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Archive for December, 2012

Il Fronte Keynesiano del No-Euro, l’Analisi di A. Bagnai e la “Controintuitiva” Difesa Austriaca dei Cambi Fissi (parte IV)

December 27th, 2012 by Leonardo

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Con questa pubblicazione si conclude il lavoro di Walter (qui la prima, qui la seconda, e qui la terza). Confidiamo che lo “sforzo” di aver seguito questo lungo percorso sia risultato utile per i lettori di IHC. Ringraziamo Walter per il suo impegno ed il “coraggio” di essersi esposto.

 

di Walter Paiano

 

  • Il tasso di cambio truccato

 

Quando sento parlare del rapporto tra Banca Centrale e Stato (e, naturalmente, banchieri privati) in termini di divorzio mi cadono le braccia. Se oggi essa non è matrimonio, è una felice convivenza di fatto, per la quale tutti noi paghiamo un conto salato, ma che a quanto pare non vogliamo per niente smettere di pagare.

Ma torniamo all’argomento principale del post. Cambi fissi o cambi flessibili? In questo contesto, perché mai una scuola di pensiero liberista come quella Austriaca si oppone ad uno strumento di regolazione automatica degli squilibri di mercato come il cambio flessibile?

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Patrimoniali: Tanto Rumore per Nulla

December 21st, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

La crisi continua, Monti ha fatto quel che ha fatto, la legislatura va a finire, e fioccano le proposte di riforma fiscale o simil tale che dovrebbero risolvere la questione italiana.

D’altra parte è ben chiaro che o emerge una soluzione dall’interno o dovremo, tra un gioco di specchi e l’altro, ricorrere al commissariamento sostanziale via ESM. Chi cerca la via “interna” tendenzialmente mette in gioco una imposta patrimoniale: chi la vuole sui patrimoni finanziari, chi su certi grandi patrimoni in senso ampio, e chi sul patrimonio dello Stato (quest’ultima, nell’intelligente locuzione usata da O.Giannino, corrisponde alle privatizzazioni).

Riprendendo alcuni argomenti già espressi su IHC, spiego perché niente di tutto questo risolverà alcun problema.

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Il Fronte Keynesiano del No-Euro, l’Analisi di A. Bagnai e la “Controintuitiva” Difesa Austriaca dei Cambi Fissi (parte III)

December 18th, 2012 by Leonardo

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Continuiamo con la terza parte  del lavoro di Walter (qui la prima, e qui la seconda). Grazie ancora.

 

di Walter Paiano

 

  • Visioni opposte sull’inflazione.

 

Bagnai riassume efficacemente una corretta analisi della situazione attuale e dei meccanismi in cui gli Stati europei sono intrappolati. Inoltre, fa benissimo a sottolineare come una unificazione fiscale e politica europea è fumo negli occhi, un sogno di chi non riesce a comprendere che gli Stati Uniti d’America e l’Eurozona sono realtà molto differenti e molto probabilmente la prima è un’Area Valutaria abbastanza Ottimale, mentre la seconda è oggi molto ma molto lontana dall’esserlo.

Fa però tristezza notare che, arrivato a questo punto del discorso, invece che continuare sull’analisi dei motivi per cui oggi i settori pubblico e privato si sono indebitati in modo così insostenibile, Bagnai imbocchi invece la strada della soluzione ‘keynesiana’.

 

L’argomentazione è così riassumibile in estrema sintesi.

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Capitali Tornate a Bordo, Cazzo!

December 12th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

È il 4 dicembre, e sono sul Freccia Rossa per Milano. Mi offrono un caffè, un dolcetto, e un giornale (sono in prima classe chiaramente; poi i bilanci delle banche sono in rosso…). Prendo il Sole24Ore. Solita filata di argomenti e articoli inutili: primarie qui, Ilva là, polemiche sotto, spread sopra… Sono dovuto arrivare a pagina 18 per trovare una notizia di economia di qualche interesse sotto il titolo “L’FMI volta pagina: sì ai controlli sui capitali”.

Argomento generalissimo ed astratto? Che ci frega a noi comuni mortali? Ci frega, ci frega…

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Il Fronte Keynesiano del No-Euro, l’Analisi di A. Bagnai e la “Controintuitiva” Difesa Austriaca dei Cambi Fissi (parte II)

December 10th, 2012 by Leonardo

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Proseguiamo la pubblicazione dell’articolato lavoro (qui la prima parte) di Walter, che ringraziamo.

 

di Walter Paiano

 

  • E perché il debito – privato e pubblico – è esploso?

 

Bagnai fa notare che i Paesi colpiti per primi dalla crisi sono stati quelli che nel 2008 avevano un elevato ammontare di debito pubblico più privato, e che guardare al solo debito pubblico è fuorviante. E quindi che l’intera crisi è proprio colpa dell’ondata (?) di neoliberismo all’opera da due decenni e più nel mondo occidentale.

I dati dicono esattamente che la crisi ha colpito nell’ordine quei Paesi con livelli più elevati, in rapporto al PIL, di debito aggregato – pubblico e privato. Peccato che a questo punto ci si dimentichi sempre di fare la domanda giusta: e perché il debito pubblico e privato è esploso in questo modo?

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Il Fronte Keynesiano del No-Euro, l’Analisi di A. Bagnai e la “Controintuitiva” Difesa Austriaca dei Cambi Fissi (parte I)

December 6th, 2012 by Leonardo

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IHC ospita il contributo di un nuovo lettore, Walter Paiano, proveniente da altre esperienza tra cui il Ludwig von Mises Italia. La lunghezza del lavoro, dovuta al desiderio di circostanziare il più possibile l’esposizione, ci costringe ad una pubblicazione in 4 puntate. Siamo certi che questa pubblicazione, ed i dibattiti conseguenti, risulteranno alla fine molto utili.

 

di Walter Paiano

 

Il fronte di intellettuali ed economisti che oggi in Italia (e presumibilmente nel mondo) si oppongono alle politiche di austerità chieste dalla Troika (UE,BCE,FMI) agli Stati europei con debiti pubblici divenuti – non proprio improvvisamente – insostenibili, proviene prevalentemente da una area di pensiero economico largamente definibile keynesiana. Le conclusioni più gettonate che pervengono alla fine di questi ragionamenti sono: dovremmo uscire dall’euro e svalutare la nuova moneta, rilanciando la competitività nei confronti dei competitor internazionali; dovremmo stimolare la ripresa usando la spesa pubblica in funzione anticiclica, anche a deficit.

Non voglio appiccicare etichette in modo sbrigativo, ma non si può negare che un ragionamento che perviene sempre alle conclusioni di cui sopra è chiaramente riconducibile al pensiero di chi crede che molti problemi economici siano originati dal libero mercato e dall’avidità dei capitalisti e siano risolvibili dall’intervento pubblico che può rifarsi come guida ad un qualche concetto, chiaramente definibile, di giustizia sociale.

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Nuovi Scontri Generazionali: Vocabulary o Intelligence Divide?

December 3rd, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Fino a qualche tempo fa si parlava di Digital Divide cioè che la famigliarità con le nuove tecnologie digitali di comunicazione avesse creato tra le più giovani generazioni e le “analogiche” generazioni precedenti un profondo solco fatto di incomunicabilità e perfino contrasto. A livello mondiale il Digital Divide, cioè le differenze di accesso alle nuove tecnologie, avrebbero invece creato forti divergenze nelle possibilità di sviluppo economico.

Un passaggio nella recensione agli ultimi libri di Flynn (vedi pezzo precedente) mi suggerisce che oggi possa esistere addirittura un Vocabulary Divide tra generazioni che isola, perché meno istruite, quelle più giovani. Vista la qualità delle proteste di piazza (si cerchino vecchi pezzi di IHC più questa intervista), c’è ragione di credere a Flynn.

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