Archive for the 'Economia' Category

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Attenzione, questo pezzo è volutamente paradossale e provocatorio e non dà del "keynesiano" a nessun sincero "austriaco" neppure del tipo più ortodosso-integralista (nel senso della riserva intera); è appunto solo un paradosso per parlare della tesaurizzazione e della volontà individuale.
di Leonardo, IHC
Torno sulla riserva frazionaria. Forse è un po’ noioso il mio difendere qualcosa di tanto vituperato dall’ortodossia austriaca, anche perché realisticamente nessun Governo – correttamente o meno – imporrà mai una riserva 100% sui depositi, e quindi la controversia in cui mi lancio appare molto “scolastica” e poco pratica. In realtà ritengo che l’argomento sia importante per la comprensione delle nostre economie monetarie ed abbia rilevanti implicazioni anche riguardo il metodo di indagine nonché sulla nostra capacità di trattare da una parte i “fatti” e dall’altra i “giudizi” di opportunità.
La riflessione che mi preme oggi tocca un punto essenziale per la validità delle teorie keynesiane: la tesaurizzazione.
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di Leonardo, IHC
Ho già parlato di Rawls e della sua soluzione Neocontrattualista (qui), ed ho fatto cenno ad uno scampolo di Teoria dei Giochi come forma possibile di trattamento del suo egualitarismo.
Per puro amore della forma (vezzo che mi rende inviso a moltissimi austro-ortodossi) provo a dare un trattamento matematico-formale a tutta questa faccenda.
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di Leonardo, IHC
Dal Prof. Sollazzo abbiamo ricevuto una buona lezione sul neocontrattualismo di Rawls, ma ancora di più sulla concezione – di quest’ultimo – della giustizia e equità, e sul metodo logico che porta a tali conclusioni.
Ci sono alcuni punti del pensiero di Rawls – non tanto di Sollazzo – che meritano una particolare riflessione. È curioso che alcune critiche che mi sovvengono siano, come schema logico, le stesse che ho già rivolto ai Gold bug in un contesto chiaramente del tutto diverso.
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Questo articolo è gentilmente concesso dal prof. Sollazzo, ed è stato pubblicato il 18/01/2010 sul sito CriticaMente. L’articolo sarà oggetto di ulteriori riflessioni su IHC.
di Federico Sollazzo
Se il movimento di riabilitazione della filosofia pratica si può considerare, in senso lato, come un tentativo di (ri)connessione della dimensione etica con quella politica (che nella modernità si sono sempre più palesemente allontanate l’una dall’altra), allora anche la riflessione neocontrattualista può essere collocata all’interno di tale movimento(1).
Ora, il metodo del contrattualismo è stato, in epoca contemporanea, ripensato da Rawls come strumento di giustizia sociale che, a sua volta, viene dal pensatore statunitense considerata come il possibile trait d’union fra la sfera dell’etica e quella della politica(2).
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di Leonardo, IHC
Il libro di Mutti “Finanza sregolata?”, già richiamato qui e qui, riporta alcune considerazioni sugli andamenti ciclici dei mercati finanziari e sugli associati – o semplicemente coincidenti – cicli di regolamentazione/deregolamentazione, riconducendo almeno in parte questa dinamica ad un processo di espansione/limitazione di comportamenti opportunistici con il conseguente riflesso sul grado di fiducia diffuso nel mercato. L’idea mi pare interessante perché in qualche modo riprende l’intuizione del dott. Monsurrò in merito ai cicli del rischio come componente se non “motore” dei cicli economici (questo però sempre all’interno dell’approccio Misesiano per cui i cicli economici discendono da fattori monetari), di cui qualche “assaggio” qui e qui.
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di Matteo Corsini
"Anche la Fed ha chiaro che se la formazione dei tassi fosse lasciata solo al mercato o agli operatori finanziari, il credito diverrebbe scarsamente accessibile e il debito insostenibile. Il deficit spending federale rimedia comunque al pericolo che la liquidità immessa dalla Fed nel sistema resti inutilizzata, come pure è successo. Anche in tal caso, le esigenze dell’economia reale e la stabilità delle finanze federali prevalgono sulle astratte teorie monetarie e sul primato del mercato". (G. Salerno Aletta)
Dopo aver trascorso gli ultimi mesi a elaborare piani per investimenti forzosi da imporre agli italiani per ridurre lo stock di debito pubblico, Guido Salerno Aletta bacchetta l’Europa per il suo rigorismo fiscale e monetario (sic!).
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di Leonardo, IHC
Il Cobden Center offre giornalmente nel suo sito articoli di teoria economica e narrativa austriache dell’attualità. Interessante è il post “What is the correct size and proper function of the state?” di Schlichter, che riesce molto brevemente a spiegare le ragioni della miniarchia di stampo liberale classico contro il “big state” occidentale dei nostri tempi.
L’articolo però si spinge oltre, fino a sostenere che anche la dimensione miniarchica è inefficiente, per cui resta la sola possibilità dell’anarco-capitalismo. Posizione suggestiva (a quale sincero liberale non piacerebbe?), ma debolmente sostenuta e di scarsa utilità pratica.
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di Leonardo, IHC
Sempre per la serie “bruciata una strega, se ne cerca un’altra” oggi farei due parole sul Target2, il sistema dei pagamenti tra paesi europei gestito dal SEBC (Sistema Europeo delle Banche Centrali, cioè BCE e tutte le altre NCB o Banche Centrali Nazionali della UEM). Abbiamo in giro dei genî che, non paghi delle cacce alle streghe speculative degli ultimi anni, hanno cominciato a prendersela con gli squilibri commerciali infra-euro quali cause della crisi (qui il nostro ultimo commento); piano piano la critica si sta spostando dalle bilance commerciali al Target2 come, a sua volta, causa di questi squilibri.
Ma cosa è il Target2?
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This article was previously posted in Italian as “Un Tempo ‘Ragionevole’ ”.
by Leonardo, IHC
On October 27, 2011, the Pisa’s branch of Confcontribuenti (an association of tax-payers) arranged a meeting focused on Hunter Lewis’s “Where Keynes Was Wrong” (translated into Italian as “Tutti gli errori di Keynes”) with Cuccu, Taradash (a politician), Silvano (from IHC),and Cubeddu (professor of socio-economic philosophy at the University of Pisa). Prof Cubeddu has somewhat “justified” the Keynes’s proposal: free-market theories were not (and – especially those of the Austrian kind – still are not) able to say long it takes for the market to rise back from a crisis; but a terribly profound recession was going on, and the theories of Keynes perspectively offered (whether righteously or not, is matter for a different discussion) a “reasonable” recovery time.
What “reasonable” means, was my question; a detailed answer by Cubeddu followed, which I want to ponder about.
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di Matteo Corsini
"Un gruppo di genitori si era organizzato per potersi scambiare il servizio di babysitting: la cooperativa stampava e distribuiva dei certificati per ogni ora di babysitting effettuata, così che ogni famiglia potesse poi spendere quei certificati e avere le stesse ore in cambio. Una sorta di baratto tra famiglie: io faccio da babysitter a te, e tu lo fai a me. Per ragioni varie, a un certo punto il numero dei coupon in circolazione era diminuito: ogni coppia voleva, avendo pochi coupon, riservarli per serate speciali e dunque diminuivano le occasioni di fare e di ricevere il servizio. Che cosa pensarono i membri della cooperativa? Semplice, stamparono più certificati, così crebbe la voglia di uscire e si mise in marcia un circolo virtuoso: più uscite, più babysitting, più persone contente, quelle che uscivano e quelle che accumulavano crediti per le loro prossime uscite." (C. Galimberti)
Claudia Galimberti ha riportato questo esempio nella pagina domenicale che cura assieme a Fabrizio Galimberti sul Sole 24 Ore (Il Sole Junior – L’economia spiegata ai ragazzi). Se l’intento era quello di evidenziare gli effetti positivi della immissione di denaro fresco di stampa, mi pare che l’esempio si presti a più di una osservazione critica.
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