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Archive for October, 2009

Divieto di Vendere: Come ti Deflaziono l’Economia

October 26th, 2009 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Mi è ricapitato in mano un piccolo, per estensione ma non per rilevanza, post del dott. LibertyFirst(under-graduate alla LSE) pubblicato su Ventinove Settembre, riguardante lo short selling. Se ricordate, nel 2008 in USA e Europa fu introdotto il divieto di vendere “allo scoperto” alcuni titoli, specialmente bancari (il divieto è cessato in Italia solo a fine luglio scorso). L’intenzione era di bloccare una spirale verso il basso dei corsi che avrebbe danneggiato il sistema finanziario: un po’ si temeva che i grandi operatori realizzassero perdite di trading tali da mettere in pericolo la propria capitalizzazione, e un po’ si temeva di bloccare le possibilità di collocamento di nuovi titoli, quindi direttamente la ricapitalizzazione soprattutto di un settore finanziario che stava finendo sotto fortissimo stress.

Il ragionamento è semplice: se si vende, i prezzi scendono; se si permette di vendere titoli che non si hanno, i prezzi scendono anche di più; se i prezzi scendono molto si genera panico, tutti vendono, i titoli vanno sottoterra e si realizzano le paure di cui sopra. Quindi una speculazione al ribasso può far crollare il mondo, e lo short selling è il suo strumento.

Come ci insegna il dott. LibertyFirst, questo ragionamento è sbagliato. E per me l’ampiezza dello sbaglio va pure oltre le aspettative dello studioso.

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Go-Go-Governatori Ce-Ce-Centrali

October 20th, 2009 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

Su Giornalettismo.com è stato pubblicato il mio editoriale "Aiuto, mi si sono inceppati i governatori", un piccolo resoconto delle posizioni assunte da Trichet della BCE e King della BoE.

La cosa secondo me gustosa è la loro tendenza a ripetere certi mantra quando qualcosa dietro (e sotto) di loro si muove. E lo ripetono alla faccia di qualsiasi dato di realtà, come che il Quantitative Easing si è dimostrato alquanto deludente. Comunque il pezzo contiente un fondamentale messaggio: non li ascoltate.

HFT: High Frequency Twist (Raggiro ad Alta Frequenza)

October 12th, 2009 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Il gentilissimo Enrico Castro, prendendo al volo gli spunti di riflessione vacanzieri di IHC, mi ha segnalato un paper su shadowcapitalism.org dal titolo “The New Bull Market Fallacy”, il cui contatto con IHC sta nel riferimento al High Frequency Trading (HFT).

La lettura del paper mi è risultata un po’ difficile perché altamente tecnica, ma per combinazione il 19/09 sul Sole24Ore ho trovato due articoli riguardanti proprio questo HFT che sostanzialmente riprendevano in modo semplice la materia. La lettura del tutto è stata comunque molto utile per approfondire l’organizzazione di alcuni mercati, e perché il concetto di “manipolazione” del mercato che ne è venuto fuori ha una portata ben più limitata di quanto sembrasse all’indomani del “furto degli algoritmi” a danno di Goldman Sachs. Trattando in generale dei mercati finanziari, nel paper si trova anche molto altro di interessante che, sempre che abbia ben compreso, per un verso porta alla scissione tra “redistribuzione” dei flussi finanziari tra gli operatori e centralità della “questione monetaria”, e per un altro ritorna al rischio di “iper-interpretazione tecnologica” di Jervis.

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Piccole Nomenklature Crescono

October 8th, 2009 by Leonardo

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di Silvano, IHC

 

La recente approvazione del trattato di Lisbona da parte dell’Irlanda rimette a posto uno dei tasselli mancanti verso la sua definitiva adozione a livello europeo. Gli ultimi ostacoli da superare sono il recalcitrante presidente ceco e la Polonia. E soprattutto il tempo. È importante che si arrivi alla ratifica ed alla sua entrata in vigore prima del maggio 2010, quando si terranno le elezioni britanniche. La quasi certa vittoria dei conservatori rischierebbe di richiamare alle urne gli inglesi per una consultazione popolare dall’esito altrettanto scontato. Una bocciatura da parte del Regno Unito affosserebbe il trattato, versione riciclata della già bocciata “Costituzione europea”. Ma invece, se tutto andrà liscio, nel 2010 la nuova Europa sarà fatta. Rimangono da fare gli europei, parafrasando Massimo D’Azeglio; ma questo è un dettaglio secondario.

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