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Archive for October, 2007

Lo “Spending Standard” di Hitler

October 26th, 2007 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc
 
Su Ventinove Settembre è comparsa una interessante serie di quattro lavori (questo questo questo e quest’altro) di commento e analisi della politica monetaria di Hitler, almeno per quanto ne è stato recentemente decantato. Ricordo semplicemente che il Governo di Hitler mise in piedi un ambizioso piano di ricostruzione delle infrastrutture tedesche “pagando” con dei “Certificati Lavorativi del Tesoro” (CLT, a quanto pare poi circolanti come moneta), in un momento di forte difficoltà della Germania perché alle prese con debiti di guerra, carenze strutturali, capitali inefficientemente allocati, e iperinflazione sul marco tedesco. Mi permetto di esprimer alcune considerazioni; per il resto rimando in toto a quanto scritto da Libertyfirst.
 
Le informazioni cui fa riferimento Ventinove Settembre non sono in effetti molto dettagliate, ma l’insieme del peso della situazione “reale” e debitoria, con l’aggravante della speculazione sul marco (regolarmente sostenuta proprio dal lassismo monetario della Banca del Reich in un perfetto circolo vizioso) certamente giustificavano tassi di interesse troppo elevati sia per iniziative imprenditoriali che per politiche di public spending; in questo vedo lo stimolo per “l’idea” di Hilter.

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Valuta Alternativa Napoletana? No, Però…

October 23rd, 2007 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc
 
Il fenomeno delle “valute alternative”, circolanti in ambiti territoriali ben limitati, è ben conosciuto anche dalla BCE e per nulla sorprendente. L’ultima trovata in tal senso è quella dell’Associazione Masaniello di Napoli con il suo Scec (che suona come “cheque”), e ne ha parlato Libero del 16/10/07.
Credo che la definizione di “valuta alternativa” non sia corretta; sullo stesso coupon o “banconota” è ben scritto “buono sconto da x euro, altro che “scudo”, “fiorino” “lindendollar” o “antieuro” (per l’ultimo state tranquilli, è solo questione di tempo e ci arriveremo).
 
Le “valute alternative” normalmente circolano in una rete locale di esercizi convenzionati; il consumatore converte i propri euro in “nuova valuta”, e quindi li “vincola” a circolare solo presso questa più ristretta rete di esercizi. Questa soluzione è di solito simbolica (si lega la valuta a identità culturali locali) e spesso nasce da spirito di “resistenza” alla globalizzazione, ma all’atto pratico funziona come forma di fidelizzazione della clientela verso certi esercizi, al pari del caricare con euro una fidelity card spendibile presso una qualche catena di esercizi (la praticità dell’uso della card in luogo dei contanti è illusoria e nasconde il vincolo impresso su quelle risorse a non essere spese fuori da un certo circuito).

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L’Altra Faccia del Trade Balance

October 19th, 2007 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc
 
 
In un precedente articolo l’ho messa troppo semplice, dicendo che un saldo positivo della bilancia commerciale è segnale di miglior imprenditorialità nel settore export, dando l’impressione che il mio personale “outlook” sull’Italia sia positivo; il dato è sempre da verificare rispetto ad esempio all’andamento di import e export, del PIL, dei prezzi, e dei tassi di cambio, in quanto è il contesto che consente di interpretare la posizione con l’estero come sintomo positivo o negativo della congiuntura.
Il fatto che si abbia un saldo positivo della bilancia dei pagamenti, essenzialmente per incremento dell’export, pure a prezzi crescenti derivanti dall’euro forte, è indice di migliore imprenditorialità; il fatto che l’import languisca con prezzi esterni per la stessa ragione decrescenti mi rende però un’impressione negativa della congiuntura, a dispetto di quanti parlano di ripresa o di superamento dell’impasse “subprime”. Il punto è che l’aspetto settoriale e quello congiunturale non sono mutuamente escludibili.

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Conferenza “Democrazia: crisi delle rappresentanze”

October 17th, 2007 by Leonardo

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Per chi voglia approfondire su un piano più "diretto" la discussione svolta su questo sito ("È possibile discutere la democrazia? Crisi di un mondo (il nostro), processo a un mito (la democrazia), proposte per una nuova società" – Prima e Seconda Parte), su invito di Andrea, segnaliamo quanto segue:
BIELLA, VENERDÍ 19 OTTOBRE, ore 21
presso il polo universitario di CITTÁ DEGLI STUDI, C.so PELLA 10
IL
www.centropannunzio.it
con il PATROCINIO della CITTÁ DI BIELLA
NEL SUO 40° ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE
PRESENTA:
DEMOCRAZIA: crisi delle rappresentanze.
PARTECIPANO:
Carlo LOTTIERI, filosofo politico (Università di Siena): "Un’alternativa alla democrazia:il libero mercato";
Flavio FELICE, economista (Pontificia Università Lateranense): “Dal paternalismo di Stato alla sussidiarietà orizzontale";
Mario UNNIA, politologo (Università di Milano Bicocca): “Democrazia e rappresentanza: la nuova stratificazione sociale e i nuovi modelli di società.
INTERVERRÁ
Pier Franco QUAGLIENI, presidente del CENTRO.
A partire dalle ore 20, sempre presso gli stessi locali, verrà servita una cena-buffet (prezzo indicativo15 €) e sarà possibile intrattenersi con i relatori e conoscere le attività svolte dal CENTRO. Per partecipare a questo momento di convivialità è necessario prenotarsi al 339.60.86.160 o scrivere a: pannunzio.biella@alice.it entro il 16 ottobre.
Per raggiungere CITTÁ DEGLI STUDI: www.cittastudi.org/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1987
Presidente onorario: Alda Croce. Presidente: Pier Franco Quaglieni. Comitato culturale: Pierluigi Battista, Gian Mario Bravo, Oddone Camerana, Antonio Cardini, Valerio Castronovo, Mauro Chessa, Luigi Compagna, Giovanni Conso, Girolamo Cotroneo, Claudio Dal Piaz, Guido Davico Bonino, Jas Gawronski, Ezio Gribaudo, Paolo Guzzanti, Bonifazio Incisa di Camerana, Berardino Limonati, Claudio Magris, Igor Man, Piero Melograni, Ugo Nespolo, Camillo Olivetti, Rossana Ombres, Pietro Passerin d’Entrèves, Marcello Pera, Sergio Pininfarina, Quirino Principe, Luigi Resegotti, Franco Reviglio, Sergio Ricossa, Sergio Romano, Cesare Romiti, Pietro Rossi, Gian Enrico Rusconi, Lionello Sozzi, Cristina Vernizzi, Valerio Zanone.

No-Global, Antigravità, e Tanta Ipocrisia

October 15th, 2007 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc
 
Dico subito che opporsi alla globalizzazione è come opporsi alla legge di gravità: non la si elimita per decreto, e per quanti sforzi si facciano alla fine prevale sempre lei (e magari ci lascia con il sedere per terra).
 
Anzitutto attribuisco un valore preciso al termine “globalizzazione”. La globalizzazione è un fenomeno di incontro tra società culture ed economie su scala planetaria, da cui derivano sintesi culturali originali o omologazioni più o meno estese rispetto a modelli per varie ragioni “dominanti”.
Ultimamente si fa un gran bailamme sugli aspetti negativi della globalizzazione, giacché pare che i modelli culturali degli USA si stiano espandendo, soppiantando crescenti porzioni di culture autoctone europee, asiatiche o africane. Spesso si indica l’imperialismo economico e militare quale mezzo di diffusione di questo pernicioso virus, un nemico da contrastare in ogni modo per poter preservare l’originale varietà e composizione delle culture mondiali, degli stili di vita, e delle strutture economiche sparse per il mondo. Tutto deve restare com’è adesso, fatto di milioni di “località”, insomma.

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I Grillini e l’Anelito dell’Antimateria

October 10th, 2007 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc
 
Mettiamola così: siamo un popolo di criticoni. Oh, certo non solo noi, ma in Italia si arriva al parossimo.
Ve ne siete accorti? Siamo di volta in volta contro qualsiasi cosa, una popolazione di “anti-questo” e “anti-quest’altro”; ogni tanto spunta un nuovo oggetto di contestazione, e una parte dell’Italia si trova ad inneggiare all’ennesimo “anti-qualcosismo” cucendosi addosso con spavaldo orgoglio l’ennesima etichetta da “anti-quellocon frequenza e varietà superiori perfino alla proliferazione dei sottogeneri del metal (per lo meno i metallari portano spesso con sé una buona dose di autoironia…).
 
Non sono un psicologo, ma posso arrischiarmi in qualche considerazione, ipotesi, supposizione (e quindi ad alto rischio di dire boiate), sperando di suscitare risposte che mi indichino quanto lontano (o vicino) sono cascato.
 
Un grosso problema di fondo che vedo, è che tendenzialmente viviamo con una doppia logica e una doppia morale; ad esempio: come si fa ad essere contemporaneamente comunisti e cristiani? Come si fa a conciliare l’indole individualista con il sostegno al socialismo? Come si fa ad andare ad un corteo no-global con le Nike ai piedi? Come si fa a dirsi socialisti-liberali? Come diavolo si fa ad andare a pregare giornalmente la Madonna di turno per poi truffare o giustiziare il prossimo?
 

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