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Dopo il mio articolo del 10/2 u.s. sull’eurodebito (ri)proposto da Tremonti, sul Sole24Ore del 13/2 è apparsa una difesa appunto dell’eurodebito a firma del Presidente dell’ISAE Majocchi. Mi piace riprendere i vari punti qui esposti, un po’ per richiamare mie precedenti osservazioni e un po’ evidenziare, proprio attraverso alcune intuizioni di Majocchi, l’inutilità della soluzione Union Bond (vista la giusta osservazione in commento al mio precedente pezzo, non uso il termine Eurobond evitando così ambiguità nei termini).
Majocchi in più punti ricorda giustamente che alla base del progetto di un “debito comune europeo” deve per forza stare un progetto di “finanza comune europea”, o meglio di una finanza federale a livello UE, il cui fine fondamentale debba essere la gestione (finanziamento e realizzazione) di investimenti (chiaramente di natura infrastrutturale) di dimensione europea; allora prima inventiamoci questo ente, poi vedremo come farlo indebitare! Ma soprattutto lo strumento degli Union Bond sarebbe funzionale al superamento dei vincoli di bilancio (cioè indebitamento eccessivo e dubbi di solvibilità) di tutti quegli Stati che non si chiamano ad esempio Germania, sperando in quel meccanismo di “convergenza” verso i bassi livelli tedeschi che già si è visto per i tassi del mercato monetario con l’introduzione dell’euro, un argomento che avevo richiamato nel precedente articolo. Questo vincolo di bilancio appare chiaramente importante data la size attesa dell’emissione di Union Bond (1% del PIL europeo, come in quel Piano Delors del 1993).
Ancora si cerca di confutare che la Germania possa riceverne un qualche danno, anche se per la verità da una parte si parla dell’assenza di una “eccessiva penalizzazione” dei tedeschi costretti a mischiare la propria reputazione con quella di gentaccia come gli italiani (implicitamente però ammettendo che un qualche costo sia prevedibile), e da un’altra parte si vuol dar contro al Ministro delle Finanze tedesco che teme un maggior servizio del debito misurato in 3 miliardi di euro (su qualcosa come 1.500 miliardi di euro di debito pubblico questo vale 20 basis point). La cosa formidabile è definire “discutibile” la prospettiva che il mercato possa scontare nel prezzo degli Union Bond il “contributo negativo” di solvibilità di paesi come i PIGS… Come già nel precedente articolo, io voglio che qualcuno mi spieghi come chiunque possa più fidarsi di certi paesi che potendo godere dei minori tassi del mercato monetario implicati dall’unione monetaria non ne hanno approfittato per ridurre il proprio debito! Come è possibile che un mercato di soggetti sani di mente (prima ancora che “razionali”) possa non pesare il fatto che una certa, importante quota di un debito sia di competenza di soggetti fiscalmente inaffidabili per quanto “coperti solidalmente” da altri co-debitori? Tutto questo anche perché l’intervento in “solidarietà” di una Germania non può esser considerato “senza costo”, in quanto si tratterebbe sempre e comunque di risorse devolute a tappare un buco e non a realizzare un investimento proprio. E comunque pensare di ripetere il “miracolo” dell’euro sul monetario trascura il fatto che i tassi di interesse possono poi diversificarsi per area geografica o per controparte attraverso gli spread bancari, mentre questa “correzione” non è applicabile alle singole emissioni che “in toto” dovranno scontare la peggior reputazione media degli emittenti.
Decisamente “vergognoso” è insinuare che la soluzione Union Bond possa essere necessaria perché la Germania, il paese più “commercialmente aperto” della UE, non si avvantaggi impunemente delle politiche di rilancio degli altri paesi. L’idea di fondo è che se Irlanda Grecia Portogallo e Italia (ma proprio loro!) si indebitano per costruirsi infrastrutture al solo fine di sostenere il proprio PIL, automaticamente stimolano anche la propria domanda di importazioni, e quindi avvantaggiano più degli altri paesi la malvagia e opportunista Germania che speculando su questo export può astenersi da interventi a sostegno del proprio PIL. Ma allora mettiamo tutti i soldi in un mucchio, li dividiamo in parti uguali e buonanotte! Via, Majocchi, non possiamo ribaltare così le questioni! Se gli Union Bond sono un sistema per finanziare progetti di investimento “europei” non possono essere utilizzati come un sistema “risarcitorio” di esternalità indotte da interventi “nazionali” sull’economia. E allora dove sono i “risarcimenti” italiani per tutto l’export verso la Germania che la crescita di quest’ultima ha consentito negli ultimi anni? Perché l’Italia non “risarcisce” mezzo mondo per tutto il “made in Italy” esportato? Siamo sempre a ribaltare frittate (fatte di soldi degli altri, chiaramente) in nome di un qualche perverso concetto di “solidarietà” che diventa una “punizione al merito”.
Ma resta ancora la ciliegina: Majocchi cita lo studio della European Primary Dealers Association secondo cui gli Union Bond sono una concreta possibilità (di finanziarsi tutti a tassi tedeschi, sottinteso) purché vi siano “adeguati correttivi” (e questo per me significa che di per sé gli Union Bond non sono una garanzia di livellamento verso il basso dei tassi, cosa evidentemente sfuggita all’articolista). Un “adeguato correttivo” dovrebbe essere l’istituzione di un fondo, variamente contribuito dai “solidali emittenti europei”, a garanzia delle cedole degli Union Bond; in pratica si parla di metter già da parte i soldi necessari per pagare le cedole. Chiaramente con i soldi già depositati non c’è più rischio di insolvenza almeno per quelle particolari emissioni, e quindi il servizio del debito potrà livellarsi verso il basso per tutti gli emittenti… Ma allora che bisogno c’è di tutta l’impalcatura degli Union Bond, dell’eurodebito, e della fiscalità europea, per far pagare tassi più bassi ai soliti noti? Se c’è già a portata di mano la soluzione del “fondo di garanzia per le cedole”, che la solita gentaccia si ingegni da sola e dimostri così il concreto impegno a una nuova disciplina fiscale e finanziaria! Il punto è che i vari PIGS non possono fare una cosa del genere perché, semplicemente, non hanno i soldi; quel che si vuole è sfruttare come sempre i soldi degli altri che hanno saputo gestirsi meglio. Allora, se si va verso un’Eurodebito assistito da questo fondo di garanzia, gli Union Bond non hanno alcun senso in termini di europeicità degli investimenti e livellamento dei tassi, ma sono in realtà, come ho già detto, solo un modo di costruire una grande diligenza europea che i soliti maiali possano assaltare.
prometeo Says
meglio PIIGS
Feb 25th, 2009 at 7:44 pm
Leonardo, IHC Says
di là avevo proposto I-PIGS
un po’ come I-POD o come I CARE del weltrons
Feb 26th, 2009 at 8:48 am