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Archive for March, 2008

Un’Unica Teoria per Keynes Friedman e Hayek?

March 31st, 2008 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc

 

Le tre principali scuole economiche, keynesiana monetarista e austriaca, sono normalmente viste come tra loro antagoniste, e a ragione: i keynesiani basano il loro pensiero sulla presenza di capacità produttiva inutilizzata attivabile tramite stimoli della domanda aggregata, cosa rifiutata dalle due altre scuole, dove però i monetaristi disegnano una realtà molto regolare nelle proprie dinamiche mentre gli austriaci si concentrano sulla struttura temporale del capitale come fonte di irregolarità ciclica.

Curiosa è la scuola neokeynesiana, che mantiene l’idea di un’economia guidata dalla domanda aggregata pur comprendendo dinamiche temporali più articolate, che però non hanno niente a che vedere con le intuizioni austriache sulla struttura del capitale, e che in tal senso mantiene la propria natura “keynesiana”.

Le posizioni non sembrano conciliabili; un sistema economico o è guidato dalla domanda aggregata o non lo è, o è lineare o non lo è. Ma se provassimo a chiederci se un’economia possa essere prima “keynesiana”, poi austriaca, e poi monetarista, quale sarebbe la risposta?

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Un Pensiero a Scholes, un Pensiero a Scalfari

March 25th, 2008 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc

 

Colgo l’occasione di una serie di articoli di Libertyfirst per dire due parole sullo stato del ciclo italiano e sulla neutralizzabilità dell’intervento statale sul mercato finanziario.

 

Vorrei premettere che se le Banche Centrali si astenessero dal ruolo di facilitatori del credito e dispensatori di liquidità ad libitum, oltre che di calmieratori del ciclo economico e arbitri dell’evoluzione inflazionistica, tanti problemi non ci sarebbero, se non altro perché l’interpretazione dello stato dell’economia riposerebbe su segnali non inquinati da alcuna volontà terza rispetto a quella di chi sul mercato lavora per vivere senza voler gestire un qualche potere divino.

A questo riguardo occorre stigmatizzare le analisi ufficiali che partono dalla sbornia creditizia omettendo il fatto che il credito al pubblico deriva da quello concesso dalla Banca Centrale alle banche commerciali, e che queste ultime non possono creare niente se non c’è prima un’apertura dall’alto (più credito disponibile o a tassi minori); non far presente questo è o ignoranza economica o disonestà intellettuale (nel secondo caso, però, c’è da capire che molti non vogliono dar contro al “capo” e rischiare la carriera).

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Il Nostro Vantaggio Comparato

March 19th, 2008 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc

 

Esiste una teoria particolarmente accettata dalle varie scuole economiche: i Vantaggi Comparati.

Essenzialmente questa teoria si presenta come una giustificazione della struttura degli scambi internazionali, specialmente riguardo al commercio inter-industriale, validata dalla storia oltre che dalla logica, consentendo tra l’altro di spiegare almeno parte del miglioramento degli standard di vita di due paesi che cominciano a commerciare liberamente tra loro; le deviazioni da questa legge (sia nella struttura degli scambi che negli standard di vita raggiunti) coincidono con i casi di maggior intervento fiscale tramite dazi (come la politica agricola della UE che blocca l’export africano), per cui questa teoria funziona anche ab contrariis.

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Datemi una Leva e Vi Solleverò l’Utile…

March 11th, 2008 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc
 
… o forse no? Dipende.
Da cosa dipende? Da dove investi, chiaramente, come si sono accorti con gran clamore mondiale al Carlyle Capital. Ma cerchiamo di procedere in modo ordinato per sezionare quest’ultimo caso di crisi finanziaria a mio giudizio emblematico di ciò che ci aspetta.
 
Il fondo private equity Carlyle Capital è sulla graticola perché non riesce a trovare risorse per rinforzare le garanzie prestate ad alcune banche, come Citigroup e Bank of America, a fronte di finanziamenti essenzialmente a breve termine (per lo più a un mese). Un elemento di gravità sta appunto nel fatto che questi finanziamenti hanno breve scadenza, quindi il problema del reintegro dei margini di garanzia si è posto e si riproporrà regolarmente ogni mese; data la tendenza attuale, le aspettative sono un po’ fosche. Ma per dare uno sguardo su quel che ci si può aspettare del futuro del Carlyle Capitale (e del mercato), vale la pensa procedere a ritroso.
Le banche hanno sì finanziato il Carlyle Capital, ma hanno chiesto delle garanzie per coprire il proprio rischio, avendo “l’investimento” essenzialmente natura speculativa (come dar loro torto?). La garanzia chiesta è costituita dagli stessi titoli in cui il fondo Carlyle ha investito, e cioè titoli legati a mutui americani (chiamiamoli Mortgage Backed Securities, MBS), il che significa avere una bella fiducia nell’investimento fatto dal fondo.

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Dal Grano alle Grane

March 3rd, 2008 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc
 
Mercoledì scorso, leggendo il Sole24ore, ho notato quanti spunti di riflessione può ispirare anche un solo articolo “mainstream” se letto con occhi non necessariamente “austriaci” ma almeno “non del tutto ortodossi”, come spero di proporre qui su IHC.
Quel giorno pareva ci fosse una particolare attenzione sul prezzo del grano, spinto pare dalla famelica domanda cinese di bucatini & brioches, nonché dagli usi alternativi dei terreni coltivabili (cereali per biofuel), come esposto in “Scorte di grano, è allarme”. Per lo meno, nell’articolo a questo sottostante “Il petrolio chiude a nuovi massimi” viene ricordato che “le materie prime stanno infatti emergendo sempre di più come strumenti di copertura dei rischi inflazionistici”, il che comincia a rendere giustizia alle cause inflazionomiche degli squilibri mondiali così spesso richiamate su IHC e altrove.
 
Ma passiamo allegramente a cercare qualche spunto di riflessione ulteriore.

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