<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress/2.0.5" -->
<rss version="2.0" 
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">
<channel>
	<title>Comments on: Austrismo Nostrano (e non) tra Utopia e Azione</title>
	<link>http://ideashaveconsequences.org/austrismo-nostrano-e-non-tra-utopia-e-azione/leo</link>
	<description>l'economia nel salotto della libertà</description>
	<pubDate>Fri, 18 May 2012 08:18:39 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.0.5</generator>

	<item>
		<title>by: gardel</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/austrismo-nostrano-e-non-tra-utopia-e-azione/leo#comment-32792</link>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 07:31:29 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/austrismo-nostrano-e-non-tra-utopia-e-azione/leo#comment-32792</guid>
					<description>5. Le società più libere e prospere sono quelle che hanno partorito, o comunque visto e assecondato, gli stati più imperialisti.

Riflessione degnissima di nota. Testiminierebbe a favore di una antropologia negativa. Una volontà di potenza. L'Impero attuale prende però il Viagra.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>5. Le società più libere e prospere sono quelle che hanno partorito, o comunque visto e assecondato, gli stati più imperialisti.</p>
<p>Riflessione degnissima di nota. Testiminierebbe a favore di una antropologia negativa. Una volontà di potenza. L&#8217;Impero attuale prende però il Viagra.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Prometeo</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/austrismo-nostrano-e-non-tra-utopia-e-azione/leo#comment-32686</link>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 20:57:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/austrismo-nostrano-e-non-tra-utopia-e-azione/leo#comment-32686</guid>
					<description>&lt;i&gt;[...]una marcata astensione e disaffezione, nel momento in cui prende coscenza e si esprime attivamente, diventa una azione politica e non un mero fatto politico[...]&lt;/i&gt;

Alle passate elezioni politiche italiane hanno votato circa l'80% degli elettori (che è circa lo 0.8*0.75=0.6 della popolazione).

Quanto è secondo te una marcata disaffezione?

Arrivare al 40% degli elettori lo sarebbe?

Nelle democrazie "mature" raramente vota più del 40% degli aventi diritto.  Il che, in aggiunta al fatto che nelle "democrazie mature" gli unici due schieramenti presenti raccolgono rispettivamente il 51% ed il 49% (circa), fa governare un paese con il 20% degli aventi diritto... che fa circa il 15% della popolazione di quella "democrazia matura"... il che dovrebbe aprire del tutto gli occhi su fatto che... chi vuole governare non deve affatto preoccuparsi di quel 15%... ma assai di più di come "narcotizzare" il restante 85%!

E se davvero ci fosse questa marcata disaffezione ed anche l'Italia diventasse finalmente una democrazia matura?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><i>[&#8230;]una marcata astensione e disaffezione, nel momento in cui prende coscenza e si esprime attivamente, diventa una azione politica e non un mero fatto politico[&#8230;]</i></p>
<p>Alle passate elezioni politiche italiane hanno votato circa l&#8217;80% degli elettori (che è circa lo 0.8*0.75=0.6 della popolazione).</p>
<p>Quanto è secondo te una marcata disaffezione?</p>
<p>Arrivare al 40% degli elettori lo sarebbe?</p>
<p>Nelle democrazie &#8220;mature&#8221; raramente vota più del 40% degli aventi diritto.  Il che, in aggiunta al fatto che nelle &#8220;democrazie mature&#8221; gli unici due schieramenti presenti raccolgono rispettivamente il 51% ed il 49% (circa), fa governare un paese con il 20% degli aventi diritto&#8230; che fa circa il 15% della popolazione di quella &#8220;democrazia matura&#8221;&#8230; il che dovrebbe aprire del tutto gli occhi su fatto che&#8230; chi vuole governare non deve affatto preoccuparsi di quel 15%&#8230; ma assai di più di come &#8220;narcotizzare&#8221; il restante 85%!</p>
<p>E se davvero ci fosse questa marcata disaffezione ed anche l&#8217;Italia diventasse finalmente una democrazia matura?
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Silvano</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/austrismo-nostrano-e-non-tra-utopia-e-azione/leo#comment-32683</link>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 19:55:43 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/austrismo-nostrano-e-non-tra-utopia-e-azione/leo#comment-32683</guid>
					<description>Oddio, in effetti nelle universita' italiane pullula un onanismo mentale da accecare qualsiasi austriaco... Credo che praticamenti tutti abbiano conosciuto l'economia austriaca per i fatti loro.
Pero' anche abbandonare il campo per principio non mi convince. Cosi' come per la azione politica. E' da intendere in senso lato il termine, non a quello limitato dei meccanismi formali e sostanziali della amministrazione del potere. Ad ex. una marcata astensione e disaffezione, nel momento in cui prende coscenza e si esprime attivamente, diventa una azione politica e non un mero fatto politico.
Chiamalo pure austrismo di lotta e di governo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oddio, in effetti nelle universita&#8217; italiane pullula un onanismo mentale da accecare qualsiasi austriaco&#8230; Credo che praticamenti tutti abbiano conosciuto l&#8217;economia austriaca per i fatti loro.<br />
Pero&#8217; anche abbandonare il campo per principio non mi convince. Cosi&#8217; come per la azione politica. E&#8217; da intendere in senso lato il termine, non a quello limitato dei meccanismi formali e sostanziali della amministrazione del potere. Ad ex. una marcata astensione e disaffezione, nel momento in cui prende coscenza e si esprime attivamente, diventa una azione politica e non un mero fatto politico.<br />
Chiamalo pure austrismo di lotta e di governo&#8230;
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Prometeo</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/austrismo-nostrano-e-non-tra-utopia-e-azione/leo#comment-32630</link>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 19:17:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/austrismo-nostrano-e-non-tra-utopia-e-azione/leo#comment-32630</guid>
					<description>Congratulazioni!

ottimo pezzo, concordo quasi su tutto.

Soprattutto sul fatto di smetterla di masturbarsi con la "fase destruens" ed iniziare almeno a pensare ad un "fase construens".

Su due punti non sono daccordo.

1) più distante rimane il pensiero dalle Università del Leviatano, più possibilità esso avrà di sopravvivere. Le Università, anche non italiane, per la stragrandissima parte sono dei buchi del lavandino per la cultura. Sono un luogo dove la creatività, la libertà e la cultura scopaiono in un buco nero senza ritorno.

2) analogamente, non è la Politica la via per l'azione. Più indipendente dal secchio di vermi della Politica, saprà il pensiero austriaco diffondersi, tanto maggiori possibilità esso avrà. E' inutile continuare ad illudersi di vivere in democrazia, pertanto è inutile continuare a sperare nella politica.

Non credo nemmeno io nella possibilità di una società anarco-libertaria, ma sulla possibilità di lavorare per il ristabilitimento di un "contatto con il sè" che il Potere costantemente lavora per impedire.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Congratulazioni!</p>
<p>ottimo pezzo, concordo quasi su tutto.</p>
<p>Soprattutto sul fatto di smetterla di masturbarsi con la &#8220;fase destruens&#8221; ed iniziare almeno a pensare ad un &#8220;fase construens&#8221;.</p>
<p>Su due punti non sono daccordo.</p>
<p>1) più distante rimane il pensiero dalle Università del Leviatano, più possibilità esso avrà di sopravvivere. Le Università, anche non italiane, per la stragrandissima parte sono dei buchi del lavandino per la cultura. Sono un luogo dove la creatività, la libertà e la cultura scopaiono in un buco nero senza ritorno.</p>
<p>2) analogamente, non è la Politica la via per l&#8217;azione. Più indipendente dal secchio di vermi della Politica, saprà il pensiero austriaco diffondersi, tanto maggiori possibilità esso avrà. E&#8217; inutile continuare ad illudersi di vivere in democrazia, pertanto è inutile continuare a sperare nella politica.</p>
<p>Non credo nemmeno io nella possibilità di una società anarco-libertaria, ma sulla possibilità di lavorare per il ristabilitimento di un &#8220;contatto con il sè&#8221; che il Potere costantemente lavora per impedire.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Silvano</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/austrismo-nostrano-e-non-tra-utopia-e-azione/leo#comment-32591</link>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 22:18:38 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/austrismo-nostrano-e-non-tra-utopia-e-azione/leo#comment-32591</guid>
					<description>Esatto, è necessario diffondere la cultura austriaca e avere un approccio politico pragmatico. Il fatto che non ci piaccia il governo non è sufficiente a non farlo esistere.
Per quanto degradante sia il panorama politico italiano, questo non toglie che vi siano in ambo gli schieramenti persone con maggiori sensibilità in fatto di idee liberali. Per quanto diffusa sia l'omologazione culturale, è necessario fare un maggior lobbing a favore delle idee liberali. Bisogna "allargare il salotto" ma anche riuscire a pisciare un po' nel giardino degli altri. E per questo, come prima e semplice cosa io dico che è necessario evitare di cascare in forme di autocommiserazione.

'night.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Esatto, è necessario diffondere la cultura austriaca e avere un approccio politico pragmatico. Il fatto che non ci piaccia il governo non è sufficiente a non farlo esistere.<br />
Per quanto degradante sia il panorama politico italiano, questo non toglie che vi siano in ambo gli schieramenti persone con maggiori sensibilità in fatto di idee liberali. Per quanto diffusa sia l&#8217;omologazione culturale, è necessario fare un maggior lobbing a favore delle idee liberali. Bisogna &#8220;allargare il salotto&#8221; ma anche riuscire a pisciare un po&#8217; nel giardino degli altri. E per questo, come prima e semplice cosa io dico che è necessario evitare di cascare in forme di autocommiserazione.</p>
<p>&#8216;night.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Antonio</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/austrismo-nostrano-e-non-tra-utopia-e-azione/leo#comment-32582</link>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 18:45:19 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/austrismo-nostrano-e-non-tra-utopia-e-azione/leo#comment-32582</guid>
					<description>Non sono un economista, ne un umanista, sono un ingegnere ex manager ex new economy che ad un certo punto della vita ha voluto capire il "vero" perche´della crisi
La mia ricerca e´iniziata quasi un anno fa, senza preconcetti, senza teorie economiche precostituite, conoscevo solo i luoghi comuni di Adam Smith e Keynes ed ovviamente non avevo mai sentito parlare di Mises e della Teoria Austriaca
E´inutile dirvi che la mia lunga e faticosa ricerca, seguendo lunghi e tortuosi percorsi e´finita su mises.org!
E´stata una scoperta meravigliosa, che cambia la vita...a mio avviso e´necessario divulgare con parole semplici e comprenisbili le basi della teoria austriaca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono un economista, ne un umanista, sono un ingegnere ex manager ex new economy che ad un certo punto della vita ha voluto capire il &#8220;vero&#8221; perche´della crisi<br />
La mia ricerca e´iniziata quasi un anno fa, senza preconcetti, senza teorie economiche precostituite, conoscevo solo i luoghi comuni di Adam Smith e Keynes ed ovviamente non avevo mai sentito parlare di Mises e della Teoria Austriaca<br />
E´inutile dirvi che la mia lunga e faticosa ricerca, seguendo lunghi e tortuosi percorsi e´finita su mises.org!<br />
E´stata una scoperta meravigliosa, che cambia la vita&#8230;a mio avviso e´necessario divulgare con parole semplici e comprenisbili le basi della teoria austriaca
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Silvano</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/austrismo-nostrano-e-non-tra-utopia-e-azione/leo#comment-32575</link>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 14:08:32 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/austrismo-nostrano-e-non-tra-utopia-e-azione/leo#comment-32575</guid>
					<description>Cinque punti e poi cerco di rispondere al primo intervento sulla scuola austriaca in Italia.

1. Non ritengo attuabile una società totalmente anarco libertaria.
2. Credo che sia più ragionevole ed urgente l'obiettivo di una riduzione dell'ingerenza statale e per quanto difficoltoso, il raggiungimento di uno stato "leggero" mi sembra un target per il quale valga la pena spendere qualcosa.
3. Lo stato "leggero" non implica necessariamente la democrazia.
4. Un collasso dell'entità statale non è necessariamente un evento piacevole per chi ci vive e preferisco una repubblica delle banane ad un collapsed o failed state (ex. la Yugoslavia anni '90, la Russia di Eltsin, la Somalia, ed altri ancora).
5. Le società più libere e prospere sono quelle che hanno partorito, o comunque visto e assecondato, gli stati più imperialisti. Ciò è facilmente spiegabile: i governi di tali società dispongono di una "base imponibile" di capitali, mezzi tecnici e uomini superiore ed hanno quindi un notevole vantaggio comparato nell'iniziativa bellica. Viceversa ad ex. gli stati socialisti difficilmente possono permettersi interventi militari rilevanti e sforzi bellici che non siano piccole guerre regionali tra di loro. Ed infatti gli stati più espansionisti negli ultimi due secoli sono stati la Gran Bretagna e gli Usa. Come trattenere l'ingordigia che può derivare dalla propria prosperità ? E' un paradosso spinoso dalla difficile risoluzione, ma sotto il profilo politico non è marginale.

In Italia non esiste nessuna scuola - né austrica, né monetarista e nemmmeno marxista. Ultimamente, è un po' che importiamo tutto. Al massimo partoriamo qualche bella testa ogni dieci anni. Ciò premesso, per ambito accademico intendevo un qualcosa di più ampio della mera università statale. Il numero di traduzioni e pubblicazioni è in aumento; oggi è possibile leggere anche articoli su giornali mainstream che fanno riferimento o comunque hanno una certa sintonia con l'economia austriaca. Spesso sono da cercare con il lumicino, ma fino a pochi anni fa neanche con quello li trovavi !
Io invece queste bizzeffe di giuristi e filosofi non le vedo. In ogni caso direi che sono poco coordinati tra di loro, perché:
 - in politica, ognuno usa la parola libertà un po' come gli pare;
 - nella filosofia del diritto e nella prassi giuridica la situazione mi sembra un po' sclerotizzata;
in questi ambiti credo che per ottenere anche dei piccoli risultati sia necessario uno sforzo ancora maggiore, rispetto a quello accademico - economico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque punti e poi cerco di rispondere al primo intervento sulla scuola austriaca in Italia.</p>
<p>1. Non ritengo attuabile una società totalmente anarco libertaria.<br />
2. Credo che sia più ragionevole ed urgente l&#8217;obiettivo di una riduzione dell&#8217;ingerenza statale e per quanto difficoltoso, il raggiungimento di uno stato &#8220;leggero&#8221; mi sembra un target per il quale valga la pena spendere qualcosa.<br />
3. Lo stato &#8220;leggero&#8221; non implica necessariamente la democrazia.<br />
4. Un collasso dell&#8217;entità statale non è necessariamente un evento piacevole per chi ci vive e preferisco una repubblica delle banane ad un collapsed o failed state (ex. la Yugoslavia anni &#8216;90, la Russia di Eltsin, la Somalia, ed altri ancora).<br />
5. Le società più libere e prospere sono quelle che hanno partorito, o comunque visto e assecondato, gli stati più imperialisti. Ciò è facilmente spiegabile: i governi di tali società dispongono di una &#8220;base imponibile&#8221; di capitali, mezzi tecnici e uomini superiore ed hanno quindi un notevole vantaggio comparato nell&#8217;iniziativa bellica. Viceversa ad ex. gli stati socialisti difficilmente possono permettersi interventi militari rilevanti e sforzi bellici che non siano piccole guerre regionali tra di loro. Ed infatti gli stati più espansionisti negli ultimi due secoli sono stati la Gran Bretagna e gli Usa. Come trattenere l&#8217;ingordigia che può derivare dalla propria prosperità ? E&#8217; un paradosso spinoso dalla difficile risoluzione, ma sotto il profilo politico non è marginale.</p>
<p>In Italia non esiste nessuna scuola - né austrica, né monetarista e nemmmeno marxista. Ultimamente, è un po&#8217; che importiamo tutto. Al massimo partoriamo qualche bella testa ogni dieci anni. Ciò premesso, per ambito accademico intendevo un qualcosa di più ampio della mera università statale. Il numero di traduzioni e pubblicazioni è in aumento; oggi è possibile leggere anche articoli su giornali mainstream che fanno riferimento o comunque hanno una certa sintonia con l&#8217;economia austriaca. Spesso sono da cercare con il lumicino, ma fino a pochi anni fa neanche con quello li trovavi !<br />
Io invece queste bizzeffe di giuristi e filosofi non le vedo. In ogni caso direi che sono poco coordinati tra di loro, perché:<br />
 - in politica, ognuno usa la parola libertà un po&#8217; come gli pare;<br />
 - nella filosofia del diritto e nella prassi giuridica la situazione mi sembra un po&#8217; sclerotizzata;<br />
in questi ambiti credo che per ottenere anche dei piccoli risultati sia necessario uno sforzo ancora maggiore, rispetto a quello accademico - economico.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Leonardo, IHC</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/austrismo-nostrano-e-non-tra-utopia-e-azione/leo#comment-32572</link>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 13:26:14 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/austrismo-nostrano-e-non-tra-utopia-e-azione/leo#comment-32572</guid>
					<description>A parte quello che dirà quel malvagio di LF, Friedman non c'entra niente con l'attuale situazione. grrrrrrrrr</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A parte quello che dirà quel malvagio di LF, Friedman non c&#8217;entra niente con l&#8217;attuale situazione. grrrrrrrrr
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Silvano</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/austrismo-nostrano-e-non-tra-utopia-e-azione/leo#comment-32571</link>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 13:02:22 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/austrismo-nostrano-e-non-tra-utopia-e-azione/leo#comment-32571</guid>
					<description>L' autore si è alzato dal letto.. e ringrazia sia il sito IHC che i lettori (non ripeto quanto già sintetizzato da Leonardo in quanto conincide con quanto penso).
Allora il pezzo si muove partendo da due premesse. Una è che condivido molte analisi dell'elitismo circa le organizzazioni sociali. Brevemente: non vi sono sostanziali differenze tra le forme di governo, il potere è semplicemente esercitato da delle elites che si succedono nel tempo ("la storia è il cimitero delle elites"), la complessità implica volente o nolente una qualche forma di organizzazione, l'organizzazione volontaria o meno, tende comunque a concentrare il potere nelle mani di un numero limitato di soggetti,  eccetera, eccetera. La seconda è che la dottrina austriaca finora non ha riportato significativi risultati politici, inclusi i paesi teoricamente più "affini" al movimento libertario (in fondo la cd "rivoluzione conservatrice" si è integralmente basata sul monetarismo di Friedman e se siamo dove siamo, a galleggiare di bolla in bolla è anche grazie a loro). Oltretutto, in paesi come il nostro, l'economia austriaca fatica ad entrare persino dalla finestra. 
Mi sembra allora giusto chiedersi il perché di ciò, con provocazioni e autocritiche, e se si può fare di più sul piano pratico (il che porta inevitabilmente a dei compromessi). Altrimenti il rischio è quello di venire identificati come delle cassandre che propongono un far west all'amatriciana - e non è un rischio tanto remoto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217; autore si è alzato dal letto.. e ringrazia sia il sito IHC che i lettori (non ripeto quanto già sintetizzato da Leonardo in quanto conincide con quanto penso).<br />
Allora il pezzo si muove partendo da due premesse. Una è che condivido molte analisi dell&#8217;elitismo circa le organizzazioni sociali. Brevemente: non vi sono sostanziali differenze tra le forme di governo, il potere è semplicemente esercitato da delle elites che si succedono nel tempo (&#8221;la storia è il cimitero delle elites&#8221;), la complessità implica volente o nolente una qualche forma di organizzazione, l&#8217;organizzazione volontaria o meno, tende comunque a concentrare il potere nelle mani di un numero limitato di soggetti,  eccetera, eccetera. La seconda è che la dottrina austriaca finora non ha riportato significativi risultati politici, inclusi i paesi teoricamente più &#8220;affini&#8221; al movimento libertario (in fondo la cd &#8220;rivoluzione conservatrice&#8221; si è integralmente basata sul monetarismo di Friedman e se siamo dove siamo, a galleggiare di bolla in bolla è anche grazie a loro). Oltretutto, in paesi come il nostro, l&#8217;economia austriaca fatica ad entrare persino dalla finestra.<br />
Mi sembra allora giusto chiedersi il perché di ciò, con provocazioni e autocritiche, e se si può fare di più sul piano pratico (il che porta inevitabilmente a dei compromessi). Altrimenti il rischio è quello di venire identificati come delle cassandre che propongono un far west all&#8217;amatriciana - e non è un rischio tanto remoto.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Leonardo, IHC</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/austrismo-nostrano-e-non-tra-utopia-e-azione/leo#comment-32567</link>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 10:47:32 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/austrismo-nostrano-e-non-tra-utopia-e-azione/leo#comment-32567</guid>
					<description>Io rispondo per me, non per l'autore, che prima o poi si alzerà dal letto e vi risponderà, spero...

Sì, essenzialmente i Governi riflettono il popolo che guidano, quindi per sperare che cambi "il mondo" deve cambiare la coscienza della massa, o almeno di una parte significativa della massa. Per farlo occorre però poter guadagnare un confronto sul comune piano politico, ma l'impostazione avuta finora dall'austrismo non ha certo permesso questo. Dall'ingresso di una "testa di ponte" liberale in politica si può poi sperare un ritiro dello stato da una qualche area, poi forse un'altro... e così via.

Ma il punto resta sempre quello: il Governo è quello che la gente si sceglie, nel bene e nel male, perché la riflette. La proposta politica vale a far conoscere il punto di vista austriaco, poi sarà la gente a decidere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io rispondo per me, non per l&#8217;autore, che prima o poi si alzerà dal letto e vi risponderà, spero&#8230;</p>
<p>Sì, essenzialmente i Governi riflettono il popolo che guidano, quindi per sperare che cambi &#8220;il mondo&#8221; deve cambiare la coscienza della massa, o almeno di una parte significativa della massa. Per farlo occorre però poter guadagnare un confronto sul comune piano politico, ma l&#8217;impostazione avuta finora dall&#8217;austrismo non ha certo permesso questo. Dall&#8217;ingresso di una &#8220;testa di ponte&#8221; liberale in politica si può poi sperare un ritiro dello stato da una qualche area, poi forse un&#8217;altro&#8230; e così via.</p>
<p>Ma il punto resta sempre quello: il Governo è quello che la gente si sceglie, nel bene e nel male, perché la riflette. La proposta politica vale a far conoscere il punto di vista austriaco, poi sarà la gente a decidere.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
</channel>
</rss>

