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Archive for December, 2010

Scorie: L’ultima di Stiglitz

December 31st, 2010 by Leonardo

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Con questo pezzo cominceremo un irregolarissimo saccheggio dalla mailing list “scorie” del gentile Matteo Corsini. Si tratterà per lo più di acuti commenti sulle uscite del politico, economista, o altro genio di turno, ad opera chiaramente di Matteo, cui siamo molto grati non solo di averci inserito nella sua mailing list, ma pure di aver accettato d’esser nostro ospite.

 

di Matteo Corsini

 

"Secondo me la giusta soluzione è rappresentata dagli stimoli fiscali. Sono state sollevate molte critiche in merito, ma credo che il pacchetto di stimoli introdotto nel corso della crisi abbia funzionato. Senza questi aiuti il tasso di disoccupazione sarebbe ancora più elevato. L’amministrazione Obama e Bernanke hanno affermato che la flessione dell’economia non era grave come anch’io avrei previsto. Se pensava che la disoccupazione avrebbe toccato l’apice al 10%. Con gli stimoli la percentuale è stata limitata all’8%; senza di essi avrebbe raggiunto probabilmente il 12-12.5%. Penso si tratti di un ottimo risultato." (J. Stiglitz)

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Rileggiamo Hayek su IHC (parte I)

December 27th, 2010 by Leonardo

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di Silvano, IHC

 

Recentemente, un numero sempre maggiore di conflitti latenti legati all’andamento delle bilance commerciali, dei tassi di cambio e alle manovre di espansione quantitativa, comincia ad emergere con maggiore intensità. Anziché procedere ad una analisi ad hoc, vorrei suggerire intanto la rilettura di “Monetary Nationalism and International Stability” di Hayek (1937). Quanto mai attuale, l’opera consiste in una meticolosa analisi comparata, sviluppata in cinque letture accademiche, di tre tipologie di sistemi monetari internazionali e delle relative implicazioni sulla stabilità macroeconomica globale. Il mio proposito è quello di ricostruire volta volta una sintesi delle singole letture e cercare di applicare la metodologia e la logica seguita nell’opera di Hayek nel tentativo di analizzare i squilibri caratterizzanti l’attuale sistema monetario internazionale. Qualsiasi proposta di pubblicazione, apporto, riflessione, correzione o collegamento con altre opere della letteratura della scuola austriaca da parte di lettori o di chiunque sia interessato a contribuire è benvenuto (contatti qui).

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Desocialistizzare l’Occidente

December 22nd, 2010 by Leonardo

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di Silvano, IHC

Come già riportato su IHC la critica più frequente che viene riproposta agli economisti austriaci è quella di essere semplicemente dei “liquidazionisti” e non offrire prescrizioni positive implementabili in termini di policy. In particolare si ha una certa difficoltà a percepire il “laissez faire” come proposta: non soltanto da chi professa in modo convinto una adesione all’interventismo, ma anche da molti liberali, i quali pur esprimendone un giudizio positivo, vedono nel celebre epiteto il simbolo di un tempo che fu, tanto glorioso, quanto difficilmente riproponibile e credibile.

Personalmente ritengo che se una scuola di pensiero risulta poco credibile anche agli occhi dei naturali o potenziali avversari, sia necessario interrogarsi, almeno per comprendere eventuali difetti di comunicazione. Un prerequisito perché vengano discusse delle proposte e che queste vengano quantomeno prese sul serio, almeno a livello ipotetico. Ed appunto riflettendo su questo ultimo aspetto, risulta abbastanza evidente che nelle condizioni attuali il “laissez faire” è operativamente poco significativo ma per motivazioni opposte rispetto a quelle dei sostenitori dell’interventismo: i paesi occidentali sono intrisi di interventismo, socialismo e corporativismo. Ciò che serve è quindi anche un credibile programma di desocializzazione delle economie e delle istituzioni.

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Mises e Hayek – Autobiografie a Confronto (parte IV): “Gli Austriaci e la Matematica”

December 20th, 2010 by Leonardo

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Vi presentiamo la quarta lezione del professor Muscatello sul confronto tra Mises e Hayek, che si rivela sempre più una possibilità per entrare nel dettaglio anche di aspetti molto interessanti per l’intero pensiero “austriaco”. Con questo articolo, infatti, entriamo nella vexata quaestio dell’opportunità dell’uso (e quale uso) della matematica in economia. Un ringraziamento al professor Muscatello dagli autori del sito, sicuramente anche a nome di tutti i nostri lettori.

 

di Biagio Muscatello, Università di Siena

 

Esistono questioni aperte nell’analisi dei fenomeni sociali, che non sono state ‘archiviate’ dall’effimero successo di determinate scuole e ideologie. Il valore scientifico di una teoria non è stabilito dal successo in un dibattito o dalla percentuale di professori che la divulgano; e nemmeno dalla sua influenza sulle politiche dominanti.

E non occorre la confluenza [1] in un nuovo mainstream: nella storia della scienza, le convergenze si formano e si dissolvono; ed è normale che questo accada pure nelle discipline sociali ed economiche. D’altronde, non vi è progresso scientifico senza divergenze (esemplari le tesi di Pareto sul ruolo delle élites intellettuali). Altra cosa è evitare sterili contrapposizioni, in una fase della congiuntura dominata da gravi incertezze sull’evoluzione della crisi. Sono queste le ragioni che inducono ad affrontare i vari temi trattati da Mises e Hayek, mostrando anche – ove esistano – le divergenze tra i loro punti di vista.

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Dalla Velocity a una Nuova Teoria della Finanza

December 17th, 2010 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Il vostro affezionatissimo ci ha provato: ho pubblicato un nuovo paper su Social Sciences Research Network di Jensen. Il paper ha titolo “An Austrian Theory of Money Velocity” (abstract e download qui, e tratta una serie in verità abbastanza ampia di intuizioni, che vanno dalla diversificazione della natura della velocità di circolazione, alla sua natura endogena, al suo “parallelo” con il credito, fino al “ribaltamento” di alcune intuizioni monetariste ed al suggerimento di una nuova teoria della finanza “austriaca”. Il tutto è contrappuntato da citazioni di Hayek.

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Austrismo che Filtra…

December 15th, 2010 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

Il gentilissimo Max Neri (autore del blog Processi di Mercato, fermo perché l’amico è alle prese con una grande tesi di dottorato con Huerta De Soto) ci segnala un articolo sull’Economist “Taking von Mises to pieces.

Questo articolo ha più letture, di cui una sicuramente molto gradita per tutti gli austrofili e per tutti i vari economisti “austriaci”: a scapito del vergognoso silenzio accademico, che costringe uno studente a entrare in contatto con le teorie di Mises solo dopo la laurea e solitamente per caso, il pensiero “austriaco” si espande, si diffonde, e filtra sempre più nei canali di informazione sia di massa che più qualificati.

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N-Eurodeliri

December 13th, 2010 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

E l’euro sta crollando… e l’euro è ai minimi… e si va verso la distruzione dell’euro… e l’euro è finito… Da un po’ di tempo non passa giorno che i canali di informazione non ci tartassino con n simili esempi di eurodelirio.

Una lettura semplice di questo fatto è che l’Europa è presa da una pandemia di euro-ansia, stimolata dai problemi sui debiti sovrani e coltivata in labili menti schizofreniche. Una lettura appena più difficile potrebbe essere che si stanno preparando le condizioni per l’uscita di qualche Paese dall’eurozona o la creazione di più euro-monete. L’ultima, più difficile, lettura è semplicemente che ci stanno tutti prendendo per i fondelli.

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HFT: Health For Traders

December 10th, 2010 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

La SEC non ha certo brillato in passato per il suo acume, facendosi passare sotto il naso quando flussi di informazioni e analisi eufemisticamente fallaci, quando vere e proprie truffe attuate con la disinvoltura di un bambino che ruba le caramelle. Forse, delle rivelazioni della SEC, non c’è così tanto da fidarsi, e sicuramente molti che hanno letto le giustificazioni trovate al famoso tonfo del 6 maggio 2010 avranno pensato “ecco un altro modo per coprire le colpe del High Frequency Trading (HFT)”.

Io invece, stavolta, credo alla SEC.

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Bunga Bunga Bonds

December 8th, 2010 by Leonardo

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di Silvano, IHC

 

A giudicare dalle apparenze l’Italia sembra un paese dove c’è ancora tanto grasso che cola: sindacalisti pignoli disposti allo sciopero quando il management rimodula i turni di lavoro, studenti che invocano più soldi alla scuola occupando strade e ferrovie con sommo disagio da parte dei pendolari e senza particolare opposizione da parte delle forze dell’ordine (le quali ovviamente sono “fasciste” per definizione, nonostante una blanda impassibilità nei confronti di chi interrompe pubblici servizi e viola la proprietà privata), politici indecisi se far cadere o far tentennare il governo, andare a nuove elezioni o coagulare nuove coalizioni. Del resto, come diceva Chuck Prince, l’ex CEO di Citibank, As long as the music plays you have to get up and dance, and the music is still playing… (una citazione che da sola spiega meglio di cento paper il moral hazard e la socializzazione delle perdite).

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Emigrati ed Esiliati della Moneta

December 6th, 2010 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Il 28 giugno scorso ho letto sulla Repubblica un paio di articoli riguardanti l’immigrazione rumena. Essenzialmente si evidenziava che esiste ormai una specie di flusso circolare con l’Italia: tanti arrivano – tanti vanno. In massima parte il progetto di emigrazione è temporaneo, i rumeni (dice un articolo) pianificano un certo periodo all’estero (in Italia, nel caso), dove lavorando accumulano denaro per sé e inviano rimesse ai familiari in Romania, per poi tornarsene in patria e lì mantenersi con una propria attività un certo tenore di vita.

Uno pensa: quelli che rientrano per completare questo progetto di vita vengono sostituiti da nuove generazioni di intraprendenti, da cui il flusso circolare. Invece no: parte di chi viene in Italia sono precedenti “pionieri” che hanno scoperto di non poter più vivere in Romania, e il problema sta nel livello dei prezzi romeni!

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