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Archive for February, 2013

Voto Italiano e (non Tanto) Vecchia Profezia Politica

February 27th, 2013 by Leonardo

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di Leonardo IHC

 

Era il settembre del 2012 e lanciai questa profezia: “Dal Mario Anti-Spread al Mario-Bis?. Il concetto era che la situazione italiana non è risolvibile dall’interno, il soccorso dell’ESM e delle OMT della BCE – con per corollario un commissariamento di fatto da parte di Bruxelles secondo principi “germanici” – diventa l’unica via d’uscita, e perché questo sia possibile in un Paese che si regge sul voto “comprato” attraverso la spesa pubblica si sarà costretti a un nuovo Premier “tecnico”.

Ora, dopo il voto, questa profezia mi sembra non solo ancor più probabile ma decisamente cercata.

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Due Intuizioni Incidentali dal Caso Cinese

February 25th, 2013 by Leonardo

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di Leonardo IHC

 

La BCE, come tanti altri enti, ogni tanto pubblica qualche ricerca dei suoi economisti. Ultimamente la sua occasional paper series ha presentato una interessante analisi sulla Cina China’s economic growth and rebalancing” di Dorucci, Pula e Santabàrbara (potete scaricarla direttamente qui). Tra le varie analisi e ricostruzioni (di cui parte già dette su IHC già da anni), ho trovato due intuizioni scollegate tra loro ma su cui val la pena riflettere.

La prima riguarda la politica sul tasso di cambio dello Yuan (o Renminbi), la seconda il problema della sperequazione del reddito.

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Perversi Concetti Ciclici di Bilancio

February 22nd, 2013 by Leonardo

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di Leonardo IHC

 

In passato abbiamo parlato dell’Output Gap e del Potential Output (qui e qui). Più recentemente l’argomento è stato richiamato parlando della Taylor Rule (qui). Oggi vi parlo di come il concetto di Output Gap venga inserito nei conteggi burocratici della finanza pubblica e degli effetti perversi che ne sono discesi e continuano a discendere.

Ringrazio Krämer, capoeconomista presso Commerzbank, che ha trattato meravigliosamente la questione in un breve report della sua banca.

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Mazziero Research: Debito Pubblico in Miglioramento ma Prognosi ancora Riservata

February 20th, 2013 by Leonardo

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Comunicato stampa del 19 febbraio 2013 da Mazziero Research.

di Maurizio Mazziero

 

Dopo il record storico di novembre, a 2.020 miliardi, il debito pubblico è sceso a 1.988 miliardi a fine 2012. Inversione di tendenza o solo un abbellimento di fine d’anno?

Nel preparare il consueto Osservatorio trimestrale sui dati economici italiani abbiamo orientato la ricerca proprio su questo aspetto – rispondono alla Mazziero Research – il risultato della nostra indagine non ci consente di sciogliere la prognosi, i conti pubblici potrebbero ancora riservare delle sorprese.

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Il Punto “G” e la Tassonomia Austera

February 18th, 2013 by Leonardo

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di Silvano IHC

 

Questo post cercherà di dare una definizione intuibile e sensata di “Austerità” in modo semplice per far contento Walter. Sarà un po’ (schifosamente) mainstream così Leonardo mi insulterà. Cominciamo da un’osservazione: c’è chi sostiene che l’austerità è recessiva e porta giù un sacco di esempi e dati e poi ci sono quelli che dicono che l’austerità non c’è perché i bilanci sono in deficit. Chi ha ragione? Nessuno. Parlano di due cose diverse e quindi confrontano mele e pere. I primi parlano dell’andamento della spesa pubblica intesa come contributo alla domanda aggregata (AD), i secondi parlano dei saldi complessivi di finanza pubblica. Per semplicità e sintesi si parla di spesa pubblica in entrambe i casi ma sono due variabili macroeconomiche diverse. Se il vostro programma politico non è “domani facciamo default, usciamo dall’euro, torniamo al doblone e ai caveaux e mettiamo in liquidazione lo Stato” capirne la differenza è rilevante.

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L’Ombrina Noooo…

February 14th, 2013 by Leonardo

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di Silvano IHC

 

Il neologismo “Austro-cazzari” chiude il pezzo scritto e pubblicato da Leonardo su IHC il 4 febbraio. Purtroppo mi è tornato alla mente il giorno successivo dopo aver letto questo pezzo su Usemlab. Dico purtroppo perché parlo del sito che mi ha indotto a leggere Mises e Hayek circa dieci anni fa. Anzi diciamo pure che fino ad allora avevo sentito citare i nostri eroi circa zero volte per tutto il periodo universitario e per questo, Fra’, ti ringrazio [Leonardo si unisce al ringraziamento].

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Un Esercizio di Finanza Strutturata

February 11th, 2013 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Oggi facciamo un gioco: ci inventiamo un’operazione di finanza strutturata (magari riguardate qui e qui per entrare nell’argomento) e poi facciamo due ragionamenti su come scrivere questa cosa in un bilancio. Non sarà un articolo di economia austriaca, sarà una discussione tecnica con due funzioni: distinguere la finanza dall’economia e imparare qualcosa su alcuni argomenti di attualità.

Voglio avvertire che si tratta di cose complesse, non complicate: la finanza parte da una cosa semplice, lo scambio di una somma oggi per una somma (maggiore, probabilmente) domani, e non fa altro che combinare diverse cose semplici creandone una complessa, che si chiama finanza strutturata.

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Banalizzare per Diffondere?

February 6th, 2013 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Ho letto la recensione di John Armstrong sul libro “Non per profitto” di M. Nussbaum (“il valore intrinseco della cultura”, il Sole24Ore 3/2/2013). Il libro discute del ruolo delle scienze umanistiche. Non mi interessa l’oggetto del libro, quanto una riflessione che emerge a latere: esiste un trade-off tra l’approfondimento di un argomento e la sua diffusione al pubblico. Un po’ tutti eravamo già consci di questo problema, ma sentir sollevare il problema da una filosofa mi è parso interessante.

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Il Prezzo alla Base di Tutto

February 4th, 2013 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Ultimamente mi capita di venir attratto dalle pubblicazioni di J.F. Catalàn, personaggio “austriaco” molto interessante per l’elevata dose di buon senso (si veda qui) che sembra caratterizzarlo oltre che per la sua tendenza a scavare dentro gli argomenti.

È da segnalare il suo articolo Misunderstanding Coase, dove cerca di rispondere alle critiche – per lui maldirette – sul lavoro svolto dall’economista Coase attorno all’ottimalità di soluzioni di mercato contro soluzioni statali a problemi di portata “sovra-individuale”. Il pezzo è alquanto utile per capire il quasi banale buon senso delle conclusioni di Coase. All’interno del discorso emerge anche una considerazione del ruolo del sistema dei prezzi che dovrebbe riconciliare l’astio ultra-liberalista per lo Stato con la storia del mondo: se rispetti il meccanismo di mercato, devi accettare soluzioni statalizzate.

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