Pani, Pesci e Moltiplicatori
January 5th, 2011 by Leonardo
Una caratteristica più o meno comune a tutti i modelli macroeconomici è quella di assumere gli elementi istituzionali come neutrali. Sia il Governo che la Banca Centrale vengono solitamente incorporati come degli enti tecnocratici, i quali si limitano ad implementare delle date o ipotizzate regole di condotta in maniera del tutto asettica. Sulla base di queste vengono analizzati uno o più scenari ed alla fine si procede a trarre delle conclusioni. Croce e delizia di ogni dibattito sono gli effetti macroeconomici degli interventi pubblici (sia monetari che fiscali) e di particolare attualità sono le valutazioni circa gli effetti delle politiche di stimolo intraprese a seguito dell’ultima recessione.
Circa gli effetti del moltiplicatore della spesa vi è una ampia letteratura di modelli DSGE sintetizzabile come segue:
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Nei modelli neoclassici di RBC e privi di frizioni questo è solitamente inferiore a uno;
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Nei modelli standard neo Keynesiani questo ruota attorno all’unità: a volte leggermente inferiore, altre volte leggermente superiore, a seconda di come sono specificate le funzioni di preferenza degli agenti (aspettative future derivate dai comportamenti passati e propensione al consumo costante spingono in alto il moltiplicatore e viceversa).
Sulla base di quanto sopra l’idea di un moltiplicatore superiore all’unità trova uno scarso riscontro.



[Ròiterz] La Fed ha deciso di venire in soccorso degli agricoltori dell’Oklahoma. Ha allargato il Qualitative Easing ad un asset non propriamente finanziario: la cacca di vacca.
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