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Archive for May, 2011

CDS: Credit-Default-Swaps o Cosa-Dobbiamo-Sentire?

May 20th, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

Dei CDS il vostro affezionatissimo e il capace Silvano hanno scritto varie volte. La prima volta riguardo la montante polemica sui “CDS nudi”, la seconda volta ragionando del rapporto tra CDS e indisciplina fiscale rispetto alle vere dimensioni della speculazione, la terza volta per “rivelare” a Bini-Smaghi che un CDS non è sostanzialmente diverso da un Future sui BTP – e tralasciamo i casi in cui li abbiamo chiamati in causa “incidentalmente”. C’è bisogno di parlare ancora di come il senso comune – ignorante – stia mal-comprendendo l’argomento?

Dato lo spazio che un trombone ufficiale come il Sole24Ore sta dando all’argomento, direi di sì, in particolare se si legge l’articolo di Morya Longo del 30 aprile e si coglie l’assurdo di alcuni contenuti.

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Apaticamente Europa

May 18th, 2011 by Leonardo

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di Silvano, IHC

Vincenzo Visco, in un articolo riportato sul Sole24Ore, effettua una analisi della crisi dei debiti sovrani europei e propone la creazione di un fondo targato UE per l’extra debito da rimborsare con una imposta sulle transazioni finanziarie. L’analisi è discutibile e la soluzione lascia piuttosto perplessi, sia in termini di fattibilità politica che di bontà economica, ma l’intervento ha il pregio di sollevare un problema reale: la sostenibilità politica del rigore di bilancio nella misura in cui questo è reso necessario dalla socializzazione delle perdite del sistema bancario.

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Questo Default Ha un Buon Prezzo?

May 16th, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Nella sua intervista per Il Sussidiario, Francesco Forte si lamenta del rendimento dei titoli greci. Le sue parole:

“[N]on credo che sia utile che i contribuenti continuino a garantire un debito che ha dei tassi di interesse elevati. Non mi sembra un grande capitalismo questo. [N]on riesco a capire perché se l’intervento di Ue e Fmi rende un debito praticamente sicuro, i tassi che il debitore deve pagare devono continuare a essere alti. [S]i vuole il guadagno del capitale a spese del contribuente: questa è l’economia del libero mercato che si legge sulla grande stampa internazionale che si definisce ‘liberale’ ”.

Il suo lamento merita qualche commento e precisazione, soprattutto da chi come il vostro affezionatissimo a sua volta si lamenta dell’uso scorretto di termini come liberalismo e capitalismo. E poi proviamo a trafficare con qualche numero.

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IHC su “Il Sussidiario.Net”

May 13th, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Il vostro affezionatissimo è stato invitato da Il Sussidiario.net a riassumere qualche idea sul rischio relativo di default tra Italia e Francia. In realtà non ho fatto molto, solo riunire tre articoli già apparsi su IHC e aggiungere giusto un paio di note suggerite dal dott. Monsurrò (sempre sia lodato).

Come accade in queste situazioni, gli editori hanno messo un titolo piuttosto di impatto: "Dopo la Spagna il rischio crac arriverà in Francia"; chiaramente, consiglio ai miei gentilissimi lettori di dare un occhio anche a quella versione che direi essere più riassuntiva di un argomento "disperso" su questo, per me ottimo, lungo percorso di pensiero e narrativa che è IHC.

 

Grazie allo staff del Sussidiario

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L’Inflazione come Alternativa all’Inflazione, secondo Krugman

May 11th, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Io non ce l’ho con Paul Krugman (così come Corsini non ce l’ha con Koo), ma in ogni cosa che Pipì Krugman tocca esce fuori qualcosa di paradossale e “suggestivo”, sia come spunto per un discorso serio sia come manifestazione dell’incapacità del mainstream di arrivare in profondità nei problemi.

Ultimamente se l’è presa con la Russia, che critica la politica americana di inondare il mondo di dollari e Treasuries, cosa che i russi non possono permettersi; questo sarebbe alla base delle tensioni sui prezzi delle materie prime e da qui sul resto del mercato (in Russia la volgarmente detta inflazione viaggia verso il 10% costringendo la Banca Centrale a far salire il tasso ufficiale fino all’attuale 8,25%). Secondo Krugman è tutta colpa dei russi.

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L’ Ipotesi Preatoni: Portare l’Inflazione al 10% (!)

May 9th, 2011 by Leonardo

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di Silvano, IHC

Il 18 aprile 2011 sul quotidiano online www.Affaritaliani.it è apparsa la provocatoria proposta del finanziere Ernesto Preatoni di perseguire una politica monetaria deliberatamente inflativa per diluire il valore reale del debito pubblico. Ne é seguito un dibattito in cui sono intervenuti tra l’altro gli economisti Perotti, Sapelli, e Kostoris. Tralasciando per un attimo tutte le nostre obiezioni verso l’inflazionismo (che i nostri quattro lettori ormai conoscono), IHC è intervenuto in modo molto soft (vedi qui) per sottolineare quanto sia velleitario pensare di risolvere il problema con un deliberato incremento della massa monetaria volto a reflazionare i prezzi al consumo di un 10% annuo. Tuttavia a nostro giudizio la proposta di Preatoni, se pur in termini estremi, riflette un desiderio latente, una convinzione e una intuizione radicata in una parte degli economisti benpensanti di questo paese (ma non solo), non espressa in modo così radicale soltanto perché è ancora “politicamente scorretta” e quindi poco conveniente sotto il profilo accademico. In secondo luogo, quella del finanziere, è anche una previsione di ciò farà la BCE comunque vadano le cose e in questo, nostro malgrado, non possiamo non ammettere che si tratta di uno scenario più che plausibile (per un maggiore approfondimento rimandiamo a The Tragedy of The Euro di Philipp Bagus e di prossima uscita in italiano, edizioni Usemlab). Ringraziamo il Direttore Angelo Maria Perino per averci concesso spazio e riportiamo di seguito il nostro intervento.

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Valuta da Una Parte ed Economia Reale dall’Altra

May 5th, 2011 by Leonardo

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                                                                                            di Leonardo, IHC

 

Come si è visto, l’avvio di un processo di rialzo dei tassi europei (che per ora, come spiegato anche qui non equivale esattamente ad una politica monetaria più restrittiva) ha giusto dato una spintarella all’euro nei confronti del dollaro USA indipendentemente dagli effetti “restrittivi” che potrebbe avere sull’economia reale; l’informazione ufficiale sta inoltre richiamando il carry trade, il gioco di indebitarsi in una valuta dai tassi bassi (nel caso, il dollaro) per investire in valuta a maggior rendimento (nel caso, l’euro) quale motore di questa forza della valuta unica (meccanismo ricordato da IHC qui, parlando direttamente di hot money).

La cosa che pare stupire è che tutto questo sia mera “finanza” o, in termini più dispregiativi “speculazione”, perché non esistono “fondamentali” che sostengano così tanto l’economia europea rispetto a quella americana, e quindi nemmeno il rapporto di forza delle rispettive valute. Anzi, c’è chi dice che Trichet stia del tutto sbagliando perché di fatto persegue gli interessi della sola Germania (il solito Krugman) o che una tale manovra dei tassi dovrebbe deprimere l’economia europea e quindi far cadere l’euro (Ken Dickson). Proviamo a riflettere.

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La Soggettività dei Valori… anche in Borsa

May 2nd, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

La vicenda della francese Lactalis che punta a “portarsi via” Parmalat è già stata spunto di riflessioni su IHC (qui il pezzo di Silvano). La vicenda ha invece colpito me solo da quando i francesi hanno lanciato l’OPA (26 aprile), e non tanto per il fatto in sé dell’OPA totalitaria – chiamata dai soliti geni della politica “OPA ostile”, termine che però designerebbe tutt’altra fattispecie – bensì per la ricorrente espressione “i francesi ‘si comprano’ Parmalat.

È evidente che riuscire a giocare sulle parole consente di modificare la realtà, perché il ragionamento si dispiega attraverso le parole e noi valutiamo la realtà in base alla percezione che ne abbiamo e al modo in cui elaboriamo le percezioni: è famoso il pensiero del pluri-citato Orwell, ma conferme arrivano anche dallo psicologo Lacan (e per certi versi Hayek era su questa stessa linea). Dire che i francesi “si comprano” Parmalat sa veramente di calata di predoni barbari, e non permette di utilizzare strumenti teorici come la soggettività del valore per ricavare qualche insegnamento dai fatti.

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