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Archive for June, 2013

Moneta-Merce, Tecniche di Pagamento e Central Banking (parte I: Nasce la Moneta)

June 28th, 2013 by Leonardo

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di Silvano, IHC

 

Un modello di equilibrio generale Walrasiano determina solo i prezzi relativi mentre per determinare anche i prezzi assoluti è necessario inserire un’equazione in più che definisca il livello dei prezzi, espressione sintetica di un paniere di beni. Molti economisti (Wicksell ad esempio) accettano quest’impostazione, ma anche tra gli stessi marginalisti vi erano dubbi sull’applicabilità del concetto di utilità marginale decrescente alla moneta.

Mises elabora una soluzione al problema teorico della determinazione assoluta del livello dei prezzi e cerca di risolvere quello che negli anni ’20 e ’30 viene definito come “il circolo austriaco”: l’utilità marginale della moneta dipende dal suo valore di scambio, ma il suo valore di scambio dipende dai prezzi monetari. Il ragionamento è appunto di tipo circolare e non consente di dedurre una spiegazione. Per interrompere il circolo Mises assume che la funzione di domanda dipenda dal potere di acquisto della moneta nel periodo precedente: il valore della moneta di oggi dipende dalle condizioni di domanda e offerta attuali, ma le stime soggettive del potere d’acquisto a cui corrisponde una data quantità di moneta sono derivate da valori temporalmente anteriori e che possono quindi essere supposti come conosciuti da parte degli agenti. Questo è il concetto di regresso temporale introdotto da Mises.

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La Regola Non Basta (Note dalla Lectio Minghetti)

June 26th, 2013 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Lo scorso 17/6 sono stato alla Lectio Minghetti organizzata a Firenze dall’IBL. Ospite d’onore era Schuknecht (Ministero delle Finanze tedesco), affiancato da Giarda (Università Cattolica di Milano) e Guiso (Einaudi Institute); moderava F. Debenedetti. A parte una scorsa veloce sui dati macroeconomici, ognuno ha esposto un’idea sul da farsi a livello fiscale per evitare future crisi (in realtà Guiso guardava al presente), e la discussione ha ruotato sul principio di “darsi una regola” da parte dei policy maker.

Il tedesco si è concentrato sulla gestione di moneta e credito, sostenendo regole fiscali molto restrittive; Guiso ha martellato per una politica fiscale europea di stimoli e redistribuzioni; l’ex Ministro Giarda ha fatto un giro tra spesa pubblica italiana, arbitrarietà delle regole e dei calcoli economici (interessante il discorso su Potential Output e saldo di bilancio corretto per il ciclo, per i quali rimando a qui e quanto ivi – ivi dove? colà! – richiamato), e limiti quasi Hayekiani di una gestione fiscale europea.

Il focus era comunque sulla necessità di regole, senza in realtà disquisire troppo su quali precise regole. Voglio parlarvi di quel che non è stato detto: le sanzioni in caso di inosservanza.

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MMT: Esportazioni e Contraddizioni

June 20th, 2013 by Leonardo

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di Walter Paiano

 

Navigando a tempo perso tra i tanti articoli apparsi su www.memmt.info, il sito dedicato alla divulgazione della Modern Money Theory (niente di nuovo, è il neo cartalismo, ma non ditelo in giro) mi sono imbattuto in questo divertente esercizio letterario economico su cosa, secondo gli autori dell’articolo, dovrebbe fare il “nuovo governo sovrano della Lira” una volta insediatosi.

È molto interessante perché parla di esportazioni ed importazioni, evidenziando molto bene alcune incomprensioni del meccanismo di funzionamento del mercato che sembrano radicate profondamente e pericolosamente negli autori. L’articolo è reperibile qui.

Cominciamo.

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Pareto e la Politica (Rileggere Pareto, parte III)

June 17th, 2013 by Leonardo

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di Biagio Muscatello

 

Nel campo della filosofia politica, molti parlano dell’antitesi tra individuo e Stato, ponendosi il problema del ruolo e dell’importanza da attribuire all’uno o all’altro. Pareto osserva che è miope polarizzare l’attenzione sui due estremi, senza considerare la molteplicità dei corpi intermedi – corporazioni, compagnie, trades’ unions, etc. (e tanti potremmo aggiungerne oggi) –, che svolgono molte funzioni in modo adeguato. Alla prima estremità dell’antitesi egli vede gli anarchici, che rifiutano lo Stato; alla seconda estremità i socialisti, che idolatrano lo Stato. Ma sia gli uni che gli altri “vorrebbero ricondurre la società ad uno Stato omogeneo, composto da individui assolutamente isolati” [1]. In altri termini, i due estremi vorrebbero annullare il processo di differenziazione sociale.

 

Pareto associa a una maggiore differenziazione un maggior grado di libertà:

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Un Modello di Morte della Classe “Media”

June 14th, 2013 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Ogni tanto risento il ritornello della sparizione della classe media; l’ultima volta, l’ho sentito in concomitanza di una discussione sull’allargamento della differenza tra “ricchi” e “poveri”, in cui la classe “media” sparisce perché tende a “scendere”, il che allarga il fronte dei “poveri” rispetto ai “ricchi”.

È una tendenza non solo italiana. Cose simili si sentono perfino in Germania. Non sarò io a risolvere il rebus del perché questo accade e come si potrebbe evitare (sempre che si debba evitare, considerazioni umanistiche o moralistiche a parte), però mi sovvengono un paio di riflessioni che voglio buttare sul tavolo.

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Scorie – L’Apparente Soluzione È Sempre la Stessa‏

June 12th, 2013 by Leonardo

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di Matteo Corsini

 

"I segnali sulla ripresa americana sono disomogenei, ma la maggioranza degli opinionisti ritiene che siano prevalentemente positivi. Fra quelli migliori rientrano i dati sul mercato immobiliare, comprendenti il rinnovato aumento dei prezzi delle abitazioni… Le vicende del mercato bancario e finanziario non sembrano aver avuto un ruolo decisivo nella ripresa di quest’ultimo, ma bisogna tener presente che da anni larga parte dei mutui, specie per l’acquisto delle abitazioni, beneficia dei rifinanziamenti delle note agenzie Freddie Mac e Fannie Mae e soprattutto della garanzia statale, la quale riduce a zero il rischio il rischio dei finanziatori e rende i mutui negoziabili nel mercato delle cartolarizzazioni… In un periodo come quello che stiamo vivendo… nessuno si stupirebbe se lo Stato intervenisse, per esempio, secondo il modello americano… il suo costo non sarebbe particolarmente pesante per i contribuenti, anzi potrebbe essere pari o vicino allo zero… Detti mutui sarebbero assimilabili ad attività garantite dallo Stato, con conseguenze interessanti ai fini dell’applicazione dei ratio patrimoniali, oggi particolarmente penalizzanti per l’attività creditizia". (R. Ruozi)

 

Roberto Ruozi, a lungo professore e poi rettore all’università Bocconi, guarda all’andamento del mercato immobiliare statunitense e ne trae la conclusione che la fornitura di garanzie statali ai mutui ipotecari o alle cartolarizzazioni di quegli stessi mutui sarebbe un gioco a somma positiva anche in Italia.

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Hayek e gli “Investimenti Pubblici”

June 10th, 2013 by Leonardo

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di Biagio Muscatello

 

Qualche nota sull’analisi hayekiana delle fluttuazioni economiche. In un breve articolo non si può tentare nemmeno un abbozzo; per questo, rimando alla prossima edizione (IBL) di Hayek, da me curata, dei saggi sull’Effetto Ricardo. Quello che vorrei fare qui è inserire nel suo contesto alcune affermazioni dell’economista austriaco, frequentemente citate negli ultimi tempi: contestualizzare per capire il reale filo conduttore. L’affermazione tipica è la seguente: Una politica di sostegno della domanda attraverso la spesa pubblica può ben essere giustificata [1]. È tratta da “Profits, Interest and Investment” (1939).

Vediamo quali sono le premesse di quest’affermazione.

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La Teoria e gli Storici

June 7th, 2013 by Leonardo

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di Ennio Emanuele Piano

 

La deriva della storiografia

 

Leggendo il testo di un discorso tenuto nel 2002 da Eric J. Hobsbawm — il celebre storico marxista britannico da poco scomparso — a proposito della sua esperienza nel mondo accademico, mi sono ritrovato a condividere una sua riflessione a proposito degli sviluppi della storiografia negli ultimi cinquanta anni. L’autore de “Il Secolo Breve” denunciava la moda, emersa dopo il Sessantotto, di dedicare intere carriere a quella che lui definisce “in-group history”, una storia caratterizzata da un forte “identitarismo” e che perciò rischia di essere “interamente accessibile solo da parte di coloro che condividono l’esperienza storica o di vita” del gruppo preso in esame. Un altro fenomeno di cui egli si lamentava era quel filone di studi detto microstoria, di cui (non a caso) gli italiani (con Ginzburg) sono stati tra i capofila.

Distratti, per così dire, da questi due nuovi generi, gran parte degli storici hanno perso di vista la loro funzione esplicativa dei processi di lungo periodo che hanno modificato il volto dei gruppi umani negli ultimi 10.000 anni. Ignorati dai professionisti, tali processi sono recentemente divenuti oggetto dell’analisi di studiosi provenienti da altre branche di studio “dalla cosmogonia ad un reviviscente darwinismo evoluzionista. E questo ha trasformato la Storia stessa, anche se molti storici paiono non averne preso coscienza: attraverso la biologia molecolare ed evoluzionista, la paleontologia e l’archeologia, la Storia è stata reinserita nel contesto di un’evoluzione globale”.

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L’UKIP e Nigel Farage Parlano da Libertari o da Populisti?

June 5th, 2013 by Leonardo

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di Walter Paiano

 

Ho curiosato un pò sul sito dell’UKIP, il partito per l’Indipendenza britannico guidato dal carismatico Nigel Farage, un paio di giorni fa, cercando di farmi un’idea della loro collocazione sui temi attinenti alla politica economica.

Le elezioni per il rinnovo delle circoscrizioni provinciali britanniche di giovedì 2 Maggio hanno arriso al partito che fa dell’uscita dalla UE, della lotta alla microcriminalità e del controllo sui flussi migratori i cavalli di battaglia del proprio manifesto politico. L’UKIP ha ottenuto un incredibile 23% dei voti su scala nazionale (ma "solo" 147 seggi totali a causa delle regole di attribuzione dei seggi) e l’attenzione della stampa internazionale e degli altri 3 maggiori partiti del Paese (laburisti, conservatori e LibDem). I paragoni con l’italiano movimento dei 5 stelle si sono sprecati, ma quello su cui mi concentrerò oggi è qualcos’altro.

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Discutendo di Austrismo: dell’Euro

June 3rd, 2013 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Qualche tempo su Archeofinanza (blog del gentile Fontana) ho tenuto una discussione via post sulla Scuola Austriaca (v. questo e segg.). Anzitutto abbiamo convenuto che la Scuola presenti una frammentazione che arriva allo sterile settarismo, e spesso a causa di interpretazioni decontestualizzate dei testi fondamentali (Mises in primis). La discussione ha poi toccato molti altri punti (scientificità confusa con l’empirismo, efficacia della politica monetaria, inflazione, settore immobiliare, l’euro).

La discussione è fin troppo articolata per esser riassunta; tanto varrebbe copiare per intero i cinque post in cui si è articolata (e che merita comunque una lettura). Ne attingerò di volta in volta con alcuni richiami per allargare se possibile il raggio delle considerazioni.

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