Clicca qui per Opzioni Avanzate


Archive for November, 2011

Solo i Tedeschi Possono Essere Tedeschi

November 30th, 2011 by Leonardo

-

 

di Leonardo, IHC

 

Mi pare che ultimamente il mondo giri intorno alla Germania. Se i titoli di Stato italiani, spagnoli, francesi (finalmente!) vanno male, deve aiutarci la Germania permettendo la nascita degli Eurobond; se le bilance dei pagamenti di tutta Europa sono negative, deve metterci una pezza la Germania alzando i suoi stipendi; se la Bundesbank si permette di acquistare titoli di Stato sul mercato primario, allora deve farlo la BCE; se la Germania ha tassi bassi, allora deve pagare gli interessi degli altri paesi, anzi speriamo che si trovino nei guai così il denaro torna sui titoli degli altri Stati…

Io nutro una naturale simpatia per i teutonici – se non altro per la qualità della cultura filosofica letteraria e musicale che hanno realizzato, e questo nel recente ‘800 fino all’inizio del ‘900, non nel non più ripetuto ‘400 italiano – ma non per questo li difenderei ad oltranza, non sono perfetti, però al momento sono semplicemente l’esempio migliore, e dovremmo averne cura.

Continua a leggere l’articolo

La Balcanizzazione dell’Euro

November 28th, 2011 by Leonardo

-

di Silvano, IHC

Un mese fa su phastidio.net sono apparsi due pezzi contrapposti, uno di Michele Blodrin ed un altro di Mario Seminerio, che hanno visto il primo contrario ed il secondo favorevole all’idea di trasformare la BCE, in determinate circostanze, in una sorta di finanziatore di ultima istanza dei governi dell’area euro.

In linea di principio simpatizzo con il prof. Boldrin e ritengo tutte le sue argomentazioni valide se non fosse per il fatto che questa Unione si sta rivelando sempre più fragile e disfunzionale, un vero e proprio Comecon della moneta. Scoppiata la crisi dei mutui subprime (epifenomeno di distorsioni assai più ampie), tutti i paesi occidentali hanno proceduto a nipponizzare la politica monetaria e “grazie” all’esempio fornitoci ormai dalla pluriennale esperienza della BOJ ci sono riusciti in tempi rapidi e senza i tentennamenti della prima volta. Tuttavia in Europa con lo scoppio della crisi del debito sovrano ci stiamo avventurando in un territorio finora inesplorato: la balcanizzazione della politica creditizia all’interno di un’area valutaria subottimale.

Continua a leggere l’articolo

Di Complessità e Credibilità

November 21st, 2011 by Leonardo

-

di Leonardo, IHC

 

In un pezzo precedente ho riportato un pensiero del prof. Cubeddu, secondo cui l’economia è diventata già dagli anni ’30 ad oggi fin troppo complicato ed interconnesso anche internazionalmente perché un “manipolo” di uomini – quindi hayekianamente limitati in termini di conoscenza – posti al vertice dela società civile, cioè i politici, possano sperare di spingerla con le loro decisioni e regolamentazioni in una certa direzione di sviluppo. Più in dettaglio Cubeddu ha sottolineato che se negli anni della Grande Depressione i politici potevano in qualche modo agire sulle aspettative degli operatori avviando pure una fase espansiva dell’economia, questo oggi non è più possibile.

Direi che c’è sicuramente un problema di complessità del sistema e limitatezza della conoscenza, ma suggerisco che è lo stesso comportamento dei politici ad aver stimolato la complessità e ridotto la loro credibilità.

Continua a leggere l’articolo

Un Tempo “Ragionevole”

November 18th, 2011 by Leonardo

-

di Leonardo, IHC

 

Lo scorso 27 ottobre la Confcontribuenti di Pisa ha organizzato un incontro attorno al libro “Tutti gli errori di Keynes” (traduzione dall’originale di Hunter Lewis); hanno relazionato Cuccu, Taradash, il colto Silvano, e il prof. Cubeddu dell’Università di Pisa. Quest’ultimo ha in qualche modo “giustificato” la proposta keynesiana: le teorie liberali non sapevano (e non sanno tutt’ora, specialmente quelle austriache) dire in quanto tempo il mercato può risollevarsi da una crisi, mentre in quel contesto di gravissima recessione le teorie di Keynes offrivano (correttamente o meno, è un altro discorso) la prospettiva di un tempo “ragionevole” di recupero.

Cosa significhi “ragionevole” in economia, è stata la domanda del vostro affezionatissimo; ne è seguita una articolata risposta di Cubeddu su cui voglio riflettere.

Continua a leggere l’articolo

Il Costo Sociale “der Pelliccia” al Tempo della Crisi

November 16th, 2011 by Leonardo

-

di Silvano, IHC

Quanto costa imparare a scrivere la seguente frase: il mio film preferito è “paura e amore alla svegas?  La spesa pubblica per alunno in Italia oscilla tra i 6.100 euro ed i 6.500 euro annui (vedi qui), quindi,  augurandosi che il 24enne Fabrizio Filippi, detto “Er Pelliccia” abbia terminato i cicli di istruzione primaria e secondaria nei tempi canonici, la sua formazione è costata alle casse dell’erario non meno di 80.000 euro spalmati su 13 anni. Qualora il nostro fosse anche un ripetente l’importo lieviterebbe poiché questi costano di più. Può sembrare controintuitivo e poco razionale che lo Stato allochi più risorse sui ciuchi anziché su chi ha curriculum gigliato? Si lo è, ma così funziona nell’anno domini 2011 dell’era in cui, a sentire la versione alla vaccinara degli indignados, i “diritti sociali” sono minacciati dalla “grande finanza internazionale” (che per il momento non ha ancora il naso adunco e non si muove secondo le logiche dettate dal protocollo dei Sette Savi di Sion).

Continua a leggere l’articolo

Non Era Meglio Farli Fallire Subito?

November 14th, 2011 by Leonardo

-

 

di Leonardo, IHC

 

Parlando con diverse persone spesso mi si obietta in merito alle mie posizioni particolarmente “dure” nei confronti dell’indisciplina fiscale. Sostanzialmente denigro i salvataggi – ogni salvataggio, da quello delle banche a quello degli Stati – in quanto forieri di un azzardo morale non sostenibile e comunque di costi, spesso occulti, distribuiti nel tempo che ritengo superiori a qualsiasi vantaggio supposto a priori. Questa intransigenza è spesso vista male, ritenendosi in generale che i costi di un fallimento immediato siano eccessivi e quindi sia meglio tirare avanti in modo che poco alla volta si recuperi uno stato di solvibilità. Anche illustri colleghi (il dott. Monsurrò) continuano a cercare una quadra per evitare i fallimenti immediati senza creare “perversioni morali”; rispetto a loro io “la faccio troppo facile”.

Dopo un anno e mezzo di “fallendo” greco io avrei un’ideuzza su cosa significhi tirare avanti invece di lasciare che il mercato punisca subito gli indisciplinati.

Continua a leggere l’articolo