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Archive for May, 2012

Come Non Far Fallire una Banca (parte I)

May 31st, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Ogni tanto discuto con l’amico Monsurrò sulle alternative al fallimento bancario. Io sostengo che le banche semplicemente debbano fallire, e lui porta avanti l’idea della conversione del debito in azioni, così da salvare capra e cavoli. Da parte mia c’è il cocciuto principio del valore del fallimento nel capitalismo e l’idea che non si creerebbe un domino bancario tale da far implodere il sistema; credo che per il dottor Monsurrò sia ben maggiore la paura di un domino sistemico da cui la necessità di una soluzione “positiva” e senza “tragedie” sulla strada verso il liberalismo.

Per chiarirmi la sua idea, Monsurrò mi ha segnalato un articolo di Nathan Lewis su Forbes; discuterò sui principi di base e, in due puntate, esporrò le mie considerazioni. Come si vedrà, la discussione investe i fondamenti del liberalismo in generale e dell’austrismo in particolare.

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Produttività o Debito? Una Falsa Alternativa

May 29th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Ora ci si mette pure Vaciago. Ricercatevi il Sole24Ore del 18/5; secondo l’illustre studioso la discussione sui passi in avanti che deve fare l’economia è svolta in termini fuorvianti. C’è un enfasi eccessiva sul problema del debito pubblico mentre il problema principale dell’Italia è la bassa produttività; i problemi dell’Italia non stanno nella mole del suo debito, ma nel fatto che non ha saputo crescere adeguatamente, ed è su questo punto che si dovrebbero concentrare gli sforzi dello Stato e di altre parti sociali.

Ecco un bell’esempio di rimescolamento delle carte in tavola.

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Il Saggio Seedorf e gli Asset Tossici

May 25th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Cosa lega l’ultima richiesta del Governo spagnolo che le banche aumentino la propria capitalizzazione all’intervista rilasciata dal calciatore Seedorf a Otto e Mezzo (La7, 15/5/2012)? forse la lezione di Cubeddu sul tempo (qui raccontata) o l’arroganza socialista studiata da Mises e Hayek, passando da 1Q84 di Murakami Haruki.

Divertiamoci a seguire questo strano percorso.

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Segnali Ambigui alle Porte di Tannhäuser

May 23rd, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Qualcosa sta accadendo in Germania. Gli spunti di riflessione sono tre: il risultato elettorale in NordReno Wesfalia, la concessione di un’inflazione dei prezzi anche al 3%, e alcune sottigliezze nei dati macro del primo trimestre.

Una premessa. Se tutto il mondo si comporta in modo sconsiderato (leggi: creazione di moneta a tassi crescenti, manipolazione verso il basso dei tassi di interesse, incremento della spesa complessiva e depressione del risparmio), tutti vengono coinvolti; i più accorti posso cercare di contenerne gli effetti, ma qualcosa filtra comunque, e il malinvestment tende comunque a diffondersi.

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Ah, Sarebbero Queste le Idee Nuove del CinqueStelle?

May 21st, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Ultimamente faccio molto presto a vedere del buono in qualcosa per poi dovermi ricredere almeno in parte (deve essere la senilità incalzante o una difesa psichica contro la sconfortante realtà che però alla fine non riesco a nascondermi).

Vedo del buono nella politica tedesca, e mi tocca leggere che questi ci stanno ad alzare il target di inflazione dei prezzi; vedo qualcosa di positivo nell’insediamento del Governo Monti e mi tocca ammettere che si è trattato – per un liberale come me – di una delusione. Ho visto qualcosa di buono nel CinqueStelle per il rapporto un po’ Hayekiano con la conoscenza, ma appena si esce dall’ambito municipale si finisce dalla padella nella brace.

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Scorie – Quella di Krugman È l’Economia dell’Inganno

May 18th, 2012 by Leonardo

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di Matteo Corsini

 

Uno degli aspetti più significativi della crisi economica in corso è il fatto che un così gran numero di persone reagisca agli eventi abbracciando dottrine che accrescerebbero ancora di più i nostri problemi. Le traversie di Spagna e Irlanda dimostrano che tenere il bilancio in pareggio e non far crescere il debito pubblico in tempi di vacche grasse non garantisce nessuna protezione contro la crisi: e dunque i leader europei decidono che la via maestra è rendere ancora più stringenti le regole di bilancio. La generale crisi dell’euro dimostra che tassi di cambio fissi e politiche monetarie rigide presentano serie controindicazioni: e dunque la destra rilancia il gold standard… Ora, leggendo un recente commento di Luigi Zingales su Bloomberg, ne scopro una nuova: proprio quando l’esperienza sta dimostrando che la stabilità dei prezzi non basta, che la Banca centrale ha bisogno di allargare il tiro, qualcuno comincia a dire che la Federal Reserve dovrebbe occuparsi solo della lotta all’inflazione… Perché non potrebbe esserci momento peggiore per perorare una proposta di questo genere? Perché i dati parlano chiaro: la rigidità verso il basso dei salari nominali è una realtà incontestabile…" (P. Krugman).

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Ecco come Pagare il Debito Statale verso le Imprese (e Non Solo)

May 17th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

L’Italia, si sa, è tra l’incudine e il martello. Il paese non cresce, si pensa di aiutarlo con la spesa pubblica, ma questo si scontra con un debito pubblico troppo difficilmente sostenibile; a questo si aggiunge che molte imprese sono bloccate dal restio credito bancario, e di queste imprese una parte importante è in difficoltà perché vanta crediti verso una Pubblica Amministrazione (PA) che sostanzialmente “non paga”; se le imprese sono bloccate manca proprio chi crea PIL e assume dipendenti. Questo non spiega tutta la crisi ma comunque rileva. Una soluzione ora sul tavolo è permettere – con artifici tutti da discutere e da ridere – che le imprese scontino in banca i crediti verso lo Stato, recuperando così un po’ di liquidità e facendo girare un po’ l’economia; altra soluzione è compensare crediti e debiti verso lo Stato.

Io ho un’altra idea: pagare i creditori con titoli di Stato, e vi spiego i dettagli.

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Profezie di Spese e Ripresa

May 15th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Ma il Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso parlò: “in verità vi dico, ci vorrà tempo per il ritorno della crescita ma possiamo aspettarci una svolta alla fine dell’anno se le giuste decisioni sono prese oggi. Scherzo, non ha detto “in verità vi dico”, ma il resto sì! Le “giuste decisioni” in questo caso sono i project bond, tempi più lunghi per il rientro del debito sovrano, rafforzamento del bilancio UE.

La profezia di Barry Barroso è quindi questa: noi vi faremo spendere, altro che austerity, e infatti il PIL riprenderà a crescere a fine anno. Per come stanno le cose, se io profetizzassi che pulendomi le unghie oggi il quarto trimestre del 2012 vedrà la risalita del PIL, si rivelerebbe parimenti soddisfatta.

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Lo Stato Non È l’Economia, e Viceversa

May 11th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

In questi tempi di tanto chiacchierata ma ben poco applicata austerity si sente spesso un ragionamento che a molti pare lineare e preciso: ridurre la spesa statale farà crollare l’economia e porterà una recessione, quindi è l’opposto di ciò che si deve fare. La solita storia per cui “senza consumo le aziende chiudono” di matrice Keynesiana, portata a livello di rapporto Stato-economia.

Il concetto è sostenuto da tutti gli opinion-maker principali, da un estremo all’altro dell’arco politico e ancor di più da tutta la c.d antipolitica, nonché dalla moltitudine di economisti consapevolmente o meno presa come riferimento dai primi. Le differenze si misurano solo sulla contestualizzazione di ciò che l’austerity non debba toccare.

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Scorie – L’Uso Improvvido degli Scenari Probabilistici

May 10th, 2012 by Leonardo

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di Matteo Corsini

 

"Prima della scadenza ogni prodotto strutturato è un’incognita per il venditore e l’acquirente: le probabilità sulla performance a scadenza forniscono uguali informazioni a entrambi. Al contrario, con il what if l’offerente può illustrare le potenzialità del prodotto senza violare gli obblighi informativi ma non fornisce le probabilità con cui si verificano i rendimenti. È come giocare al Superenalotto sapendo che a fronte del costo di tre euro si realizza niente o 150 milioni. Cosa vera ma fuorviante se non si dà l’informazione sulle probabilità associate a questi risultati: alta probabilità di vincere nulla e bassissima probabilità di vincere 150 milioni. Nel caso dei fondi strutturati, senza fornire le probabilità di realizzazione dei vari rendimenti, si preclude l’investitore dall’acquisire consapevolezza del rischio che va a sostenere".

(R. D’Ecclesia)

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