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Archive for July, 2012

Sull’Anarchia Prossima Ventura…

July 30th, 2012 by Leonardo

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di Silvano, IHC

Divertissment estivo per anarcocapitalisti austriacanti:

 

Le istituzioni politiche statali sono una sfiga imposta all’umanità dai Klingoniani venuti dallo spazio in un tempo remoto e arcaico di cui ormai se ne è perduta la memoria o sono emerse da processi evolutivi partendo da contesti sociali con caratteri comunitari, tribali e anche anarchici (almeno in senso lato)?

 

Partiamo da tre considerazioni.

 

1.     Lasciati a sé stessi gli uomini non sono necessariamente “nasty, brutish and short” e quindi bisognosi del Leviatano di Hobbes. È possibile che la lotta biologica per la sopravvivenza prenda talvolta il sopravvento sulla cooperazione e la catallassi, ma non è strettamente necessario.

2.      “Anarchia” non è da intendersi come sinonimo di caos, ma come una forma di autoregolamentazione endogena volontariamente accettata da parte dei membri di una comunità o da gruppi di individui.

3.     Parafrasando Fukujama: la storia non è affatto finita e quelle che oggi possono apparire come le migliori istituzioni mai elaborate prima d’ora (democrazie occidentali?) restano comunque un qualcosa di contingente, perfettibile o rivoluzionabile.

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Proprietà Privata – Natura Principio e Diritto

July 26th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

In molte discussioni partecipate da economisti austriaci (o sedicenti tali) ricorrono con frequenza le invocazioni alla proprietà privata come “diritto naturale”, denunciando il giornaliero scontro tra la legge dello Stato, che permette a questi di scavalcare i limiti imposti dal diritto di proprietà – riconosciuto ma disciplinato dallo Stato stesso – e il diritto di proprietà “naturale”. Altrove (vedi la noiosa discussione attorno alla riserva frazionaria) vengono richiamati i principi “legali” di proprietà privata per denunciare le violazioni degli stessi poste in essere, per via legale, dallo Stato.

Un economista – in specie di marca austriaca – dovrebbe liberarsi del concetto “giuridico” di proprietà e riferirsi al suo carattere “sociale” e “morale”; in questo dovrebbe poi riconoscere che la “moralità” non ha alcun nesso con i concetti a priori di bene e male, ma discende da una “necessità pratica”, dalla funzionalità di un certo comportamento condiviso alla sopravvivenza e sviluppo della società stessa. Insomma, non confondere economia con diritto, fare il filosofo ma non il giurista.

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Spreadocrazia (Magari!)

July 23rd, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

L’attenzione di tutti è sullo “spread”, inteso come differenza tra il rendimento di un titolo del debito pubblico decennale rispetto all’omologo tedesco Bund, che sembra poter riassumere qualsiasi giudizio sull’andamento di un’economia e farci stilare classifiche di merito o addirittura calcolare di quante volte gli “spagnoli” siano peggio degli “italiani”, e quanti “francesi” ci vogliano per fare un “italiano”. Qualsiasi fatto o decisione viene valutato in base al riflesso sullo spread (buono se scende, cattivo se sale); è nata la spreadocrazia.

Questa specie di trionfo dell’utilità cardinale in realtà si porta dietro alcune pecche, come già detto tempo addietro. Da molti è vista di malo occhio perché, come questi dicono, “non si può permettere che tutto venga ridotto a finanza”. Rispondo io: “magari!”.

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Dietrologia del Rating

July 19th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Carissimi amici mi hanno contattato cercando un parere su quel che sta accadendo. Il fatto non è del tutto nuovo (in genere quando sai qualcosa – o dai a intendere di saper qualcosa – di economia, è facile che qualcuno ti chieda per lo meno un chiarimento), ma ha forti caratteri di “sistematicità”: quando c’è un grosso evento enfatizzato dall’informazione ufficiale, le domande si intensificano e si concentrano su un argomento. La “moda” del momento pare essere “il rating di Moody’s” e “cosa c’è dietro”.

Io ho un’opinione che ridimensiona molto l’altra “moda” del momento, cioè il complottismo e la terza guerra mondiale.

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Conti Correnti e Consumo di Moneta

July 16th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Eccomi con un altro articolo della serie “ma non avevi altro cui pensare?”. In un certo senso rimetto insieme alcune discussioni già svolte su IHC riguardo la riserva frazionaria (si ricorderanno sicuramente le diatribe con gli Austrodossi di casa nostra), e la moneta (di cui le mie ultime astrattissime e un po’ vaneggianti riflessioni qui).

L’occasione mi è data da una discussione “sotterranea” con un associato di Usemlab che chiamerò con il nome in codice Aurum. Mentre qualcuno pensava a distruggermi, Aurum cercava di comprendere la mia posizione (anche per comprendere meglio lui la questione della RF), e credo la cosa sia stata proficua per entrambi. Riporto qualche spunto di cui i più importanti riguardano il rapporto tra consumo e risparmio.

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Il Peccato Originale della Spesa Pubblica

July 13th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

La lettura di “For Good and Evil – L’influsso della tassazione sulla storia dell’umanità” di Charles Adams (LiberiLibri) è fortissimamente raccomandabile. Certo, soffre un po’ del complesso del martello (“quando tutto ciò che hai è un martello, tutto il mondo sembra un chiodo”) ed indugia un po’ troppo sulla tassazione come spiegazione dei cicli economici e sociali (fasi di espansione e depressione, nascita e crollo degli imperi) anche quando altri fattori come quelli monetari appaiono – da un’ottica austriaca – più appropriati; però le considerazioni di Adams sull’assetto istituzionale che governa le tasse sono molto interessanti.

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Gli Effetti Perversi dell’European Stability Mechanism

July 11th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Già in passato ho avvisato che prevedere strumenti di “contrasto” alla speculazione potrebbe in realtà “scatenare” reazioni di mercato in direzione opposta al desiderato. Nel 2010, riferendomi ad un ipotetico bond price targeting, ho sostenuto che fornire un target (sul tasso, e quindi di prezzo dei bond) di intervento automatico crea i presupposti per organizzare un attacco speculativo secondo le conosciute dinamiche che hanno fatto crollare ad esempio lo SME. Ho poi ripreso il tema un anno fa con la lettera di uno speculatore a Trichet, evidenziando che creare un compratore ad libitum di titoli fornisce semplicemente una soluzione per coloro che voglio liberarsi dei titoli limitando quasi a zero le perdite.

Dopo due anni di ondate di vendita sui titoli di Stato (alla faccia del blocco dello short selling), ora che si sta per attivare l’ESM (teatrino politico a parte), è bene ribadire che creare un bancomat per liquidare i titoli non ne frena la vendita, ma la stimola.

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Moneta: Bene Servizio o Numero?

July 9th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Nel ridic… interessante libro Libera moneta in libero Stato?” di Longhi, ho trovato alcuni capoversi suggestivi.

Si espone l’ottica austriaca in cui il reddito si divide tra domanda di beni oggi o beni futuri; i secondi sono il risparmio. La domanda di beni oggi si divide tra beni di consumo e moneta. Ne discende che la domanda di moneta non è risparmio, e quindi una minor domanda di beni che implichi una maggior domanda di moneta significherebbe preferenze temporali invariate. Il punto merita una citazione.

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Perché Monti È come Bernanke

July 6th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Il vertice europeo su come ristrutturare il governo bancario fiscale e monetario della UE ha fatto delle scelte, decidendo in particolare un sostegno via ESM ai tassi sui titoli degli Stati in rientro su deficit e debito pubblico (qui più in dettaglio), facendo (apparentemente) seguito all’insistenza del Premier Monti nel chiedere che l’EFSF (la cui attività sarebbe confluita nell’EMS) dovesse venir usato per “premiare” i Paesi che stavano intraprendendo un percorso di risanamento dei propri conti.

Zingales (ilSole24Ore, 21/6) ci dice che trenta anni fa Monti sarebbe stato di avviso del tutto diverso.

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Partorito il Topolino Europeo

July 4th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Dal Summit del 28 giugno mi aspettavo molto di più (vedi qui); è vero che tra pochi giorni comincerà un balletto di incontri per definire i “dettagli”, ma sembra che alla fine si sia discusso o comunque concluso su forse metà degli argomenti in ballo alla vigilia. Non nasce una vera autorità fiscale europea, non c’è stato tutto questo sforzo di armonizzazione normativa, e di welfare (almeno direttamente) neanche a parlarne.

Per lo più quel che sembra esser stato concluso riguarda banche e finanza, e uno sputacchio di progetti di spesa pubblica. Si è poi detto tanto delle vittorie di Monti e Rajoy, ma aspettiamo i dettagli, perché per il quadro complessivo che intravedo mi fa dubitare che la Germania abbia realmente perso.

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