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Dal Mario Anti-Spread al Mario-Bis?

September 10th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Scommetto che avete sentito dire che la BCE acquisterà illimitatamente titoli di Stato per tenere a freno lo spread. Magari avete anche sentito di nuovi mirabolanti poteri di vigilanza bancaria della BCE. Quanto annunciato con un certo dettaglio dal Governatore Draghi il 6/09 u.s. è la diretta conseguenza del summit europeo del 28/06. Consiglio anzitutto di riprendere il mio commento ante-summit nonché il primo commento post-summit. I commenti sull’annuncio di Draghi che ho letto si concentrano sul problema spread e sfiorano il problema Bundesbank sottolineando le garanzie di sterilizzazione monetaria. Ma la questione è più ampia (appunto, leggete i due link).

 

Cosa è stato annunciato? Cercherò di essere breve ricomponendo il puzzle.

  • Chi non sarà in grado di gestire il proprio bilancio pubblico e (quindi) sarà oggetto di fuga dei capitali, da cui il rialzo dei tassi sui titoli pubblici (e dello spread sui titoli tedeschi), potrà chiedere soccorso all’ESM (ad interim, all’EFSF). L’ESM imporrà un elenco di riforme ed interventi obbligatori per il richiedente (spesa, tasse, regolamentazioni, lavoro privato e pubblico) come contropartita dell’aiuto, ed assieme al FMI ed alla BCE (la Trojka) si curerà del monitoraggio della relativa realizzazione; si tratta in effetti di un commissariamento la cui “ribellione” sarà punita con il ritiro degli aiuti. L’aiuto dell’ESM consiste nell’acquisto dei titoli di Stato del richiedente direttamente all’emissione nei limiti dei € 500 miliardi di capitale (più eventuale leva) disponibili.
  • Volendo, l’aiuto dell’ESM può esser chiesto anche nel caso il Paese stia già operando correttamente nel controllo della spesa pubblica ma il mercato continui a picchiare duro sui suoi titoli, attraverso la Enhanced Conditions Credit Line (ECCL) sotto condizioni e controllo della stessa Trojka. In cambio di acquisti dei titoli da parte dell’ESM si attuerà un “commissariamento leggero”, in quanto il Paese starebbe già applicando una politica di controllo della spesa pubblica in linea con quanto l’ESM chiederebbe, ma poco cambia rispetto alla procedura standard.
  • Qui si innesta l’annuncio di Draghi: partito l’aiuto dell’ESM, e nei limiti del rispetto dei relativi patti, la BCE promette di aggiungere ulteriori acquisti (Outright Monetary Transactions, OMT), sul mercato secondario di titoli dello Stato “sotto attacco” (scadenza residua 1-3 anni) senza limiti di importo.

Insomma, previa formale richiesta di aiuto all’ESM – da cui l’impegno a continuare una politica di stretta sul bilancio o facendosi imporre direttamente tale politica – uno Stato verrà supportato all’emissione dei propri titoli di debito dall’ESM e successivamente dalla BCE che terranno i tassi entro un non ancora precisato limite.

 

L’idea di Draghi, supportata dalla bufala colossale (come detto qui) di star proteggendo il canale di trasmissione della politica monetaria, aggira con eleganza le polemiche sulla licenza bancaria all’ESM che  avrebbe trasformato il nuovo ente in un rubinetto aperto: l’ESM resta con i propri limiti di intervento, ma viene affiancato illimitatamente dalla BCE per conto proprio e su un mercato (il secondario) diverso. L’Italico Genio ha poi ben sottolineato che “illimitatamente” non significa “all’infinito” ma solo “senza un limite di partenza”, e che comunque gli interventi della BCE verranno “sterilizzati”.

Ecco, parliamo della sterilizzazione: significa che se la BCE si prende € 300 miliardi di titoli italiani, al contempo offrirà in asta depositi (quindi remunerati) con i quali assorbirà dal mercato liquidità per pari importo; in tal modo la liquidità in circolazione resta la stessa. Se pensate che tale mossa sia indolore, vi sbagliate di grosso: in pratica questo insieme di operazioni toglierà liquidità su una parte del mercato, ad esempio liquidità destinata dalle banche alla concessione di credito, e la metterà sul mercato del debito pubblico. Le OMT implicano una redistribuzione di liquidità a diretto vantaggio del debito di un certo Stato sulle spalle di… potenzialmente tutti i privati ma probabilmente in misura maggiore di quei privati già operanti su mercati percepiti più rischiosi (se in Italia è già difficile farsi dare un mutuo-casa, dopo gli interventi della BCE non credo sarà più facile).

Be’, comunque la massa di moneta in circolazione resta sotto controllo, quindi lo sarà anche l’inflazione, no? Mica tanto. Draghi ha anche annunciato che ridurrà ulteriormente i requisiti di rating per il collaterale richiesto in sede delle normali aste di rifinanziamento. Visto che già accettava roba al limite della spazzatura (rating BBB), mi chiedo cosa potranno fornire adesso le banche per prendere finanziamenti dalla BCE alle attuali condizioni (0,75% di tasso, importo illimitato)! Il sistema bancario potrà rifilare alla BCE (il cui bilancio, è bene ricordarlo, si chiude prima con i bilanci delle singole Banche Centrali Nazionali, e quelli di queste ultime con il bilancio dei rispettivi Ministeri del Tesoro) cartaccia ingiovibile e riempirsi di ulteriore liquidità, e questo andrà da sé rispetto alle OMT. Lo sa Draghi, come inondare il mercato. È mettendo insieme queste varie novità che si spiega un quasi +7% della Borsa Italiana e uno spread capitombolato a 355 punti in soli due giorni.

 

A chi servirà veramente? Dal picco del 9/11/11 i rendimenti dei titoli italiani a un anno si sono ridotti di circa l’80%, quelli a 5 anni di circa il 50%, e quelli a 10 anni di circa il 32%; nello stesso periodo i rendimenti tedeschi si sono ridotti rispettivamente di circa il 70%, 47%, e 11%. Cosa significa? Significa che i rapporti di forza sono rimasti essenzialmente gli stessi, come se qualsiasi intervento calmieratore sui tassi si scaricasse percentualmente quasi allo stesso modo tra la periferia e il centro della UEM. Non c’è verso: l’Italia resta “tot volte peggiore” della Germania, cambia solo la base di riferimento (il tasso tedesco). Mettiamola in un altro modo: l’emerso schema di intervento ESM-BCE è apprezzabile non da solo quei due Stati più sotto stress, Italia e Spagna, ma da tutta l’area… perfino dalla Germania. In effetti lo schema è alquanto in linea con quanto era venuto fuori al summit del 28/6 che io (e pochi altri) avevano descritto come una segreta vittoria della Merkel: aiuti sì, ma in cambio della sostanziale sovranità fiscale (fatto limpido data la vastità delle aree oggetto di prescrizione da parte dell’ESM!).

La questione vera è che il blocco BCE-ESM costituisce adesso un formidabile bancomat per le banche che vorranno liberarsi a buon prezzo dei titoli di Stato (è questo che nel frattempo guiderà poco alla volta gli acquisti dei titoli e il calo degli spread), il cui accesso è però vincolato all’accettazione delle linee di politica fiscale europee (e non solo) o all’abdicazione della sovranità. Per forza (tassi alti) o per amore (volontà di riforma) emergerà l’accentramento europeo della politica fiscale con estensione al welfare, quel che ho chiamato UEM 2.0, in cui gli accentrati poteri di sorveglianza sono parte integrante per il necessario controllo della “filiera” di moneta e credito.

 

Adesso si apre il dibattito su cosa dovrà fare l’Italia. Al proposito, è veramente ilare leggere qualcuno (di cui non riporto il nome, è meglio) esultare per la mossa di Draghi e poi suggerire che l’Italia non faccia ricorso a tali aiuti perché questo “aizzerebbe la speculazione”. Ma come, non doveva il semplice annuncio della presenza del “bazooka” eliminare i rischi di attacchi? Ma mettetevi d’accordo con voi stessi!

Intanto l’Italia si sta dimostrando impotente nel prendere le decisioni che veramente dovrebbe prendere: mancano i decreti attuativi di quanto finora solo “annunciato”, e i tagli della spesa per ora sono solo discorsi. Come detto altre volte, Monti è solo un parafulmine le cui proposte devono sempre e comunque passare dal voto politico, dal Parlamento di eletti, ed è sempre e comunque quest’ultimo passaggio a creare blocchi e problemi. Questo si riverbera sui tassi – e sulla spesa per interessi – e chi paga le tasse sa bene quali siano le conseguenze. Sinceramente non mi aspetto che un parlamento di eletti da una popolazione i cui redditi per più di metà derivano dalla spesa pubblica decida di ridurre quella stessa spesa, ed allo stesso modo non mi aspetto che i tassi italiani continuino a scendere come negli ultimissimi giorni; scommettiamo che entro l’anno torneremo a 450 punti di spread sul Bund? E l’Italia si troverà a salvare capra – bilancio pubblico – e cavoli – faccia dei politici – chiedendo aiuto all’ESM probabilmente in forma di ECCL dopo qualche (chiamiamola) privatizzazione e in attesa di alcuni decreti attuativi (ma, vista la qualità del Parlamento, non è da escludere la necessità di un più duro “commissariamento”); in tali condizioni nessuno vorrà sporcarsi la faccia facendo il Premier, ed è per questo che mi aspetto un Monti-Bis o un Passera come nuovo “parafulmine tecnico”. Vedremo presto se ho ragione: entro marzo 2013 le carte dovranno venir giocate.

A questo punto, comunque, un commissariamento di fatto con supporto sul debito sarebbe l’opzione migliore per l’Italia e per chi la abita (almeno quelli che vivono di lavoro e non di soldo pubblico), anche se probabilmente sarebbe il credito privato italiano il primo a soffrire del drenaggio pro-titoli.

 

Profezie politiche a parte, la UEM 2.0 ha teso il suo bel trappolone. E sarà bene che una volta scattata la trappola non si cerchino, come fatto finora, scuse e scappatoie per ammorbidire le richieste dell’ESM mantenendo però il supporto all’indisciplinato di turno, perché questo ci porterebbe in pieno all’orrendo scenario di una “Unione Monetaria Italiana”.

 


9 Responses to “Dal Mario Anti-Spread al Mario-Bis?”

  1. 1

    biagio muscatello Says

    Ottima sintesi.

  2. 2

    Silvano Says

    Ok Leo, ha comprato tempo. Però che altro doveva fare Mario? Lasciar sgretolare l’eurozona per la gioia di Beppe Grillo o dei populisti di ogni angolo d’Europa?

    Alla fine qual’è / quali sono le alternative rilevanti al processo di integrazione europea? Il materiale umano è quello che è…

  3. 3

    Leonardo, IHC Says

    Diciamo che la storia non poteva andare diversamente, ok.
    Cosa poteva fare Mario? Quale dei due? Perché Draghi ha fatto quello che poteva fare, e sappiamo che il suo “aiuto” ha il brutto effetto collaterale di “rilassare” i Governi dai loro compiti; Monti (o meglio, Governo & Parlamento italiani) avrebbero dovuto fare le cose che sappiamo e di cui stanno facendo il contrario da 40 anni. Ora, non è che necessariamente se il secondo Mario non fa il suo dovere, diventa dovere del primo Mario procere a subdoli trasferimenti di ricchezza per permetterglielo.

  4. 4

    Andrea Says

    “Per forza (tassi alti) o per amore (volontà di riforma) emergerà l’accentramento europeo della politica fiscale con estensione al welfare, quel che ho chiamato UEM 2.0, in cui gli accentrati poteri di sorveglianza sono parte integrante per il necessario controllo della “filiera” di moneta e credito.”

    DOVE CI PORTERA’ QUESTA LUNGA DEPRESSIONE?

    “Credo che la forma di oppressione da cui sono minacciati i popoli democratici non rassomiglierà a quelle che le hanno precedute nel mondo.
    Le antiche parole, dispotismo e tirannide non la descrivono affatto.
    La cosa è nuova e bisogna tentare di definirla poiché non è possibile indicarla con un nome …

    Al di sopra degli uomini si eleva un potere immenso e tutelare … è assoluto e particolareggiato, regolare, previdente e mite. Lavora volentieri al loro benessere, ma vuole essere l’unico agente e regolatore.
    Così, ogni giorno, esso rende meno necessario e più raro l’uso del libero arbitrio, restringe l’azione della volontà in un più piccolo spazio e toglie a poco a poco ad ogni cittadino persino l’uso di se stesso.
    Così, dopo aver preso, un po’ alla volta, nelle sue mani potenti ogni individuo ed averlo plasmato a suo modo, il “sovrano” estende il suo braccio sull’intera società; ne copre la superficie con una rete di piccole regole complicate, minuziose ed uniformi, attraverso le quali anche gli spiriti più originali e vigorosi non saprebbero come mettersi in luce e sollevarsi sopra la massa: esso non spezza le volontà, ma le infiacchisce; non distrugge, ma impedisce di creare; non tiranneggia direttamente, ma ostacola, comprime, snerva, estingue, riducendo infine la nazione a non essere altro che una mandria di animali timidi ed industriosi della quale il governo è il pastore.
    Ho sempre creduto che questa servitù regolata e tranquilla possa combinarsi, meglio di quanto si immagini, con qualcuna delle forme esteriori della libertà, e che non sia impossibile che essa si stabilisca anche all’ombra della sovranità del popolo”.

    (Alexis de Tocqueville, Democrazia in America, 1840)

    Nota: sostituire la parola sovrano con establishment o con burocrazia tecno-politica europea

  5. 5

    Leonardo, IHC Says

    Ma sì Andrea, abbiamo pochi dubbi che la strada sia quella della concentrazione del potere. I mezzi attuali permettono concentrazioni su aree sempre più vaste, cioè livelli di socializzazione sempre su aree più grandi come certo non era possibile ancora nemmeno trenta anni fa; i lavori degli Austriaci del XX secolo hanno ben descritto il grado di “inevitabilità” del socialismo, quindi il resto vien da sé.
    Poi, in un futuro lontano, in una di fatto repubblica socialista mondiale (o supercontinentale) si avrà un crollo come quello dell’URSS o Impero romano (tanto la pianificazione centrale non ha funzionato e mai funzionerà), la gente si prenderà da sola i propri spazi, e avremo una specie di medio-evo mondiale frammentato e basato sulle consuetudini particolari come è stato in Europa, e via dicendo. Ma è una prospettiva moooolto lontana.

  6. 6

    Andrea Says

    Certo Leonardo. Ma volevo sottolineare la lucidità e l’attualità straordinaria di Tocqueville.
    La mandria di animali miti e laboriosi è quella di Orwell.

  7. 7

    Silvano Says

    Voglio vedere se esiste una correlazione (anche inversa Leo, ma con almeno |r| > 0.65) tra il tuo pessimismo e il bund a 10 anni, ma la costanza della tua misantropia rende il lavoro inutile :)

    Dai il Commonwealth è stata un’espansione del potere dello stato britannico ma ha garantito una vasta e stabile area di libero scambio under the rule of law, così come l’impero asburgico era senz’altro meglio di tutta quell’accozzaglia di riottosi stati nazionalisti che l’hanno succeduto. La dimensione non implica necessariamente una socializzazione, anche le idee contano. Non tutto è perduto! Anche se l’Occidente non se la passa molto bene..

  8. 8

    Leonardo, IHC Says

    Ahahahahahah le costanti non si regrediscono!!!!!

     

     Be’ allo stesso modo l’unione monetaria (come la globalizzazione) credo sia stata positiva, su certi ambiti economici reali (riallocazioni internazionali ove possibile), e la stabilità politica è comunque un fattore positivo, come hai detto tu. Il casino è se l’area di stabilità/uniformità politica è accompagnata da più o meno enorme Stato e più o meno forti politiche "violente" di redistribuzione che buttano a mare quel che di positivo poteva esserci; e io non sono ottimista sulla tendenza corrente. L’impero romano pure è stato all’inizio positivo ovunque sia arrivato, ed era arrivato lontanissimo per i tempi portando una certezza normativa e commerciale e diffusione di conoscenze, cose preziose preservando per il resto le culture locali (in senso di diffusione delle conoscenze sono stati positivi pure i raziatori mongoli!). Poi è degenerato a forza di trasferimenti verso il centro, conio imbizzarrito, tassazione crescente. Il caso corrente mi pare peggiore.

  9. 9

    Claudio Says

    In effetti visto come si è “italianizzata” (o meglio “mediterraneizzata”) la moneta comune non vedo perchè non dovrebbe accadere lo stesso con la politica e il fisco, laddove venissero anch’essi gestiti a livello UE.

    L’espansione può si essere fattore di progresso ma solo se l’ambiente che la muove è portatore di idee sane. L’Inghilterra tra ‘700 e ‘800 poteva esserlo, l’impero asburgico in parte lo era (la scuola austriaca è pur sempre nata lì). La stessa comunità europea così come era pensata dai fondatori era un passo avanti. Ma in quella di oggi chi si salva?

    La Bundesbank fuori dalla Germania viene considerata con un fastidio che sfiora la derisione, del livello del dibattito poltico dei PIGS sappiamo tutto per esperienza, la Francia quanto a idee sta peggio di noi.
    L’Unione si farà, ma non finirà bene, concordo con Leonardo

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