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Cinesi di Bocca Buona e Altre Amenità

July 5th, 2010 by Leonardo

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di Leonardo, IHC


Prima di partire per due settimane di ferie ho letto qualche notizia fornitami da analisti di una importante banca d’affari.

Una notizia era comica: Bini-Smaghi, membro del board della BCE, ammonisce che alle Banche Centrali non può venir chiesto di salvare emittenti insolventi. Ebbene, è il 2010, e ormai la BCE ha già fornito liquidità per qualsiasi salvataggio più o meno esplicito, già acquista direttamente titoli di Stato, e già accetta qualsiasi titolo – anche di Stati praticamente falliti – come garanzia! A Francoforte si deve essere rotto frigo dove avevano ibernato il Dott. Prof. Econ. Bini-Smaghi, e lui non deve ancora aver visto dove lavora.

Le altre notizie, paura di profezie autorealizzanti sulla speculazione e interessi cinesi sui titoli greci, sono più serie…


Angela Merkel, premier tedesco, dopo aver consigliato l’attivazione del pacchetto di salvataggio a favore di qualsiasi Paese, si è tirata indietro dal figurare quali Paesi chiederanno questo aiuto, temendo che tale affermazione possa scatenare reazioni del mercato (profezie auto-realizzanti di speculazione) che costringano in effetti il Paese in questione a chiedere aiuto. Direi che queste cautele rafforzano un po’ la mia analisi di un fondo di intervento e salvataggio europeo (il SPV di cui qui) come perno di possibili attacchi speculativi.

Evidentemente qualcuno è conscio del fatto che disporre di un acquirente sistematico non scoraggia i ribassisti (anzi, dato l’effetto inflazionistico assicurato li può pure stimolare fino a scatenare un attacco speculativo). Però, creare uno strumento di contrasto alla speculazione e poi dover star zitti sulla sua attuazione per non rischiare di aizzare la speculazione, un po’ fa pure ridere…


La terza notizia invece sembra incredibile. Perché i cinesi, pieni di dollari e Treasury, dovrebbero pensare di acquistare titoli greci? Una spiegazione, che potrebbe riguardare però l’acquisto di qualsiasi titolo in euro, sta nella pressione che appunto l’euro sta subendo. Un cambio euro/dollaro che passa da 1,50 a 1,20 significa un calo di prezzo in euro del 20%. Poniamo che la tensione sui debiti sovrani si acuisca ancora un po’, oppure non si risolva mentre gli USA sembrano definitivamente entrare nella fase di ciclo ascendente: l’euro potrebbe scendere ulteriormente (qualcuno pare pure di parità col dollaro entro l’anno, e io non la escludo…) e creare discrete opportunità di “shopping” in Europa, soprattutto scommettendo nella successiva ripresa e nell’effettività delle misure europee di contenimento della spesa pubblica. Convertire un po’ delle riserve di dollari in euro quando il cambio è favorevole e nella prospettiva di un rialzo dell’euro, è una bella mossa di hedging su un portafoglio-riserve sbilanciato. Quindi la notizia ha senso.

Però perché proprio la Grecia? Una spiegazione potrebbe essere la scommessa sull’impossibilità del fallimento e quindi un’ipotesi di under-pricing attuale dei titoli greci. Anche questa spiegazione rientra nel precedente ambito puramente finanziario, pur forse con un taglio speculativo più marcato.


Più interessante è pensare che prima della Grecia l’attenzione cinese era rivolta agli USA in un momento in cui stava accumulando debito avviandosi alla sua più profonda crisi da decenni; la Cina in quel modo si è trovata a poter ricattare gli USA (“se bloccate il nostro export, noi smettiamo di finanziarvi”). Proporsi ora come sostanziale salvagente per la Grecia mi inquieta, perché potrebbe essere, oltre alle convenienze sopra esposte, un modo per mettere “il piedino” in Europa, diventare il finanziatore pubblico prima della Grecia e poi chissà di quanti “periferici” vecchi e nuovi, aiutando così i Governi ad allentare la stretta sulla spesa (e politicamente è allettante!), e permettendo la formazione di un gruppo di importatori netti.

Questo quadro un po’ fanta-politico è comunque coerente con i proclami cinesi di cercare una via “domestica” allo sviluppo. Infatti la Cina, non è un mistero, sta cominciando una delocalizzazione in Asia e ha già progetti per l’Africa (già detto qui un anno fa); se tali produzioni, più labour-intensive potrebbero servire per il mercato interno diventando quindi importazioni, queste potrebbero venir compensate da un export cinese più capital-intensive verso l’Europa. Questa mi pare un’ottima strategia perché l’estero finanzi il consumo interno senza che, al netto, sia evidente come driver della crescita.


Nel 2007, per quanto all’inizio della mia avventura nell’austrismo, IHC presentò uno scenario simile che vedeva una staffetta di USA ed Europa come “consumatore mondiale” con la Cina ancora nel ruolo di “produttore mondiale”. In quello scenario tutto passava da una “fuga” cinese dal dollaro con conseguente marginalizzazione degli USA. La realtà non sarà mai così schematica: il piglio imprenditoriale potrebbe salvare gli USA dalla marginalizzazione e l’Europa dal ruolo di consumatore welfarizzato, ed i Governi potrebbero “un po’ magicamente” risolversi di ridurre il ruolo dello Stato permettendo serie ristrutturazioni sistemiche e una vera “società della conoscenza” come nella wish-list di Lisbona. Però l’appetito cinese per i titoli europei equivarrebbe a un inizio di “scaricamento” del dollaro… Il pericolo della mia “profezia” esiste, non è “auto-realizzante” bensì insito nei fondamentali, e qualche segnale, se si vuole, c’è. Staremo a vedere.


5 Responses to “Cinesi di Bocca Buona e Altre Amenità”

  1. 1

    Prometeo Says

    Bella la cinesina nella foto 😉

  2. 2

    Leonardo, IHC Says

    Eccone un’altro sensibile all’economia :)

  1. 1

    Perché i Prezzi Saliranno at Ideas Have Consequences

    […] Anzitutto Grice sentenzia che il Quantitative Easing è solo un modo di condurre una monetizzazione del debito pubblico. Cambiare denominazione è uno strumento di dissimulazione perché nessuno realizzi che ci siamo incanalati verso una nuova Weimar. Volevo riportare questo appunto come ulteriore risposta al finora ibernato Bini-Smaghi. […]

  2. 2

    Capissero Mai, questi Governatori, un po’ di Finanza! at Ideas Have Consequences

    […] Sì, un sostanziale Governatore centrale non sa a che servano i CDS “nudi”. Avevamo già avanzato l’ipotesi che Bini-Smaghi fosse stato finora ibernato così da non sapere nemmeno dove stesse di casa, ma ora sembra che non tutti i neuroni si siano ancora sciolti. Un “Governatore” non può non sapere su cosa si pretende che “vigili”! […]

  3. 3

    Pecunia Non Olet – Dalla Cina coi Soldoni at Ideas Have Consequences

    […] I cinesi finanziano un Paese europeo in difficoltà. Chi l’avrebbe mai detto? Ad esempio noi, qui poi ripreso qui. Diciamo che è una non-notizia. […]

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