Clicca qui per Opzioni Avanzate


Archive for October, 2013

Debito e Aziende (Ricordatevi di Modigliani)

October 30th, 2013 by Leonardo

-

di Leonardo, IHC

 

Andatevi subito a leggere il pezzo di Frisone “Le società quotate italiane ricorrono troppo al debito sul Sole24ore del 19/10.

Riducendo all’osso, Frisone mostra un po’ di numeri riassumibili così: dal 2008 al 2012 il rendimento del capitale proprio (ROE) delle imprese italiane è caduto fino a livelli negativi, per tornare in positivo – pur a livelli bassi – nel 2013; questo coincide con un tasso di indebitamento solo di poco ridottosi fino al 2009 per poi tornare a crescere, e utili sempre più scarsi rispetto agli oneri finanziari. È significativo che l’indebitamento aziendale italiano abbia ripreso quota mentre anche i tassi stavano risalendo.

Si potrebbero trovare anche spiegazioni logiche per questo (ad esempio i tassi risalgono proprio perché torna una certa domanda di finanziamenti non in forza dei rendimenti immediati ma in relazione a prospettive di reddito future), ma il problema è che – manco a dirlo – il resto del mondo riporta una storia diversa.

Continua a leggere l’articolo

“Banche Centrali” e Debiti Pubblici (II): dalle Province Unite alla Nascita della Bank of England

October 28th, 2013 by Leonardo

-

di Silvano, IHC

 

I secoli XVI e XVIII sono caratterizzati da elevati tassi di default: nel solo periodo che va dal 1557 al 1696 la corona spagnola ne dichiara quindici mentre tra il 1559 e il 1788 la Francia va in bancarotta undici volte. Sono periodi in cui la pace è effettivamente un bene scarso e all’interno di questo ecosistema economico la confusione tra patrimoni pubblici o demaniali e patrimoni personali di sovrani, signorotti e podestà è fonte di grande incertezza e arbitrio fiscale. Lo Stato nazionale è un fenomeno che deve ancora emergere e consolidarsi. Il potere secolare della Chiesa e l’influenza della religione negli affari pubblici e privati – seppur ridotti rispetto al Medioevo – rimangono elevati. Le aristocrazie nobiliari con la loro inaffidabilità e i loro privilegi sono un freno pervasivo allo sviluppo dell’economia. In questo contesto cominciano a delinearsi quattro risposte istituzionali particolarmente importanti: la separazione tra il Tesoro ed il dominio personale dei governanti, la nascita della burocrazia, lo sviluppo delle Banche Centrali e il progressivo affermarsi del parlamentarismo.

Continua a leggere l’articolo

Weidmann e la Periferia: Amore a Prima Vista

October 24th, 2013 by Leonardo

-

Questo articolo esce anche su Piano Inclinato.

di Roberto “Roundmidnight”

 

In altro contributo (reperibile qui e qui) avevo sottolineato quanto in Europa le banche (incentivate anche dal regolatore) fossero pesantemente e vicendevolmente sovraesposte sui debiti sovrani, rendendo impossibile la ristrutturazione del debito di un singolo Paese (oppure la sua uscita dall’euro), visto che determinerebbe pesanti effetti sistemici sulle istituzioni finanziarie dell’intera unione.

Peraltro, come ricordato da Mario Draghi nel discorso tenuto il 9 ottobre all’Harvard Kennedy School, in Europa il tasso di dipendenza delle aziende dal sistema bancario è straordinariamente più alto che negli Stati Uniti: più di due terzi dei finanziamenti alle grosse imprese sono costituiti da prestiti bancari; nel caso di piccole e medie imprese, tale percentuale è ancora più alta (negli Stati Uniti, invece, non più di un terzo dei finanziamenti è costituito da prestiti bancari). Questo, tra l’altro, spiega perché la BCE abbia deciso di attivare il LTRO e non un altro strumento non convenzionale di politica monetaria. In Italia, peraltro, il perverso intreccio tra partiti e affari ha reso ancora più pervasivo e innaturale il ruolo delle banche (si veda, al riguardo, qui).

Continua a leggere l’articolo

“Banche Centrali” e Debiti Pubblici (I): l’Esperienza dell’Italia Pre-Moderna

October 21st, 2013 by Leonardo

-

di Silvano, IHC

 

Se da un lato il central banking rappresenta un’innovazione per molti aspetti endogena alla comunità mercantile e finanziaria, funzionale a sostenere tecnologie di pagamento sempre più fiduciarie ed anonime in cui è pressoché assente ogni forma di convertibilità esplicita così come ad ovviare i problemi posti allo sviluppo del commercio da tecniche con limiti quantitativi rigidi, d’altra parte è innegabile che vi sia stato un ruolo tutt’altro che marginale legato alle esigenze della finanza pubblica.

Continua a leggere l’articolo

Il Lato Soft del Fiscal Compact (parte II)

October 14th, 2013 by Leonardo

-

Questo articolo esce in contemporanea su Piano Inclinato.

 

di Roberto “Roundmidnight”

 

[segue]

 

Al di là della specifica situazione italiana, deve osservarsi che in linea generale sussistono fondati elementi per ritenere che, per precisa volontà degli Stati, l’Unione europea preferisca comunque pervenire alla riduzione dei debiti in eccesso mediante il contenimento dei flussi di debito (i deficit annuali, a cui infatti si presta una ferma attenzione) ed il contestuale progressivo miglioramento del denominatore, del PIL, così che crescita ed inflazione possano erodere in via naturale il debito eccessivo. Quanto sopra appare testimoniato anche dal diverso grado di severità delle procedure sanzionatorie previste in caso di superamento dei limiti di indebitamento, di deficit e di corretta trasposizione negli ordinamenti nazionali della norma sul pareggio di bilancio.

Nel trattato “Fiscal Compact”, infatti, si prevede:

Continua a leggere l’articolo

Il Lato Soft del Fiscal Compact (parte I)

October 10th, 2013 by Leonardo

-

Questo articolo esce in contemporanea su Piano Inclinato.

 

di Roberto “Roundmidnight”

 

Dopo aver preso in esame il reale costo per l’Italia alla partecipazione dei cosiddetti fondi salva-Stati (qui) (EFSF e poi ESM), occorre ora valutare quale incidenza abbia, per il Paese, la previsione del Fiscal Compact relativa alla necessità che l’Italia rientri nel parametro di indebitamento massimo previsto per tutti i Paesi, cioè il 60% in rapporto al PIL (limite peraltro già contenuto nel Trattato di Maastricht). Se, cioè, sia concretamente obbligatorio per l’Italia ridurre di 1/20 ogni anno il suo debito complessivo (quindi, circa 50 miliardi l’anno, assumendo per comodità di calcolo un debito complessivo di ca. 2000 miliardi ed un eccesso di debito di ca. 1000 miliardi), con ciò esponendosi a pesanti tagli di spesa o alla necessità di aggravare ulteriormente la già elevatissima pressione fiscale.

Continua a leggere l’articolo

La Spesa Pubblica Reale Diminuisce. Perciò…

October 7th, 2013 by Leonardo

-

di Leonardo, IHC

 

Sia in conversazioni private che in discussioni su twitter, un gruppetto qualificato ha contestato l’opinione comune che la spesa pubblica continui ad aumentare, arrivando alla conclusione che la corrente fase di debolezza economica dell’Italia sia da ascrivere ad una insufficienza di domanda aggravata – o addirittura causata – dall’insufficienza di spesa pubblica (reale).

Essendo persone stimabili e colte parte di questo accanito gruppetto, ho voluto seguire alcune sue indicazioni su come leggere i dati, più precisamente ho cercato di dar loro una forma “deflazionata” per vedere i valori reali e non i comuni valori nominali.

Continua a leggere l’articolo

Scorie – Il Volano‏

October 2nd, 2013 by Leonardo

-

di Matteo Corsini

"Due miliardi investiti in sanità producono 4-5 volte di più. Un volano per l’economia e l’occupazione". (B. Lorenzin)

 

Questa è una delle ultime dichiarazioni di Beatrice Lorenzin prima che iniziasse la crisi di governo. Sarebbe un vero peccato se l’esperienza di Lorenzin alla guida del Ministero della Sanità dovesse terminare, perché pare aver trovato la cura per la malandata economia italiana.

 

Continua a leggere l’articolo