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Archive for January, 2013

Epistemologia del Rifiuto

January 31st, 2013 by Leonardo

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Questo pezzo è una libera traduzione dell’originale “Epistemology of Rejection” di J. Finegold Catalàn (traduzione di Leonardo, IHC).

 

di Jonathan M.F. Catalàn

 

In Misunderstanding Financial Crises, Gary Norton offre una breve visuale sull’esperienza bancaria USA tra, all’incirca, il 1830 e il 1913. Parte del lavoro è indirizzata a costruire una giustificazione dei salvataggi bancari quale strumento per preservare la liquidità del sistema. Nei suoi esempi, i  salvataggi bancari precedenti alla Federal Reserve e le politiche attiviste del Tesoro erano forme di associazioni in stanze di compensazione che mettevano assieme gli asset delle banche partecipanti e li usavano per coprire le banconote emesse (temporaneamente) dalla stanza di compensazione stessa al fine di soddisfare sbilanci nei saldi delle singole posizioni; tutto questo sosteneva la posizione delle banche partecipanti verso quelle che detenevano il loro debito, il che significa che la liquidità degli asset veniva preservata. Un altro esempio di soluzione di mercato a fenomeni contingenti di illiquidità era la temporanea sospensione della redimibilità, che di solito portava con sé come previsione contrattuale la promessa del pagamento di interessi aggiuntivi per tutto il periodo della sospensione.

A scapito di questi esempi, molti libertari – alcuni dei quali particolarmente eruditi – rifiuteranno le premesse sottostanti certe forme di interventismo.

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Lo Spread Cala. Chi È Stato?

January 28th, 2013 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Ci sono dei dati. Il famoso spread dei BTP a dieci anni contro gli omologhi Bund tedeschi tra maggio e agosto del 2012 oscillava ampiamente attorno a una specie di “centro” di 450 punti. Ad agosto si è avuto una specie di crollo a 350 e da lì una continua discesa fino ai dintorni di 260. Cose simili, ma ancorate a livelli più elevati, si sono avute per i Bonos spagnoli. La cosa è positiva (alla fine si parla di interessi che in un modo o nell’altro dovrebbero ricadere come costo sui cittadini). Dobbiamo ringraziare qualcuno? Merito di Monti e Rajoy che hanno risistemato i rispettivi Paesi? Merito della BCE?

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Speculazione, Aspettative e Razionalità (parte I)

January 24th, 2013 by Leonardo

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di Silvano, IHC

 

Quando i mercati sono particolarmente volatili e soggetti a mutamenti improvvisi di entità anche rilevante la colpa viene attribuita quasi sempre alla speculazione. I mercati finanziari sono intrinsecamente instabili a causa della speculazione ci dicono i Keynesiani. Siamo tutti speculatori, dal bottegaio al finanziere: è proprio l’attività speculativa che equilibra domanda e offerta secondo le preferenze dei consumatori, rispondono gli austriaci. Posizioni diametralmente opposte, se non fosse per il fatto che con il medesimo termine non viene inquadrata esattamente la stessa dinamica.

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Scorie – Nuovi Target per Nuovi Disastri‏

January 23rd, 2013 by Leonardo

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di Matteo Corsini

 

"In casi estremi, i target possono includere disoccupazione e Pil nominale". (M. Carney)

Mark Carney, attuale numero uno della Banca centrale canadese, diventerà presidente della Bank of England a partire dal 1° luglio 2013. Nonostante la BoE abbia posto in essere un cospicuo allentamento quantitativo (formula utilizzata per tentare di rendere meno chiaro ciò di cui effettivamente si tratta, ovvero della creazione dal nulla di base monetaria), il governo inglese non è soddisfatto dell’operato di Mervin King e colleghi.

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Come Parte un Attacco Speculativo

January 21st, 2013 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Recentemente ho sentito un politico sparare a zero sulle banche tedesche che un giorno hanno piazzato sul mercato qualche miliardo di BTP dando così il via a una spirale speculativa al ribasso sul debito italiano. Se fosse così facile creare un trend, forse non ci sarebbe mai nessun trend: ma perché allora i generosi acquisti di titoli da parte della BCE non hanno creato subito un trend rialzista, e perché nessuno ha fatto lo stesso con i titoli tedeschi, francesi, o svedesi? Insomma, il politico l’ha fatta un po’ troppo semplice.

Ma come parte un attacco speculativo?

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Conoscere per Deliberare…Si, ma il Problema È Conoscere!

January 17th, 2013 by Leonardo

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di Claudio Bandini

 

Dal momento che siamo ufficialmente in campagna elettorale (ma c’è un momento in cui non lo siamo?) il clima è quello più adatto per proseguire il discorso iniziato qua su quale possa essere un approccio “austriaco” all’analisi dell’azione politica e ai suoi rapporti con i processi di mercato. Insieme a Jeffrey Friedman, uno dei pochi (ma buoni) teorici contemporanei di politica e politica economica in grado di padroneggiare al meglio la linea di Mises e soprattutto di Hayek, è indubbiamente Mark Pennington, un nome che non suonerà del tutto nuovo al pubblico più attento di IHC. Sia qui che in altri lidi l’ottimo dott. Monsurrò ha sintetizzato l’approccio generale di Pennington nel portare avanti le ragioni del liberalismo classico, quindi non mi concentrerò su questo ma, più nel particolare, su quello che ritengo sia il campo in cui questo autore eccelle, ovvero lo “smontare” le alternative critiche al liberalismo.

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Scorie – Obama, la Fed e gli Orgasmi dei Keynesiani‏

January 16th, 2013 by Leonardo

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di Matteo Corsini

 

"Bernanke ha dichiarato che continuerà a immettere soldi fino a quando non ci sarà un solo disoccupato, una cosa straordinaria. Se uno avesse detto nell’Europa della Merkel una cosa simile, lo avrebbero internato". (G. Sapelli)

 

Giulio Sapelli, docente di storia economica all’università di Milano, è un keynesiano convinto. Come tutti quelli che pensano sia cosa buona e giusta fare deficit e finanziarlo stampando carta a cui si attribuisce per legge il nome di denaro, Sapelli ha accolto con soddisfazione la rielezione di Obama alla presidenza degli Stati Uniti. In caso di vittoria di Romney, infatti, c’era il timore che Bernanke fosse sostituito e la Fed diventasse meno “generosa”.

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Ignorante Sarà Lei! (parte II)

January 14th, 2013 by Leonardo

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Concludiamo il discorso avviato da Claudio Bandini qui. Grazie ancora.

di Claudio Bandini

 

A questo punto possiamo chiederci: come si ovvia al problema dell’ignoranza in altri campi d’azione non politici? In ambito scientifico sappiamo che le teorie possono essere verificate, e quindi confermate o rifiutate sulla base di esperimenti opportunamente costruiti e condotti. Abbiamo quindi un discreto metodo per distinguere ciò che è buono da ciò che non lo è. Inoltre questo procedimento può essere fatto in modo decentrato: un Galileo da solo può invalidare millenni di tradizione.

Il punto chiave per nostra fortuna è che in ambito economico va ancora meglio, nonostante gli attori siano sempre  gli stessi uomini ignoranti: il processo di scoperta e di validazione di ciò che funziona è continuo e si svolge davanti ai nostri occhi. Sono i prezzi, come da intuizione di Hayek, a “trasportare” informazione anche senza bisogno di essere pienamente coscienti di ciò che c’è dietro.

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Il Krugman di Platino

January 11th, 2013 by Leonardo

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di Silvano, IHC

 

Gli Stati Uniti sono alle prese con il Fiscal Cliff o precipizio fiscale: se repubblicani e democratici non raggiungeranno un accordo sul nuovo tetto del debito pubblico scatteranno imposte e tagli automatici alla spesa per il rientro forzoso del deficit di bilancio. Dalle colonne del New York Times Krugman raccoglie una proposta un po’ “silly” che ultimamente circola in rete: la coniatura diretta da parte del Tesoro di una moneta di platino a cui attribuire de jure un valore nominale di 1000 miliardi di dollari (1 trillion) e con la quale rimborsare all’occorrenza i titoli del debito pubblico detenuti dalla Federal Reserve (tenere bene a mente il dettaglio). Se può sembrare strano che un premio Nobel si prodighi in questo genere di endorsement è utile ricordare che ad oggi Krugman non è pagato per scrivere paper accademici ma per fare il columnist di un quotidiano e come tale è bene prenderlo.

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Elezioni in Italia, e Riflessioni Austriacheggianti su Prassi e Norme

January 9th, 2013 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Ci avviciniamo a nuove elezioni politiche, dopo un’esperienza definita giornalisticamente di “governo tecnico”, definizione cui molti hanno creduto. Molte sono le recriminazioni sul fatto che il Governo non abbia (o abbia proprio) fatto questo o quello.

Oggi farò riferimento alla Costituzione per far capire come stanno, sono state e staranno le cose (altro che la vuota retorica di Benigni fatta aggettivi a cascata e tautologie) e per stuzzicare qualche riflessione sulla differenza tra “come funziona” e come “si crede o pretende che funzioni” il gioco di leggi elezioni e Governo. 

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