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Archive for August, 2012

Economia del Lavoro, ma Austriaca

August 30th, 2012 by Leonardo

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Questa è la versione italiana (originale) del precedentemente pubblicato "Labour Economics, of the Austrian Kind!".

 

di Leonardo, IHC

 

Le cose si fanno interessanti. Boettke e Luther hanno stilato “Labor Economics from an Austrian Perspective”, un bel paper con due funzioni: promuovere in modo rapido ed efficace i principi delle teorie del ciclo economico austriache rendendolo leggibile anche da un “mainstream”, e raccogliere i contribuiti austriaci nell’economia del lavoro. La bellezza del paper è in come dal modello Mises-Hayek ri-presentato da Garrison (punto “forte” anche in Longhi) si possano ricavare i movimenti del mercato del lavoro, tanto da fornire il nucleo di un’utile economia austriaca del lavoro.

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Labour Economics, of the Austrian Kind!

August 29th, 2012 by Leonardo

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by Leonardo, IHC

 

Things have come interesting. Boettke and Luther have written down “Labor Economics from an Austrian Perspective”, a good paper with two purposes: rapidly and effectively promoting the principles of the Austrian business cycle theories in a mainstream-friendly form, and surveying Austrian contributions on labour economics. The beauty of the paper lies in how the Mises-Hayek model re-exposed by Garrison (a good point also in Longhi) implies certain development in the labour market, to even building the core of an useful Austrian economics of labour.

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Moralità Laica

August 27th, 2012 by Leonardo

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Questo pezzo è la traduzione di “Secular Morality”, dall’interessante sito Economic Thought di Jonathan Finegold Catalàn. Traduco e pubblico qui questo lavoro per il suo contrappunto con le mie riflessioni sulla moralità contenute nel recente "Proprietà Privata – Natura Principio e Diritto" ed i commenti seguiti a “Sull’Anarchia Prossima Ventura”.

di Jonathan Finegold Catalàn

Karl Smith (1, 3) e Daniel Kuehn (2, 4) si confrontano su moralità laica, sulla sua ratio, e sul pluralismo politicoluralistiche. Io, come Daniel ma probabilmente per ragioni un po’ diverse, non ho particolari problemi a giustificare la mia moralità “laica”; in fondo non sono sicuro che sia così importante stabilirne un fondamento, perché ciò che è davvero importante è l’ottenimento di un determinato risultato, e questo risultato non è la semplice “coesistenza” bensì una coesistenza pacifica e produttiva.

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Risk in Our Economies

August 22nd, 2012 by Leonardo

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This article was previously posted in Italian as “Il Rischio in Questo Sistema”.

by Leonardo, IHC

 

Our kind (and cultured) Silvano lent me “How Big Banks Fail and What to Do about It” by Darrel Duffie. A good book teaching the features of the American financial markets (and therefore the European one, even though the latter always keeps a “step” behind the rutilant Anglo-Saxon world), it is also enlightening about constant characteristics of crises – current crisis included, which also this book treats as a merely financial one.

Under a financial point of view, the point seems to be the same shared with the fractional reserve scheme.

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Pagare Tutti per…?

August 20th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Il Governo ha speso le ennesime parole infuocate contro l’evasione fiscale, promettendo una durezza senza precedenti in nome della giustizia e, soprattutto, delle esigenze del bilancio pubblico. I canali di informazione ufficiali rimbalzano come sempre questa tesi.

Su IHC abbiamo toccato più volte l’argomento in passato, chi con una posizione più dura chi più morbida. La mia personale posizione è che l’evasione fiscale costituisca comunque un illecito verso gli altri cittadini, per quanto sia spiegabile economicamente. In ogni caso, che questo sia “il” problema dell’Italia, come la propaganda sta tambureggiando, non è vero.

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Se la Borsa è Viziata: il Mercato nella Matrix

August 16th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Sono a ragionare su un mutuo casa; non sono il solo, ho amici e colleghi alle prese con il primo mutuo o con proposte di ristrutturazione che mi martellano un po’ chiedendo consigli. Guardando i riferimenti dei tassi (gli IRS, il riferimento per una possibile operazione a lungo termine a tasso fisso), una collega si è lamentata di un movimento verso l’alto di un decimo di punto, e vuol cercare di cogliere proprio il momento di minimo per recuperare quel decimo. Certo, tutto fa brodo, ma il fatto che si guardi a questa “briciola” quando i tassi sono già a minimi storici (roba da 2,3% a quindici anni, e ultimamente anche meno) mi ha dato da pensare; fattole notare a che livello sono i tassi (tutto grasso che cola per chi si indebita), lei ha fatto una domanda molto giusta: “ma visto che tutto va male, perché i tassi sono scesi?”.

Si apre tutto un discorso di aspettative, e di quanto faccia male continuare a manipolarle.

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Draghi: Nuove Scuse per Nuova Moneta

August 13th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Esiste, almeno per gli austrofili (ma anche per alcuni monetaristi), una verità: stampare moneta non risolve i problemi, al massimo li procrastina. Chi sa qualcosa di economia austriaca sa anche che questo ingigantirà i problemi nel futuro, e che per quanto a lungo possa funzionare questo “giochetto”, arriverà un momento in cui perderà efficacia e il sistema in qualche modo farà crack.

I problemi più grandi sul tavolo sono la finanza pubblica (europea e americana) e la stabilità bancaria (ufficialmente a traino della finanza pubblica, in effetti come conseguenza delle passate politiche creditizie), e siccome nessuno vuol affrontare i problemi come si deve (tagliando la spesa pubblica e lasciando fallire qualche banca), si cerca la soluzione temporanea “riversando più soldi” nei due settori. La questione diventa quindi trovare i soldi o meglio “stamparli”, e quanto fatto o proposto (EFSF, ESM con licenza bancaria, operazioni LTRO a tassi bassi e decrescenti) va in questa direzione, cambia solo la “scusa” utilizzata. L’ultima affermazione del Governatore Draghi, per cui la BCE interverrà direttamente sul mercato dei titoli di Stato in ragione di una corretta “trasmissione” della politica monetaria, è solo l’ultima di queste “scuse”.

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Rileggendo “The Constitution of Liberty”

August 10th, 2012 by Leonardo

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di Biagio Muscatello, Università di Siena

 

Hayek cita[1] una frase di Giambattista Vico: «Homo non intelligendo fit omnia». Ricorda che questa massima è stata ripresa da Hume, e aggiunge: «Vico e il suo grande discepolo Galiani costituiscono sul continente l’unico importante parallelo alla tradizione antirazionalistica inglese».

Hayek vede in Hume un «compagno di viaggio e guida sapiente»[2]. A suo dire, la tradizione inglese proponeva una visione della libertà simile a quella delle antiche repubbliche di Atene e Roma (e di uomini come Catone e Cicerone)[3]. L’opposta tradizione («razionalistica o continentale») è invece fatta risalire a Descartes, il cui modello era Sparta, perché le leggi di questa città, «concepite da un solo uomo, tendevano tutte a uno stesso fine»[4]. Hayek riporta questo passo di Descartes e aggiunge che Sparta rappresentò «l’ideale della libertà tanto per Rousseau che per Robespierre e Saint-Just e poi per quasi tutti tra quanti sostennero in seguito la democrazia “sociale” o totalitaria».

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Scorie – Believe Me, It Will (Not) Be Enough

August 8th, 2012 by Leonardo

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di Matteo Corsini

"Believe me, it will be enough”.

(M. Draghi)

 

Era il 26 luglio quando Mario Draghi, a Londra, ha pronunciato queste parole in merito alle future azioni della Bce a difesa dell’euro. L’immediata reazione dei mercati è stata euforica, soprattutto perché qualcuno è corso a coprire (almeno in parte) le posizioni ribassiste su BTP e Bonos.

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L’Utopia della Riforma Fornero

August 6th, 2012 by Leonardo

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di Patrizia  Schneiner

 

L’esigenza di una riforma del mercato del lavoro nasce con l’osservazione della realtà: una realtà che, pur mostrando come la maggior parte dei lavoratori in Italia sia assunta con contratto a tempo indeterminato, ha visto a partire dalla riforma Treu (1998) un moltiplicarsi di contratti cosi detti “flessibili” in entrata.

Prima della riforma Treu la legislazione del lavoro si mostrava estremamente rigida: in particolare non erano regolamentate le c.d. forme di lavoro atipico. La riforma Treu invece constatava nella realtà del mercato un’esigenza di flessibilità, ed introduceva per la prima volta i contratti flessibili (ad esempio il lavoro interinale), cercando in tal modo di trasformare la flessibilità di fatto – che nel mercato del lavoro si esplicava in molti casi  in lavoro nero e caporalato –  in lavoro legale con tutte le garanzie del caso e soprattutto recuperando un imponente gettito fiscale e contributivo. Oltre all’emersione del lavoro nero, la riforma, introducendo nuove forme contrattuali di ingresso, voleva aumentare le occasioni di occupabilità dei giovani e di altre categorie svantaggiate. La riforma Biagi ha proseguito in questa direzione ampliando l’utilizzo dei contratti c.d. “atipici”.

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