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Due Consigli di Lettura

July 22nd, 2009 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Ho trovato due consigli di lettura riguardanti origini e soluzioni per l’attuale crisi economica (un argomento nuovo).

Il primo consiglio è L’acqua e la spugna. I guasti della troppa moneta” di Franco Bruni. Dalla recensione che ho letto, viene fatto il punto sull’attuale abbandono dell’ortodossia monetaria degli anni ’80 da parte delle Banche Centrali; il precedente successo dell’ortodossia in termini di controllo dell’inflazione avrebbe eliminato una fonte di incertezza sui valori e quindi spinto alla crescita del settore finanziario con creazione di fenomeni di “bolla” in senso ampio. Il meccanismo di trasmissione della politica monetaria risulta quindi alterato. Inoltre l’abbandono dell’ortodossia monetaria sta comportando, per contrastare l’attuale crisi, l’ulteriore creazione di moneta, in un ulteriore circolo vizioso.

Il secondo consiglio è la 79a Relazione annuale” della Banca dei Regolamenti Internazionali che si concentra sul problema delle regole della finanza e della opacità della situazione effettiva dei bilanci delle grandi banche e in generale del sistema finanziario già affetto da ipertrofia. Questa combinazione è foriera del rischio di giapponesizzazione.

 

I due suggerimenti hanno molti punti in comune con le cose dette (e ancora da dire) su IHC (oltre a Giornalettismo.com e, chiaramente, Ventinove Settembre) riguardo moneta e ipertrofia della finanza (l’inflazionomia) nonché riguardo l’opacità dei bilanci bancari ed il rischio di un “decennio giapponese” in occidente. Questo dovrebbe rincuorare me, lettori, e amici: non siamo soli!

È interessante inoltre che venga messa in gioco la “troppa bravura” passata nel controllare l’inflazione quale fattore di spinta a comportamenti “eccessivi” in termini di propensione al rischio e quindi di sovradimensionamento della finanza. Già qui è stato fatto un richiamo teorico (a marzo 2007, si badi bene) al fatto che un controllo inflazionistico troppo efficace possa disancorare le aspettative dai fondamentali dell’economica, portando prima un boom illusorio e poi il conseguente crack; l’intuizione si dimostra quindi molto valida.

Sul discorso delle regole invece manca un po’ di allineamento, perché per me le regole non mancano, ma diverse di quelle che ci sono perverse. Soprattutto se si allarga il significato di “regolamentazione” per comprendere le varie spinte “politicamente originate” sulla finanza, si trovano delle responsabilità ben diverse da quanto solitamente blaterato. In ogni caso già qui si è lanciata l’intuizione di un rapporto tra regole (in particolare quelle contabili) e il rischio di giapponesizzazione; il punto deve però essere ancor meglio sviluppato.

 

Certo, non si vede ancora una pubblica lettura in chiave misesiana di questo ciclo (per la verità nemmeno si parla in modo chiaro di “ciclo” ma solo di una “fase recessiva”), perché o il pensiero comune deve ancora completare un percorso di dubbio e conoscenza (come accaduto ad esempio a me) oppure perché siamo noi traviati da un religioso austrismo. Ma chi se ne frega? Avevamo anticipato certe letture della crisi, quindi se ci sbagliamo, sbagliamo di poco.


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