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Archive for July, 2011

Risate ai Cinque Cereali

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July 6th, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Uno va in ferie, e si crea il suo tran tran di colazione, acquisto dei giornali, e lettura in spiaggia (maestrale permettendo). Ogni tanto lo fa anche il vostro affezionatissimo, che così si concede un periodo in cui ogni giorno può leggersi con calma il Sole24Ore, e ritagliarsi quei pochi articoli che possono sulluccherare la sua curiosità o offrire uno spunto per qualche riflessione teorica.

Nella settimana che mi sono concesso ho letto varie cose, di cui forse la più “ganza” è stata una tiritera sui cereali.

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Economia come Bene Pubblico: una Austro-Discussione?

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July 4th, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Qualche tempo fa su Coordination Problem è partito un dibattito sulla natura del bene “ricerca economica. Mario Rizzo si è chiesto se l’economia (intesa come conoscenza ottenuta dalla ricerca) sia un “bene pubblico”. La domanda è importante, soprattutto se si pensa alla ricerca teorica pura, quella che resta negli istituti, che non “produce libri”, e la cui utilità è data dagli sviluppi successi permessi all’economia applicata: se l’economia è un bene privato, non ha senso che lo Stato ne sostenga un qualche livello minimo; se è un bene pubblico, si ha il problema di come debba essere finanziata e di come determinarne il livello ottimo di produzione. In breve, l’economia come bene è più simile a un’automobile o all’acqua?

Le mie riflessioni hanno preso talmente spazio che ho diviso il ragionamento in due pezzi, di cui il presente è appunto il primo.

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Abolire gli Ordini Professionali: Se Non Ora, Quando?

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July 1st, 2011 by Leonardo

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di Silvano, IHC

Nella giornata di ieri, 30 giugno 2011, è apparsa e una proposta di legge delega volta a riformare gli ordini professionali da far venire la pelle d’oca alle lobby degli avvocati e dei commercialisti. La paura non deve essere durata molto poiché la proposta è scomparsa nella seduta fiume in cui sono state annunciate le varie misure di austerità finanziaria. Questo residuo del corporativismo fascista che tramanda le “libere” professioni di padre in figlio è una delle leggi più schifose e indegne di un paese civile. Perpetua la riproduzione genetica di una casta, impedisce la concorrenza a favore dei consumatori ma soprattutto è una vera e propria umiliazione per le nuove generazioni. Insegna loro che esistono attività di serie A ed attività di serie B, frustra lo spirito dei più intraprendenti e li educa da subito ad accettare una realtà in cui se non hai le relazioni giuste devi essere pronto a passare per le forche caudine per entrare eventualmente nell’olimpo degli eletti. Uccide la legittima aspirazione di un ventenne di provare a fare le scarpe all’establishment consolidato, mettendolo così al riparo dalle pressioni concorrenziali provenienti dal basso.

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