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Archive for August, 2010

Politiche Industriali Fintamente Assenti

August 31st, 2010 by Leonardo

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 di Leonardo, IHC

 

Abbiamo letto l’ottimo contributo dell’avv. Rubini sull’art.41 della Costituzione. Nella sua esposizione Rubini ricorda di quell’unico esempio di legge di programmazione economica nel ’67, cui non pare esser seguito alcun altro intervento governativo a “dirigere” l’evoluzione dell’economia italiana. Questo particolare mi è tornato con forza in mente dopo una discussione con il libero pensatore Rossano, già ospite di IHC, in cui questi sosteneva la necessità di una politica industriale, finora assente, che permettesse al Paese Italia di orientarsi verso una struttura produttiva più moderna; l’assenza di tali politiche, che invece appaiono ben presenti in Germania, avrebbe lasciato il Belpaese a scontrarsi contro una Cina che non può più essere sconfitta.

La mia posizione è che l’assenza di politiche industriali in Italia sia solo apparente, e sia invece la loro subdola presenza ad averci messo nei guai.

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Neofeudalesimo e Decrescita Infelice

August 27th, 2010 by Leonardo

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 di Silvano, IHC

La politica del grande interventismo ha dato vita ad un qualcosa di nuovo, innestando una potenziale mutazione genetica del sistema attuale in una direzione tutt’altro che capitalistica (a questo proposito sarebbe opportuno specificare che l’Occidente ha già raggiunto da tempo una sorta di stasi socialdemocratica caratterizzata da bassa crescita ed indebitamenti crescenti – l’argomento però merita una trattazione a sé stante). L’idea che stia prendendo corpo una stagione neofeudale è al centro di diversi dibattiti culturali negli Stati Uniti. A seconda della prospettiva, o dell’oggetto della discussione il termine “neofeudalesimo” assume significati e sfumature diverse. Utilizzerò questo termine declinato in senso, per quanto possibile, “austriaco”: ovvero facendo riferimento ad una riduzione degli spazi della libertà individuale in cui i vincoli di carattere contrattuale cedono il passo a quelli di carattere egemonico (basati ovvero su forza e arbitrio politico).

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Banche Centrali in Salsa Orientale

August 24th, 2010 by Leonardo

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di Silvano, IHC

Il sistema monetario internazionale a cambi fluttuanti non ha ancora un “Bancor”, come era nei sogni di Keynes, né una Global Reserve Bank. È un sistema appunto basato su fiat-monete scambiate quotidianamente sui mercati valutari, a cui non corrisponde nessun collaterale reale. L’amministrazione e la “somministrazione” delle basi monetarie è di competenza delle relative autorità nazionali. In assenza di vincoli fisici e obblighi di redimibilità, stanti i monopoli all’emissione, il relativo valore legale e l’impossibilità per soggetti privati diversi dagli Stati nazionali ad emettere in regime di concorrenza moneta, la gestione di queste ultime è un fatto politico. Infatti tutte le monete sono uguali, ma alcune sono più uguali delle altre. Le valute “più uguali” sono quelle che finiscono per essere accettate senza problemi nel commercio internazionale e alle quali viene attribuito un ruolo di riserva. In pratica il dollaro, in misura secondaria l’euro, lo yen e a seguire un gruppetto variegato di divise che comprende tradizionalmente sterline, franchi svizzeri, corone svedesi e norvegesi, dollari australiani e canadesi. Ad ognuna di queste valute corrisponde ovviamente una Banca Centrale. La quasi totalità delle altre valute non supera i confini nazionali o comunque non va oltre l’area di influenza politica ed economica dello Stato di riferimento.

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Krugman, Keynes, e Strabismo Congenito

August 20th, 2010 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Gli editoriali di Krugman sono spesso più che irritanti, per lo meno dall’ottica liberalista; non potrebbe essere diverso visto che il suo faro è Keynes. Al Nobel Krugman (Nobel per aver studiato profondamente i tassi di cambio senza aver detto niente di utile ma averlo detto bene, secondo me) è stato poi ribattuto in modo efficace anche su Chicago Blog (si veda ad esempio questo pezzo, ma anche questo, di Monsurrò), peccato non aver assistito alle relative contro-repliche.

In uno degli ultimi interventi, tradotto il 7 agosto sul Sole24ore (“Keynes fa bene a chi sa osare per tempo”), Krugman è riuscito a dire una cosa in qualche modo giusta ma sporcandola con una delle sue ricostruzioni “forzate”della storia economica: che il keynesianismo non comprenderebbe deficit pubblici perpetui, e che l’Asia è fiorita sulla spesa pubblica.

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Due Tipi Antropologici: il Crasso Burocrate e l’Angelo Sterminatore

August 16th, 2010 by Leonardo

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 Avv. Francesco Rubini, per IHC

I movimenti che, nel corso del XX secolo, si sono ispirati alla rivoluzione social-comunista ed hanno preteso di realizzarla concretamente elevandosi, in varie parti del mondo, a regimi politici, presentano una grande varietà di tipi umani. Questo è il frutto non solo della estrema complessità storica e sociale di quelle esperienze, ma anche la prova che, nonostante i proclami di riforma radicale della stessa essenza dell’uomo, le pulsioni e i sentimenti che affondano le loro radici profonde nell’animo umano si dimostrano essere tenaci oltre ogni immaginazione ed oltre ogni illusione di reformatio universale. Detto in altre parole: la realtà oggettiva delle cose e dell’uomo si riafferma, smentendo spesso le costruzioni ideologiche.

Vorrei porre in risalto, in queste brevi righe, la differenza che corre tra due interessanti “tipi antropologici” che l’occhio attento può identificare nel grande coacervo delle esperienze rivoluzionarie. Chiamerei il primo tipo “crasso burocrate” ed il secondo “angelo sterminatore”.

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La Battaglia del Grano

August 13th, 2010 by Leonardo

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di Silvano, IHC

A tutte le gloriose centurie dell’interventismo: si riapre nuovamente il fronte contro la speculazione capitalistica sulla più preziosa di tutte le materie prime, il grano. Le demo plutocrazie occidentali e il post bolscevismo sono decisi a negare al popolo il suo più elementare diritto al pane: urge intervenire mobilitando le vigorose forze della Nazione!

No panic: difficilmente sentiremo oggi lanciare proclami con questa retorica da qualche balcone. Tuttavia anche se mutano le forme, i contenuti della politica annonaria (scusate: agricola) rimangono sempre quelli di manzoniana memoria: grida (leggi), prezzi calmierati e caccia agli speculatori. La politica non fa altro che costruire attorno all’interventismo un corollario di riti e giustificazioni per rendere la torta appetibile a seconda delle tendenze contingenti: eurocomunitarie, ecosostenibili, sociali, nazionaliste (come nel piccolo annuncio sopra riportato), etc. Cambiano gli eccipienti, rimangono costanti gli ingredienti.

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Speculazione sul Grano, un Anno Dopo

August 11th, 2010 by Leonardo

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 di Leonardo, IHC

 

La parola ldquo;speculazione è gettonatissima anche su IHC. Il tema è stato trattato in maniera più precisa in particolare con il pezzo di fine 2008 sul significato di “speculare” e sulla speculazione come attività imprenditoriale, e con il pezzo di agosto 2009 sull’eticità della speculazione. Per il resto il termine è stato variamente richiamato in sede di discussione di alcuni fenomeni finanziari e per la più generale interpretazione data alla crisi iniziata nel 2007. A luglio 2009 ho parlato più precisamente di quanto veniva descritto come speculazione sulle materie prime in particolare sui prodotti agricoli, con prezzi talmente in crescita da minacciare di affamare mezzo mondo. Il pezzo è stato seguito dopo due mesi da un insieme di riflessioni che hanno toccato anche il rientro di quanto prima definita speculazione sui prodotti agricoli, rientro tale da minacciare la profittabilità dell’attività agricola e quindi, di nuovo, affamare mezzo mondo.

Siamo ad agosto 2010, e mi trovo di nuovo un’intera pagina di Sole24Ore dedicata alla speculazione sui prodotti agricoli. Allora, un anno dopo, ritorniamo sul tema.

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Voglio il Mondo più il 5%

August 9th, 2010 by Leonardo

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 di Silvano, IHC

Purtroppo non abbiamo avuto ancora il piacere di vedere fare a Trichet uno spot televisivo al ritmo di “La mia banca è differente! Banca Centrale Europea: la Banca con “B” maiuscola”. Mai pubblicità sarebbe stata maggiormente azzeccata.

Come noto, la Banca Centrale è il monopolista autorizzato ex lege alla produzione di moneta. Il suo compito istituzionale è preservare la stabilità dei prezzi dei beni al consumo. I driver sono: il target di inflazione programmata pari al 2% e l’espansione della base monetaria determinata in un 4,5% annuale. Nella pratica la (teorica) k-rule è diventata una D&D Rule (Dungeons & Dragons’ rule) ovvero: lancia quattro dadi da sei, incrementa la base monetaria della percentuale corrispondente e poi compra tutti gli asset di dubbio valore sul mercato fino all’occorrenza. Anche la prima idea, quella di un perseguimento di un tasso di incremento dei prezzi dei beni di consumo costante è un po’ perniciosa: per un approfondimento il tal senso può essere opportuna una lettura di “The Sphere of Economic Calculation” (Human Action, cap. XII di Ludwig von Mises) come pure di questo “antico” pezzo di IHC, in quanto una discussione in tal senso richiederebbe uno spazio così ampio da esulare dagli scopi del presente articolo.

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Double Dip, o Doppio Ciclo?

August 5th, 2010 by Leonardo

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 di Leonardo, IHC

Le paure di un Double-Dip (che io tradurrei come “ri-tonfo”, ma quelli bravi non tradurrebbero o al massimo parlerebbero di ricaduta dell’economia, recrudescenza recessiva, o altri termini per lo meno quadrisillabici) si stanno diffondendo. Il termine Double-Dip implica implica un fenomeno economico unico che si snoda su due recessioni. Da un’ottica austriaca si può pensare ad un unico fenomeno di business cycle che parte da una distorsione monetaria originale, si sviluppa in un upturn, si snoda in una conseguente recessione, viene contrastato dalle autorità monetarie e fiscali, finché le ragioni della prima recessione non tornano a prevalere.

Potremmo però pensare anche che questo non sia un Double-Dip, così come la recessione del 2008-2010 non è il Double-Dip della frenata di inizio millennio. Intendo: può essere che si sia già realizzato un nuovo business cycle legato alla risposta monetaria alla prima crisi. Questa interpretazione non ha particolare rilevanza a livello austriaco, ma l’avrebbe per la politica economica, chiaramente “mainstream”.

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Piccola Apologia della Raccomandazione

August 3rd, 2010 by Leonardo

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 di Silvano, IHC

Nel mercato del lavoro la “raccomandazione” è semplicemente un sistema di selezione del personale incentrato sulla valutazione dei candidati in base a criteri di referenza e appartenenza. Non esistendo un metodo oggettivamente ottimale a priori per l’allocazione delle risorse e dei fattori produttivi (ed il lavoro, dal punto di vista dell’acquirente, è semplicemente uno dei vari fattori produttivi) non è possibile definire la “raccomandazione” un metodo sub ottimale in sé. La stessa nozione di “raccomandazione” è piuttosto ampia e richiede quantomeno la distinzione di tre ambiti:

  • Selezione del personale nella sfera pubblica;

  • Selezione del personale in ambiti corporativi;

  • Selezione del personale nel libero mercato.

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