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Deflazione? Al Massimo un Po’ di Saldi

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January 27th, 2009 by Leonardo

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di Leonardo, IHC
 
Aiuto! Aiuto! Calano i prezzi! Anzi no, cala l’inflazione! Però un pochino resta… Ma c’è da preoccuparsi? Spesso si parla di questa minacciosa deflazione, sia nei bar che nelle università fino alla stampa (anche quella “giornalettistica”). Mi fa un po’ sorridere che ci si preoccupi di prezzi calanti dopo tutte le proteste per i passati rincari, quando si sarebbe tanto sognata una mera riduzione dei prezzi. Certo, tutto dipende dal contesto, e se prezzi in calo creano disincentivi al consumo togliendo redditività alle imprese che quindi chiudono… ma i prezzi sono un sintomo della congiuntura, non una causa (e già qui molti non saranno d’accordo, pazienza)! E questo cambia la lettura dei fatti.

 
A parte tutte le teorie economiche che si possono chiamare in causa, io mi chiedo se sia un problema che il prezzo ad esempio del petrolio stia cadendo. Sarà un problema per chi lo vende, ma la UE lo importa. Petrolio più basso significa minori costi per l’energia, quindi minor costo per le produzioni e i servizi che hanno bisogno di energia (tutte), che allora potrebbero abbassare i prezzi mantenendo il loro guadagno unitario (e i lavoratori) e, chissà, proprio per questo vendere di più e crescere… Eh ma nella UE sta calando l’indice dei prezzi e questo è “male”.. No, l’indice non sta calando, sta crescendo meno di prima, ma continuava a crescere, e questo si chiama “inflazione”. L’indice dei prezzi al consumo rallenta (cioè cresce meno) solo a causa della dinamica del prezzo del petrolio, quindi molte delle preoccupazioni sono ancora fuori luogo, e la cosa buffa è che il tasso di crescita dell’indice dei prezzi al consumo (fonte IlSole24Ore del 17/01/09) nella prima metà del 2007 era ai livelli attuali se non più basso! La variazione annua dell’inflazione “core” (senza energia e alimentari) è poco sotto al 2% sia nella UE che negli USA, in linea con il target della BCE… e ci si lamenta? Ma che forse ci si lamenta per i saldi, quando i prezzi vengono ridotti così da incentivare gli acquisti e rinnovare il magazzino? Non mi pare… Eppure a sentire alcune campane sembra che si voglia vietare a tutta l’economia di lanciare i propri saldi. Be’ certo, se l’economia fa questi saldi è perché non c’è abbastanza domanda a sostenerla.
Già, ma non è che l’economia sia “sostenuta” dai consumi, questa è una vecchia falsità, e che sia una falsità è dimostrato dal fatto che gli USA stanno letteralmente cappottando perché hanno speso più di quando nelle loro possibilità (non mi soffermo oltre sul punto, se non è chiaro o studiate o leggete i vecchi articoli). Se da noi i prezzi si ridimensionassero davvero si dovrebbe dire una cosa: era l’ora! I prezzi continuano a crescere, siamo in inflazione, altro che deflazione (e infatti ora si parla di disinflazione… da combattere con la reflazione… ci mancano ancora la perflazione la sufflazione e la conflazione e poi ci toccherà chiedere asilo politico alla Crusca).
Eh ma il problema non è adesso, è un problema prospettico. Non possiamo vedere nel futuro, ma da una parte ci si deve chiarire come possano i prezzi calare in fase di debolezza produttiva quando la politica monetaria è lassista (non possono), e nel caso invece si dica che la politica monetaria ora è inefficace si dovrebbe anche capire che fondamentalmente i consumatori devono rientrare da un eccesso. Se si vuol salvare l’inflazione si vuol anche salvare un livello di consumo che era eccessivo. E i prezzi in calo disincentiveranno la produzione? Mah sicuramente disincentiveranno quelle produzioni di cui non c’era tutto questo bisogno, solo che mentre le aziende chiudono e si riduce l’offerta si riduce anche il divario tra domanda e offerta fino ad annullarlo, e questo segnerà una fine alla (possibile?) caduta dei prezzi; se ci sarà mai un episodio di deflazione non potrà durare molto (e infatti i saldi durano poche settimane e nessuno piange così tanto).
 
E ancora: perché sia deflazione devono calare tutti i prezzi, mentre se si muove solo una parte di questi non è deflazione, è riorganizzazione dei consumi e della struttura produttiva sia in relazione ai primi sia in relazione alle possibilità tecniche di produzione (i prezzi dei prodotti informatici sono in discesa quasi da sempre, vogliamo forse chiamarla pericolosa deflazione, visto poi che il settore è in costante crescita?).
Ma perché poi usare l’indice “core” dei prezzi? Perché le componenti energia e alimentari pare siano un pochino volatili, cioè farebbero saltellare su e giù l’indice con una alta frequenza mentre per tarare la politica monetaria ci vorrebbe qualcosa di meno mobile, che dia indicazioni per tempi sufficientemente lunghi. Però sono proprio le componenti più rilevanti nei consumi dei “comuni esseri umani”, oltre al fatto che l’alimentare è uno dei settori più importanti del made in Italy… E anche qui, se questi prezzi calassero sarebbe solo un po’ di ritracciamento dal picco raggiunto. E lamentiamoci!
 
Sì, però è vero, qualche tendenza un po’ generalizzata al calo dei prezzi si potrebbe avere, se non altro perché il progredire di questa crisi sta distruggendo parte della liquidità mondiale (tutto letame che nemmeno avrebbe dovuto crearsi) e rallentando la velocità di circolazione, il che avrebbe un effetto deprimente sui prezzi. Forse la tendenza delle banche a depositare la nuova liquidità nella Banca Centrale (togliendola quindi dal circuito di finanziamenti e spesa) aggrava la tendenza, ma sicuramente tenendo basse le attese di inflazione questo permette anche tassi più bassi a scadenze lunghe il che aiuterà molto le emissioni degli Stati nel 2009 (e questo mi fa pensare che tutto questo parlare di “deflazione” sia in realtà molto “interessato” e “incoraggiato” ad arte). Ma come già detto in altri momenti state tranquilli, le paccate di spesa pubblica in arrivo ci “salveranno” dalla malvagia deflazione, e allora riscopriremo tutti di cosa è sacrosanto lamentarci nel mondo reale: dei prezzi che crescono.
 
 
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4 Responses to “Deflazione? Al Massimo un Po’ di Saldi”

  1. 1

    Strababaus Says

    Ciao sempre io quello che ama l’inflazione perchè produttore di materia prima……
    ti chiedo un responso astrologico:quanto tempo?è valutabile l’inizio di questa inflazione visto che da dicembre ho dovuto abbassare i prezzi di un 20% e nonostante questo gli ordini sono in forte calo……
    scusami se ti chiedo di fare il mio lavoro :-)

    Questa parte è degna di ricchiuti e d’amato

    “altro che deflazione (e infatti ora si parla di disinflazione… da combattere con la reflazione… ci mancano ancora la perflazione la sufflazione e la conflazione e poi ci toccherà chiedere asilo politico alla Crusca).”

  2. 2

    Leonardo Says

    Certo che non è valutabile. Da parte mia il processo dovrebbe cominciare quando magicamente ricomparirà la liquidità per comprare tutte le emissioni di titoli di stato di quest’anno tra piani americani, europei e compagnia. Certo, purché non si inventi un’altra bolla che per un po’ accantoni il problema.

    Tu hai abbassato i prezzi del 20%? Ma che vendi? Computer? Nel mio paniere non è sceso niente negli ultimi anni. Ma niente niente!

  3. 3

    Strababaus Says

    Pvc riciclato……onestamente guadagnavo troppo l’anno scorso:-)
    Prezzo della resina vergine passato da 1,10 di novembre a 0,70 di oggi

  4. 4

    Leonardo, IHC Says

    avrai ribassato il listino, ok ma i tuoi margini si sono mantenuti vero?
    Il riciclaggio dovrebbe essere uno dei nuovi settori trainanti, un po’ per le sovvenzioni un po’ perché è giusto così, un settore un po’ tantino in evoluzione e dove ancora c’è spazio per concorrenza e sviluppo tecnologico credo anche (ma lo sai meglio tu); se si vedesse inflazione galoppante nel tuo settore ci sarebbe da piangere a dirotto :)

    Sulle materie inoltre, ma ci vorrebbe Libertyfirst, dovrebbe esserci un po’ di sgonfiamento di bolla… se ti va mandami una mail, magari ne parliamo un po’ meglio.

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