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Archive for November, 2007

Evitare la Deflazione – Un Falso Problema

November 29th, 2007 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc
 
Nel precedente articolo “Evitare la Deflazione – Il Dubbio” ho schematizzato la visione liberalista della neutralità di stati inflazionistici/deflazionistici sulle decisioni imprenditoriali, assieme al giustificato dubbio di Pietro su un’effettiva “non-neutralità deflazionistica”.
Richiamando la schematizzazione formale del precedente articolo, cerco adesso di discutere in merito all’effettiva rilevanza del problema.
I risultati esposti, a parer mio, trascurano troppo le cause della deflazione per permettere di rovesciare i giudizi su “austrismo” e “inflazionomia”; di seguito espongo i casi principali.

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Evitare la Deflazione – Il Dubbio

November 26th, 2007 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc
 
Dai sempre proficui scambi di opinioni tra me e Pietro (aka Libertyfirst) a volte traggo spunti di riflessione che toccano anche punti cardine del mio credo liberalista, mettendone in discussione oggettività e ragionevolezza.
Nel nostro discutere, Pietro mi ha espresso il suo dubbio sul fatto che in realtà esista un limite per la deflazione, oltre cui si realizzano progressive marginalizzazioni delle imprese; questo andrebbe a contrastare gli assunti liberalisti e vieppiù “austriaci” di sostanziale indifferenza di operatività dell’economia in fasi di inflazione e deflazione (ad esempio si veda Polleit). Se questo dubbio si provasse fondato, butterebbe all’aria la supposta capacità dell’economia di operare regolarmente in costanza di progresso tecnologico con tassi di crescita dell’offerta di moneta praticamente nulli (un ideale “austriaco”) e fornirebbe una giustificazione alle politiche di controllo inflazionistico; in altri termini, si dimostrerebbe la non-superiorità del liberalismo, se non addirittura la necessità dell’inflazionomia!

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Che Ci Dice, Professor Mundell?

November 19th, 2007 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc
 
Il Sole24Ore del 13/11/07 riporta una breve intervista a Mundell, Nobel per l’economia nel ’99 e padre delle OCA (guarda caso). Sparsi per l’intervista, ho trovato alcuni spunti di riflessione che qui riporto.
 
Vorrei aprire questa serie di appunti con il titolo dell’intervista: “L’era del dollaro non è ancora finita”; non so se sia una frase propria di Mundell, ma essendo virgolettata si lascia intendere che lo sia. Pare un concetto piuttosto forte, una precisa presa di posizione; è simpatico quindi leggere poco più sotto che Mundell “non [saprebbe] dire se [quest’ultima grande oscillazione del dollaro] durerà ancora a lungo” e che “forse siamo vicini ai massimi negativi”. Mi aspettavo, dato il titolo, una maggior sicurezza sulle prospettive del dollaro, ma è “saggio” non esagerare con la sicurezza, e Mundell dimostra di saperlo bene.

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Conseguenze del Malinvestment nella Stima del Pontential Output

November 13th, 2007 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc
 
Partendo da quanto già premesso in “Breve Introduzione sul Pontential Output”, cerco qui di sviluppare un ragionamento che giustifichi un metodo di stima dell’Output Gap decisamente più accessibile e fruibile da chiunque.
 
Ammessa (e non concessa, vero, ma altrimenti non ci sarebbe motivo di discutere oltre) l’utilità di una stima dell’Output Gap (OG), come differenza tra PIL e Potential Output (PO), a fini di analisi dello stadio del Business Cycle, resta comunque da risolvere il problema del suo calcolo.
Le versioni più analitiche della stima del PO scontano tutti i problemi derivanti dalla natura positivista del metodo di calcolo, e come tali non sembra di alcun valore pratico; il suo calcolo come “trend”, una volta risolto il problema della lunghezza della media mobile, è da una parte ben più ragionevole, ma dall’altra forse semplicistico e quindi di dubbia significatività.
 
Personalmente rintraccio una significativa giustificazione all’uso di un trend come misura del PO, almeno per fini intuitivi dell’OG, nelle discussioni di Pietro Ihc ispirate dalle intuizioni di Hayek sul capitale (ciclicamente) submarginale.

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Breve Introduzione sul Potential Output

November 9th, 2007 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc
 
Prima di poter parlare di come il malinvestment possa influire nel calcolo dell’Output Gap, credo sia opportuna una breve introduzione al concetto di Potential Output.
 
È facile, leggendo le analisi macroeconomiche di accreditati centri-studi, imbattersi in stime del Potential Output (PO). Il significato del termine non è sempre univoco, e a maggior ragione risultano diverse le metodologie di calcolo.
Il PO risponde a un concetto generale di “PIL potenziale”, il che sottintende che l’economia non si trovi normalmente ad esprimersi appieno. Il concetto sembra, ed è, alquanto riecheggiante di aspirazioni keynesiane: se l’economia non riesce a esprimersi appieno, potrebbe essere (e per i più, è) opportuno uno “stimolo” (chiaramente da parte dello Stato); se l’economia si sta “surriscaldando”, potrebbe essere (idem) opportuno un freno (statale).

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Moneta Unica Mondiale: Non in Questo Mondo

November 5th, 2007 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc
 
A parte quanto ho recentemente scritto riguardo la forma che potrebbe essere opportuna per una Moneta Unica Mondiale (MUM), che alla fine ricalca le analisi “austriache” sulle origini del ciclo economico, è lecito chiedersi se una MUM sia veramente opportuna.
 
Esiste una significativa letteratura sulle Optimal Monetary Areas (OMA) o Optimal Currency Areas (OCA), come più correttamente definite (la definizione di OCA eviterebbe in realtà confusioni tra sistemi monovalutari e sistemi di tassi di cambio fissi, ma qui parlerò di OMA come di aree con unica valuta), cioè sui requisiti che devono avere le varie regioni perché l’introduzione di un’unica valuta sia opportuna: essenzialmente queste aree dovrebbero già presentare tra loro una significativa mobilità di merci persone e capitali, in modo che il nuovo sistema monetario si avvantaggi della riduzione dei costi di transazione, dell’indotta comparabilità dei prezzi di beni e servizi, e di una politica monetaria comune, portando così ad una miglior allocazione delle risorse nella più vasta nuova area monetaria (l’attuale letteratura sulle OCA in realtà presenta vari altri criteri distintivi, che non fanno altro che stressare il focus sulla politica monetaria).

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Moneta Unica Mondiale: Inflazionomia Sostenibile?

November 1st, 2007 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc

Esistono molti avvocati di una moneta unica mondiale (MUM). Di solito le fila di questo ideale “movimento” sono composte da politici ed economisti dichiaratamente avversi alle instabilità finanziarie che spuntano qua e là nel mondo, imputando ad operatori internazionali e speculatori valutari molta di questa instabilità, e che sottolineano la pesantezza dei costi di transazione e di copertura per gli scambi trans-valutari; una MUM elimina il campo dove si formano le turbolenze, elimina i costi di transazione e copertura, e aumenta la trasparenza internazionale dei prezzi.

Esiste anche un plotone di pessimisti che prevedono, e non auspicano, lo sbocco verso la MUM come fase essenziale, e forse ultima, di un progetto cospirazionista ad opera del gruppo Bilderberg di turno e finalizzato al controllo mondiale. Una Suprema Società Segreta, con il monopolio monetario mondiale, diventerebbe il regista economico-politico globale, potendo pertanto esercitare per sempre una perfetta inflazionomia planetaria.

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