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Archive for February, 2011

Imprenditorialità e Razionalità

February 28th, 2011 by Leonardo

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di Silvano, IHC

 

È tipico di un uomo privo d’esperienza non credere alla fortuna

Joseph Conrad

 

In dodici anni di attività bancaria credo di non essermi mai imbattuto in imprenditori che operassero unicamente e sistematicamente secondo gli schemi del tradizionale homo oeconomicus di universitaria memoria. Questo nel successo, come nel fallimento. Nei tradizionali testi di microeconomia il modello supera la stessa realtà: è il prototipo rappresentativo a definire il criterio di razionalità dei soggetti rappresentati. Trivialmente parlando è come utilizzare dei manichini per giudicare l’eleganza del portamento: lo strumento cessa il suo ruolo funzionale e diventa fine in sé.

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V.L. Smith & Gödel – Accoppiata Possibile?

February 24th, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Torno a estrapolare intuizioni alle poche, formidabili pagine delle Riflessioni sull’azione umana, cinquant’anni dopo” di Vernon L. Smith. I liberisti (intesi tutti coloro vicini al lasseiz-faire, austriaci in particolare) hanno una “naturale” comprensione del welfare implicato dal mercato: se due persone fanno uno scambio in condizioni di libertà di scelta (cioè non hanno costrizioni e possono senza danno evitare lo scambio) necessariamente presuppongono entrambi che la situazione post-scambio sia migliore di quella ex-ante. Dopo uno scambio entrambi stanno meglio. Dopo una serie di scambi tra vari soggetti, cambiate le dotazioni individuali ed evidenziati meglio i rapporti di scarsità, possono nascere nuovi spazi di miglioramento reciproci tra alcuni, che quindi procedono a un nuovo scambio e così via. Il risultato finale è una organizzazione spontanea delle risorse in cui tutti hanno registrato un miglioramento, situazione non necessariamente prevedibile a priori e la cui finale consapevolezza da parte degli individui non è neppure richiesta. Il famoso ordine spontaneo di Hayek permesso da una “conoscenza diffusa”, in breve.

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Il Re, Albione, e le Attese Pericolose

February 21st, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC


Il Re è Mervyn King, Governatore Centrale della Gran Bretagna, la terra della perfida Albione. La Gran Bretagna se la passa da schifo, dà segnali di ricaduta del PIL e i prezzi se ne vanno via dall’Inflation Target. Ma Re Mervyn ostenta sicurezza, dicendo ad Albione che si tratta di un fenomeno senza importanza che si riassorbirà nel medio termine, quindi le attese di inflazione dei prezzi restino pure ferme. Non mi interessano tanto i numeri inglesi, quanto il fatto che si sta aprendo tra gli economisti di trincea (quelli delle banche, non quelli nelle torri d’avorio) un dibattito che se si estendesse metterebbe in crisi tutto il mondo delle Banche Centrali cosiddette indipendenti.

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Certo che, a Volte, gli Economisti…

February 17th, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Certo che, a volte, gli economisti ce la mettono tutta per farsi prendere in giro o lasciar denigrare la propria scienza. Sul Sole24Ore, c’è ad esempio uno strano mea culpa” di Raghuran Rajan, bravo economista già del FMI, da cui sembra che nessun economista sia stato in grado di leggere la crisi in arrivo. Noi di IHC & amici sappiamo che non è vero, avvisi erano giunti da qualche mainstream e pure strategist di banche, per non parlare dell’intera scuola austriaca (che però potrebbe aver fatto errori di comunicazione); negare queste cose è volersi far del male.

Ma oggi non parlo di questo, bensì dell’episodio di Anno Zero del 10/02 u.s. che ha coinvolto un’operaia, l’economista Irene Tinagli, e il giornalista Porro.

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Valore del Lavoro e Solito Strabismo

February 14th, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

È uscito “La malattia dell’occidente. Perché il lavoro non vale più” di Marco Panara. Non ho letto il libro (ma ne ho intenzione), bensì una recensione di Valerio Castronovo (che prendo per buona, non posso fare altrimenti).

I fatti sembrano molo semplici: nuove tecnologie (l’elettronica) hanno ridotto la domanda di lavoro (manuale e meno qualificato); la globalizzazione ha messo a confronto mezzo miliardo di lavoratori occidentali con un miliardo e mezzo di lavoratori meno pagati e con minor protezione sociale dei paesi emergenti, e questo ha depresso stipendi e prospettive dei primi. Ne segue la perdita di valore del lavoro, disoccupazione, e concentrazione del reddito nella finanza e nel capitale (che porta a disastri) a scapito della manifattura. Siccome si tratta di una redistribuzione a favore di azionisti e rentier, con rischio di creare oligarchie, occorre tassare di più patrimoni e rendite (finanziarie), e meno il lavoro e le imprese.

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Egoismo e Collaborazione: Evidenze Sperimentali

February 9th, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Terzo richiamo a Riflessioni sull’azione umana, cinquant’anni dopo di Vernon L. Smith. Più che alle sue riflessioni, stavolta si tratta di un richiamo a risultati di altri che Smith cita e commenta brevemente: esperimenti di economia comportamentale (behavioural economics) i cui risultati contrastano con quanto sarebbe previsto dalla teoria dei giochi. Tra l’altro l’argomento può servire anche a richiamare la “nota” del Prof. Muscatello sulla teoria dei giochi vista da Hayek.

Quel che ho personalmente ricavato, è che forse esistono dei problemi di specificazione dei “giochi”, in cui va inserita una certa “conoscenza” della realtà che probabilmente è originata dall’esperienza, e che rende economicamente spiegabile su base “egoistica” un comportamento “cooperativo” apparentemente contro-intuitivo. Il pezzo è un po’ più lungo dello standard di IHC, perdonatemi.

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Scorie – La Forma Non È Sostanza‏

February 7th, 2011 by Leonardo

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di Matteo Corsini

 

"L’acquisto di titoli pubblici effettuato dalla Bce avviene nel sostanziale rispetto del Trattato che fa divieto del finanziamento monetario dei Tesori degli Stati." (A. De Mattia)


Angelo De Mattia, a lungo collaboratore di Antonio Fazio alla Banca d’Italia, scrive regolarmente su F/Milano Finanza. L’affermazione che ho riportato non è stata sostenuta solo da De Mattia; a dire il vero, capita
di sentirla piuttosto di frequente a chi si interessa di tematiche monetarie e finanziarie. Ebbene, si tratta di un’affermazione non corretta. Continua a leggere l’articolo

I Moltiplicatori Insufficienti di Cwik e Wieland

February 4th, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

La ragione a volte arriva per vie inaspettate. T. Cwik e V. Wieland, nel working paper n.1267 della BCE “Keynesian Government Spending Multipliers and Spillovers in the Euro Area”, ci confermano che il moltiplicatore della spesa pubblica è inferiore a 1, cioè che per ogni euro di spesa pubblica il PIL sale solo di una frazione di euro; si smentiscono così le teorie Keynesiane (e Krugmaniane) di moltiplicatori superiori all’unità (per qualcuno addirittura pari a 5) che porterebbero la spesa pubblica a ripagarsi da sola. Volendo potremmo fermarci qui e dichiarare vinta una battaglia contro il Big Government, ma vale la pena approfondire almeno la parte fondamentale del lavoro dei due economisti.

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Il Costo Tedesco di un Debito Comune

February 2nd, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Leggendo i commenti di Isabella Buffacchi (Sole24Ore) sul primo collocamento dei titoli EFSF, mi sono reso conto che in fondo nessuno ha mai descritto come un debito unico comunitario finirebbe per alzare il costo del servizio del debito tedesco, o addirittura come già l’esistenza della UE abbia portato all’inizio una convergenza dei tassi che, se ha avvantaggiato i paesi oggi “periferici”, al tempo stesso ha danneggiato la Germania. I discorsi in giro a volte sono un po’ fumosi, ma in realtà c’è un meccanismo piuttosto preciso.

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