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Archive for September, 2010

Hayek e Mises – Autobiografie a Confronto (parte II)

September 29th, 2010 by Leonardo

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di Biagio Muscatello, Università di Siena


Prosegue su IHC l’indagine del professor Muscatello sul confronto tra Mises e Hayek iniziato la scorsa settimana con lautobiografia di Mises. Di nuovo grazie, professore, sia per gli articoli che per il dibattito successivo.

 

L’Autobiografia di Hayek

Nella ricognizione autobiograficai del suo percorso intellettuale, Hayek, sollecitato dai suoi intervistatori, sintetizza i temi principali della sua ricerca e chiarisce la natura delle relazioni tra le sue prospettive teoriche e quelle degli autori con i quali si è confrontato nel corso della sua vita.

Nella ricostruzione che egli fa negli anni ’70, i problemi teorici messi a fuoco possono essere riassunti sotto questi titoli:

1) Il calcolo socialista, 2) Il metodo a priori, 3) I concetti di Equilibrio e di Ordine, 4) Il capitale e i cicli economici, 5) I rapporti con Keynes.

Naturalmente, questi punti sono chiavi diverse per svelare uno scenario complesso, nel quale le persone – i suoi maestri di un tempo e i suoi amici e conoscenti – rappresentano visioni e soluzioni alternative.

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Studiare per (Far) Lavorare

September 27th, 2010 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Tra poco scade l’appuntamento con l’Agenda di Lisbona, e vedremo quanti Paesi hanno davvero fatto dei passi avanti verso un’Economia della Conoscenza. Elemento essenziale è infatti l’aumento della quota di laureati come segno di incremento di capacità lavorativa ad alto livello, e quindi più remunerativa per il singolo e per l’economia intera che potrà così rispondere, da un piano diverso, alla potenza manifatturiera degli “emergenti”.

L’OCSE intanto tira fuori un po’ di dati (che si spingono fino a parte del 2009): i laureati aumentano, guadagnano più dei non-laureati, e risentono meno dell’aumento della disoccupazione; questo ovunque, tranne che in Italia.

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Hayek e Mises – Autobiografie a Confronto (parte I)

September 22nd, 2010 by Leonardo

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di Biagio Muscatello, Università di Siena

 

Con il presente articolo inizia su IHC un lungo lavoro del prof. Muscatello inteso a confrontare il pensiero delle due figure capitali della scuola austriaca: Ludwig von Mises e Friedrich Augustus von Hayek. IHC, e sicuramente i nostri gentilissimi lettori, sono veramente grati di poter approfittare di questi competenti ed utilissimi contributi.


L’evoluzione del pensiero filosofico e scientifico ripropone continuamente rapporti più o meno conflittuali tra maestri, allievi e condiscepoli. Spesso il confronto è ispirato a reciproco rispetto. La ‘Scuola Austriaca’ non fa eccezione alla regola. Ad esempio, Hayek e Schumpeter hanno sempre nutrito reciproca stima e amicizia, pur dissentendo su alcuni punti centrali delle rispettive teorie (moneta, interesse, importanza attribuita ai dati empirici, possibilità del calcolo socialista). Un discorso simile vale per il rapporto con Friedman, con il quale Hayek dichiara di essere d’accordo su tutto, tranne che sul controllo statale della moneta, sull’approccio macroeconomico e sul metodo positivistico (che non sono aspetti marginali). Hayek arriva a dire che Positive Economics di Friedman è pericoloso quanto il Trattato sulla moneta di Keynes.

In questa nota mi propongo di chiarire alcuni punti, sviluppati da Mises e Hayek – sui quali le rispettive posizioni (più o meno divergenti) sono state a volte malintese da lettori frettolosi e inutilmente partigiani – partendo dalle autobiografie dei due protagonisti.

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Regole in Finanza: Non Sequitur & Strabismo

September 20th, 2010 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

A fine luglio ho letto un brutto articolo di Masciandaro sul Sole24Ore. Chiaramente “brutto” dal mio punto di vista. Credo che l’articolo volesse essere soprattutto una accusa politica ad Obama per la sua incapacità di riformare la finanza USA, condita con “sospette” donazioni da Goldman Sachs, e infiocchettata con l’asservimento europeo alla lobby USA. A queste critiche Masciandaro dedica più della seconda metà dell’articolo, ma io sono interessato alla prima metà scarsa, dove viene fatto un “cappello” (formalmente opportuno per l’economia dell’articolo) sulle ragioni della riforma del sistema finanziario e su cosa avrebbe dovuto essere Basilea3.

Il terzo e quarto capoverso dell’articolo vanno letti integralmente per apprezzare il non-sequitur che li lega attraverso una modulazione retorica così fine nella sua brevità da fare l’invidia addirittura di un Bach.

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Ok, il Prezzo è Giusto!

September 15th, 2010 by Leonardo

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di Silvano, IHC

Periodicamente, ad intervalli brevi ed irregolari, appare sempre qualche market update di provenienza bancaria o finanziaria contenente stime econometriche dell’inflazione attesa dal mercato nei prossimi x anni a venire. Il succo del procedimento consiste nel determinare il differenziale in termini di rendimento annuale tra il tasso di interesse di un titolo governativo a cedola fissa (T-Bond o Bund ad esempio) ed un titolo governativo, di durata finanziaria similare, il cui valore di rimborso finale è indicizzato all’inflazione ufficiale. Facendo un esempio molto rozzo: se un BTP al 5% nominale, con scadenza a un anno, ha prezzo 100 ed un BTPi (indicizzato) con scadenza sempre ad una anno, ma cedola al 2%, ha anch’esso prezzo 100, significa che il mercato si attende un inflazione dei prezzi al consumo del 3% per i prossimi dodici mesi. Il calcolo in realtà è più complesso e si estende lungo tutta la curva dei rendimenti, il principio di fondo però è quello sopra esposto.

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Vedi i Tassi all’Orizzonte? No, Troppo Lontani…

September 13th, 2010 by Leonardo

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 di Leonardo, IHC


Grazie a Bollettino, su IHC si è aperto un piccolo percorso di indagine sulla microeconomia austriaca dell’imprenditore, come andrebbe chiamata se diventasse solida e arrivasse a competere accademicamente. È un sentiero di ricerca dentro la prasseologia, per provare a “spiegare” quanto più possibile oggettivamente alcuni comportamenti degli agenti economici di cui, a livello austriaco, è definita una “prassi”. Bollettino ci ha mostrato come una perfetta razionalità dell’operatore (più homo oeconomicus che homo agens) non può esimersi dal partecipare al fiat boom ampliando la produzione; io ho cercato di microfondare il tendenziale allungamento del ciclo produttivo durante il fiat boom, indebolendo però la totale razionalità delle attese sui tassi. Da qui intendo ripartire.

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Potere dei Tassi: dalla Capanna al Grattacielo

September 9th, 2010 by Leonardo

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 di Leonardo, IHC


Con l’ausilio di un modello decisamente neoclassico, Bollettino ci ha efficacemente mostrato come un imprenditore assolutamente razionale e informato (non sbaglia le previsioni sulla domanda aggregata, e sa che i tassi sono bassi solo temporaneamente, per cui non si lancia in ristrutturazioni produttive di lungo termine) non possa trattenersi da partecipare al boom inflazionomico. Abbiamo visto cioè un meccanismo di ampliamento della struttura produttiva ad inizio fiat-boom, dipendente tra le altre cose pure dal frazionamento del mercato.

Proviamo a buttare lì qualche intuizione ulteriore sul perché un imprenditore si faccia trascinare dall’inflazionismo della Banca Centrale, e in particolare su perché si intraprendano progetti con tempi di ritorno (roundabout) più lunghi.

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Punte di Pugnale Emergenti

September 6th, 2010 by Leonardo

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di Leonardo, IHC


C’era qualcosa che dicevamo su IHC a partire dal maggio del 2009. Era un discorso sull’Africa, sul fatto che il continente nero si stesse “risollevando”, partito dal libro “Dead Aid” dell’economista Dambisa Moyo fatto di denunce dell’effetto perverso degli “aiuti occidentali”: l’attività governativa, e non, fatta di trasferimenti a titolo per lo più gratuito di merci e denaro che finisce per disincentivare l’oculatezza amministrativa e pure l’imprenditorialità interna (castigata anche, ad esempio, dalla PAC europea). Un grandioso schema di moral hazard che sembrerebbe però in via di esaurimento.

Il paradosso è che è proprio l’attuale recessione mondiale, riducendo i flussi di “aiuti” all’Africa, a costringere a sempre maggiori miglioramenti ed alla ricerca attiva di una propria fonte di ricchezza e crescita.

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