Clicca qui per Opzioni Avanzate


Archive for January, 2010

Dati Tedeschi e Business Cycle

January 27th, 2010 by Leonardo

-

di Leonardo, IHC

 

Su questo sito richiamo spesso la teoria austriaca del ciclo economico. Ritengo che nel complesso questa teoria abbia la struttura logica più robusta sulla piazza. Esistono certamente alcune più o meno evidenti debolezze (alcuni punti di svolta del ciclo non sono adeguatamente spiegati ed alcuni argomenti vengono trattati come tabù), ma ritengo che ciò che è in piedi sia per lo meno da non trascurare, se non da approfondire per eliminare qualsiasi incertezza. Ammetto che considerare le varie debolezze come sicurezze risolvibili con una opportuna ricerca abbia più del fideistico che del razional-logico, ma la coerenza e la potenza di quanto può considerarsi assodato mi fa ben sperare, e soprattutto mi fa dubitare che le teorie alternative siano veramente utili.

Ogni tanto poi trovo alcuni dati che sembrano deporre a favore delle mie idee e cozzare contro il senso comune. È il caso dei dati macroeconomici tedeschi diffusi il 13 u.s.

Continua a leggere l’articolo

Norberg e il Capitalismo della Crisi

January 22nd, 2010 by Leonardo

-

 

di Leonardo, IHC

 

Ultimamente ho commentato le uscite dei Nobel Krugman e Stiglitz riguardo le cause dell’attuale crisi, e quindi nel merito dei modi per uscirne. Riassumendo molto, occorre tornare al protezionismo e regolare i mercati che da soli finiscono negli eccessi. Leggendo le stesse parole dei due geni menzionati però si trovano contraddizioni che riguardano la guida politica delle scelte del mercato e la ricostruzione storica e prospettica dei rapporti monetari tra USA e Cina.

Per fortuna esistono altre opinioni. La cosa molto curiosa e che una risposta ai due teorici dell’economia viene da Johan Norberg, uno storico delle idee del Cato Institute. Uno storico normalmente ha un approccio che non condivido, facendo discendere nessi causa-effetto da una successione storica dei fatti che può facilmente essere fuorviante per la complessità dei problemi e l’incompletezza dei dati. Questo storico invece sottende anche della teoria per giustificare i rapporti individuati su base storica, il che rende la sua visione a mio giudizio più affidabile (inoltre è più vicino alle mie idee, e questo chiaramente è un bias irresistibile).

Continua a leggere l’articolo

Ed a Questi Hanno pure Dato il Nobel…

January 18th, 2010 by Leonardo

-

 

di Leonardo, IHC

 

L’aver avuto una grande intuizione non rende immuni da futuri svarioni. Il non aver concluso niente non implica che non si riesca un giorno a dirne una giusta. In altre parole la credibilità di un idea non dovrebbe esser necessariamente legata a chi la propone, chiaramente assodata la competenza di quest’ultimo. Personalmente mi pare che Paul Krugman (Pipy per gli amici) abbia preso un Nobel per l’aver dimostrato di non aver concluso niente sulla teoria dei tassi di cambio ma averlo detto con molto stile; un po’ prima Joseph Stiglitz (Josy per gli amici) ha preso il Nobel per delle belle intuizioni sulle asimmetrie informative (intuizioni che io considero ancora erroneamente inutilizzate all’interno di una teoria del ciclo economico, come già esposto). Tutti e due adesso, forti della considerazione mondiale, si permettono di spararle veramente grosse, come riportato sul Sole24Ore tra il 3 e il 4 gennaio scorsi.

Continua a leggere l’articolo

Econo-Etica (Ribaltiamo la Visuale)

January 13th, 2010 by Leonardo

-

di Leonardo, IHC

 

Ideashaveconsequences.org dà il ben-ritrovati e i migliori auguri per il 2010 a tutti i suoi gentilissimi e civilissimi lettori e commentatori, che siano o meno d’accordo con le idee degli autori. Continuiamo ad esprimerci e confrontarci, continuiamo tutti a lavorare le nostre idee, perché le idee hanno conseguenze.

 

Chi ha avuto la bontà di seguire questo sito dalla nascita, o almeno dall’inizio dell’attuale “gestione” nel 2007, ha assistito ad una certa evoluzione. Concentrandosi le tematiche sul piano economico, ha cercato di rendere le trattazioni quanto più possibile oggettive (pur conscio dell’impossibilità di essere obiettivo), per poter capire “cosa accade”, “perché accade”, e “cosa accadrebbe se”. Poco alla volta il sito ha cercato di liberarsi da visuali che partano da un “vorrei che”o “mi piacerebbe che”, spostando giudizi di valore e preferenze a valle della discussione. Come detto altre volte, il sito cerca di trattare “fatti economici” e non “valori etici”, meccaniche e non intenzioni. In questo ordine di idee restano comunque delle posizione di valore (libertà in primis, e proprietà in subordine), che però non mirano a dettare fini in modo positivo (o im-positivo) sull’azione economica e umana, come invece si verifica nel caso dell’onda “moralizzatrice” di chi vuol dare contenuto e movente etici all’economia, subordinando i “fatti” ai “valori”. Dopo lo sforzo, ancora incompleto, di “pulire” la discussione economica da distrazioni e inquinamenti valoriali, il vostro affezionatissimo vuole iniziare il 2010 introducendo una diversa e provocatoria prospettiva: ribaltare il senso comune di un’etica nell’economia e mostrare l’economia in ciò che viene qualificato come etica e morale.

Continua a leggere l’articolo