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Archive for November, 2012

Flynn: Istruzioni per Diventare Intelligenti

November 30th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Ho ritrovato una recensione del Sole24Ore (“Istruzioni per diventare intelligenti”, 14/10/2012) su due libri di tale James Flynn, filosofo morale ed esperto di test di intelligenza. Non ho letto i libri, ma penso ne valga la pena; in realtà, da quanto emerge dalla recensione, dovrebbero venir letti in età scolare.

I libri sono Are we getting smarter? Rising IQ in the Twenty-First Century e How to improve your mind. Twenty Keys to Unlock the Modern World, e definiscono un percorso logico che parte da ciò che starebbe incrementando l’intelligenza media e arriva a quali strumenti logici andrebbero utilizzati per applicare adeguatamente l’intelligenza alla comprensione del mondo.

Mi interessa parlarne perché toccano alcuni punti che ho ritrovato – anche in negativo – nell’Austrismo.

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Il Valore della Moneta: Riequilibri Spontanei e Manipolazioni Cicliche

November 28th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Il pezzo pubblicato dall’Economist The broken transmission mechanism si innesta nell’interesse diffuso a discutere di argomenti monetari (ricordate questo?). Qui si tratta, in modo superficiale, della scarsa efficacia degli attuali stimoli monetari; i relativi commenti sono trascurabili.

Il pezzo contiene una idiota esposizione del meccanismo di concessione di credito da parte delle banche (secondo l’autore la banca si inventa il credito con una scrittura su un foglio di calcolo come contropartita di una passività anch’essa creata all’uopo dal nulla), confonde cosa è moneta con il credito (cosa che fanno anche gli Austrodossi), ed esonera le Banche Centrali dall’intero processo. È spaventoso che questo appaia sotto il marchio “The Economist”.

Non commento l’articolo, ma ne estrapolo poche frasi perché semplicemente mi hanno ispirato una curiosa riflessione (il classico sasso gettato nello stagno).

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Value of Money: Spontaneous Rebalancing and Cyclical Manipulations

November 26th, 2012 by Leonardo

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by Leonardo, IHC

 

The Economist’s “The broken transmission mechanism” proves the vast interest in discussing about money (remember this). The article talks, not so profoundly, about the low efficacy of current monetary stimuli; comments there-on are not remarkable.

The article offers an idiot exposition of how banks lend credit (in the author’s opinion, the bank creates ex nihilo a credit by merely writing a number in a spreadsheet, where also a liability is ex nihilo created to balance the credit). It also confuses money with credit (Austrodoxes do the same). It even underrates the role of Central Banks in credit creation. I got upset at this being branded “The Economist”.

I will not comment the article in detail. I will just quote few sentences simply because they have inspired in me an intriguing reflection (like a stone into a pool).

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Scorie – Cialtroni d’Oltralpe‏

November 23rd, 2012 by Leonardo

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di Matteo Corsini

 

"Se lasciamo solo ai mercati la risoluzione della crisi, c’è da temere che la crisi continuerà ancora a lungo. Abbiamo bisogno di meccanismi, regolazione e azione". (F. Hollande)

 

Non è la prima volta che mi capita di notare che chi buttasse di tanto in tanto lo sguardo sulle faccende francesi rischierebbe di rivalutare la classe politica italiana, quanto meno in termini relativi. Ciò nondimeno, gran parte dei mezzi di informazione e dei politici italiani continuano a guardare alla Francia con una sorta di ammirazione mista a timore reverenziale. A maggior ragione adesso che al potere c’è un socialista che si definisce tale (prima c’era un socialista che non si definiva tale); un sostenitore della mutualizzazione dei debiti e della spesa pubblica a livello europeo, a patto però di non perdere nessun potere in casa propria.

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Mazziero Research: Italia debito/Pil 2012 oltre il 128

November 21st, 2012 by Leonardo

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Comunicato stampa del 20 novembre 2012 da Mazziero Research.

di Maurizio Mazziero

Un altoforno che brucia il denaro dei cittadini, così potrebbe essere paragonato lo Stato italiano relativamente al debito; questo il pensiero degli analisti Mazziero Research in occasione della pubblicazione dell’ottavo Osservatorio sui dati economici italiani.
Malgrado le pubbliche esternazioni di soddisfazione del Governo, quello che appare è un debito fuori controllo, che supererà quest’anno il 128% del Pil, finanziato da uno stock di titoli di Stato in continua ascesa; a ciò si accompagna una recessione galoppante, un’inflazione che non demorde e una disoccupazione che piaga il tessuto sociale, già martoriato dalla feroce tassazione.
Non vi è ragione per cui questi incontrovertibili fatti debbano restare ignorati alla maggioranza delle persone – ha dichiarato Maurizio Mazziero – Per questo continua il nostro sforzo di divulgazione attraverso la pubblicazione di un Osservatorio trimestrale sull’economia italiana.

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Lavoro – Se Riformare Davvero Fosse Tornare alle Origini?

November 19th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

La “Riforma Fornero” si sta rivelando un modo per ingessare ulteriormente il mercato del lavoro, a causa di maggiori vincoli sulle varie forme di “flessibilità” (opinione espressa a inizio estate qui su IHC che sta ottenendo conferme mese dopo mese). Questo lo sanno un po’ tutti.

Con “riforma” spesso si intendono solo maggiori stratificazioni normative sul già esistente, il che in un certo senso implica il mantenimento di una “impalcatura”; nel nostro caso, si parte dal famoso art.18 e si cerca l’impossibile conciliazione tra il quadrato dell’impiego blindato a vita e il cerchio della flessibilità in dimensione e qualificazione dell’impiego; ne segue uno scontro tra economia e “società” a scapito del fatto che la prima è un aspetto della seconda. Questo magari non lo sanno tutti.

Una cosa che forse in pochi sanno è che, se togliamo tutte le stratificazioni, si arriva ad un’ossatura giuridica del diritto del lavoro molto diversa da come percepito oggi e analoga a quella dell’età aurea degli Stati Uniti.

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Di Specializzazione si Può anche Morire…

November 15th, 2012 by Leonardo

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di Claudio Bandini

 

"Le masse, la turba degli uomini comuni, non concepiscono idea alcuna, sana o insana. Esse scelgono soltanto tra le ideologie sviluppate dai capi intellettuali dell’umanità. Ma la loro scelta è definitiva e determina il corso degli eventi. Se preferiscono cattive dottrine, nulla può impedire il disastro".

L. von Mises

 

Al giorno d’oggi nessun economista che voglia mantenere un minimo di rispettabilità può pensare di mettere in dubbio i benefici della divisione del lavoro, così come è indiscutibile la validità della legge dei vantaggi comparati, che poi è la stessa cosa applicata a livello di nazioni invece che di singoli individui. Lungi dal voler criticare i pilastri della teoria economica, quello che mi accingo a fare è porre il problema di cosa abbia significato la specializzazione del lavoro a livello intellettuale nell’ultimo secolo e mezzo e quale relazione abbia questo fenomeno con la crisi del liberalismo contemporaneo.

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La Legge del Nonno

November 13th, 2012 by Leonardo

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di Silvano, IHC

Nel diritto statunitense l’equivalente dei nostri diritti acquisiti è spesso formalizzato nelle c.d. “grandfather law”, “grandfather shop” o espressioni simili. I termini indicano provvisioni di legge o contrattuali che rimangono in vigore per chi già ne beneficia anche se queste sono abrogate o modificate da interventi successivi.

La legge del nonno calza bene nel descrivere la segmentazione dei benefici previdenziali erogati e erogandi da parte degli enti di previdenza pubblica in Italia. Ogni riforma ha tutelato fortemente lo status quo ante a discapito di qualsiasi criterio di equità attuariale, intergenerazionale e redistributiva ed ha disposto dei regimi transitori per i soggetti che si trovavano a cavallo del passaggio tra vecchia e nuova normativa: si tratta delle c.d. “code” derivanti dalla precedente legislazione.

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Due Domande Impertinenti: la Seconda

November 8th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Ritornando alle domande poste dall’amico Felloni (vedi qui), dopo aver abbozzato una risposta alla prima, provo ad abbozzare un ragionamento anche sulla seconda, che riporto:

·         Come si può sistemare una finanza ha assunto dimensioni abnormi ed i cui profitti appaiono slegati da fattori e considerazioni “reali” (come le preferenze temporali), magari senza ricadere nei vizi dell’iper-regolamentazione?

Prima di tutto voglio ricordare un articolo del 2010 in cui mi sono inventato il termine Finanza2 e che valeva a smitizzare l’idea che si trattasse di un mondo “astratto”, avulso dall’economia reale, per poi passare ad  affrontare questa seconda domanda.

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Due Domande Impertinenti: la Prima

November 5th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Tra brevi accenni (tweet) a cosa possa essere una “scuola italiana di economia austriaca” (brevemente: una scuola austriaca non dogmatica e con un ramo di realistica politica economica), l’amico Felloni (Confcontribuenti Pisa) si è posto un paio di domande che, soprattutto venendo da uno spirito liberale, meritano una pubblica riflessione, e che così riassumo:

1)                            Esiste una terza via percorribile tra il sistema attuale ed un utopico free banking senza Banca Centrale né riserva frazionaria che comunque porti ad un sistema bancario “sano” (cioè con una giusta misura del rischio d’impresa)?

2)                            Come si può sistemare una finanza che ha assunto dimensioni abnormi ed i cui profitti appaiono slegati da fattori e considerazioni “reali” (come le preferenze temporali), magari senza ricadere nei vizi dell’iper-regolamentazione?

La sfida è rispondere senza scrivere un libro per ogni domanda.

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