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Archive for February, 2008

L’Impresa come Socialmente Responsabile… ma Perché?

February 25th, 2008 by Leonardo

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  di Leonardo, Ihc

Pare che le imprese stiano su larga scala includendo obiettivi “sociali” tra le loro priorità (The Economist, 19/01/2008, “Just good business – A special report on corporate social responsibility”). Così a occhio e croce sembra che questa responsabilità sociale dell’impresa (Corporate Social Responsibility, CSR) si stia affermando come parte della “cultura aziendale”.
Partendo alla filantropia spicciola (donazioni) ci si muove ormai su progetti di sostegno a popolazioni vicine o lontane, piani di prevenzione sanitaria, lotta al lavoro minorile o all’analfabetismo, protezione ambientale…
Tutto questo mi dà i brividi; sembrano lontane le parole di M. Friedman “la responsabilità sociale dell’impresa è incrementare il profitto (cui fa eco Mises.org discutendo dell’impegno sociale di Bono Vox), e sembrano così vicine invece le parole lette all’Università, durante il corso di economia aziendale, sulla assoluta predominanza della funzione sociale delle imprese (non ricordo molto comunque, tirai il libro dalla finestra piuttosto rapidamente).
Dunque ha vinto la socialità (o il socialismo)? Le imprese hanno un’anima e non sono macchine da soldi?

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L’Elettore Entropico e la Sua Ratio Economica

February 18th, 2008 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc
 
Devo la definizione di “elettore entropico” a Rossano, eclettico genio del male nonché fine e misconosciuto analista delle umane genti (rimando in merito al precedente articolo sull’economia ecclesiastica). L’elettore entropico è quello che, eufemisticamente insoddisfatto del panorama politico nazionale, decide per una reazione attiva mezzo del proprio diritto di voto, utilizzandolo sistematicamente appunto a fini entropici (nell’immagine: "Entropia" di Paolo Burzio).
Quindi egli si discosta fortemente dalla vasta platea ridotta ad un distaccato disgusto per la politica, e che verosimilmente costituisce l’essenza del vasto gruppo degli astensionisti; parimenti si discosta anche da chi, mosso dalla coscienza del proprio diritto di voto, decide di recarsi alle urne ed annullare più o meno creativamente la propria scheda, manifestando così una posizione politica precisa; allo stesso tempo l’elettore entropico condivide con quest’ultimo l’idea di poter comunque suscitare attivamente una reazione presso la Politica, non “piegandosi” alla buona fede di un voto “di principio” o alla logica rassegnata della “scheda bianca”, tanto meno “all’illusione” di poter sapere chi tra i candidati sia il “meno peggio”.
 
L’elettore entropico non accetta il sistema politico, non si rassegna, e non si contrappone apertamente ad esso, bensì mira a destabilizzarlo con i metodi di legittimazione della Politica stessa.

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Fondi Sovrani & Re di Denari

February 11th, 2008 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc
 
Parliamoci chiaro: doveva succedere. Se continui a stampare denaro per comprare merci estere, non devi stupirti che l’estero si trovi pieno del tuo denaro, e siccome il denaro è utile solo se lo metti da qualche parte, nemmeno devi stupirti che gira e rigira qualcuno dall’estero ti rivoghi tutto in cambio della casa. Che le autorità USA, e pure quelle europee, starnazzino tanto sul pericolo dei Fondi Sovrani (Sovereing-Wealth Funds, SWF), Significa che i governanti sono o dei farabutti (libera circolazione dei capitali solo a loro discrezione) o degli stupidi ingenui. I cinesi mangiano come noi carne, non dollari.
 
Il pericolo di flussi di capitali di ritorno era davvero banale, e non c’era bisogno di abbracciare visioni “austriache” per immaginarsi che la Cina (o Dubai & compagnia bella) sarebbe alla fine arrivata a voler usare così il proprio surplus commerciale. Mancava solo lo strumento pratico e cominciare a tastare il terreno.

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Tra le Righe del Policy-Mix

February 5th, 2008 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc
 
L’Economist ha presentato un articolo (“Faulty powers”, 26/01/08) che a prima vista non dice nulla di nuovo: è una veloce disamina dei canali dell’economia monetaria e dell’apporto atteso dalla politica fiscale di Bush in termini di sostegno alla domanda.
A parte considerazioni come “[negli USA] non ci sono più bolle da rigonfiare”, “[altri sostengono] che tagli ai tassi di interesse aumenteranno solo l‘inflazione” e che il policy-mix proposto da Blinder (spesa pubblica monetizzata) non è che un “gettare soldi dall’elicottero” di friedmaniana memoria, le cose più interessanti sono quelle non dette.
 
Quel che viene detto o lasciato intendere è che la politica di Bernanke sta perdendo efficacia, e che il supporto di Bernanke al sostegno fiscale proposto da Bush è per lo stesso Bernanke un suicidio professionale (mettersi a stampare solo su indicazione del Governo invalida qualsiasi modello o vanità di Inflation Targeting, ed equivale a gettare la spugna del governo della moneta). Quel che non viene detto è chiaramente come si è arrivati fin “qui”, e cosa significa “qui”!

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