
Loading ...
542 Views - 
di Leonardo, IHC
Dopo il giocoso “scoop” della “Lettera di uno Speculatore a Trichet”, il vostro affezionatissimo prova a parlare seriamente di finanza e politica economica.
Quando un collega di tesoreria mi ha chiesto “come si inserisce in database un tasso negativo?” pensavo stesse facendo l’imbecille; invece i tassi interbancari sul franco svizzero sono – nella parte breve – veramente negativi!
Mentre pensavo a questa cosa, mi arriva la notizia che il Brasile ha abbassato il tasso di rifermento di mezzo punto.
Nihil ex nihilo (a parte la fiat money). Che le due cose fossero collegate?
Continua a leggere l’articolo


Loading ...
597 Views - 
di Leonardo, IHC
Suppongo che i lettori di IHC sappiano già degli EuroUnionBonds (EUBs) proposti da Romano Prodi (già Primo Ministro italiano e Presidente della Commissione Europea) e Alberto Quadrio Curzio (un economista). In caso contrario, vi prego di andare a leggere qui.
Ecco un riassunto. Verrebbe creato un Fondo Finanziario Europeo (FFE) con un capitale di € 1000 miliardi. Il capitale iniziale verrebbe costituito in parte dall’oro del SEBC (circa € 450 miliardi), ed in parte da titoli attualmente in mano ai Governi europei (azioni e obbligazioni di imprese operanti in settori come energia, difesa, poste, comunicazioni, trasporti ecc.). Il FFE emetterebbe quindi € 3000 miliardi di EUB con stanza dieci anni (o più) con un rendimento stimato al 3% (calcolato come l’attuale media dei benchmark europei a dieci anni). Gli interessi e i dividendi sui titoli, ora in mano al FFE, insieme a parte dell’IVA europea, andrebbero a coprire il rendimento degli EUB. Dei € 3000 miliardi raccolti, € 2300 miliardi verrebbero usati, presumibilmente, per l’acquisto diretto di titoli di Stato europei, andando a ridurre la media europea del rapporto debito-pubblico/PIL fino al 60%. I restanti € 700 miliardi verrebbero investiti nei settori relativi alle azioni ora detenute dal FFE. I dettagli della governance devono ancora essere discussi (il FFE potrebbe essere una evoluzione dell’attuale European Financial Stability Fund, ed il potere decisionale degli Stati membri potrebbe dipendere dal livello del loro rapporto debito/PIL). Ci si aspetta che EUB competano con i titoli USA nell’attrarre i fondi sovrani (una ricchezza stimata attorno a € 4200 miliardi), stabilizzino il mercato dei titoli di Stato, e permettano un finanziamento a tassi più bassi a quasi tutti i paesi membri della UEM.
Ho proposto alcune domande a Philipp Bagus, ed ecco di seguito la preziosa breve intervista che ha, di nuovo, concesso ad IHC. Grazie professor Bagus per la Sua gentilezza.
Continua a leggere l’articolo


Loading ...
465 Views - 
di Leonardo, IHC
IHC non ha seguito strettissimamente la crisi transoceanica del debito sovrano, in particolare la vicenda greca e l’ultimo “attacco” all’Italia; una volta enunciati i lineamenti generali del problema e la struttura generale di una possibile soluzione (qui e qui), e considerando che la sviluppo “sovrano” della crisi del 2008 era in fondo largamente atteso, abbiamo preferito dedicarci ad altro evitando di unirci al gregge ciacciante e ripetitivo.
Ritorno sulla Grecia (e per analogia sull’Italia) solo per le sue ripercussioni sull’Euro in termini che ritengo piuttosto diversi da quelli comuni (se dicessimo le stesse cose saremmo superflui).
Continua a leggere l’articolo
