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Archive for October, 2008

Riflessioni Monetarie e Strategiche (Aspettando il Botto)

October 31st, 2008 by Leonardo

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di Leonardo, IHC
 

Come ho esposto su Giornalettismo, il clamoroso taglio multiplo dei tassi di interesse dell’8 ottobre scorso non si è traferito appieno sull’euribor, e si potrebbe dire che non è servito proprio a nulla, visto che quel minimo di rilassamento delle condizioni interbancarie è stato supportato da straordinarie misure statali che spaziano dall’inflazionismo esasperato al bail-out sistemico e sconsiderato (fornitura illimitata di liquidità, assorbimento pubblico di titoli senza mercato, partecipazioni statali…).

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MarkToMarkettami ‘Sto Buco di Bilancio!

October 17th, 2008 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Su Giornalettismo.com è stato pubblicato il pezzo "Come se fosse colpa della contabilità", una riflessione sull’opportunità e la correttezza delle proposte di sospensione di alcuni criteri contabili, come il Mark to Market, per consentire al mercato di assorbire l’attuale crisi.

Il punto per me focale è che la contabilità è rappresentanzione della realtà aziendale ad un certo momento, e non è di per sé strumento di politica monetaria come la si vuol far passare. La contabilità, con tutti i difetti di rilevazione che può avere nella pratica attuale, deve dirci in questo momento il valore di una azienda. Si può discutere di come trattare asset  che nel momento non hanno mercato (anche se per me, quando non c’è mercato, il valore è semplicemente zero), ma non del fatto che una situazione di perdita o utile potenziale non debba venir rilevata per coloro che di tali perdite o utile hanno fatto il proprio mestiere.

Qualche postilla: 1) ancora non è venuto fuori che il problema è un attimo a valle: i parametri patrimoniali che si basano sui risultati del MtM; 2) il rischio nipponizzazione dell’economia dovuto a perdite di capitale "nascoste" in una reticente contabilità; 3) consiglio la lettura dei commenti agli articoli, perché contenenti osservazioni sempre molto interessanti e competenti e, fortunatamente, educate.

Tutti giù, chi più e chi, speriamo, meno

October 8th, 2008 by Leonardo

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 di Leonardo, IHC

 

Il mondo finanziario è una pentola a pressione, è un ribollire di opinioni e interpretazioni dell’attuale crisi, di proposte idee e piani di salvataggio, di rassicurazioni e proclama da fine del mondo (c’è di di mese in mese dice che "il peggio è passato" e chi inneggia scioccamente alla "fine del capitalismo") … e io potrei esimermi dal ripetere la mia idea? No, e stavolta la espongo così: andremo tutti giù.

Per come la vedo, è tutto un semplice dispiegarsi del ciclo economico, quella cosa che le Banche Centrali, Fed in primis, hanno pensato di appiattire con le loro sapienti politiche. Nel 2001 una poderosa risciacquata centrale ha evitato una fase discendente, creando tanto di quel credito da portare onde (bolle speculative) in tutto il globo. Greenspan è stato deificato per questo, e perfino Milton Friedman c’era cascato. Adesso mi pare chiaro che, con l’attuale assetto istituzionale fatto di discrezionalità statali, saranno sempre i cicli economici a vincere. E allora? E allora il mondo senza soldi veri, ricchezza da lavoro, non va avanti, e siccome tutti i paesi hanno partecipato all’abbuffata di credito facile a buon prezzo, tutti i paesi cadranno in una fase depressiva. Rimestolare poste di bilancio dalle banche, alle Banche Centrali, fino ai Governi (quindi nelle tasche dei contribuenti) è solo un gioco a chi pagherà alla fine, e siccome nessuno abita su Marte tutti si prenderanno una fetta di “grande disillusione” (e qui si rivela da chi parte sta l’élite politica). Gente, andremo tutti giù, chi più chi meno.

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Esempio Belga?

October 6th, 2008 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Su Giornalettismo.com è stato pubblicato il pezzo "Belgio e federalismo: un’analisi da tre soldi", una riflessione su cosa ci possa insegnare la tensione da secessione in Belgio.

L’idea che vorrei far passare è che la globalizzazione può avere un ruolo in tutto questo: se i confini economici (compreso l’aspetto di difesa) si vanno sfumando o allargando, l’idea stessa di Stato già nel suo aspetto "territoriale" ne può risentire. Mi piacerebbe vedere qualcuno che in modo serio, senza le ridicolezze di molti comizi politici, mi spieghi perché tenere unite persone che non solo non si sopportano ma non hanno più ragioni pratiche per stare politicamente insieme nel nuovo villaggio globale.