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Archive for August, 2009

Funk don’t Stop (Let the Zulus Rock)

August 25th, 2009 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Voglio tornare brevemente sulla tematica degli aiuti all’Africa. Ho toccato il tema già due volte: la prima ho parlato di Dambisa Moyo e della sua critica al tipo di aiuto “assistenzialista” dell’occidente; la seconda volta ho commentato l’annuncio di una diversa politica di aiuto all’Africa, un svolta “costruttiva” emersa nell’ultimo G-8, cercando un qualche parallelo con le idee di Dambisa.

La Moyo è solo l’ultima di una serie di economisti che critica l’aiuto “assistenzialista”, sostanzialmente perché disincentiva la ricerca di soluzioni “virtuose” sia in politica che in economia, cioè soluzioni che ottimizzino il rapporto tra risorse utilizzate e bisogni da soddisfare sia ora che in una prospettiva futura. Il messaggio dell’ultimo G-8 sembra in questa direzione: non più aiuti alimentari bensì aiuti per lo sviluppo di una autonomia alimentare africana. Il 22/08 il Ministro Frattini ha lasciato una nota sul Sole24Ore proprio su questo tema.

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Riflessioni Aggiuntive sui Prezzi delle Merci in Wicksell

August 17th, 2009 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Riprendo la discussione aperta con la breve presentazione su Usemlab del modello di economia “di puro credito”, elaborato da Wicksell nel 1898 in Geldzins und Güterpreise, arricchendola con le osservazioni fatte dall’ottimo Matteo su IHC e con una piccola riflessione estrapolata da “The Ethics of Private Property” capitolo quarto Marx and Austrian Class Analysis” di H. Hoppe, la cui traduzione è disponibile su Usemlab. Per capire il presente articolo è necessario aver letto la suddetta presentazione su Wicksell.

I punti sotto osservazione sono collegati al risoluzione della “stranezza” di un prezzo derivante dall’acquisto “alla produzione” delle merci dal commerciante (trader, T) presso l’imprenditore (entrepreneur, E) superiore a quello che si ha nello scambio “al consumo” tra T e i lavoratori (worker, W). O si giustifica economicamente perché il risparmiatore ricostituisce le proprie scorte reali a un prezzo superiore a quello di vendita, o si inserisce un “correttivo” che evidenzi un diverso guadagno di T.

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Futuro a “V”, “U”, o “L”?

August 10th, 2009 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Una collega amica mi ha segnalato la newsletter di John Mauldin. Il pregio di quel che dice questo analista è nella sua non marcata appartenenza ad una qualsiasi scuola economica (lui opera sui mercati, cerca idee di utilità pratica, quindi è lontano da dispute accademiche), potendo così riconoscere pari dignità anche a quella austriaca; il limite è che non esplicitando il suo quadro di riferimento gli strumenti logici possono variare anche incoerentemente nel tempo, e che si nasconde un dibattito intellettuale in vero molto importante. In ogni caso, vedo che almeno metà dei suoi ragionamenti collimano con i miei, e la sua tendenza a cercare interpretazioni “nuove” o “inusuali” dei fatti economici porta in genere a risultati interessanti.

Voglio commentare qualcosa della lettera settimanale intitolata “The statistical recovery” (il titolo dice già tutto).

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Dasvidania Tovarish Bernanke!

August 5th, 2009 by Leonardo

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di Silvano, IHC 

  

Da qualche settimana comincia a proporsi con una maggior frequenza l’argomento della exit strategy, anche se molti farebbero meglio a chiamarla "rewind strategy". Questo perché la logica del campo degli "ottimisti" (definiamoli così) si fonda grosso modo sull’idea che sia sufficiente agire in senso opposto a quanto fatto finora, per poter ripartire come se nulla fosse accaduto. Un po’ come quando una volta i mangianastri cominciavano ad avvitare le cassette sulla testina e, intervenendo in tempo, bastava sbobinare il tutto, reinserire, premere "rewind", poi "play", e la musica ricominciava da capo. Un ottimo esempio di questa filosofia é l’articolo di Paul McCully di PIMCO, il quale in pratica sostiene che gli 800 miliardi di dollari di riserve in eccesso depositate presso la Fed "non sono un problema".

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Il Problema Etico della Speculazione

August 3rd, 2009 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Come visto qui si stanno registrando aumenti di prezzo su varie materie prime. Il colpevole individuato è la speculazione: gli strumenti legati alle commodity costituiscono un mercato ormai ben oltre i $ 210 miliardi, mentre il numero dei contratti future è salito di oltre il 25% nei soli ultimi sei mesi. Su questo presunto ritorno a mordere da parte della speculazione si possono dire tante cose, come già fatto in passato, e non ci sarebbe bisogno di tornare sull’argomento. Si può rimarcare che il “ritorno” dell’attività nel mercato dei derivati su commodity è naturale stanti i bassi prezzi già raggiunti, e che le proposte di riforma dei mercati tradiscono una totale ignoranza di come i mercati stessi funzionano. Stavolta però mi interessa la questione morale.

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