 30th, 2007 by Admin
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Yes, we definitely think they do…

Ebbene, sì, ci dice tra le righe Von Hayek, avvalorando le sue tesi attraverso uno sfizioso quadro del sistema giuridico di common law anglosassone. In esso le regole astratte di mera condotta, “intese ad applicarsi ad un numero ignoto di casi possibili”e caratterizzate da un criterio puramente negativo, hanno reso possibile l’edificazione di una società aperta di individui non conculcati nelle loro libertà da disposizioni specifiche appositamente previste da un onnisciente legislatore. Si inserisce a questo punto la precisazione di Von Hayek, volta a chiarire che il diritto consuetudinario non consiste di principi particolari, bensì nella capacità del giudice di estrapolare da casi concreti norme esplicite ed implicite (generali ed astratte) applicabili alle fattispecie che di volta in volta si presenteranno. L’importante è che il giudice non dovrà mai sottomettersi ad alcun diktat di tipo esegetico o a qualsiasi altra forma di ragion di Stato.

A ben vedere, infatti, le cose non stanno affatto in questo modo: il diritto non si inventa, si scopre, come sembra ricordarci lo stesso brocardo latino del giurista Giulio Paolo (III sec. d.C.) secondo cui "Non ex regula ius summatur, sed ex iure quod est regula fiat". Purtuttavia è ancora oggi largamente accettata la mistificazione costruttivista, che affonda le proprie radici nei governi dei primi sovrani illuminati d’Europa, secondo la quale con il termine diritto va inteso solo e soltanto il prodotto dell’attività legislativa, corredato di sanzioni (comminate in caso di inadempimento) e istituzioni atti a produrla (il cosiddetto diritto oggettivo).
Questo articolo prosegue la discussione su quanto riportato dal Governatore della Banca d’Italia Draghi nelle proprie Considerazioni Finali. In particolare stavolta voglio soffermarmi su quanto da Draghi asserito in merito alla stance di politica monetaria nell’Eurosistema, e perciò faccio riferimento alle dichiarazioni contenute nelle pagine 7 e 8 delle Considerazioni Finali della Relazione Annuale per il 2006, nonché alle dichiarazioni riportate nella stessa Relazione (capitolo 6, pagg. 57 – 66) ed ai dati delle tavole a questa in appendice.
Il Governatore Draghi affronta l’esposizione della stance di politica monetaria della BCE in un modo, a mio giudizio, abbastanza ambiguo. Questa ambiguità risiede, come cercherò di spiegare, nella non chiara affermazione delle variabili strumentali di politica monetaria su cui si misura la “responsabilità” del SEBC in termini di impostazione della stance monetaria e, se la teoria alla base è corretta, in termini di risultato inflazionistico; il problema che ravviso è che l’ambiguità dei riferimenti di “accountability” possano (o abbiano potuto) dar spazio a politiche il cui indirizzo sia ben lungi da quello ufficiale.