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Archive for January, 2011

Una Imbarazzante Doppia Partita per Trichet

January 31st, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Insomma, picchia qui e picchia là, ed anche se non esattamente con il tempismo che avevo previsto, le pressioni sui prezzi sono arrivate in Europa, ed ora la BCE deve trovare una soluzione. La faccenda non è semplicissima, perché (come atteso da fine 2009) la debolezza della congiuntura non permette di intervenire a cuor leggero sui tassi. Le attese parlando di un Refi all’1,25% solo nella seconda metà del 2011; d’altra parte la dinamica degli aggregati monetari (il secondo, ultimamente desueto, pilastro della politica della BCE) è così lenta che tutta questa urgenza potrebbe non esserci. Anzi, la BCE è impegnata a mantenere un’elevata liquidità nel sistema, ed è appena stato varato il EFSF per assorbire titoli di Stato senza far salire i tassi! Come dicono gli economisti bravi, la questione è alquanto puzzling.

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“Crack Up Boom” e Dintorni (Parte II)

January 28th, 2011 by Leonardo

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di Silvano, IHC

 

Espongo adesso la seconda osservazione circa l’inevitabilità dell’implosione. Nella genesi dei fenomeni inflativi gioca un ruolo particolare il moltiplicatore della moneta come determinante dell’espansione creditizia. In particolare, in uno scenario di “runaway boom”, si dà per scontato che il sistema si espanda fino al massimo teorico consentito dalle leggi vigenti e che la creazione di nuovo credito, sotto il profilo delle relazioni causa–effetto, avvenga dopo la produzione di nuove riserve da parte della Banca Centrale.

Nel contesto normativo attuale questo però è discutibile. Il coefficiente di riserva obbligatoria nell’eurozona è al 2%, ed il perimetro delle attività sottoposte a obbligo è tutto sommato limitato. Similmente negli USA le banche commerciali possono scambiare su base giornaliera depositi soggetti a riserva con depositi fuori del perimetro della riserva obbligatoria (deposit account vs saving account). Anche sotto il profilo operativo, l’entità delle riserve detenute presso la Banca Centrale raramente è una variabile presa in considerazione dal management, al contrario prevalgono di solito considerazioni di carattere patrimoniale (vedi ad esempio le regolamentazioni Basilea II e III) e di tipo endogeno legate alla domanda di credito.

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“Crack Up Boom” e Dintorni (Parte I)

January 26th, 2011 by Leonardo

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di Silvano, IHC

 

Nella letteratura della scuola economica austriaca le espressioni “crack up boom” e “runaway boom” sono sinonimo di iperinflazione. Indicano il limite ultimo all’espansione creditizia, superato il quale, la moneta come strumento di scambio indiretto si sgretola e gli individui si rifugiano nei beni reali. La prima delle due è la traduzione dal tedesco di Mises dell’espressione “Katastrophenhausse” coniata o comunque diffusasi in Germania durante l’iperinflazione del 1923. La seconda invece è più ampiamente utilizzata da Rothbard.

L’idea dell’implosione del sistema monetario a seguito di una creazione dei mezzi fiduciari tendente all’infinito è pressoché una costante in quella parte del libertarismo avversa alla riserva frazionaria, al punto da rendere questa sinonimo di inevitabile iperinflazione e debasement totale. Sulla scorta di ciò previsioni di carattere apocalittico sono sempre abbondate e presumibilmente mai cesseranno.

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Scorie: Incentivi? No, Distorsioni

January 24th, 2011 by Leonardo

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Di Matteo Corsini

"A leggere i numeri del settore auto si capisce quanto lo stesso sia ciclico e, di conseguenza, importante per dare slancio alla ripresa dell’economia. Sostenere il ciclo positivo attraverso un supporto di natura pro-ciclica al settore delle quattro ruote può significare un’accelerazione nella crescita del Pil e, conseguentemente, di quella dell’occupazione… Non sarebbe più, come nel passato, un contributo “a perdere” bensì un atto di lungimirante politica industriale, finalizzato a rafforzare il posizionamento dell’Italia in un settore ancora di importanza fondamentale per il capitalismo mondiale" (E. Narduzzi).

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Non-Notizie e Notiziole Tristi Tristi

January 21st, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

Come riportato nei giornali, la Cina sta lottando con l’inflazione dei prezzi. Senza il coraggio di rivalutare lo Yuan come chiedono gli americani – con tutte le loro riserve di dollari, i cinesi perderebbero molta della ricchezza cumulata nelle riserve della Banca Centrale, e tanto varrebbe nel caso lanciare un attacco al dollaro e ai treasury mandando direttamente in default gli USA – ci stanno dando sotto di strette monetarie e creditizie.

Una mezza-notizia è che le banche cinesi si stanno attrezzando per dare prestiti che non risultino in bilancio, eludendo così i più stringenti limiti posti dalle autorità. È chiaro che l’economia vince sempre e al richiamo del fiat-boom non si resiste (qui un semplice esempio didattico di questo meccanismo). Una non-notizia per i nostri lettori è che questo puzza di fine upturn.

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Rileggiamo Hayek su IHC (parte II)

January 19th, 2011 by Leonardo

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di Silvano, IHC

I processi di globalizzazione ed integrazione negli ultimi quaranta anni sono stati caratterizzati da un crescendo di crisi finanziarie nelle più diverse parti del mondo, fino a coinvolgere per ultimo il cuore dei paesi sviluppati. Nella lecture 2 di Monetary Nationalism and International Stability, dal titolo “The Function and Mechanism of International Flows of Money” Hayek illustra le differenze derivanti da scambi commerciali effettuati tramite un sistema monetario omogeneo (“pure gold standard”) ed uno a riserva nazionale (“gold nucleus standard”), nonché la funzione della Banca Centrale in quest’ultimo. Le due circostanze meritano di essere discusse separatamente per le seguenti ragioni:

  1. Il primo caso fornisce l’occasione per comparare l’analisi degli scambi interlocali, con quelle di Mises in Human Action e di Rothbard in Man, Economy and the State (le quali presentano peraltro molte analogie);

  2. Il secondo caso inoltre può fornire lo spunto per alcune riflessioni circa le problematiche derivanti in sede di area euro relativamente agli squilibri delle bilance commerciali tra Paesi membri della medesima unione monetaria.

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Scorie: Quasi come Krugman

January 17th, 2011 by Leonardo

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di Matteo Corsini

 

"Il primo principio di una sana politica macroeconomica è dunque che, visto che solo il governo può creare gli assets finanziari affidabili che scarseggiano durante una depressione, questo è esattamente ciò che è chiamato a fare… La tendenza generale è chiara: i governi che si sono preoccupati di favorire fenomeni futuri di opportunismo attraverso salvataggi finanziari e hanno cercato di contenere l’incremento del debito pubblico hanno assistito a un deterioramento delle loro prestazioni economiche. Al contrario, i governi che si sono concentrati sulle politiche che permettessero ai loro cittadini di rimettersi subito al lavoro possono gioire della  ripresa delle loro economie" (J. Bradford De Long).

Brad De Long è professore a Berkeley. Solitamente il livello delle sue dissertazioni è analogo – per atteggiamento e contenuti – a quelle del più noto Paul Krugman. Il che è tutto dire.

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Basta Bischereggiare con gli Indici (e con i Soldi)!

January 12th, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Siccome in Italia sta andando a scatenarsi una lotta tra fazioni per accaparrarsi quel che rimane dei fondi pubblici, e siccome è partita una violenta protesta delle fazioni che si sono già viste tagliare i fondi dello Stato in nome di una (a voce bassa) austerità necessaria per non esporre il Belpaese ad attacchi speculativi, cosa c’è di meglio che impiegare altre risorse (uomini e soldi) nella ricerca della “formula del Benessere equo e sostenibile”? La politica non cambierà mai…

È una notizia del 27 dicembre: Marzano, presidente del CNEL, e Giovannini, presidente dell’ISTAT, costituiranno un gruppo di lavoro composto da “rappresentanze delle parti sociali” (cioè né da me né da nessuno di vuoi che leggete IHC) per elaborare una serie di indicatori che affiancati al PIL rendano una misura del “Benessere equo e sostenibile.

Mi fanno ridere.

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Natura, Cultura, e Sciocche Contrapposizioni

January 10th, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

Ho letto un commento di Vernon L. Smith sull’Azione Umana di Mises (“Riflessioni sull’azione umana, cinquant’anni dopo”). Sono stupito dalla densità di spunti di riflessione profonda che se ne possono ricavare, e della capacità di farmi rivalutare la ricerca comportamentalistica in economia.

Dovrei sicuramente sciropparmi “La razionalità nell’economia” (il dott. Monsurrò lo ha definito “L’Azione Umana del XXI secolo”), ma più modestamente per ora farò qualche riflessione estrapolando brevi passi dall’articolo citato.

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Mises e Hayek – Autobiografie a Confronto (parte V)

January 7th, 2011 by Leonardo

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IHC vi presenta la quinta lezione del professor Muscatello. Per la verità stavolta non si tratta di un vero confronto tra Mises e Hayek, bensì di una specifica del pensiero Hayekiano (non contrastante con Mises) riguardo il valore riconosciuto alla Teoria dei Giochi, un po’ una nota (notarella, la definisce lo stesso Muscatello) aggiuntiva alla precedente discussione sul valore della matematica. Ringraziamo di nuovo il professore per i suoi contributi.

 

di Biagio Muscatello, Università di Siena


Noterella Austriaca sui Giochi


Hayek non dà molte chances all’impiego della teoria dei giochi in economia:


Non voglio essere scortese nei riguardi del mio caro amico, oggi scomparso, Oskar Morgenstern [Hayek parla nel 1978], ma sebbene ritenga che il suo libro rappresenti un grande contributo alla matematica, il primo capitolo che riguarda l’economia contiene concetti sbagliati. Non credo di poter dire che la teoria dei giochi abbia dato un contributo importante all’economia. Ma è una disciplina matematica molto interessante”.

Hayek non dice molto di più sulla teoria dei giochi.

Vediamo di comprendere meglio le ragioni di questo disinteresse (condiviso con Mises), tenendo presente l’avversione dei due grandi austriaci a qualsiasi progetto di ingegneria sociale.

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