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	<title>Comments on: Diritto, Legge e Costituzione: Antigone e Creonte</title>
	<link>http://ideashaveconsequences.org/diritto-legge-e-costituzione-antigone-e-creonte/jacopo</link>
	<description>l'economia nel salotto della libertà</description>
	<pubDate>Fri, 18 May 2012 08:56:02 +0000</pubDate>
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		<title>by: Leonardo</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/diritto-legge-e-costituzione-antigone-e-creonte/jacopo#comment-28868</link>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 11:03:08 +0000</pubDate>
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					<description>troppo alcol...</description>
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		<title>by: benedetta</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/diritto-legge-e-costituzione-antigone-e-creonte/jacopo#comment-28833</link>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 11:37:26 +0000</pubDate>
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					<description>ciupaa</description>
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		<title>by: benedetta</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/diritto-legge-e-costituzione-antigone-e-creonte/jacopo#comment-28832</link>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 11:37:03 +0000</pubDate>
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					<description>secondo me questo sito fa leggermente schifo ma molto utile.kontattatemi kiamate il 666.666.666</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>secondo me questo sito fa leggermente schifo ma molto utile.kontattatemi kiamate il 666.666.666
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		<title>by: benedetta</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/diritto-legge-e-costituzione-antigone-e-creonte/jacopo#comment-28831</link>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 11:35:30 +0000</pubDate>
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					<description>fa schifoo</description>
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		<title>by: Dieci piani di morbidezza &#171; Snow Crash</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/diritto-legge-e-costituzione-antigone-e-creonte/jacopo#comment-21549</link>
		<pubDate>Sun, 21 Sep 2008 01:24:31 +0000</pubDate>
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					<description>[...] Dieci piani di&#160;morbidezza  Sul calendario della politica italiana nei giorni scorsi c&#8217;era disegnato un ombrellino rosso. Ciclicamente, soprattutto grazie al presidente della Repubblica Popolare Italiana di turno, l&#8217;olezzo nauseabondo della polemica sulla nostra carta costituzionale torna a farsi sentire. Per mia gran fortuna l&#8217;indottrinamento delle ore di educazione civica alla scuole medie e cinque anni di lezioni di diritto tenute da una ex-parlamentare socialista non sono riusciti ad affogare i dubbi e le contraddizioni che galleggiano nello scetticismo della mia mente a proposito dei concetti di costituzione e di distinzione fra diritto e legge. Mettere in discussione la validità del &#8220;contratto sociale&#8221;, del diritto come prodotto del legislatore e quindi giungere alla logica meta che è sacrosanto non riconoscersi in quella carta da culo approvata dai &#8220;nostri rappresentanti&#8221; nel 1948 equivale ad essere sparati con la fionda nella categoria degli incivili. Anche se il compagno Napolitano ci ricorda che la costituzione non è sentita come propria da gran parte dei cittadini italiani è innegabile che il percolato collettivista che trasuda dal risultato dello sforzo dei nostri padri della repubblica abbia reso scivoloso il cammino del nostro paese. Non credo che esistano altre nazioni considerate occidentali la cui carta fondamentale ponga così tanti laccioli alla proprietà privata ed alla libera intrapresa (che da un punto di vista liberale coerente non possono essere scisse dal resto delle libertà individuali) ed allo stesso tempo riconosca esplicitamente il ruolo della partitocrazia e dia carta bianca alle associazioni sindacali. Le vaccate che riempiono la prima parte della costituzione italiana sono la giustificazione perfetta per le sanguisughe dello stato assistenziale, dei devoti alla religione del diritto positivo alla casa, al lavoro ed all&#8217;istruzione, dei moralmente superiori che si sentono a posto con la loro coscienza drogata dall&#8217;astrazione della giustizia sociale se invece che rubare direttamente il frutto del lavoro altrui lasciano allo stato ridistributore il compito di mettersi il passamontagna. Insomma, non c&#8217;è bisogno d&#8217;essere dei nostalgici della R.S.I. per avvertire la carta costituzionale italiana fastidiosa come un paio di mutande in flanella di due taglie troppo strette! Naturalmente la speranza è che le nuove generazioni di studenti, fra una canna in bagno ed un atto di bullismo, non accettino di doversi uniformare ai &#8220;valori costituzionali&#8221; solo perchè un insegnante dice loro che è un dovere di ogni cittadino modello. Come diceva il mai troppo ricordato Albert Jay Nock “Lo stato è il nemico comune di tutti gli uomini ben disposti, industriosi ed onesti”, forse è per questo che me giren i bal ogni volta che sento parlare di costituzione. Figuratevi  poi quando si parla di quella italiana&#8230; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Dieci piani di&nbsp;morbidezza  Sul calendario della politica italiana nei giorni scorsi c&#8217;era disegnato un ombrellino rosso. Ciclicamente, soprattutto grazie al presidente della Repubblica Popolare Italiana di turno, l&#8217;olezzo nauseabondo della polemica sulla nostra carta costituzionale torna a farsi sentire. Per mia gran fortuna l&#8217;indottrinamento delle ore di educazione civica alla scuole medie e cinque anni di lezioni di diritto tenute da una ex-parlamentare socialista non sono riusciti ad affogare i dubbi e le contraddizioni che galleggiano nello scetticismo della mia mente a proposito dei concetti di costituzione e di distinzione fra diritto e legge. Mettere in discussione la validità del &#8220;contratto sociale&#8221;, del diritto come prodotto del legislatore e quindi giungere alla logica meta che è sacrosanto non riconoscersi in quella carta da culo approvata dai &#8220;nostri rappresentanti&#8221; nel 1948 equivale ad essere sparati con la fionda nella categoria degli incivili. Anche se il compagno Napolitano ci ricorda che la costituzione non è sentita come propria da gran parte dei cittadini italiani è innegabile che il percolato collettivista che trasuda dal risultato dello sforzo dei nostri padri della repubblica abbia reso scivoloso il cammino del nostro paese. Non credo che esistano altre nazioni considerate occidentali la cui carta fondamentale ponga così tanti laccioli alla proprietà privata ed alla libera intrapresa (che da un punto di vista liberale coerente non possono essere scisse dal resto delle libertà individuali) ed allo stesso tempo riconosca esplicitamente il ruolo della partitocrazia e dia carta bianca alle associazioni sindacali. Le vaccate che riempiono la prima parte della costituzione italiana sono la giustificazione perfetta per le sanguisughe dello stato assistenziale, dei devoti alla religione del diritto positivo alla casa, al lavoro ed all&#8217;istruzione, dei moralmente superiori che si sentono a posto con la loro coscienza drogata dall&#8217;astrazione della giustizia sociale se invece che rubare direttamente il frutto del lavoro altrui lasciano allo stato ridistributore il compito di mettersi il passamontagna. Insomma, non c&#8217;è bisogno d&#8217;essere dei nostalgici della R.S.I. per avvertire la carta costituzionale italiana fastidiosa come un paio di mutande in flanella di due taglie troppo strette! Naturalmente la speranza è che le nuove generazioni di studenti, fra una canna in bagno ed un atto di bullismo, non accettino di doversi uniformare ai &#8220;valori costituzionali&#8221; solo perchè un insegnante dice loro che è un dovere di ogni cittadino modello. Come diceva il mai troppo ricordato Albert Jay Nock “Lo stato è il nemico comune di tutti gli uomini ben disposti, industriosi ed onesti”, forse è per questo che me giren i bal ogni volta che sento parlare di costituzione. Figuratevi  poi quando si parla di quella italiana&#8230; [&#8230;]
</p>
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	<item>
		<title>by: paolo</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/diritto-legge-e-costituzione-antigone-e-creonte/jacopo#comment-1321</link>
		<pubDate>Wed, 16 May 2007 15:11:27 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/diritto-legge-e-costituzione-antigone-e-creonte/jacopo#comment-1321</guid>
					<description>"Un grande giurista del secolo scorso, cattolico per giunta, ha scritto che evocare il diritto naturale nelle nostre società, dove convivono valori, concezioni della vita e del bene comune diverse, significa lanciare un grido di guerra civile. [...] Questo incitamento, per quanto nobili a taluno possano sembrarne le motivazioni, è sovversivo; è l'espressione della pretesa di chi ha l'ardire di porsi unilateralmente al di sopra delle leggi e della Costituzione. (da Le false risposte del diritto naturale, ne la Repubblica del 4 aprile 2007)"

Da &lt;a href="http://it.wikiquote.org/wiki/Gustavo_Zagrebelsky" rel="nofollow"&gt;qui&lt;/a&gt;

Io cerco, ammesso che esista... il modo di costruirmi un piccolo spazio di leberta' individuale cercando di non essere (pur essendolo individualmente) socialmente sovversivo. Fondamentalmente perche' non ne ho la forza o forse il coraggio... 

Esiste, secondo voi, una via individuale, privata, alla liberta'?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Un grande giurista del secolo scorso, cattolico per giunta, ha scritto che evocare il diritto naturale nelle nostre società, dove convivono valori, concezioni della vita e del bene comune diverse, significa lanciare un grido di guerra civile. [&#8230;] Questo incitamento, per quanto nobili a taluno possano sembrarne le motivazioni, è sovversivo; è l&#8217;espressione della pretesa di chi ha l&#8217;ardire di porsi unilateralmente al di sopra delle leggi e della Costituzione. (da Le false risposte del diritto naturale, ne la Repubblica del 4 aprile 2007)&#8221;</p>
<p>Da <a href="http://it.wikiquote.org/wiki/Gustavo_Zagrebelsky" rel="nofollow">qui</a></p>
<p>Io cerco, ammesso che esista&#8230; il modo di costruirmi un piccolo spazio di leberta&#8217; individuale cercando di non essere (pur essendolo individualmente) socialmente sovversivo. Fondamentalmente perche&#8217; non ne ho la forza o forse il coraggio&#8230; </p>
<p>Esiste, secondo voi, una via individuale, privata, alla liberta&#8217;?
</p>
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	<item>
		<title>by: L.Baggiani</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/diritto-legge-e-costituzione-antigone-e-creonte/jacopo#comment-952</link>
		<pubDate>Mon, 07 May 2007 06:53:15 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/diritto-legge-e-costituzione-antigone-e-creonte/jacopo#comment-952</guid>
					<description>Bene! Chi sa dica!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bene! Chi sa dica!
</p>
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	<item>
		<title>by: Germanynews</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/diritto-legge-e-costituzione-antigone-e-creonte/jacopo#comment-929</link>
		<pubDate>Sun, 06 May 2007 06:50:20 +0000</pubDate>
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					<description>Sul diritto romano: o l'Arangio-Ruiz o il Marrone che trovi in una qualsiasi libreria universitaria. I giureconsulti non sono stati "inventati" dopo, ma a Roma, a quanto ne so, non avevano grossi poteri...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sul diritto romano: o l&#8217;Arangio-Ruiz o il Marrone che trovi in una qualsiasi libreria universitaria. I giureconsulti non sono stati &#8220;inventati&#8221; dopo, ma a Roma, a quanto ne so, non avevano grossi poteri&#8230;
</p>
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	<item>
		<title>by: Germanynews</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/diritto-legge-e-costituzione-antigone-e-creonte/jacopo#comment-928</link>
		<pubDate>Sun, 06 May 2007 06:48:40 +0000</pubDate>
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					<description>"Epperò è arcinota, e l’Autore a più riprese rende edotto il lettore, la valorizzazione in Leoni dello jus civile e della common law, dove spesso il filosofo libertario contrappone la conoscenza fattuale e localizzata dei giuristi alla vana pretesa onniscienza dei legislatori" da recensione di Andrea Favaro IBL</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Epperò è arcinota, e l’Autore a più riprese rende edotto il lettore, la valorizzazione in Leoni dello jus civile e della common law, dove spesso il filosofo libertario contrappone la conoscenza fattuale e localizzata dei giuristi alla vana pretesa onniscienza dei legislatori&#8221; da recensione di Andrea Favaro IBL
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>by: libertyfirst</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/diritto-legge-e-costituzione-antigone-e-creonte/jacopo#comment-859</link>
		<pubDate>Thu, 03 May 2007 20:25:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/diritto-legge-e-costituzione-antigone-e-creonte/jacopo#comment-859</guid>
					<description>Mi torna la prima parte (la parziale legislazione pre-giustinianea) e l'ultima (il diritto comune nel medioevo). Invece, che i giureconsulti fossero stati inventati nel XIII secolo non lo sapevo (e credo di aver capito male). Per quanto ne so, esistevano a Roma, e facevano i consulenti legali, facendo de facto diritto.

Visto che ci sto, chi mi consiglia:

1. Un libro (300-400 pagine) su come funziona il diritto romano? Io a casa ho due testi di Cicerone (de legibus e de republica) e un libro di Schulz "storia della giurisprudenza romana". Come introduzione va bene?

2. Idem per il diritto anglo-americano.

3. Un libro sul diritto giurisprudenziale nella storia in generale: principi, evoluzione, istituzioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi torna la prima parte (la parziale legislazione pre-giustinianea) e l&#8217;ultima (il diritto comune nel medioevo). Invece, che i giureconsulti fossero stati inventati nel XIII secolo non lo sapevo (e credo di aver capito male). Per quanto ne so, esistevano a Roma, e facevano i consulenti legali, facendo de facto diritto.</p>
<p>Visto che ci sto, chi mi consiglia:</p>
<p>1. Un libro (300-400 pagine) su come funziona il diritto romano? Io a casa ho due testi di Cicerone (de legibus e de republica) e un libro di Schulz &#8220;storia della giurisprudenza romana&#8221;. Come introduzione va bene?</p>
<p>2. Idem per il diritto anglo-americano.</p>
<p>3. Un libro sul diritto giurisprudenziale nella storia in generale: principi, evoluzione, istituzioni.
</p>
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