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di Leonardo, IHC
Stampa qui, stampa là, qualcosa doveva succedere. Oddio, non è che sia successo poi tantissimo, perché un Bebo Bernanke che dà seguito a qualcosa di già annunciato, cioè il rialzo del Tasso di Sconto (TUS), ripetendo l’orientamento a lasciare bassi i Fed Funds per gran parte del 2010 non è tutta questa rivoluzione.
Il principale riferimento del mercato interbancario USA sono i Fed Funds, attesi ancora sotto lo 0,25% almeno fino a novembre. Il loro corrispettivo europeo è il Refi, che non dovrebbe venir toccato almeno fino a metà 2010 (si veda ad esempio qui). Tutto sommato quindi i tassi “importanti” dovrebbero cominciare a salire prima nella UEM che negli USA, tra l’altro partendo dal più alto 1%. Ma la Fed si è mossa per prima, pur prendendola un po’ larga su un tasso ritenuto “marginale” come il TUS, e una qualche ragione ci deve essere; nihil ex nihilo. Siccome l’informazione ufficiale minimizza parlando di “intervento tecnico”, io invece mi lancio nella speculazione intellettuale.
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di Silvano, IHC
Periodicamente ritorna in auge sulla stampa la figura dell’ evasore fiscale (vedi solo a titolo di esempio il recente leitmotiv " un italiano su quattro non paga le tasse "); sempre periodicamente rispunta il dibattito " pagare meno per pagare tutti, o pagare tutti per pagare meno? ".
Viene comunemente dato per assodato che l’Italia sia tra i paesi con un’elevata evasione poiché ha una consistente fetta della propria economia “sommersa”. Tuttavia nessuno si sogna di affermare che è fuorviante lo stesso concetto di economia sommersa. Il cosiddetto “nero” è in realtà quella fetta di transazioni economiche, poste volontariamente e liberamente in essere tra soggetti diversi al fine di trarre un’utilità reciproca, che sfuggono al controllo e/o al prelievo forzoso dell’erario. È semplicemente un ambito economico in cui lo Stato non riesce ad esercitare il monopolio della forza . Niente di più. Altrimenti dovremmo concludere che l’economia termina e coincide con il raggio di azione dei ministeri competenti .
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di Leonardo, IHC
La Grecia rischia il default. La Grecia minaccia l’euro. La Grecia minaccia l’Unione Europea. Qualcuno salvi la Grecia.
Queste sono le voci che girano, voci che sembra verranno accolte con una possibile asse Parigi-Berlino in grado di aggirare i divieti comunitari al salvataggio di Stati fiscalmente irresponsabili. Da parte mia voglio mostrare due cose: se esiste un così drammatico problema greco allora i problemi della UE vanno ben oltre i PIGS, e il problema greco può essere pericoloso non in sé ma perché ritenuto tale.
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di Leonardo, IHC
Questa mi mancava. C’è qualcuno che sta dividendo le Banche Centrali tra “Monetariste” e “Keynesiane”, come Masciandaro sul Sole24Ore del 22/01/09. Le prime sarebbero enti indipendenti con l’unico obiettivo di controllo dell’inflazione; le seconde sarebbero quelle che perseguono più obiettivi anche contrastanti (controllo dell’inflazione e obiettivi di crescita dell’economia) e si occupano anche della vigilanza dei mercati. Da una posizione di superiorità keynesiana negli anni settanta (50% di Banche Centrali keynesiane, 15% monetariste, il resto “cacciucco”) si è ora al vantaggio monetarista (30% contro il 20% keynesiano, e tanto “cacciucco”). Il fine dell’articolo sarebbe lodevole, difendere l’indipendenza delle Banche Centrali, ma questo accademismo è sbagliato e fuorviante.
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di Leonardo, IHC
Premetto che secondo me Obama è semplicemente in crisi di consenso e per risollevarsi, in vista delle elezioni di metà mandato che lo metteranno quasi sicuramente in minoranza rispetto al Congresso, le sta sparando grosse così che siano facilmente comprensibili dal vulgo.
L’ultima sparata è quel progetto (ma andrà avanti davvero?) di ri-separazione delle attività commercial e investment delle banche private, con a corollario una sequela di fuffa demagogica sul contenimento delle dimensioni delle banche.
Il suo discorso del 21/01/10 è infatti, pur nella brevità, pieno di enormità.
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di Silvano, IHC
Proseguendo nella disamina delle operazioni condotte da parte dell’ECB nel 2008 meritano un approfondimento – per motivazioni in parte differenti - i currency swap condotti con le Banche Centrali di Danimarca ed Ungheria. Vediamo il primo.
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