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Archive for November, 2009

Grazie, NBER! Ma già Sapevamo di Aver Ragione…

November 27th, 2009 by Leonardo

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di Leonardo, IHC


È il 18 ottobre 2009 e, come mi è solito il fine settimana, vado a far colazione a un bar leggendomi il Sole24Ore (l’inserto domenicale è molto gustoso da leggersi con una brioche tra i denti). Non mi aspetto di leggere grandi cose, e in effetti anche gli “approfondimenti” sulla Banca del Sud o su una possibile recessione economica a W sono abbastanza “superficiali” (to’, prima si diceva a V, poi a U, e ora si ammette la possibilità della W, anche perché il mondo dell’informazione finanziaria si è accorto che le banche potranno vedere una botta di insolvenze a fine anno… prima o poi qualcuno parlerà ufficialmente di una recessione a L dandomi ragione, ci scommetto!). Eppure un titolo mi scuote: “La grande crisi finanziaria? È un sintomo non la malattia”.

E per questo vengo a scrivere questo pezzo della serie “ve l’avevamo detto”.

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Belli ‘sti Bilanci… Sì Sì…

November 19th, 2009 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

Su giornalettismo.com ho pubblicato il pezzo "Il più bel bilancio bancario d’Europa (forse)!", niente di più che una nota a margine sui dati diffusi in merito alla percentuale di "crediti dubbi" nei portafogli delle banche europee.

Viene fuori che l’attivo bancario italiano non è esattemente il migliore d’Europa, alla faccia di chi ha difeso il nostro sistema qualificandolo come "prudente e ottimale". Il punto è che, anche cercando di fare il netto con la minor presenza di finanza "evoluta e tossica", la percentuale di crediti problematici è piuttosto rilevante e sporca i bilanci delle banche italiane tendenzialmente di più di quanto accada all’estero.

Se sì è letto qualche vecchio pezzo di IHC in merito ai sali-scendi del PIL ed alla natura di questa crisi (che non cito: cercateveli!), non è che ci sia in realtà molto di cui stupirsi: il sistema è "marcio", e la crisi lo sta facendo vedere; la colpa non è nemmeno della gestione delle banche, ché sono aziende come le altre (più o meno) e riflettono l’ambiente in cui si trovano (ed essendo più orientate all’attività tipica, forse lo riflettono meglio delle altre… e questo non mi rassicura per nulla).

Quesiti sulla Crisi

November 16th, 2009 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Niall Ferguson ha mandato alle stampe il suo “Ascesa e declino del denaro – Una storia finanziaria del mondo”. Il Sole24Ore ne ha pubblicato l’introduzione il 15/11 u.s. come giustissimo invito alla lettura. In questa introduzione, scritta dallo stesso Ferguson, vengono enunciati sei quesiti essenziali cui rispondere per capire genesi e percorso dell’attuale crisi. Non credo che leggerò il libro (ho altre cose da fare, oltre che lavorare, e la mia pigrizia impera), ma voglio provare a rispondere a questi quesiti “in anteprima” e poi sperare che qualche buona anima si compri il libro e metta a confronto le mie idee con quelle di Ferguson, chiaramente traendone una qualche conclusione da reindirizzarmi. In forma breve, i quesiti di Ferguson sono:

1)      Perché l’elevata leva delle banche occidentali?

2)      Perché quelle ampie cartolarizzazioni?

3)      Perché le autorità non considerano “nell’inflazione” le bolle finanziarie?

4)      Perché il settore assicurativo ha ampliato l’attività fino ai derivati?

5)      Perché la politica ha incentivato il mercato immobiliare?

6)      Perché l’Asia ha finanziato così ampiamente il debito USA?

 

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Water for Everyone

November 6th, 2009 by Leonardo

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di Silvano, IHC

 

Acqua per tutti. È uno slogan ricorrente nelle varie campagne tra coloro che si oppongono ai disegni di "liberalizzazione" dei servizi idrici. Un buon motivo per protestare sarebbe che questi processi di "liberalizzazione" in realtà non fanno altro che creare piccoli monopoli locali con tassi di ritorno garantiti ope legis. Di fatto si creano piccole e grandi rendite più o meno private (infatti è inopportuno parlare di liberalizzazioni) caratterizzate da un aumento dei costi per l’utenza, senza miglioramenti nella percezione dei servizi.

Ma non è questo il punto. Al centro dei cahier de doleance sta la nozione stessa di acqua come bene pubblico, non assoggettabile a regimi giuridici di diritto privato (sebbene nessuno in precedenza si sia posto lo stesso problema per l’acqua in bottiglia) e la conseguente affermazione del diritto all’ "acqua per tutti" (l’acqua di stato). L’impostazione di questa battaglia pecca di un eccesso di partigianeria, in quanto gli oppositori dell’acqua di stato possono facilmente essere fatti passare per dei feroci assetatori della popolazione, speculatori di un bene vitale "come l’aria". Capitalisti che vogliono soggiogare un elemento naturale, da sempre disponibile, alle ragioni del profitto e del mercato.

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