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Archive for March, 2014

Il Potere: Quello che il Liberalismo non Dice (parte I: Fino all’800, ma anche Dopo)

March 31st, 2014 by Leonardo

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di Claudio Bandini

 

“Oggi è tutto troppo complicato, un tempo era tutto più semplice”. Una frase fatta che abbiamo sentito mille volte, di quelle che vogliono dire tutto o più probabilmente nulla. L’ultima volta che l’ho sentita però, mentre imprecavo cercando di far funzionare la connessione wireless al computer di mio nonno, anche se li per lì non ci ho fatto caso, dopo un po’, tramite un bizzarro rifrullo di idee mi è venuto di ricollegarla a una discussione di qualche tempo fa svolta su questi schermi sulle dinamiche del potere e della libertà, temi trattati in primis da Leonardo qui e qua.

Leonardo, riprendendo alcuni ragionamenti del prof. Infantino, aveva parlato di una sorta di “mercato” dei gradi di libertà, presenti in maniera ineguale nei singoli individui, che serve a connettere le esigenze personali con quelle più generali di organizzazione della società. Un modo quindi di vedere la politica come un caso particolare di ordine spontaneo e il gioco politico come un confronto di preferenze soggettive tipicamente “austriaco”. Meno peso aveva dato all’evoluzione storica del potere e della sua rappresentazione: proprio su questo invece vorrei insistere io, dopo aver abbozzato di recente l’argomento con un caso un po’ più specifico (qua e qui).

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Salario Minimo: la Pessima Idea Della Germania

March 27th, 2014 by Leonardo

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di Santo Scarfone

 

Andrea Nahles, Ministro del lavoro tedesco, ha annunciato che la Germania è pronta ad introdurre un salario minimo di 8,50 euro l’ora. L’intervento legislativo dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2015, e nelle intenzioni dei socialdemocratici dovrebbe riguardare tutti i settori dell’economia tedesca. La decisione finale spetterà al Consiglio dei Ministri che si riunirà il prossimo 2 aprile, anche se la strada sembra ormai segnata.

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Deflazione Attesa e Inattesa, e Riflessioni Finali

March 24th, 2014 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

In due pezzi precedenti (questo e quello) ho dato la mia lettura del lavoro di Alchian e Kessel sugli effetti dell’inflazione, offrendone anche una contenuta trattazione formale. In realtà era un modo per chiarire a me stesso l’analisi di A&K e preparare più curiose riflessioni sulla deflazione sempre fondate su Effects of Inflation di A&K.

Parto dalla considerazione della deflazione come una inflazione negativa, richiamando velocemente – ma “in negativo” – quanto presentato su inflazione inattesa ed attesa.

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Nulla di Nuovo dal Fronte Fiscale

March 20th, 2014 by Leonardo

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di Santo Scarfone

 

C’è chi si rallegra per il taglio delle tasse sul lavoro e chi lamenta il terzo aumento di tassazione sul risparmio in tre anni. Sono queste le reazioni alle novità annunciate dal Premier Renzi nella conferenza stampa di mercoledì scorso. Il “piano” prevede 10 miliardi di euro su base annua di detrazioni IRPEF sui redditi più bassi da lavoro dipendente, l’innalzamento della tassazione sulle rendite finanziarie, che passa dal 20% al 26%, e un probabile – ma ancora tutto da verificare – taglio di 10 punti dell’IRAP.

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L’Inflazione e la Sua Attesa (parte 2: un Medio-Lungo Alchian)

March 17th, 2014 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

[continua]

 

Alchian e Kessel proseguono il loro ragionamento entrando di fatto nel “medio” periodo, in cui le variabili prima rigide cominciano a muoversi verso le posizioni definitive di “lungo” periodo. Qui, quel che si muove, sono anzitutto le aspettative di inflazione che cominciano a venir viste al rialzo verso i livelli effettivi osservati. Non è detto che questo avvenga in modo uniforme nel tempo, anzi sono più probabili successive “ondate” di presa di coscienza del pregresso e parziali integrazioni del futuro, ma questo attiene all’ambito delle previsioni “puntuali” fuori dal contesto in discorso.

È facile intuire che man mano che le aspettative si fanno più precise, la domanda di moneta sconti sempre di più il maggior costo della detenzione di moneta, e questo rimbalzi sui tassi di interesse.

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L’Inflazione e la Sua Attesa (parte 1: un Breve Alchian)

March 14th, 2014 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

In Effects of Inflation di Alchian e Kessel (un sentito ringraziamento al colto Silvano per The Collected Works of Armen A. Alchian, volume 1) ho trovato un bel trattamento dell’inflazione che comprende la domanda di moneta come forma (tra le varie) di detenzione della ricchezza ed il grado di anticipazione dell’inflazione stessa. L’esposizione è discorsiva, ma credo che un limitato trattamento formale – solo per schematizzare i ragionamenti – sarebbe stato utile. Proverò a lasciare qui qualche appunto che, credo, sarà utile in futuro.

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Ripudiare il Debito Pubblico? Una Risposta a Murray Rothbard

March 11th, 2014 by Leonardo

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di Santo Scarfone

 

Dovremmo ripudiare il debito pubblico? La voce di chi pone questa domanda è sempre più forte. Sembra quasi che l’idea di una cancellazione cresca in proporzione alla crescita del debito. Cioè molto e in maniera costante. Ad oggi, il debito pubblico italiano supera i 2 mila miliardi di euro. Dal 2005 è aumentato di 500 miliardi. In rapporto al PIL, è passato in otto anni dal 105 al 130 per cento. Si tratta di un aumento regolare, al quale è corrisposto un altrettanto importante aumento degli interessi sul debito, che oggi superano gli 80 miliardi di euro – per intenderci, più del doppio della spesa complessiva destinata all’istruzione.

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La Lezione della Grande Inflazione Tedesca

March 4th, 2014 by Leonardo

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Con questo post inizia una collaborazione con Santo Scarfone, già autore sul web in tema di economia austriaca. IHC avrà il privilegio di ospitarlo per continuare a diffondere i suoi lavori. Lo ringraziamo tutti per la considerazione che ci ha riconosciuto.

 

di Santo Scarfone

 

Il sistema dell’euro non è privo di pecche, ma ha un merito evidente. Prima della sua introduzione, i Governi erano soliti affrontare le crisi attraverso la svalutazione, ossia nel modo più semplice a loro conoscenza per non alzare le imposte e per non riconoscere le loro responsabilità. Con l’euro questo non è stato possibile e la politica ha dovuto, seppur implicitamente, fare un importante mea culpa per le folli politiche di spesa pubblica adottate dal secondo dopoguerra in poi. Con l’euro questo non è stato possibile perché la nascita della moneta unica europea ha risentito molto dell’influenza dell’amore per la stabilità monetaria della Germania. Un amore sbocciato tardivamente, dopo aver provato sulla propria pelle quali siano i reali effetti della svalutazione.

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