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Archive for October, 2012

Il Lungo Periodo È Oggi

October 31st, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Come ultimamente mi accade, gli spunti di riflessione possono venire anche da due o tre frasi scambiate su Twitter (ottimo strumento di marketing, pessimo per discutere). Al mio richiamare il lavoro di Cwik e Wieland secondo il quale stimoli al consumo oggi (spesa pubblica per sostenere l’economia) significano anticipare il consumo futuro, mi è stato – con realismo – obiettato che oggi posso consumare solo beni disponibili oggi. La mia pronta replica è stata che un maggior consumo oggi è in effetti un consumo di “capitale”, cioè di risorse che avrebbero potuto essere investite in nuove produzioni da cui maggior beni consumabili in futuro, intendendo così con “consumo di beni futuri” in realtà il “consumo di mezzi che avrebbero permesso consumi futuri”.

C’è un punto che forse varrebbe la pena di marcare: il presente è il futuro del passato, oggi è il domani di ieri.

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Sistema Sregolato Nazionale

October 29th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Oggi racconto un piccolo aneddoto, seguito da una riflessione.

Un mio amico ha avuto un malore, un problema al cuore che lo ha costretto ad un mese di ospedale più annessa convalescenza. Al suo rientro, la mia delicatezza innata ed il mio savoir faire si sono palesati nel seguente saluto: “l’hai buttato giù a secchiate, il viagra, eh?”. Quella era una battuta (forse), e ne abbiamo chiaramente riso; ma alla battuta è seguita una discussione seria che l’amico a cominciato così: “nel mio reparto, sapessi quanti ce n’erano infartuati che confessavano di aver preso troppo viagra…”.

Ecco, indovinate chi sta pagando le loro cure?

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Bischerate tra Keynes Debito e Austerity

October 26th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

È il modo più gentile che ho trovato per commentare due articoli del Sole24Ore del 14 ottobre: “bischerate”.

L’economia non è una scienza esatta, nel senso attribuito alla fisica, ed in fondo qualsiasi teoria si sposi si deve sempre scontare la probabilità di aver preso un granchio; questo vale anche per me. Però il modo di trattare certi argomenti permette di esprimere un giudizio sulla bontà delle conclusioni – che un giorno queste si rivelino esatte non metterà sullo stesso piano chi ci è arrivato con logica ferrea e chi ci è arrivato tirando i dadi.

L’argomento in discussione è il legame presunto tra crescita del debito pubblico e austerity.

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Spie di Ciclo e Inflazione: il NAIRU

October 24th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

L’8 ottobre u.s. la BCE ha diffuso un rapporto sul mercato del lavoro. A parte tutto quello che è stato scritto e detto sopra, faccio notare che il tasso di occupazione di equilibrio, inteso come quello che permette la stabilità dei prezzi e che quelli bravi chiamano NAIRU (Non Accelerating Inflation Rate of Unemployment), in pochissimi anni è salito di mezzo punto fino ad oltre il 9%.

L’ultima volta che IHC ha nominato il NAIRU era l’aprile del 2007, perciò ho pensato sia il caso di tornare sull’argomento e magari aggiungere qualche riflessione (peraltro inutile a chi ha finora seguito questo sito).

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Due Debiti non Fanno una Ragione

October 22nd, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Ogni tanto escono classifiche dei Paesi in base a misure più o meno fantasiose del “debito totale”. Tendenzialmente certe statistiche ricorrono quando qualche politico ha intenzione di chiamarle in causa per questa o quella rivendicazione; nel caso, il “debito totale”, cioè somma secca di debito privato e debito pubblico, per qualcuno varrebbe a certificare un qualche primato di salute economico-finanziaria dell’Italia, il che significherebbe accedere ad aiuti europei (tipo ESM e le Draghiane OMT) senza sottostare a un fattuale commissariamento.

Ma a parte le recondite motivazioni politico-economiche, ha senso questa mera addizione?

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Ascesa e Caduta del (Vero) Liberalismo – parte II

October 19th, 2012 by Leonardo

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Pubblichiamo la seconda – e purtroppo ultima – parte del lavoro di Claudio Bandini di cui qui la prima puntata. Ringraziamo ancora Claudio per la gentile concessione che ci ha fatto.

  

di Claudio Bandini

La spinta propulsiva delle migliori idee prodotte dall’Illuminismo sarebbe durata a lungo producendo nei due secoli successivi il più grande cambiamento nelle condizioni di vita degli uomini che si fosse mai visto dall’inizio del Neolitico. Ma il fuoco che aveva generato questa forza presto non sembrò più una fonte di calore ma uno spreco di legna. Durante e dopo la Rivoluzione Francese molte cose cambiarono nel modo in cui le teste pensanti in Inghilterra si posero di fronte ai temi economici e sociali. Le due grandi reazioni ad essa pur poste agli antipodi, quella di supporto entusiasta e quella di pura condanna per motivi diversi segnarono il riflusso dall’economia politica così come era stata originariamente intesa.

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Pronti… Rating… Via!

October 17th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Qualcuno si è accorto che i mercati si muovono un po’ troppo velocemente rispetto alle notizie, addirittura in anticipo. La stupefacente scoperta è stata riportata anche sul Sole24Ore (“Rating, ecco le sospette manipolazioni”): i mercati cominciano a tirar su i tassi ben prima dell’annuncio di un declassamento, più precisamente i movimenti si fanno evidenti una mezza giornata prima dell’annuncio cioè più o meno quando la società di rating “avverte preventivamente” il Governo interessato.

La sconvolgente insinuazione è che tale notizia esca dalla riservatezza del Governo – o sia intercettata da qualcuno – e finisca sul desk di qualche malvagio speculatore.

Vado in bagno a ridere e poi torno per finire il pezzo, scusate.

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Ascesa e Caduta del (Vero) Liberalismo – parte I

October 15th, 2012 by Leonardo

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IHC è felice di presentare ancora una volta un bel lavoro scritto da un nostro lettore, Claudio Bandini, studente alla Facoltà di Storia dell’Università di Firenze. Data la lunghezza l’articolo è articolato in due parti, ma invito i lettori a non farsi spaventare e percorrere l’interessante – e utilissimo – sentiero storico descritto dall’ottimo Claudio, che ringraziamo sentitamente.

  

di Claudio Bandini

C’è una domanda che ogni frequentatore di questo blog credo possa essersi fatto almeno qualche volta. Perché il liberalismo classico, di stampo austriaco o meno che sia, è così marginalizzato nel dibattito pubblico, e quando compare è sommerso da fraintendimenti, ignoranze e pregiudizi vari su cosa sia l’economia di mercato che si presume sostenga? Eppure, a ragionarci un attimo, perché concetti come quelli di scambio volontario, capacità imprenditoriali, ordine spontaneo ecc. non dovrebbero risultare attraenti per il grande pubblico più di espressioni come pianificazione, primato della politica, redistribuzione e così via? L’evidenza storica tuttavia ci racconta che se dietro ai primi termini si cela la radice del nostro benessere e della crescita economica degli ultimi due secoli, è dai secondi che le grandi masse si sono sentite (e si sentono) attratte irrefrenabilmente nello stesso arco di tempo.

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Lezioni di Economia dal Bitcoin

October 11th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

L’argomento “moneta” è abbastanza à la pâge, tanto il primo giovedì di ottobre l’Economist ha twittato in rapida successione ben due articoli: Monetarists Anonymous e The broken transmission mechanism. Il primo parla, in modo molto superficiale, del fenomeno Bitcoin (citato da IHC qui); il secondo tratta, in modo superficiale, della scarsa efficacia degli attuali stimoli monetari; i commenti ad entrambi sono per lo più irrilevanti.

Oggi parlo di quel che si può imparare dal caso Bitcoin (e che chi mastica austrismo dovrebbe già sapere).

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Ci Sono Cose che Non si Possono Comprare… Dipende dal Prezzo

October 8th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

L’ottimo Ennio Piano ha twittato l’articolo di Tom Palmer “Market vs. Morals?”, una recensione critica di “What Money Can’t Buy: The Moral Limits of Markets” di M.J. Sandel.

La posizione di Sandel è in realtà alquanto banale, nel senso che si può andare tranquillamente in giro e raccogliere facilmente le stesse opinioni: ci sono cose che il denaro non dovrebbe comprare, il denaro corrompe le persone e la loro morale, e dovremmo creare un mondo dove i valori umani prevalgono sul mercato. Palmer risponde adeguatamente a queste banalità, potete leggerlo. Ma voglio soffermarmi su un paio di punti più particolari.

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