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BCE: Perversione Strutturata

June 23rd, 2008 by Leonardo

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di Leonardo, IHC
 
Con il termine Asset Backed Security (ABS) si considera tutta quella famiglia di prodotti finanziari (Security) strutturati, essenzialmente nella forma di una obbligazione, agganciati o sostenuti (Backed) in termini di garanzia o rendimento ad un qualsiasi oggetto finanziario di investimento (Asset). In questa grande famiglia spiccano le cartolarizzazioni (magari di mutui subprime) e tutte quelle amenità che, si dice, le banche abbiano forse pure fraudolentemente emesso per monetizzare parti problematiche del proprio attivo rifilando ad altri la gestione (e i costi) di tal mucchio di letame.
 
Molti hanno imputato l’attuale crisi di liquidità, deflagrata con le insolvenze di parte di questo letamaio, alla spregiudicatezza e all’avidità insite nel capitalismo che ha plasmato la finanza mondiale. Dalla mia e (per fortuna sempre più) altre campane si è voluto sottolineare che il problema è invece insito nella politica creditizia statale attuata attraverso le Banche Centrali. Ma un’intuizione riportata dall’Economist del 14/06/08 apre uno scenario pure peggiore: la BCE è il mandante della creazione degli ABS!

 
Attingendo un po’ alle dinamiche misesiane, si può dire che la possibilità di creare credito ad libitum da parte di una Banca Centrale sia l’origine di (quasi) ogni male; nel caso in specie fornisce la materia prima (appunto il credito) da elaborare in ABS di varia astrusità, e al contempo ne determina la fragilità, in quanto materia prima non derivante da ricchezza reale (pertanto: circulation credit) e quindi fonte di allocazioni sub-ottimali di capitale (malinvestment).
I Governi come al solito turbano l’ordine del mercato, e per metterci una pezza aggiungono danno su danno. Dopo aver slegato il credito dalla produzione e dal risparmio attribuendo così al credito un valore politico (e quindi arbitrario), i Governi hanno deciso di vincolare la capacità di credito degli intermediari bancari alle risorse “proprie o quasi” degli istituti (il “capitale di vigilanza”, dato da mezzi propri e debiti variamente subordinati in termini di rimborsabilità e remunerazione), che a loro volta devono essere commisurate alla qualità del proprio attivo di bilancio (più crediti problematici si hanno, maggiore è la parte di “capitale di vigilanza” da destinare a loro “copertura”, in ossequio al principio di prudenza). Come dire: faccio diventare la Banca Centrale una cornucopia del credito, però vieto per legge che ci si attinga oltre una proporzione stabilita per legge nel rispetto di un parametro di natura contabile (cioè legale).
Fatta la legge… si trova come nascondere il marcio del bilancio (a norma di legge)rendendo eccedenti le risorse “proprie o quasi” e quindi giustificando (legalmente) la creazione di ulteriore circulation credit, che però è origine di malivestment, e via da capo tutta la storia.
 
Insomma, nella perversione di una “moderata illimitatezza del credito circolante a prezzo politico” stanno certamente forti stimoli all’inventiva ingegneristico-finanziaria magari non disgiunta da una dose di spregiudicatezza dei mezzi impiegati. Ma il peggio, forse, non era ancora stato detto.
Il peggio è pensare che una Banca Centrale si possa rendere disponibile a ricevere qualsiasi titolo finanziario, dal più innocente BOT al più astruso ABS collateralizzato al più indebitato mani-bucate dell’ultima montagna del Nebraska, come garanzia per la concessione di credito nuovo di zecca a prezzo politico. Vi immaginate cosa potrebbe accadere? Fiumi di letame-ABS impacchettato alla prima occasione, da rifilare alla Banca Centrale in cambio di credito da far circolare, che si tradurrà sì in investimenti e crescita economica ma pure in assurdità incompletabili o spese scriteriate e insostenibili, quindi in nuovo letame da reimpacchettare nell’ultimo grido degli ABS e che potrà venir rifilato alla prodiga Banca Centrale, che felicemente lo “convertirà” in ulteriore nuovo credito, e via da capo. Se non è uno schema di Ponzi questo… Un incubo per chi, come l’associazione Usemlab, da anni insegna e predica a favore di una moneta “sana” e contro l’attuale “inflazionomia”.
La Federal Reserve e la Bank of England pare abbiano reso questo incubo reale quando hanno ampliato la gamma di titoli accettabili come collateral per il proprio credito, fino a comprendere robaccia di oscuro valore come i Residential Mortgage Backed Security (RMBS, derivati su mutui residenziali), pur di creare nuovi canali per inondare di credito le banche e contrastare l’ultima crisi di liquidità. Ma la BCE era già “avanti”, la BCE da sempre accetta la più ampia gamma di collateral per le sue operazioni, compresi i più famigerati ABS. Giustamente l’Economist intitola il pezzo in cui ricorda questo fatto “Litterbin of last resort” (Cestino di ultima istanza). ). Il raccapriccio sopra immaginato è in realtà storia attuale.
 
Ma se è così, la storia recente assume sfumature più sinistre e si spiega qualche “paradosso” che qua e là la stampa ha evidenziato.
L’impressione qui riportata già da tempi non sospetti (si veda la serie “Draghi Dixit”, antecedente al fenomeno “subprime”) che le pose di intransigenza della BCE sui tassi “cozzassero” con l’andamento degli aggregati monetari (le semplici elaborazioni di aggregati “austrieggianti” Ma Ma2 e Ma3 segnalavano una politica quantitativa decisamente espansiva) era allora fondata. Ma questo significa pure che, come concluso per altra via qui, la fermezza di Trichet è (stata?) solo apparente, nascondendo appunto una stance espansionista: il Refi si è potuto inchiodare al 4% perché le spinte al rialzo di questi prodromi di downturn sono state annegate nella creazione di moneta dalla BCE.
Ma c’è di più. La stampa ha spesso sottolineato la curiosità del fatto che la crisi di liquidità paresse colpire forse più l’Europa che gli USA, sebbene il problema sembri esser nato su mutui americani, e che le svalutazioni delle banche europee (in particolare tedesche) fossero particolarmente elevate. Se ora si pensa a quale meccanismo perverso di riciclo continuo ed espansione di circulation credit la politica di una BCE aperta a qualsiasi collateral possa generare, questo disastro europeo appare direi “naturale”.
 
Se è così, la BCE ha ben idea del potenziale inflazionistico in circolazione e non potrà più tenere fermo il Refi, e l’euribor potrà solo salire come ha fatto nell’ultimo mese, perché il circulation credit non crea sviluppo, bensì indebolisce l’economia e porta dissesti finanziari, e questo renderà il mercato interbancario ancora più vischioso e assetato.
Magari è visto più nel dettaglio, ma questo è il solito Business Cycle al lavoro.

10 Responses to “BCE: Perversione Strutturata”

  1. 1

    prometeo Says

    Complimenti, pezzo interessantissimo!

    Dicevo in un commento dispero nel caso di giornalettismo.com ad un post di LF che secondo me il problema in Europa è molto meno grave, per ora.

    Ma devo essermi sbagliato…

    La porzione non nominale degli investimenti in una certa valuta è oramai un guazzabuglio insondabile.

    E’ molto interessante sapere che la BCE ha sempre accettato qualsiasi collateral, ma questo secondo me mostra qual’è “l’impalcatura” del business cycle e quali sono gli attori…ma soprattutto che il soggetto in grado di controllarlo è uno solo.

    Ho già citato varie volte l’esempio del salvataggio di BearStern (ma tra poco vedremo lo stesso per LehmanBros, UBS e altre…)Cioè l’investement bank che ex-lege può ricevere dalla BC credito puramente fiat per effettuare il salvataggio, cioè l’istituto garante entra in possesso di asset pagandoli con soldi non suoi e sottocosto con il doppio guadangno di rientrare anche in possesso dei prodotti cui forniva garanzia.

    L’ente che controlla la porzione di credito fiat dalla porzione di credito asset, garantisce asset con fiat.

    Il limite del gioco delle BC è la capacità di coperire il leverage col fiat(la BCE ha ben idea del potenziale inflazionistico in circolazione?).

    Ed il gioco funzionerà finchè il leverage rimane minore del fiat?

  2. 2

    Leonardo Says

    Carissimo… staremo a vedere, tempus frangit

  3. 3

    Bianca Says

    Molto interessante! Leggo solo oggi, dopo l’aumento dei tassi della BCE. Se ho capito bene, forse si spiega perchè, nonostante appaia chiaro che ci troviamo in stagflazione,Trichet e la sua banda abbiano sacrificato la crescita economica e le teste dei cittadini agli interessi politico finanziari.
    Dico una sciocchezza?
    Bianca
    PS.http://it.wikipedia.org/wiki/Stagflazione

  4. 4

    Leonardo Says

    Salve Bianca,

    perdonami ma non ho capito il senso del tuo commento. Comunque potrei dirti che dal punto di vista degli enti statali, lo stimolare “oltremodo” la finanza (intendo, la creazione di credito, fornendo materia prima per l’indebitamento e quindi per il consumo) è un modo per stimolare la crescita economica secondo l’equazione “più domanda = più PIL”. Il subdolo lassismo della BCE assieme a quello evidente della Fed sono la conseguenza di questo pensiero.
    Chiaramente dal mio punto di vista “liberista” che non crede a Keynes, è solo un’illusione e il risultato sarà una recessione, altro che crescita del PIL.

    Ma se vuoi rispiegare meglio la tua visuale, sono qui.

  5. 5

    Bianca Says

    Grazie!Sei molto paziente, ma non voglio tediarti tentando di razionalizzare quella che è solo una rozza impressione.
    Però la tua conclusione supporta pienamente la mia opinione. Purtroppo.
    D’ora in poi ti seguirò di più, magari riuscirò a chiarirmi meglio le idee.
    Bianca

  6. 6

    Leonardo, Ihc Says

    Non ti peritare, chiedi: metti alla prova quel che penso di sapere, e magari mi dai pure idee per altri pezzi. Dobbiamo essere curiosi.

  7. 7

    Leonardo Says

    Di oggi la notizia che la BCE vuole “restringere” un pochino i criteri di accettazione dei titoli come collateral, per “paura” che qualche banca possa averne “approfittato” per “riciclare” cartaccia.

    Ma va’?

  1. 1

    Disastro economico « Caspiandepression’s Weblog

    […] ps. http://ideashaveconsequences.org/bce-perversione-strutturata/leo#more-205 […]

  2. 2

    Crisi, un anno dopo: erano solo Sub-prime? : Giornalettismo

    […] Certamente la distruzione di liquidità bancaria per un settore in difficoltà diventa scarsità di capitale anche su altri settori, creando quindi fenomeni di “contagio” moltiplicati dalla “leva” della riserva frazionale bancaria; ma il sistema è stato generosamente oliato dalle Banche Centrali, che hanno pure assorbito parte dei titoli strutturati più puzzolenti (qui uno spunto di riflessione), e comunque il mercato originale della crisi era “marginale”.  […]

  3. 3

    Norberg e il Capitalismo della Crisi at Ideas Have Consequences

    […] È interessante trovare una qualche assonanza tra i perversi incentivi dati dai regolatori sulle pratiche di finanza strutturata evidenziati da Norberg, e ciò che IHC ha proposto già nel giugno 2008 discutendo proprio dell’attività di liquidazione degli ABS da parte di varie Banche Centrali,[…]

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