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Archive for June, 2010

Tre Domande a Philipp Bagus

June 30th, 2010 by Leonardo

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Sempre in linea con la volontà di IHC di portare contributi anche di livello accademico, siamo lieti di presentare una prima veloce intervista di Silvano IHC a Philipp Bagus, Professore alla Universidad Rey Juan Carlos di Madrid, economista ultimamente più volte citato su questo sito. Ringraziamo sentitamente Bagus per la disponibilità. Ogni domanda osservazione o suggerimento è oggi più che mai benvenuta.

di Silvano, IHC

Con questo articolo siamo felici di presentare tre domande poste da Silvano IHC al Prof. Philipp Bagus, intese ad proporre quasi dalla “viva” voce dell’economista un rapidissimo excursus sulle principali, e attuali, problematiche che fanno della politica monetaria un argomento di assoluta importanza con riferimento alla presente congiuntura economica.

 

Questa intervista è ottima per riprendere tanti argomenti passati su questo sito. Dalle risposte dell’economista possiamo trovare molti utilissimi spunti di riflessione.

Traduzione di Silvano, IHC.

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Lo Stato Sono Loro

June 25th, 2010 by Leonardo

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di Gian Piero de Bellis, Panarchy.org

 

Una delle frasi storiche più famose è quella attribuita al giovane Luigi XIV, ancora sotto la tutela del Cardinal Mazarino, e desideroso di liberarsi da qualsiasi potere che lo limitasse: L’Etat c’est Moi”, lo Stato sono Io.

Che questa frase sia stata o meno pronunciata da Luigi XIV non ha molta importanza. Quello che invece conta è il fatto che essa raffiguri un dato della realtà tuttora valido e cioè che lo Stato non è altro che l’organizzazione dell’esercizio del potere sugli altri e che colui che ne è al vertice e che gode di un potere assoluto è identificabile con l’entità stessa.

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Sono Infallibile!

June 22nd, 2010 by Leonardo

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  di Silvano, IHC

Quesiti interessanti per tempi interessanti: può fallire una Banca Centrale? Assolutamente no, verrebbe da rispondere immediatamente. E sotto il profilo meramente tecnico c’è un fondo di verità: la Banca Centrale è l’unico ente produttore per monopolio di mezzi di pagamento a corso legale, le banconote sono irredimibili, e quindi una Banca Centrale supportata dallo Stato non fallirà mai nel senso puramente contabile del termine. Pur tuttavia una Banca Centrale può fallire quando il bene che produce e che è imposto, nonostante il corso legale, venga sistematicamente evitato dagli agenti come mezzo di pagamento. Quando il prodotto (moneta) non è in grado di assolvere la sua funzione di facilitazione degli scambi, interpersonali, spaziali e intertemporali, si può considerare fallita una Banca Centrale quantomeno sotto il profilo istituzionale. Guerre e rivoluzioni sono sovente accompagnati da fenomeni di questo tipo.

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Inflazionismo Frazionario Questo?

June 18th, 2010 by Leonardo

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di Leonardo, IHC


Partendo la lavoro di Bagus ho esposto alcuni ragionamenti (qui e qui) che a parer mio vanno a indebolire la presunzione di pericolosità della riserva frazionaria. Le reazioni dei siti “adiacenti” a IHC sono state un po’ violente e fuori luogo perché per Bagus stesso l’introduzione di una riserva bancaria al 100% sui depositi a vista non risolverebbe la fragilità del fiat ciclo, riconosciuta nell’insostenibilità del time mismatching tra attivo e passivo bancario (mismatch sospinto dal moral hazard indotto dalle autorità statali). Inoltre la “trasformazione delle scadenze” operata dalle banche ha una profonda natura imprenditoriale data dalla ricerca di un time matching sostanziale, non formalmente osservabile e assicurabile, in cui la riserva frazionaria (a certe condizioni) rompe solo formalmente questo coordinamento.

Richiamo ora l’ultimo articolo sulla differenza tra shock e ciclo [LINK]: perché un fattore dia luogo a un ciclo occorre che consista in un intervento sistematico volto a deviare in modo continuativo il percorso dell’economia, così che si accumulino squilibri che necessariamente esploderanno in un ritracciamento dell’economia stessa. Il singolo shock estemporaneo comporta solo un adattamento del percorso dell’economia sui nuovi fondamentali, per definizione senza costruire spinte di segno opposto.

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Epistemologia e Moneta in Hayek

June 15th, 2010 by Leonardo

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IHC è lieto di pubblicare articoli di carattere accademico ed è aperta a qualsiasi volenterosa collaborazione. Abbiamo oggi il piacere e l’onore di proporvi la seguente lettura "Epistemologia e moneta in Hayek" per la quale ringraziamo sentitamente il Prof. Biagio Muscatello dell’Università degli Studi di Siena. Ogni domanda e osservazione, soprattutto in luogo di tali contributi, è oggi più che mai benvenuta.

 

Prof. Biagio Muscatello, Università di Siena

 

Nel corso della sua attività scientifica, Hayek ha sviluppato, tra le altre, una teoria dei principi di ordine spontaneo, che è anche una teoria dei modi in cui acquisiamo le nostre conoscenze. Escludere che i fenomeni sociali siano il semplice risultato di una razionalità “costruttivistica” significa pure evidenziare una particolare caratteristica della logica della scoperta scientifica (già evidenziata da Popper), la negatività delle leggi: la formazione e il miglioramento delle istituzioni sociali – come il progresso conoscitivo – suppongono una continua eliminazione degli errori.

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To’, un Banchiere!

June 11th, 2010 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

S’è già detto, qui su IHC, che il banchiere è un imprenditore, per quanto una certa critica purtroppo austriaca immagini un ruolo praticamente di passacarte e per quanto il sistema monetario corrente non incentivi all’esercizio di queste capacità di “scoperta” hayekiane.

Avevo riferito l’imprenditorialità bancaria alla capacità di scoprire, assumendone il rischio, la parte di depositi destinata non a esigenze di cassa ma al ruolo di riserva di valore, con varia durata, del risparmio. Le banche fanno questo già su basi statistiche. Un altro aspetto dell’imprenditorialità è riuscire a trasformare un risparmio non a breve ma formalmente tenuto vista in un risparmio anche formalmente a medio-lungo termine. Poi ti piazzano il Bancomat Centrale guidato da un qualunque Gigì Trichet, e non ti serve più fare il banchiere…

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Tartassati e Sottomessi

June 8th, 2010 by Leonardo

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di Silvano, IHC

Di questi tempi avere dei dubbi sulla lotta all’evasione fiscale, senza se e senza ma, sta diventando quasi come dubitare sulla santissima trinità al tempo della controriforma. Ritengo invece sia opportuno quantomeno riflettere sui costi occulti della c.d. lotta all’evasione, ovvero su "quello che non si vede", come avrebbe detto il francese Bastiat.

Per "lotta" e/o "guerra" all’evasione non intendo l’applicazione in materia tributaria degli ordinari strumenti di enforcement legislativo da parte del potere esecutivo. Intendo una vera e propria escalation normativa che fa della potestà fiscale un ambito a parte nel quale i rapporti Stato-cittadino, le limitazioni imposte alla sfera privata e le garanzie individuali, diventano sempre più secondarie rispetto ai risultati prefissati di incremento del gettito. Ceteris paribus, ridurre le sacche di evasione fiscale, per impiegare il ricavato a favore di un decremento generale delle imposte è buona cosa. Ceteris paribus, appunto.

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Accusa a Cina e Germania: Esportate Troppo! – Risposta: Comprate Meno!

June 3rd, 2010 by Leonardo

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di Leonardo, IHC


Qualche articolo fa ho illustrato la posizione commerciale di due fantasiosi Paesi, Nica e Maceria. Chi non l’ha fatto, anagrammi quei nomi e troverà Cina e America. Volevo illustrare la mia idea sui deficit gemelli USA, sulla fandonia di una Cina risparmiatrice al solo fine di prender per il collo gli USA, e dare una risposta al pezzo di Pietro Monsurrò su Chicago Blog riguardante la volontà di Hu Jintao di trasformare l’economia cinese da export-driven a demand-driven. La conclusione è che, derivando il saldo della bilancia commerciale da squilibri interni tra risparmio netto e investimenti, solo la politica fiscale può essere efficace sempre che non crei piazzamento privato, ma il grosso del problema sta nell’eccesso di deficit del Paese importatore (USA, nel caso) che finché non si decide a ritirare la spesa alimenterà l’export del partner (Cina, nel caso).

Vorrei ribadire qualche concetto sul caso USA-Cina e poi portare qualche nota sul caso tedesco.

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Antropologia dell’Inflatore

June 1st, 2010 by Leonardo

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di Silvano, IHC

 

Ultimamente mi sto sempre più convincendo che la paura della deflazione da parte degli economisti mainstream sia un fatto più antropologico che logico, foriero di un notevole discredito per tutta la categoria.

Immaginate di avere una bronchite e di trovarvi alle prese con un medico che vi prescrive di incollarvi le labbra perché la vostra anormalità rispetto agli individui sani è dovuta all’espulsione del catarro, pertanto al massimo dovete tossire a bocca chiusa, che è anche buona educazione. Una persona normodotata realizzerebbe subito di aver a che fare con un individuo che confonde i sintomi con le cause, o meglio una persona normodotata realizzerebbe subito di aver a che fare con un idiota e cambierebbe medico. Ecco, la stessa cosa purtroppo non succede con gli economisti.

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