Clicca qui per Opzioni Avanzate


Archive for March, 2012

Reasonable Time

March 30th, 2012 by Leonardo

-

This article was previously posted in Italian as “Un Tempo ‘Ragionevole’ ”.

 

by Leonardo, IHC

 

On October 27, 2011, the Pisa’s branch of Confcontribuenti (an association of tax-payers) arranged a meeting focused on Hunter Lewis’s “Where Keynes Was Wrong” (translated into Italian as “Tutti gli errori di Keynes”) with Cuccu, Taradash (a politician), Silvano (from IHC),and Cubeddu (professor of socio-economic philosophy at the University of Pisa). Prof Cubeddu has somewhat “justified” the Keynes’s proposal: free-market theories were not (and – especially those of the Austrian kind – still are not) able to say long it takes for the market to rise back from a crisis; but a terribly profound recession was going on, and the theories of Keynes perspectively offered (whether righteously or not, is matter for a different discussion) a “reasonable” recovery time.

What “reasonable” means, was my question; a detailed answer by Cubeddu followed, which I want to ponder about.

Continua a leggere l’articolo

Scorie – la Cooperativa Fraudolenta del Babysitting‏

March 28th, 2012 by Leonardo

-

di Matteo Corsini

 

"Un gruppo di genitori si era organizzato per potersi scambiare il servizio di babysitting: la cooperativa stampava e distribuiva dei certificati per ogni ora di babysitting effettuata, così che ogni famiglia potesse poi spendere quei certificati e avere le stesse ore in cambio. Una sorta di baratto tra famiglie: io faccio da babysitter a te, e tu lo fai a me. Per ragioni varie, a un certo punto il numero dei coupon in circolazione era diminuito: ogni coppia voleva, avendo pochi coupon, riservarli per serate speciali e dunque diminuivano le occasioni di fare e di ricevere il servizio. Che cosa pensarono i membri della cooperativa? Semplice, stamparono più certificati, così crebbe la voglia di uscire e si mise in marcia un circolo virtuoso: più uscite, più babysitting, più persone contente, quelle che uscivano e quelle che accumulavano crediti per le loro prossime uscite." (C. Galimberti)


Claudia Galimberti ha riportato questo esempio nella pagina domenicale che cura assieme a Fabrizio Galimberti sul Sole 24 Ore (Il Sole Junior – L’economia spiegata ai ragazzi). Se l’intento era quello di evidenziare gli effetti positivi della immissione di denaro fresco di stampa, mi pare che l’esempio si presti a più di una osservazione critica.

Continua a leggere l’articolo

Qualche Domanda alla UE

March 26th, 2012 by Leonardo

-

di Leonardo, IHC

 

Il sito Debating Europe ha offerto la possibilità di porre domande direttamente a J.P. Trichet (sì, proprio lui, il nostro amico Gigì) e J.P. Junker (già presidente dell’Eurogruppo), una coppia di massimi euro-burocrati monetari e politici insomma, in merito alle lezioni date dalla crisi. Il sito si propone di sottoporre loro osservazioni e domande durante un evento dal vivo presso il Parlamento Europeo il 27 p.v. (giusto quel giorno sarò in trasferta e mi perdo la discussione). Diversamente da alcuni intervenuti non ho voluto chiudere il discorso con un “da questi non abbiamo niente da imparare”, bensì ho proprio posto alcune domande; spero arrivino loro, e di ricevere risposte.

Continua a leggere l’articolo

Istituzioni Robuste

March 23rd, 2012 by Leonardo

-

di Pietro Monsurrò

 

Il 14 Gennaio sono andato all’Università di Siena per tenere una lezione per il corso del Professor Muscatello alla specialistica di Filosofia. La lezione verteva su due libri: “The structure of liberty” di Randy Barnett e “Robust political economy” di Mark Pennington.

In filosofia politica ci sono due correnti di pensiero: i filosofi che integrano le loro considerazioni normative con la loro comprensione della realtà, quindi con le scienze sociali, e coloro che invece discutono di giustizia in abstracto senza tener conto di come effettivamente funziona il mondo.

Continua a leggere l’articolo

Finito un Derivato, si Riparte da Capo

March 21st, 2012 by Leonardo

-

di Leonardo, IHC

Il chiarissimo Professor Muscatello mi segnala questo articolo di Bloomberg, chiedendomi delucidazioni sulla paccata di soldi persi dallo Stato Italiano in una – pare – speculazione sui tassi.

Io non so più se i giornalisti (o sedicenti) economici non capiscono un tubo o lo fanno apposta perché non sanno più cosa scrivere. Considerato che perfino l’eminente ex membro del Comitato Direttivo della BCE, il brillante Bini Smaghi, ha dimostrato di capire ben poco di finanza (qui), forse devo concludere che chiusa con disonore la caccia alle streghe ai CDS si ritorna a sproposito sui derivati di tasso (IRS) proprio in forza dell’ignoranza in materia.

Continua a leggere l’articolo

Booms and Depressions (liquidità & deflazione)

March 19th, 2012 by Leonardo

-

Questo post prosegue direttamente il discorso avviato in Booms and Depressions (intro & distress).

di Silvano, IHC

L’emergere delle perdite limita la capacità di finanziamento del sistema creditizio anche di progetti altrimenti ritenuti sostenibili. Il fatto che ciò avvenga in modo massivo aumenta la percezione del rischio da parte degli operatori. Il sistema bancario aumenta la preferenza verso la propria liquidità, come ben descritto dall’austriaco L. Albert Hahn in The Economics of Illusion nel capitolo dal titolo “Anachronism of liquidity preference concept”.

Se le banche sono riluttanti a concedere nuovi crediti è perché temono che i loro impieghi rimangano nuovamente congelati o vadano persi in caso di liquidazione forzata, e non perché non hanno più moneta o questa sia scomparsa in una trappola mortale. Hanno tutto il denaro di cui hanno bisogno sia nelle loro casseforti, sia come riserve presso la banca centrale. Ciò che desiderano trattenere non è il contante [in sé] ma la propria liquidità bancaria nel senso privato del termine”.

Continua a leggere l’articolo

Economie della Conoscenza Emergenti

March 16th, 2012 by Leonardo

-

di Leonardo, IHC

 

Il vostro affezionatissimo è riuscito a pubblicare (di nuovo) negli Stati Uniti con la IGI Global. Si tratta del paper “Knowledge Problem and Emerging Economies” sull’International Journal of Social Ecology and Sustainable Development. All’interno di una discussione su come le nuove tecnologie – dall’informatica alle biotecnologie – possono aiutare le economie emergenti a creare modelli di sviluppo in varie accezioni sostenibile, ho potuto esporre (di nuovo) la visione austriaca sull’impossibilità della pianificazione centrale dell’economia e come l’informatica, quale strumento di elaborazione e diffusione di conoscenza, possa essere il supporto di una ricerca – decentrata – di una organizzazione economica sostenibile.

Continua a leggere l’articolo

Scorie – Diamo a Koo Quel che È di Koo‏

March 14th, 2012 by Leonardo

-

di Matteo Corsini

 

"Perché quella che il mondo occidentale sta vivendo dal 2007 non è una tipica crisi finanziaria, né una contrazione economica di quelle viste nel corso della seconda metà del secolo scorso. Anche se non c’è stata una recessione formale in questi ultimi due anni, il feeling della gente comune negli Stati Uniti e in molte parti d’Europa è quello di recessione sostanziale nei loro stati patrimoniali. Questo perché stiamo vivendo una «recessione di stato patrimoniale», in cui i valori degli asset si riducono e gli operatori privati (siano essi consumatori o imprese o banche) procedono a un progressivo deleverage nonostante tassi ufficiali a livelli minimi. Sui bilanci «aggregati» nazionali si stanno accumulando enormi quantità di denaro che sono «stallate» nel sistema interbancario, senza riuscire a rientrare nell’economia: manca il «borrower of last resort», ovvero i Governi, che spendano in ottica anti-ciclica le risorse che l’economia nazionale sta risparmiando. Ed ecco forse spiegata anche la migliore performance economica relativa attesa della Gran Bretagna rispetto all’area euro: loro, la fiscal austerity, la stanno posticipando al ciclo economico che partirà a fine anno. In questo modo, gli stabilizzatori automatici possono ancora funzionare bene, soprattutto se accompagnati da una politica monetaria ultra-accomodante. Ecco perché a nessuno importa più dei voti e delle agenzie di rating: il concetto di «recessione di stato patrimoniale» non è nel loro vademecum e l’esperienza giapponese (e quella recente negli Stati Uniti e in Europa) insegna che il mercato sta già prendendo dimestichezza con l’argomento e probabilmente gli operatori reagirebbero bene a un chiaro piano di sostenibilità fiscale con riduzioni dello stock e del deficit nel corso degli anni, lasciando in campo alcune politiche anti-cicliche a sostegno dell’economia reale nel breve. Non a caso, i tassi pagati dagli investitori per acquistare debito inglese sono oggi ai minimi storici. Sarebbe interessante sapere che cosa ne pensa Monti."
(A. Plateroti)

Continua a leggere l’articolo

Booms and Depressions (intro & distress)

March 12th, 2012 by Leonardo

-

di Silvano, IHC

Booms and Depressions (1932) di Irving Fisher è un libro interessante, per quanto sia piuttosto lontano dall’area di ricerca tradizionale dell’economia austriaca per disparate ragioni. Tra gli economisti della prima metà del XX secolo Fisher è stato probabilmente quello più stimato dal monetarista Friedman. Booms and Depressions ha ricevuto l’attenzione di post Keynesiani come Keen e Koo influenzando pesantemente la attuale rielaborazione della teoria della deflazione da debiti (debt deflation theory). Non solo, il successivo libro di Fisher “100% Money” del 1935 è stato reinterpretato dai sostenitori della cosiddetta Teoria Monetaria Moderna (Modern Monetary Theory) o MMTers determinando peraltro flebili ed anomale convergenze con gli austriaci ortodossi del sito Cobden Center.

Continua a leggere l’articolo

Ipertrofia della Finanza o Problema di Misurazione?

March 8th, 2012 by Leonardo

-

di Leonardo, IHC

 

Uno degli argomenti preferiti dai benpensanti moralizzatori dell’ordine economico – a partire dal popolo di Seattle fino agli attuali Indignados e Draghi Ribelli, passando per le voci dell’ultimo esaltato quindicenne in piazza, del politico anti-politico emergente, e dell’economista (o sedicente tale) santificato dai giornalisti – è quello dell’ipertrofia della finanza, ormai diventata un terribile multiplo del PIL mondiale.

Non è contestabile l’affermazione in sé (la confermo) quanto l’analisi delle cause, dal vulgo rintracciate semplicisticamente nell’avidità e nello strapotere della finanza ma austriacamente riconducibili all’inflazionismo delle Banche Centrali in quanto agenti monetari degli Stati; l’errore di analisi fa pensare che questo rapporto Finanza/PIL possa venir ridotto all’unità se non addirittura a meno… Ma ha senso? Che aspetto ha un mondo “equilibrato”?

Continua a leggere l’articolo