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	<title>Comments on: Come Siamo Arrivati Così Lontano?</title>
	<link>http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo</link>
	<description>l'economia nel salotto della libertà</description>
	<pubDate>Fri, 18 May 2012 08:43:21 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>by: Diumvirato monetario e grattacapi per la Fed : Giornalettismo</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo#comment-18908</link>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 14:33:50 +0000</pubDate>
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					<description>[...] Ma quello che mi ha fatto pi&#249; piacere &#232; leggere che &#8220;ora ce ne sono due [valute di riserva] cos&#236; che anche gli Stati Uniti devono tener conto delle condizioni finanziarie e monetarie a livello mondiale&#8221;, rafforzato dal fatto che &#8220;l&#8217;Europa non &#232; costretta a seguire gli Stati Uniti sul fronte dei tassi di interesse&#8221; (d&#8217;altra parte era chiaro che politiche squilibranti in un contesto monetario &#8220;non esclusivo&#8221; avrebbero portato a punti di rottura). Questo sottintende molte cose, tra cui il fatto che gli USA non sono pi&#249; il &#8220;metro&#8221; monetario e l&#8217;ultimo &#8220;porto sicuro&#8221; in caso di turbolenza dei mercati. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Ma quello che mi ha fatto pi&ugrave; piacere &egrave; leggere che &ldquo;ora ce ne sono due [valute di riserva] cos&igrave; che anche gli Stati Uniti devono tener conto delle condizioni finanziarie e monetarie a livello mondiale&rdquo;, rafforzato dal fatto che &ldquo;l&rsquo;Europa non &egrave; costretta a seguire gli Stati Uniti sul fronte dei tassi di interesse&rdquo; (d&rsquo;altra parte era chiaro che politiche squilibranti in un contesto monetario &ldquo;non esclusivo&rdquo; avrebbero portato a punti di rottura). Questo sottintende molte cose, tra cui il fatto che gli USA non sono pi&ugrave; il &ldquo;metro&rdquo; monetario e l&rsquo;ultimo &ldquo;porto sicuro&rdquo; in caso di turbolenza dei mercati. [&#8230;]
</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>by: Shock petrolifero senza shock? : Giornalettismo</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo#comment-17815</link>
		<pubDate>Thu, 15 May 2008 07:49:21 +0000</pubDate>
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					<description>[...] SPIEGAZIONI DISCUTIBILI - Allsopp, in un brevissimo elenco di fattori che possano aver calmierato i prezzi, indica la debolezza del dollaro, cio&#232; la forza dell&#8217;euro, essendo il petrolio prezzato per lo pi&#249; in dollari; ma l&#8217;euro non &#232; quintuplicato di valore quindi, come ammette Allsopp, laspiegazione &#232; molto parziale. Un altro fattore citato sono &#8220;politiche monetarie pi&#249; sagge&#8221;, punto su cui c&#8217;&#232; molto da discutere (come spesso fatto su IHC) essendo crescita di M3 a due cifre e tassi di interesse &#8220;forzati&#8221; in basso per anni tutto tranne che &#8220;politiche sagge&#8221;;&#160; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] SPIEGAZIONI DISCUTIBILI - Allsopp, in un brevissimo elenco di fattori che possano aver calmierato i prezzi, indica la debolezza del dollaro, cio&egrave; la forza dell&rsquo;euro, essendo il petrolio prezzato per lo pi&ugrave; in dollari; ma l&rsquo;euro non &egrave; quintuplicato di valore quindi, come ammette Allsopp, laspiegazione &egrave; molto parziale. Un altro fattore citato sono &ldquo;politiche monetarie pi&ugrave; sagge&rdquo;, punto su cui c&rsquo;&egrave; molto da discutere (come spesso fatto su IHC) essendo crescita di M3 a due cifre e tassi di interesse &ldquo;forzati&rdquo; in basso per anni tutto tranne che &ldquo;politiche sagge&rdquo;;&nbsp; [&#8230;]
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Tra le Righe del Policy-Mix at Ideas Have Consequences</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo#comment-14159</link>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 13:00:39 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo#comment-14159</guid>
					<description>[...] &#160; Come si &#232; pi&#249; volte detto in questo ed altri siti, la Fed dell&#8217;era Greenspan ha avuto cura di inflazionare gli USA ad ogni segnale di indebolimento, e Bernanke ha proseguito questa politica; questa inflazionomia, che io vedo permessa su questa scala solo dal ruolo internazionale del dollaro, ha sostenuto gli USA sul lato della domanda (cosa apprezzatissima da cittadini e Governi) mentre ne ha indebolito il lato produttivo (il misesiano malivenstment). [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] &nbsp; Come si &egrave; pi&ugrave; volte detto in questo ed altri siti, la Fed dell&rsquo;era Greenspan ha avuto cura di inflazionare gli USA ad ogni segnale di indebolimento, e Bernanke ha proseguito questa politica; questa inflazionomia, che io vedo permessa su questa scala solo dal ruolo internazionale del dollaro, ha sostenuto gli USA sul lato della domanda (cosa apprezzatissima da cittadini e Governi) mentre ne ha indebolito il lato produttivo (il misesiano malivenstment). [&#8230;]
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: L.Baggiani</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo#comment-6651</link>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2007 14:56:47 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo#comment-6651</guid>
					<description>(ANSA) - ROMA, 7 NOV - L'euro segna l'ennesimo record e supera anche la soglia 1,47 dollari. [...] dopo che la Cina ha ventilato la possibilità di una diversificazione delle proprie riserve che prevede il ridimensionamento della quota in dollari [...] la Cina "favorirà le monete più forti" [...] Xu Jian, vicedirettore della banca centrale, ha detto che il dollaro "sta perdendo il suo status di valuta di riferimento mondiale". [...] (ANSA).

Testeremo la mia ipotesi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>(ANSA) - ROMA, 7 NOV - L&#8217;euro segna l&#8217;ennesimo record e supera anche la soglia 1,47 dollari. [&#8230;] dopo che la Cina ha ventilato la possibilità di una diversificazione delle proprie riserve che prevede il ridimensionamento della quota in dollari [&#8230;] la Cina &#8220;favorirà le monete più forti&#8221; [&#8230;] Xu Jian, vicedirettore della banca centrale, ha detto che il dollaro &#8220;sta perdendo il suo status di valuta di riferimento mondiale&#8221;. [&#8230;] (ANSA).</p>
<p>Testeremo la mia ipotesi.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Dove Potremmo Andare a Finire? at Ideas Have Consequences</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo#comment-4878</link>
		<pubDate>Thu, 27 Sep 2007 17:19:40 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo#comment-4878</guid>
					<description>[...] Come&#160; in ogni attacco speculativo il risultato finale sarebbe la rottura di una situazione artificialmente sostenuta dalle autorit&#224; monetarie, riportando l&#8217;economia alla fase del&#160; business cycle in cui realmente si trovi (vedi anche &#8220;Come Siamo Arrivati Cos&#236; Lontano?&#8221;), per&#242; sotto la regia di un soggetto terzo (qui la Cina) e con la dinamica di una catastrofe. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Come&nbsp; in ogni attacco speculativo il risultato finale sarebbe la rottura di una situazione artificialmente sostenuta dalle autorit&agrave; monetarie, riportando l&rsquo;economia alla fase del&nbsp; business cycle in cui realmente si trovi (vedi anche &ldquo;Come Siamo Arrivati Cos&igrave; Lontano?&rdquo;), per&ograve; sotto la regia di un soggetto terzo (qui la Cina) e con la dinamica di una catastrofe. [&#8230;]
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: L.Baggiani</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo#comment-4786</link>
		<pubDate>Tue, 11 Sep 2007 16:39:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo#comment-4786</guid>
					<description>Il discorso con te si fa sempre molto ampio...

Ti dico solamente che i tassi non si muovono solo in risposta all'inflazione, e quindi non solo per volontà della banca centrale. Dovresti saperlo, anche se nelle tue analisi mi sembra che trascuri il punto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il discorso con te si fa sempre molto ampio&#8230;</p>
<p>Ti dico solamente che i tassi non si muovono solo in risposta all&#8217;inflazione, e quindi non solo per volontà della banca centrale. Dovresti saperlo, anche se nelle tue analisi mi sembra che trascuri il punto.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: prometeo</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo#comment-4785</link>
		<pubDate>Tue, 11 Sep 2007 13:27:36 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo#comment-4785</guid>
					<description>@ L.Baggiani

&lt;i&gt;[...]che ci hanno detto come proprio quelle politiche abbiano rovinato gli USA e in buona parte l’Europa[...]&lt;/i&gt;

Non vedo il contrasto. Il mio post si concludeva con la previsione di Impero Cinese che prende il posto di quello americano anche in EU. Quindi considero che a causa di queste politiche, sia gli USA che l'EU andranno in contro alla rovina. Quando, quanto e come... lo vedremo.

&lt;i&gt;[...]Oh bravo, e secondo te i creditori internazionali non reagirebbero a questa fregatura abbandonando il dollaro?[...]&lt;/i&gt;

C'e' gia' chi lo sta abbandonando il dollaro, ma non e' che ci sono io dietro ai terminali della FED o BCE. Questo e' quello che e' successo. Poi gli effetti ciascuno li puo' interpretare a modo suo. C'e' chi dice che il pregio di Greenspan fosse quello di anticipare i fatti (forse facendoli accadere?) e il difetto di Bernake e' la paura... oppure c'e' chi dice che Bernake s'e' solo beccato l'eredita' della follia di Greenspan. Anche qui lo vedremo. Per ora... si perpetra l'erosione del valore reale del dollaro. Lo spettro dell'iper-inflazione aleggia gia' da un bel po', qualora s'innescasse una spirale iper-inflattiva... i tassi non resterebbero certamente dove sono.

Chi si comprerebbe un'industria da un paese in fallimento? Chi ha liquidita'. Segui il cash-flow dietro al fallimento, ad esempio, dell'euro-tunnel, per vedere chi investe in fallimenti. Non resterai affatto sorpreso dei nomi.

Per quanto riguarda l'ottimizzazione/delocalizzazione. Non tutte le realta' industriali sono uguali, e soprattutto quella Italiana ha delle peculirarita'. Premetto che credo che l'industrializzazione sia stata imposta a forza all'Italia, e che ora ne sta uscendo, senza adeguata consapevolezza. Ma la delocalizzazione in Italia ha prodotto effetti abbastanza mostruosi in settori come il tessile e l'alimentare. Volendo a tutti i costi competere quantitativamente con la globalizzazione s'e' svuotato il valore dell'abusato made-in-italy.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ L.Baggiani</p>
<p><i>[&#8230;]che ci hanno detto come proprio quelle politiche abbiano rovinato gli USA e in buona parte l’Europa[&#8230;]</i></p>
<p>Non vedo il contrasto. Il mio post si concludeva con la previsione di Impero Cinese che prende il posto di quello americano anche in EU. Quindi considero che a causa di queste politiche, sia gli USA che l&#8217;EU andranno in contro alla rovina. Quando, quanto e come&#8230; lo vedremo.</p>
<p><i>[&#8230;]Oh bravo, e secondo te i creditori internazionali non reagirebbero a questa fregatura abbandonando il dollaro?[&#8230;]</i></p>
<p>C&#8217;e&#8217; gia&#8217; chi lo sta abbandonando il dollaro, ma non e&#8217; che ci sono io dietro ai terminali della FED o BCE. Questo e&#8217; quello che e&#8217; successo. Poi gli effetti ciascuno li puo&#8217; interpretare a modo suo. C&#8217;e&#8217; chi dice che il pregio di Greenspan fosse quello di anticipare i fatti (forse facendoli accadere?) e il difetto di Bernake e&#8217; la paura&#8230; oppure c&#8217;e&#8217; chi dice che Bernake s&#8217;e&#8217; solo beccato l&#8217;eredita&#8217; della follia di Greenspan. Anche qui lo vedremo. Per ora&#8230; si perpetra l&#8217;erosione del valore reale del dollaro. Lo spettro dell&#8217;iper-inflazione aleggia gia&#8217; da un bel po&#8217;, qualora s&#8217;innescasse una spirale iper-inflattiva&#8230; i tassi non resterebbero certamente dove sono.</p>
<p>Chi si comprerebbe un&#8217;industria da un paese in fallimento? Chi ha liquidita&#8217;. Segui il cash-flow dietro al fallimento, ad esempio, dell&#8217;euro-tunnel, per vedere chi investe in fallimenti. Non resterai affatto sorpreso dei nomi.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;ottimizzazione/delocalizzazione. Non tutte le realta&#8217; industriali sono uguali, e soprattutto quella Italiana ha delle peculirarita&#8217;. Premetto che credo che l&#8217;industrializzazione sia stata imposta a forza all&#8217;Italia, e che ora ne sta uscendo, senza adeguata consapevolezza. Ma la delocalizzazione in Italia ha prodotto effetti abbastanza mostruosi in settori come il tessile e l&#8217;alimentare. Volendo a tutti i costi competere quantitativamente con la globalizzazione s&#8217;e&#8217; svuotato il valore dell&#8217;abusato made-in-italy.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: prometeo</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo#comment-4784</link>
		<pubDate>Tue, 11 Sep 2007 12:59:58 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo#comment-4784</guid>
					<description>&lt;i&gt;[...]Sono 30 anni che gli Austriaci si aspettano la crisi domani, ma le cause della durata del boom inflazionistico sono molte e non verranno a mancare nel breve termine. Ciò non toglie che nessuna di queste è eterna e affidabile[...]&lt;/i&gt;

Neanche il Sole durera' in eterno... ma sia che il Sole si spenga fra 5 miliardi di anni, sia che si spenga domani, se non posso prevederlo, non serve a molto preoccuparsene, giusto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><i>[&#8230;]Sono 30 anni che gli Austriaci si aspettano la crisi domani, ma le cause della durata del boom inflazionistico sono molte e non verranno a mancare nel breve termine. Ciò non toglie che nessuna di queste è eterna e affidabile[&#8230;]</i></p>
<p>Neanche il Sole durera&#8217; in eterno&#8230; ma sia che il Sole si spenga fra 5 miliardi di anni, sia che si spenga domani, se non posso prevederlo, non serve a molto preoccuparsene, giusto?
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: L.Baggiani</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo#comment-4780</link>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 12:37:29 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo#comment-4780</guid>
					<description>"Non sono daccordo sul fatto che la delocalizzazione sia un bene per tutti. E non sono neanche daccordo sul fatto che si tratti di ottimizzazione. Anzi… credo che la specializzazione rappresentata dallo spostamento della produzione mondiale in una specifica area geografica esponga a rischi tali da non rappresentare una ottimizzazione."
La tua posizione assolutamente non mi trova d'accordo; è una visione molto miope di come si è evoluto il mondo e di come si sono normalmente evolute le economie regionali; la specializzazione è naturale nel momento in cui si aprono i commerci, e se nell'immediato (angolo di vista keynesiano) si crea un vuoto occupazionale da una parte, non si deve assolutamente dimenticare che significa anche risorse da dirigere verso produzioni su cui si ha un qualche vantaggio produttivo (ottica liberale di medio-lungo) con effetto solo poco meno immediato. Il modello Heckscher Ohlin ne è una veloce sintesi. Se semplicemente delocalizzare implica disoccupazione ormai una sola area del mondo produrrebbe e tutto il resto sarebbe alla fame, ma così non è, qualcosa vorrà dire.
Quello che hai tu asserito equivale a dannare il progresso tecnologico perché rende le aziende meno dipendenti dai lavoratori e quindi crea disoccupazione; il ragionamento è lo stesso.

"Tassi piu’ bassi in america e dollaro piu’ debole permetteranno agli americani di sostentare la loro economia, e salvando la loro, salveranno anche la nostra."
Per me questa opzione è illusioria e di nuovo miope, assolutamente keynesiana (tra l'altro, come keynes, trascuri il problema dell'inflazione) e irrispettosa delle analisi di lungo periodo (il nobel di Hayek, ad esempio) che ci hanno detto come proprio quelle politiche abbiano rovinato gli USA e in buona parte l'Europa. Non mi dilungo, questo sito ne ha abbondantemente parlato.

"Meglio la globalizzazione o la fine di un impero?"
La scelta fu diversa: meglio perdere la manifattura o lasciare spazio a un intempestivo downturn sperando nella forza di una politica monetaria keynesiana? Bene, guarda il padre del socialismo cosa ha portato!

"Negli Usa è uguale. La situazione è difficile? Bene basta svalutare la divisa, i debiti automaticamente diminuiranno, qualche investitore ricco di liquidità comprerà dei gioielli americani (pezzi di industria o di finanza, o di mercati) e la globalizzazione avrà raggiunto uno dei suoi scopi. Evitare il crollo dell’impero."
Oh bravo, e secondo te i creditori internazionali non reagirebbero a questa fregatura abbandonando il dollaro? E per te i tassi resterebbero lì? chi si prende una industria in un paese al fallimento? Mi sa che non hai capito bene il finale dell'articolo.

Su una cosa sono d'accordo, è l'emancipazione della cina che può decidere le sorti del dollaro, ma non necessariamente creando un super Yuan, bensì un supereuro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non sono daccordo sul fatto che la delocalizzazione sia un bene per tutti. E non sono neanche daccordo sul fatto che si tratti di ottimizzazione. Anzi… credo che la specializzazione rappresentata dallo spostamento della produzione mondiale in una specifica area geografica esponga a rischi tali da non rappresentare una ottimizzazione.&#8221;<br />
La tua posizione assolutamente non mi trova d&#8217;accordo; è una visione molto miope di come si è evoluto il mondo e di come si sono normalmente evolute le economie regionali; la specializzazione è naturale nel momento in cui si aprono i commerci, e se nell&#8217;immediato (angolo di vista keynesiano) si crea un vuoto occupazionale da una parte, non si deve assolutamente dimenticare che significa anche risorse da dirigere verso produzioni su cui si ha un qualche vantaggio produttivo (ottica liberale di medio-lungo) con effetto solo poco meno immediato. Il modello Heckscher Ohlin ne è una veloce sintesi. Se semplicemente delocalizzare implica disoccupazione ormai una sola area del mondo produrrebbe e tutto il resto sarebbe alla fame, ma così non è, qualcosa vorrà dire.<br />
Quello che hai tu asserito equivale a dannare il progresso tecnologico perché rende le aziende meno dipendenti dai lavoratori e quindi crea disoccupazione; il ragionamento è lo stesso.</p>
<p>&#8220;Tassi piu’ bassi in america e dollaro piu’ debole permetteranno agli americani di sostentare la loro economia, e salvando la loro, salveranno anche la nostra.&#8221;<br />
Per me questa opzione è illusioria e di nuovo miope, assolutamente keynesiana (tra l&#8217;altro, come keynes, trascuri il problema dell&#8217;inflazione) e irrispettosa delle analisi di lungo periodo (il nobel di Hayek, ad esempio) che ci hanno detto come proprio quelle politiche abbiano rovinato gli USA e in buona parte l&#8217;Europa. Non mi dilungo, questo sito ne ha abbondantemente parlato.</p>
<p>&#8220;Meglio la globalizzazione o la fine di un impero?&#8221;<br />
La scelta fu diversa: meglio perdere la manifattura o lasciare spazio a un intempestivo downturn sperando nella forza di una politica monetaria keynesiana? Bene, guarda il padre del socialismo cosa ha portato!</p>
<p>&#8220;Negli Usa è uguale. La situazione è difficile? Bene basta svalutare la divisa, i debiti automaticamente diminuiranno, qualche investitore ricco di liquidità comprerà dei gioielli americani (pezzi di industria o di finanza, o di mercati) e la globalizzazione avrà raggiunto uno dei suoi scopi. Evitare il crollo dell’impero.&#8221;<br />
Oh bravo, e secondo te i creditori internazionali non reagirebbero a questa fregatura abbandonando il dollaro? E per te i tassi resterebbero lì? chi si prende una industria in un paese al fallimento? Mi sa che non hai capito bene il finale dell&#8217;articolo.</p>
<p>Su una cosa sono d&#8217;accordo, è l&#8217;emancipazione della cina che può decidere le sorti del dollaro, ma non necessariamente creando un super Yuan, bensì un supereuro.
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>by: prometeo</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo#comment-4779</link>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 11:48:54 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo#comment-4779</guid>
					<description>Non sono daccordo sul fatto che la delocalizzazione sia un bene per tutti. E non sono neanche daccordo sul fatto che si tratti di ottimizzazione. Anzi... credo che la specializzazione rappresentata dallo spostamento della produzione mondiale in una specifica area geografica esponga a rischi tali da non rappresentare una ottimizzazione.

Nel 2001 il signor Greenspan tagliò i tassi, il dollaro si svalutò e le borse americane non persero piu’ di tanto. In Europa invece il Dax crollò del 66% e l’indice italiano del 50%!
Oggi il fantoccio in mano agli americani (la BCE) non potrà abbassare i tassi anche in Europa. Se facesse cosi’ sarebbe la fine del sistema.

Tassi piu’ bassi in america e dollaro piu’ debole permetteranno agli americani di sostentare la loro economia, e salvando la loro, salveranno anche la nostra.

Viceversa, se anche l’Europa tagliasse i tassi le nostre borse inizialmente non scenderebbero, ma l’america non si salverebbe. Loro rischierebbero il default a "l'Argentina" in poche settimane e sarebbe la fine del sistema capitalistico americano.

Naturalmente gli Stati uniti non sono l’Argentina. La bancarotta americana costerebbe al mondo intero.
L’Argentina fu dapprima sorretta da finanziamenti da parte di grandi banche, quando ci si accorse che non la si poteva salvare si decise di &lt;strong&gt;socializzare&lt;/strong&gt; il rischio Argentina nelle mani di tanti (invece che in poche banche finanziatrici) e per mesi si offrirono obbligazioni argentine a investitori di tutto il mondo.
Una volta che il rischio fu polverizzato, si dichiarò l’insolvenza.
Stessa cosa fecero le banche italiane nel caso di Cirio o di Parmalat (privatizzazione degli utili, socializzazione del rischio).
I bond americani hanno già innondato il mondo, quindi una socializzazione del rischio è già stata compiuta.
Tuttavia il peso economico e soprattutto le armi, degli Stati Uniti è molto piu’ alto di quello dell’Argentina.

Prima di decretare il fallimento degli USA l’economia mondiale dovrebbe ridurre la dipendenza dai consumatori americani, in questa chiave, secondo me, la crescia asiatica, della Cina in fin dei conti, puo' dare una sorta di timing. 

Solo quando il costo sarà inferiore ai benefici l’impero americano potrebbe implodere per lasciar spazio al nuovo imperialismo Cinese (con inquietante parallelismo le democrazie occidentali stanno assumendo sempre piu' i tratti di regimi totalitari socialisti). Ma gli americani ben lo sanno, e quando, negli anni scorsi si accorsero di questo rischio decisero di fare una scelta. Meglio la globalizzazione o la fine di un impero?

Anche l'Italia entrando nell’Euro ha aperto le frontiere, ha aumentato gli intrecci commerciali, se l’area Italia andrà male, difficilmente il sistema la caccerà dall’Europa. Mal che vada l’Italia venderà i suoi gioielli, qualche bene reale a fronte di debili virtuali...

Negli Usa è uguale. La situazione è difficile? Bene basta svalutare la divisa, i debiti automaticamente diminuiranno, qualche investitore ricco di liquidità comprerà dei gioielli americani (pezzi di industria o di finanza, o di mercati) e la globalizzazione avrà raggiunto uno dei suoi scopi. Evitare il crollo dell’impero.

Nel mondo, negli ultimi anni, i paesi ex emergenti, hanno bilanci solidi, sono ricchi di liquidità e hanno creato decine di Fondi governativi.
Questi fondi nei prossimi anni continueranno a comprare pezzi di Europa e di Stati uniti. L’intreccio a quel punto sarà completato e saremo nel vero mondo globale.

Secondo me... ancora 8 - 10 anni (il tempo necessario alla Cina per rendersi autosufficiente). E poi vedremo chi e' l'Imperatore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono daccordo sul fatto che la delocalizzazione sia un bene per tutti. E non sono neanche daccordo sul fatto che si tratti di ottimizzazione. Anzi&#8230; credo che la specializzazione rappresentata dallo spostamento della produzione mondiale in una specifica area geografica esponga a rischi tali da non rappresentare una ottimizzazione.</p>
<p>Nel 2001 il signor Greenspan tagliò i tassi, il dollaro si svalutò e le borse americane non persero piu’ di tanto. In Europa invece il Dax crollò del 66% e l’indice italiano del 50%!<br />
Oggi il fantoccio in mano agli americani (la BCE) non potrà abbassare i tassi anche in Europa. Se facesse cosi’ sarebbe la fine del sistema.</p>
<p>Tassi piu’ bassi in america e dollaro piu’ debole permetteranno agli americani di sostentare la loro economia, e salvando la loro, salveranno anche la nostra.</p>
<p>Viceversa, se anche l’Europa tagliasse i tassi le nostre borse inizialmente non scenderebbero, ma l’america non si salverebbe. Loro rischierebbero il default a &#8220;l&#8217;Argentina&#8221; in poche settimane e sarebbe la fine del sistema capitalistico americano.</p>
<p>Naturalmente gli Stati uniti non sono l’Argentina. La bancarotta americana costerebbe al mondo intero.<br />
L’Argentina fu dapprima sorretta da finanziamenti da parte di grandi banche, quando ci si accorse che non la si poteva salvare si decise di <strong>socializzare</strong> il rischio Argentina nelle mani di tanti (invece che in poche banche finanziatrici) e per mesi si offrirono obbligazioni argentine a investitori di tutto il mondo.<br />
Una volta che il rischio fu polverizzato, si dichiarò l’insolvenza.<br />
Stessa cosa fecero le banche italiane nel caso di Cirio o di Parmalat (privatizzazione degli utili, socializzazione del rischio).<br />
I bond americani hanno già innondato il mondo, quindi una socializzazione del rischio è già stata compiuta.<br />
Tuttavia il peso economico e soprattutto le armi, degli Stati Uniti è molto piu’ alto di quello dell’Argentina.</p>
<p>Prima di decretare il fallimento degli USA l’economia mondiale dovrebbe ridurre la dipendenza dai consumatori americani, in questa chiave, secondo me, la crescia asiatica, della Cina in fin dei conti, puo&#8217; dare una sorta di timing. </p>
<p>Solo quando il costo sarà inferiore ai benefici l’impero americano potrebbe implodere per lasciar spazio al nuovo imperialismo Cinese (con inquietante parallelismo le democrazie occidentali stanno assumendo sempre piu&#8217; i tratti di regimi totalitari socialisti). Ma gli americani ben lo sanno, e quando, negli anni scorsi si accorsero di questo rischio decisero di fare una scelta. Meglio la globalizzazione o la fine di un impero?</p>
<p>Anche l&#8217;Italia entrando nell’Euro ha aperto le frontiere, ha aumentato gli intrecci commerciali, se l’area Italia andrà male, difficilmente il sistema la caccerà dall’Europa. Mal che vada l’Italia venderà i suoi gioielli, qualche bene reale a fronte di debili virtuali&#8230;</p>
<p>Negli Usa è uguale. La situazione è difficile? Bene basta svalutare la divisa, i debiti automaticamente diminuiranno, qualche investitore ricco di liquidità comprerà dei gioielli americani (pezzi di industria o di finanza, o di mercati) e la globalizzazione avrà raggiunto uno dei suoi scopi. Evitare il crollo dell’impero.</p>
<p>Nel mondo, negli ultimi anni, i paesi ex emergenti, hanno bilanci solidi, sono ricchi di liquidità e hanno creato decine di Fondi governativi.<br />
Questi fondi nei prossimi anni continueranno a comprare pezzi di Europa e di Stati uniti. L’intreccio a quel punto sarà completato e saremo nel vero mondo globale.</p>
<p>Secondo me&#8230; ancora 8 - 10 anni (il tempo necessario alla Cina per rendersi autosufficiente). E poi vedremo chi e&#8217; l&#8217;Imperatore.
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