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Archive for January, 2009

Deflazione? Al Massimo un Po’ di Saldi

January 27th, 2009 by Leonardo

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di Leonardo, IHC
 
Aiuto! Aiuto! Calano i prezzi! Anzi no, cala l’inflazione! Però un pochino resta… Ma c’è da preoccuparsi? Spesso si parla di questa minacciosa deflazione, sia nei bar che nelle università fino alla stampa (anche quella “giornalettistica”). Mi fa un po’ sorridere che ci si preoccupi di prezzi calanti dopo tutte le proteste per i passati rincari, quando si sarebbe tanto sognata una mera riduzione dei prezzi. Certo, tutto dipende dal contesto, e se prezzi in calo creano disincentivi al consumo togliendo redditività alle imprese che quindi chiudono… ma i prezzi sono un sintomo della congiuntura, non una causa (e già qui molti non saranno d’accordo, pazienza)! E questo cambia la lettura dei fatti.

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Santoro, De Filippi, e Lezioni di Economia

January 22nd, 2009 by Leonardo

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di Leonardo, IHC
 
Ma quante storie per la trasmissione di Anno Zero del 15/01/09! Critiche da Israele, critiche da destra, critiche da sinistra, Annunziata che alza i tacchi… Sembra che nessuno abbia mai visto una trasmissione di Santoro, sembra che nessuno abbia mai visto quanto fazioso Santoro sappia essere e quanta tranquillità abbia nell’impostare la propria trasmissione attorno alla sua faziosità. Ma è un problema questo? Casomai il problema è che in TV non c’è nessuno di faziosità opposta che possa fornire un contradditorio.
La mia opinione: ma chi se ne frega. Quello che ho visto io è un’altra cosa: era una trasmissione di intrattenimento e non di giornalismo, e in come è stata costruita si ritrovano vari stilemi del dibattito sull’economia, ed è su questo che vale la pena soffermarci.

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Capitalismo Relazionale e Lacrime di Coccodrillo

January 14th, 2009 by Leonardo

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di Leonardo, IHC
 
Faccio riferimento all’articolo pubblicato su Giornalettismo riguardante il Capitalismo Relazionale, cioè quella rete di cointeressenze che in Italia (e in misura minore, pur non proprio trascurabile, all’estero) lega imprese teoricamente concorrenti o legate da rapporti di controllore-controllato (come in caso di finanziamenti). Lo spunto viene dall’ultima Indagine conoscitiva sulla governance di banche e assicurazioni dell’Antitrust italiano, secondo cui circa i 4/5 delle società italiane, tramite partecipazioni azionare o esponenti aziendali, sono intrecciate tra concorrenti e finanziati, ponendo serie minacce al meccanismo della concorrenza.
L’Italia, più che una repubblica fondata sul lavoro, è una oligarchia fondata sul conflitto d’interessi. Non ricordo la fonte, ma pare che questo stato di cose permei tutta la storia italiana, con buona pace di chi si fissa sulla ragnatela societaria di Sua Emittenza. Comunque mi sorgono delle domande: la tendenza alla commistione e all’annullamento della concorrenza è un fatto naturale del capitalismo? Esistono meccanismi di controllo autonomi? Lo Stato è causa o soluzione del problema? Lungi dal considerarmi esaustivo, provo a rispondermi.

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Discutiamo di Politica Monetaria

January 9th, 2009 by Leonardo

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di Leonardo, IHC
 
La direzione che ha preso la politica monetaria della Federal Reserve è in linea con l’analisi della situazione americana condivisa da molta parte degli economisti e dei commentatori (professionisti o meno) sulla piazza. Più o meno si dice che il generale stato di sfiducia presso i consumatori (pure risparmiatori, ma soprattutto consumatori, la parte più importante per questi analisti) impedisce loro di restaurare il precedente (figuriamoci un maggiore) livello di spesa, e questo blocca le prospettive reddituali delle imprese che quindi non investono e non garantiscono occupazione; tutto questo rende troppo rischiosa l’attività bancaria, già provata dal caos finanziario causato da mutui subprime e altri derivati che porta le banche a non a prestarsi più i soldi tra loro.
Una ottima soluzione quindi è questo policy shift della Federal Reserve (da me già commentato su Giornalettismo), che va a metter soldi direttamente in mano dei privati. Ma esiste anche un lato inflazionistico della questione, fatto di tassi reali negativi e minor potere d’acquisto (il discorso è impostato sulla situazione USA, ma vale anche per quella europea, come appena fatto su Giornalettismo).

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