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Archive for June, 2011

La Ditta del Boss

June 29th, 2011 by Leonardo

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di Silvano, IHC

 

Il sequestro e la confisca dei patrimoni dei membri appartenenti ad associazioni criminali rappresenta uno degli strumenti giuridici di contrasto dallo Stato nella lotta alla malavita organizzata. Sul sito del Governo italiano, al seguente link è riportato un grafico circa l’andamento delle “destinazioni” ovvero del numero dei beni prima bloccati e poi immessi nell’economia legale. Purtroppo la statistica è estremamente aggregata ed è abbastanza inutile per trarre conclusioni particolarmente dettagliate. Tuttavia può essere interessante fare alcune valutazioni di carattere economico sul rapporto mezzi–fini.

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Debito per Ricchezza – Quando e Perché?

June 28th, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

Ho poi letto “La malattia dell’occidente” di Panara, libro meta-commentato qui attraverso la recensione fatta sul Sole24Ore. Come scritto tra i commenti al mio pezzo, confermo tutto quanto scritto e casomai c’è da rilanciare.

Come ha sentenziato il malefico Rossano (già ospite in via indiretta su IHC, ad esempio qui e qui) “questo libro è un’ottima fotografia dello stato attuale, ma si guarda bene dal capirci qualcosa”. In effetti ammetto che qualche “foto” è proprio ben presa, come quella di un debito incentivato grazie ai tassi bassi in modo da sostituire la ricchezza, in calo, e permettere il mantenimento e o l’incremento dei consumi. Questo merita una veloce riflessione.

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Rileggiamo Hayek su IHC (parte IV)

June 24th, 2011 by Leonardo

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di Silvano, IHC

 

Il tema delle svalutazioni competitive così come quello degli aggiustamenti del tasso di cambio per riequilibrare la bilancia commerciale non solo è attuale, ma si presenta più o meno regolarmente nelle discussioni sulle scelte macroeconomiche dei paesi con problemi valutari e/o finanziari riconducibili almeno parzialmente all’andamento delle ragioni di scambio con l’estero. Nella lecture 3 di Monetary Nationalism and International Stability Hayek analizza alcune risposte di politica monetaria in un sistema di cambi flessibili e nazionali a fronte di perdite di competitività.

Il modello descritto da Hayek è composto da due paesi (A e B) dove almeno un settore industriale I presenta un tasso di sviluppo tecnologico differente: più lento nel primo, più rapido nel secondo. La causa dello squilibrio iniziale nella bilancia commerciale è di tipo reale e dipende appunto da un maggior vantaggio comparato di B su A nell’industria in questione. L’ipotesi di partenza è che ogni Banca Centrale abbia come obiettivo la stabilizzazione dei prezzi o dei redditi monetari (ai fini del modello in questione la differenza è risibile).

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Dell’Iniziativa di Vienna

June 21st, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Su ilSussidiario.net il vostro affezionatissimo ha pubblicato il pezzo "Ecco il ‘patto’ di Vienna che può salvare la Grecia". L’articolo richiama l’ultimo "Logica Nascosta della Ristrutturazione" ma è più concentrato sull’ipotesi "Iniziativa di Vienna" con un piccolo cenno di geo-politica-economica (gli interessi industriali della Germania come fattore determinante dell’accordo).

Il nuovo articolo serve anche a rettificare qualche imprecisione nella descrizione fatta su IHC dell’Iniziativa di Vienna.

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Rileggiamo Hayek su IHC (Parte III)

June 18th, 2011 by Leonardo

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di Silvano Fait

 

In Monetary Nationalism and International Stability, nella seconda parte (punti 3 e 4) della Lecture 2, Hayek inizia ad illustrare le implicazioni derivanti da uno squilibrio nella bilancia dei pagamenti in un contesto dove la base monetaria esogena (aurea, nella fattispecie storica) rimane comune, ma i trasferimenti avvengono tramite sistemi bancari cartellizzati e rispondenti a delle Banche Centrali. Cominciano ad essere toccati i punti salienti, la cui analisi procederà compiutamente nelle letture successive. Fare un raffronto con alcune situazioni contemporanee può essere utile per attualizzare le considerazioni di Hayek, e confrontarle con temi quali:

  • il dibattito circa gli squilibri relativi alle bilance dei pagamenti tra Stati membri dell’eurozona, riguarda sistemi nazionali dove le transazioni avvengono nella medesima base monetaria (l’euro);

  • l’attività delle Banche Centrali e la posizione fiscale dei Governi come variabili determinanti per il successo o il fallimento di un peg monetario, ovvero per agganciare la moneta di uno Stato a quella di un altro (pratica adottata frequentemente da alcuni paesi emergenti così come dai membri della UE in attesa dell’ingresso nell’area euro).

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Paradossi Finanziari Americani

June 13th, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Non l’ho detto io, l’ho letto il 29/5 sul Sole24Ore: la Federal Reserve opera una moral suasion nei confronti delle banche americane perché queste comprino titoli governativi USA. E questa è una, e nemmeno tanto sconvolgente.

Nel frattempo si assiste ad un fenomeno strano: i relativi CDS raddoppiano di prezzo, arrivando più o meno al doppio del prezzo di un CDS sul Bund, quindi scontando più o meno una probabilità doppia di default. E mentre il mercato sconta la crescente probabilità di un default americano, i tassi scendono.

Il movimento dei tassi e dei CDS rappresenta un paradosso; la politica della Fed ne è la semplicissima spiegazione.

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Logica Nascosta della Ristrutturazione

June 10th, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Da molto il caso greco fa tremare l’Europa… O meglio, sta facendo tremare le finanziatrici banche europee, che stanno giocando tutte le carte politiche possibili per non pagare il fallimento di questo pessimo debitore; ma anche molti Governi tremano, e non per astratti timori di “contagio” sul debito pubblico (ormai una dichiarazione di fallimento greca avrebbe lo stesso valore del rating D su Lehman Brothers arrivato quando gli impiegati se n’erano ormai già tornati a casa con i loro scatoloni e s’erano già fatta la doccia), ma perché non salvare la Grecia oggi taglierebbe le possibilità di altri futuri – probabili – salvataggi.

Ricordo che esistono diverse “soluzioni tipo” da combinare in vari modi in relazione a chi si vuol che paghi il conto; di questo ho parlato nel pezzo su ilSussidiario. A quanto pare, come avevo concluso, la scelta più gettonata sono proprio gli aiuti UE (facendo quindi pagare i contribuenti europei). Nel frattempo resta una certa tensione sulla gestione della scadenza dei titoli esistenti, che coinvolge anche la BCE, e che è arrivata a mettere sul piatto come fosse una soluzione geniale l’Iniziativa di Vienna del 2009.

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Ideas Have Consequences È Tornato! E Non Solo…

June 9th, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

IHC ha subito il terzo (forse quarto, uno è dubbio) attacco di hacker in quattro anni. Non c’è male per un piccolo sito che si occupa solo di commentare lo stato dell’economia e provare a buttare qualche intuizione di teoria.

Dopo l’ultimo attacco, il sito è stato talmente ben sbriciolato che il nostro Host ha dovuto metterlo off-line per evitare ulteriori problemi. Dopo un lungo intervento di tecnici americani (a pagamento, chiaramente) il sito è finalmente tornato funzionante. Ringraziamo Bluehost e Wewatchyourwebsite (thanks for your patience).

 

Da domani il vostro affezionatissimo Leonardo e il colto Silvano, occasionalmente affiancati dal prof. Muscatello, dai contributi di Matteo Corsini, e da quanti altri ancora vorranno partecipare, torneranno a pubblicare i loro commenti e ragionamenti attorno all’economia e alla libertà, ed a provare a rispondere ai commenti dei nostri gentilissimi e curiosi lettori.

 

In più, i vostri Leonardo e Silvano, assieme a Max Neri e Serena Sileoni, sono stati coinvolti da Pietro Monsurrò in un nuovo progetto, il blog Mercato e Libertà sponsorizzato dal giornale on-line LINKIESTA. Le qualifiche dei compagni di progetto (un neo-dottore con De Soto, una costituzionalista, e uno che si crede la reincarnazione di Mises) rendono il progetto meritevole di uno sforzo da parte nostra e della curiosità dei nostri lettori. Poco ma sicuro, questo colliderà con le nostre occasionali presenze su ChicagoBlog, ilSussidiaro, e AffariItaliani, ma IHC resta il passaggio obbligato di ogni nostra personalissima ricerca.

 

A domani.